Uno dei nuclei più celebri delle raccolte del Museo Gulbenkian è rappresentato dagli splendidi dipinti di Francesco Guardi (1712-1793), l’ultimo grande vedutista veneziano del Settecento, acquistati nel primo ventennio del Novecento.
Si tratta di alcune tra le opere più sublimi dell’artista, famoso per avere iniziato a dipingere vedute in età matura, dopo anni di sperimentazioni nel campo della pittura di storia e di genere. Tutte databili tra il 1770 e 1790, le opere di Guardi del Museo Gulbenkian sono una straordinaria testimonianza dello stile dell’artista, fatto di pennellate allusive e di proporzioni liberamente sfalsate che producono vedute in cui la struttura prospettica appare elastica.
Ormai lontana dalle certezze geometriche di Canaletto e della sua camera ottica, la Venezia ritratta da Francesco Guardi è composta da edifici corrosi dalla luce, resi attraverso una pittura tremolante, quasi che il pittore voglia offrire un’immagine interiore della città e di una civiltà, quella veneziana, ormai in rapido declino. I soggetti sono quelli indagati dall’artista in varie occasioni, come la Festa della Sensa in Piazza San Marco, le Regate sul Canal Grande e la Partenza del Bucintoro.
Grazie alla collaborazione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Museo Calouste Gulbenkian è possibile ammirare nel portego di Ca’ Rezzonico una selezione di questi quadri di Francesco Guardi assieme a un nucleo di fogli provenienti dai fondi del Gabinetto dei disegni e delle stampe, in un dialogo tra pittura e grafica volto ad approfondire il percorso creativo di uno degli artisti iconici del Settecento veneziano.
Photo credits Fondazione Musei Civici di Venezia