Prima assoluta italiana della realtà teatrale veronese Teatro Scientifico per Estate Teatrale Veronese, su una rielaborazione del mito di Ecuba, che si estende ad una riflessione sull’insensatezza della guerra, sulla violenza che scatena e in particolare su quella che passa sul corpo delle donne.
Lo spettacolo osserva la devastazione della guerra e la perdita dei figli in ogni conflitto bellico di ieri e di oggi in un’ ottica di rilettura del mito tra passato e presente. È un focus sulla maternità violata e sull’urlo di dolore che squarcia l’animo di una madre dando voce alla figura di una donna ridotta a un cumulo di macerie emotive, ma anche alla forza resiliente.
La donna che sulla sua pelle ha visto, vissuto, provato violenza e tuttora vede, vive e prova violenza.
Un rito laico sulle guerre di ieri e di oggi e le ferite delle donne. Una performance che possa donare un seme agli spettatori, che li porti a riflettere, a voler cambiare l’orrore in solidarietà e in ascolto dell’altro.
Un grido che giunge fino ad oggi, alle guerre che l’uomo continua a perpetrare.