Visita la Collezione Balzan

Recapito telefonico
Recapito mail
info@collezionebalzan.it
Coordinate geografiche
45.0938717, 11.4917733
Fonte
IAT Rovigo
Orari evento
Orario inizio
10:00:00
Lunedì
Spento
Martedì
Spento
Mercoledì
Spento
Giovedì
Spento
Venerdì
Spento
Sabato
Acceso
Domenica
Acceso
Durata
3
Data inizio
Data fine
Orario inizio
14:30:00
Lunedì
Spento
Martedì
Spento
Mercoledì
Spento
Giovedì
Spento
Venerdì
Spento
Sabato
Acceso
Domenica
Acceso
Durata
3
Data inizio
Data fine
External ID
ce9e68d5-d477-4c5f-b779-068a49589665
Localita
Area turistica
Posizione
Collezione Balzan
Descrizione breve
La collezione di dipinti tra Ottocento e Novecento
Descrizione lunga

La collezione Balzan è la raccolta di dipinti appartenuta ad Eugenio Balzan, costituita da dipinti delle principali scuole e correnti italiane esistenti negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento. Annovera alcuni vertici assoluti della pittura italiana dell’epoca.

Le opere della Collezione Balzan vennero esposte, per la prima volta, a Zurigo nel 1944 in una mostra curata dall’amico di Eugenio Balzan e storico dell’arte, prof. Giuseppe De Logu. 

La collezione è costituita da 49 opere realizzate da 26 pittori italiani e racchiude alcuni vertici assoluti della pittura dell’epoca, come le opere di Domenico Morelli, tra cui il capolavoro il Bagno pompeiano, o le tele di Mosè Bianchi e i dipinti di Filippo Palizzi, tra cui la straordinaria Fanciulla sulla roccia a Sorrento, e si caratterizza per esempi di eccellenza per ognuno degli artisti che Balzan aveva scelto di collezionare: ricordiamo ancora il piemontese Alberto Pasini, i lombardi Leonardo Bazzaro, Eugenio Gignous e Gaetano Previati, i veneti Giacomo Favretto, Luigi Nono ed Ettore Tito, i toscani Giovanni Fattori e Plinio Nomellini, i napoletani Edoardo Dalbono, Giuseppe De Nittis, Francesco Paolo Michetti, Federico Rossano e Gioacchino Toma, in uno sforzo perfettamente riuscito di rappresentare ogni “Scuola” regionale, così come era allora intesa la vicenda artistica italiana dell’Ottocento, fino ad un’incursione nel Novecento con un’opera di Ardengo Soffici.

Immagine di copertina esterna
Grande evento
Spento