Villa Angarano, Favero, detta San Giuseppe
<p>Villa Angaran San Giuseppe nasce come dimora di campagna del conte Giacomo Angaran del Sole, figlio di Stefano Angaran e Paola Capra, discendenti di due importanti casati della nobiltà vicentina. Giacomo, primogenito, si sposa in giovane età con Bianca Nievo, donna colta, poetessa e imprenditrice, da cui ha cinque figli. </p> <p>La famiglia vive a Vicenza ma, data la grande prosperità decide di realizzare una villa di campagna commissionandola, in territorio bassanese, al grande architetto Andrea Palladio. I due erano intimi amici tanto che l'architetto dedica al conte la sua opera magna: i Quattro Libri dell'Architettura, pubblicati nel 1570, dove è contenuto anche il progetto della villa per Giacomo, l'attuale villa Bianchi Michiel. Durante il cantiere della prima villa, Giacomo perde grandi quantità economiche, scompare il suo figlio primogenito e la moglie è inquisita e giustiziata come eretica. Angaran vende dunque il cantiere e il progetto della prima villa e inizia, nel 1588, la costruzione della sua nuova dimora, nella zone delle Cherubine, affidando la supervisione dei lavori a Silla Palladio, figlio del grande maestro. </p> <p>Non si conosce il nome dell'architetto che progettò la nuova villa, ma i forti riferimenti alla lezione palladiana sono tuttora leggibili nella facciata e nella planimetria. La villa ha una pianta semplice e regolare, con un ampio atrio a doppia altezza al centro dell'asse di simmetria, che divide i due blocchi scale, due studioli e due stanze quadrate alle estremità. Nel 1595 la Villa passa in eredità agli Angaran delle Stelle, che la possiedono per circa 300 anni prima di venderla ai Favero e quindi, nel 1921, ai padri Gesuiti, che ne fanno una casa per esercizi spirituali, inaugurata nel 1924: Villa San Giuseppe. Durante il '900 la struttura subisce moltissimi rimaneggiamenti e ampliamenti perdendo la sua struttura simmetrica originale; nel 1945 è inoltre colpita da un ordigno bellico che ne distrugge totalmente la facciata settentrionale. </p> <p>Eccellenze della villa: L'elemento di maggior interesse è la facciata cinquecentesca incompleta, composta da 4 semicolonne a capitello dorico al piano terra che riquadrano due arcate centinate a bugnato, e un settore di parete con due fori architravati, e 4 semicolonne di ordine ionico che riquadrano 3 arcate centinate lisce al piano primo. Una trabeazione a metope e triglifi conclude l'ordine al piano terra e gira sul fianco dell'edificio. Una cornice di gronda a dentelli conclude l'edificio. Sul fronte meridionale è presente la lapide cinquecentesca e il vessillo in pietra degli "Angaran del Sole". Il fronte settentrionale riporta invece il vessillo degli "Angaran delle Stelle" mentre sulla facciata occidentale si trova lo stemma partito con l'unione dei due casati. La facciata occidentale presenta inoltre il portale di una vecchia cappella, formato da due semicolonne con motivi in bassorilievo legati ai temi agresti ed evangelici che sorreggono un frontone arcato affrescato. </p> <p>Eccellenze del contesto: La villa è inglobata in una delle maggiori aree verdi del centro storico bassanese: quattro ettari di parco affacciati sul fiume Brenta e connessi attraverso un passaggio pedonale direttamente con il Ponte Vecchio, distante 700 m. L'area verde è in parte destinata a colture di viti, olivi, alberi da frutto e in parte è utilizzabile per attività libera.</p>
Villa Angarano, Favero detta "San Giuseppe" - Villa Angaran San Giuseppe <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002910
Villa Gazzotti Grimani Curti
Villa Gazzotti, Grimani, Marcello, Bragadin, De Marchi, Curti - Villa Gazzotti <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001580
Villa Barbarigo, Loredan, Rezzonico
<p><b><br></b></p><p><b>Villa Barbarigo Rezzonico a Noventa Vicentina</b> nota anche come Villa Barbarigo Rezzonico, è una villa veneta situata nel centro di Noventa Vicentina (VI), costruita nel tardo XVI secolo per volontà del nobile Giacomo Barbarigo. L’edificio, progettato da un architetto veneziano legato a Vincenzo Scamozzi, si distingue per la maestosa struttura a quattro piani e per le barchesse che la completano. </p><p>Dal 1836 al 1891 fu sede di un collegio mechitarista, poi acquistata dal Comune che la adibì prima a scuola e successivamente a sede del Municipio, funzione che mantiene tutt’oggi. Ricca di affreschi dei pittori Maganza, Vassilacchi (l’Aliense), Foler e Luca Ferrari, la villa celebra la storia e le virtù della famiglia Barbarigo, con scene mitologiche e ritratti dogali. Il salone delle feste è decorato con <i>La Verità svelata dal Tempo</i> ed è rinomato per l'acustica. </p><p>Visitabile su prenotazione o durante eventi, è oggi uno dei principali simboli storici e culturali della cittadina.</p> .<br>
<p>A partire dal 5 gennaio 2025 e ogni prima domenica del mese, <b>dalle ore 10.30 alle ore 12.00</b>, sarà possibile visitare Villa Barbarigo con spiegazioni storiche di Lorenzo Valda il quale racconterà la storia della Villa e della famiglia dei Dogi Barbarigo.<br><br>Massimo 30 persone. <b>Ingresso gratuito.<br></b>Per informazioni: 0444-788550/788570.<b><br></b><br>Da maggio a settembre 2025 il primo piano di Villa Barbarigo (Sala Paradiso) non sarà visitabile per lavori di restauro.<br><br>E' consigliata la prenotazione alla mail <b>prenotazioni@comune.noventa-vicentina.vi.it </b><br>entro le ore 12.00 del venerdì precedente la visita.<br></p><br>