Il grido e il canto. Paganin e Fioravanti

Recapito telefonico
Recapito mail
info@museolecarceri.it
Coordinate geografiche
45.8714447, 11.510584
Fonte
IAT Asiago
Orari evento
Lunedì
Acceso
Martedì
Acceso
Mercoledì
Acceso
Giovedì
Acceso
Venerdì
Acceso
Sabato
Acceso
Domenica
Acceso
Durata
0
Data inizio
Data fine
External ID
4026be1f-19f2-47d1-a575-fcb6caf61e1d
Localita
Area turistica
Posizione
Museo Le Carceri
Descrizione breve
a cura di Marina Pizziolo e Marisa Zattini - da un’idea di Vittorio Sgarbi
Descrizione lunga

Dopo il successo al Mart di Rovereto “Il grido e il canto” approda al Museo Le Carceri di Asiago, ma qui, nella città natale di Paganin, trova una risonanza diversa.

Per Giovanni Paganin (Asiago, 1913 - Milano, 1997) il corpo è territorio di una guerra solitaria: ogni figura emerge dalla materia come un grido pietrificato, che non concede nulla al decorativo ma tutto al necessario. La carne diventa simulacro: non rappresentazione, ma presenza. Un affondo nel dolore del vivere che la rigorosa nudità colloca fuori da ogni tempo storico.

Ilario Fioravanti (Cesena, 1922 - Savignano sul Rubicone, 2012) sceglie la strada opposta: il corpo come palcoscenico della storia, teatro delle piccole e grandi contraddizioni umane. Le sue figure vestono maschere che non nascondono, ma rivelano: l’ironia diventa strumento di conoscenza, mai di evasione.

Entrambi gli artisti credono che scolpire significhi ancora dare forma al corpo. Ma quale corpo? Il corpo assoluto di Paganin o quello storicizzato di Fioravanti? Il corpo che si sottrae al tempo o quello che lo attraversa? Non c’è risposta univoca, ma solo l’urgenza di continuare a cercare.

Immagine di copertina esterna
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