Villa Padovani è una dimora del Seicento sulle colline moreniche veronesi, alle porte della Valpolicella e vicino al Garda. Vincolata dalle Belle Arti, è nel circuito dell'Istituto Regionale Ville Venete — Premio Villa Veneta 2018 per il restauro — e associata alle Dimore Storiche ADSI.
Nata con la famiglia Orci (XV–XVI sec.), nel 1672 passò a Giuseppe Carminati, mercante di formaggi bergamasco, il cui stemma — aquila coronata su carro agricolo, unicum araldico — orna dal 1692 la chiave di volta del portale. Con i Marinelli visse l'età aurea; nel 1796 il generale Masséna vi pose il quartier generale e la memoria vuole che alla vite della corte Napoleone, Masséna e Moreau legassero i cavalli reduci da Rivoli.
Cinque leoni, massimo grado della Regione Veneto: è una boutique di lusso adults-only, 10 suite, understated luxury — eleganza sobria, silenzio, autenticità — per coppie e wellness traveller, soprattutto DACH, con Italia colta, UK e Nord America.
L'area wellness, riservata agli ospiti, offre piscina e jacuzzi riscaldate nell'antica cantina — l'acqua al posto del vino — con sauna, bagno turco, docce emozionali, relax e trattamenti su misura. Il brolo, frutteto murato citato negli atti dal 1672, è il giardino segreto della villa. L'oratorio dell'Assunzione, eretto dai Marinelli a fine '700 su disegno di Adriano Cristofoli, custodisce la pala della Madonna di La Salette e apre a maggio per il rosario.
La vera peculiarità è la sorgente ipertermale più calda della provincia di Verona: sgorga a 53°C e il Ministero della Salute ne riconosce le proprietà curative (balneoterapia per affezioni dermatologiche, artroreumatiche e vascolari), praticate nello stabilimento termale guidato dal direttore sanitario. La stessa acqua è energia geotermica rinnovabile: tramite scambiatori, senza combustione, riscalda piscine, jacuzzi e acqua sanitaria abbattendo le emissioni di CO2. Qui nasce l'identità ESG: calore autoprodotto e a km zero, in un modello circolare a basso impatto.