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Corsa di Babbo Natale
B&B VILLA 61 MAISON DE CAMPAGNE
B&B de charme, tra Venezia e le Dolomiti, ricavato all'interno di un vecchio rustico eco-ristrutturato, arredato con oggetti di recupero, antichi e vintage.
Villa Azzoni degli Avogadro
<p>Ampliata e parzialmente trasformata nel XIX secolo, si affaccia su un giardino terrazzato, chiuso da un piccolo corpo rustico, collegato a quello padronale da un portale ad arco. La cappella è oggi divisa dal complesso dalla strada carrabile. Lo spessore di alcuni muri portanti e la sagoma molto irregolare del muro esterno verso nord fanno intuire l'antica presenza di una struttura preesistente, forse parte del sistema fortificato di cui parlano le cronache locali.</p><p>La villa ospita degli appartamenti turistici ed è visitabile su prenotazione.</p><p>L’ottocentesca<b> villa di campagna della famiglia Azzoni Avogadro</b> domina dall’alto di una collina, circondata da boschi e campi coltivati.</p><p></p><p><br></p><p><br></p><p></p><p></p><p><b><br></b></p>
Villa Crico, Avogadro degli Azzoni (Villa Bivai) - Villa degli Azzoni Avogadro<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001630
Villa Miari Fulcis
<p>Villa di Modolo è una tra le 15 ville maggiori della provincia di Belluno ed è compresa nella catalogazione delle cento ville venete di Antonio Canova. </p> <p>Poco distante dal centro di Belluno, immersa nel verde, Villa Miari Fulcis è un vero gioiello architettonico che merita una <b>visita </b>da unire magari a una<b> passeggiata lungo il bell’anello di Modolo.</b></p><p>Si arriva ad una piazzetta ove sorge la cappella di famiglia dedicata a San Lorenzo. Oltrepassando il cancello settecentesco si entra nel giardino, si incontrano le vecchie scuderie e infine la Villa di Modolo, grandiosa costruzione del primo ‘800 disegnata dall’architetto Andrea Miari. </p> <p>Il corpo centrale, decorato da semicolonne ioniche e corinzie, si prolunga in un’ala alla quale è addossato un altro edificio di minor altezza: la Barchessa, con portico al piano terreno e sotto le cantine ove è ancora leggibile la data del 1644. </p><p><p>È stata realizzata nel Settecento, ma l’aspetto che vedrai oggi è frutto degli interventi dell’Ottocento che hanno interessato sia la villa che le vecchie scuderie che l’affiancano. Entrando nei saloni del primo piano ammira le decorazioni e gli affreschi che ne impreziosiscono le pareti. Purtroppo sono solo una parte dell’intero apparato decorativo andato distrutto durante i due conflitti mondiali. Scendendo il grande <b>scalone</b>, ritorna all’esterno, cerca lo stemma della famiglia Miari accompagnato dalla data 1806, e lascia spaziare lo sguardo sul bel <b>giardino </b>e sulla <b>cancellata barocca</b>, a lato dell’edificio, che racchiude e protegge questa elegante villa.</p></p><p>Il complesso costituisce uno dei maggiori esempi di ville perfettamente inserito nella grande tradizione dei più significativi modelli veneti.</p>
Aperto dalle 9.30 alle 18.30, tutti i giorni.
Palazzo della Magnifica Comunità di Mel
<p>Il Palazzo della Magnifica Comunità di Mel è un elegante edificio i cui lavori di costruzione sono iniziati nel 1510 ed attuale sede del Municipio di Borgo Valbelluna.</p><p>Sopra il tetto è evidente un torretta, dipinta probabilmente da Giovanni da Mel o dal fratello Marco, nella quale fu posto il grande orologio che si trovava originariamente nel campanile distrutto dal fulmine del 1756. L’ingresso è costituito da un ampio loggiato con archi a tutto sesto e volte a crociera sostenuti all’esterno da colonne con capitelli ionici. </p><p>Si possono osservare lo stemma scolpito della famiglia Zorzi, conti di Mel dal 1422 al 1720, murato a destra del portone di accesso, e le grate delle prigioni dalle quali il condannato udiva la sentenza che veniva letta nella loggia. La loggia era un ampio salone affrescato da Giovanni da Mel con stalli in legno massiccio purtroppo persi durante un grave incendio del 1633. L’accesso al primo piano avviene attraverso un’ampia gradinata in pietra che porta al salone principale del Palazzo rivolto verso la piazza attraverso un’artistica pentafora. </p><p>Fu affrescato da Marco da Mel nel 1545 come si può leggere dalla data posta sopra la trifora nella sala stessa. Il tema degli affreschi riprende alcune scene dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Nella parete rivolta ad est, di fronte all’entrata , viene ripèreso il quarto canto e anche se l’affresco è frammentario sono evidenti alcuni personaggi quali il Mago Brunello legato all’albero, l’ippogrifo, il castello di Atlante e sullo sfondo case , città fortificate e figurette a cavallo. Sopra l’entrata il pittore si ispira al trentateesimo canto con al centro Astolfo sull’ippogrifo che giunge in Etiopia in aiuto del Re minacciato dalle arpie, sulla destra il palazzo con eleganti logge e dove il Re e la Corte banchettano. </p><p>Seguono sulle pareti larghe e maestose fasce decorative. </p><p>Sulla parete che guarda verso le Prealpi spiaccano i ritratti di Lucrezia e Costantino Zorzi, conti di Zumelle, dipinti tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 e attribuiti a Domenico Tintoretto figlio di Jacopo. </p><p>All’ultimo piano è visibile il meccanismo che regolava l’orologio originario della torre. Infine in sala consiliare si possono ammirare due quadri del pittore zumellese Luigi Cima.</p>
Visite possibili negli orari di apertura dello IAT di Borgo Valbelluna.
<p>Palazzo della Magnifica Comunità di Mel<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001620</p>
Palazzo delle Contesse
<p> Situato nel centro storico di Mel a Borgo Valbelluna, il Palazzo delle Contesse è stato eretto nel XVII secolo da Adriano del Zotto, un ricco mercante veneziano. Il nome "delle Contesse" deriva dalla vita sentimentale di Adriano che in prime nozze sposò la contessa Elisabetta Papadopoli e in seconde nozze la contessa Elisabetta Tiepolo entambe appartenenti alla nobiltà veneziana.</p><p>Nel XVIII secolo, il palazzo fu acquistato dalla famiglia Contarini, una delle famiglie più importanti di Venezia. I Contarini ristrutturarono il palazzo e lo decorarono con affreschi e mobili antichi. Nel XIX secolo, il palazzo fu acquistato dalla famiglia De Marchi, che lo utilizzò come residenza privata. In seguito passò al Comune di Mel.</p><p>Il palazzo è un esempio di architettura residenziale urbana veneta, a tre piani, con una facciata in pietra e un cortile interno. Al suo interno ospita una serie di affreschi e decorazioni, tra cui un affresco del pittore Antonio Bettio che raffigura la "Vittoria dell'Aurora sulla Notte" e che si trova nel salone principale del palazzo e raffigura la dea Aurora che sconfigge la dea Notte.</p><p> Il Palazzo delle Contesse è oggi un centro culturale che ospita mostre, concerti e altri eventi. È anche sede del Museo Civico Archeologico di Borgo Valbelluna. </p>
<p>Palazzo “delle Contesse”<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003523</p>
Villa Pantz
<p>La villa appartenne alla nobile Famiglia Pantz, conti di probabili origini Boeme documentate dallo splendido stemma con aquila. L’attuale assetto della villa risale al XVI secolo, ma non si esclude una sistemazione di una precedente più antica costruzione. </p> <p>La facciata principale è connotata da un ampio portico che si estende in tutto il piano terreno e dalla loggia sovrapposta in modo asimmetrico. Il portico è voltato e definito da colonne con capitello ionico in pietra. La loggia al primo piano si sviluppa con sei arcate a tutto sesto con ghiere e chiave d’arco in pietra impostate su colonnine monolitiche con basi poggianti su una cornice-davanzale anch’essi in pietra. La finezza della lavorazione fa pensare a maestranze locali colte. Le travature di sporto del tetto, in legno, poggiano su mensole sagomate in pietra locale. La struttura della porzione di fabbricato verso est è stata ristrutturata con recupero di parte degli intonaci originali a calce schiacciata e delle bugnature angolari.Nel salone principale caratterizzato dalla loggia, chiaro riferimento all’androne veneziano, e nel salone al piano terra due grandi camini tamponati sono stati recuperati. </p> <p>L'intervento di restauro filologico ha consentito di riportare la dimora nobile cinquecentesca alle sue sembianze originali che erano state occultate da interventi impropri e ridipinture a calce. Anche il brolo (terreno di pertinenza, con rustici e porticato) interamente cintato da muro in pietrame caratterizzato da un ormai raro ingresso marcato da un portale con piedritti e archivolto lapideo, è in corso di risanamento conservativo nel suo disegno originale e di riallestimento con pavimentazioni e vegetazione appropriati.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>Il complesso di Villa Pantz, il suo brolo recintato dai muri, il raro portale e i suoi rustici, costituiscono un “isolato” del piccolo centro di Lentiai. Ancora integro, nei pressi della piazza, non ha subito gli effetti dell’urbanizzazione commerciale-terziaria imperante che assedia il centro. Il brolo è interamente cintato da muri realizzati in pietrame misto di varia pezzatura e tipologia litologica, assemblato con malta di calce. La tessitura che ne risulta è valorizzata dalla colorazione dei diversi tipi litologici. La sommità è protetta da copertine in lastre lapidee con commessure che in parte si accostano su coppi di scolo. Un portale d’ingresso ad arco, con piedritti e cornici lapidee, valorizza l'intero complesso.</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>La villa e il suo brolo cintato definiscono urbanisticamente un isolato contiguo alla piazza principale di Lentiai, centro residenziale sviluppatosi in contrapposizione all’antico ruolo militare della Contea di Cesana, contigua al ponte sul Piave in posizione strategica per la difesa e il controllo territoriale. Nei pressi si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, costruzione di chiaro impianto rinascimentale innalzata alla fine del '400 e ampliata nel 1568. L'interno, elegante e maestoso, è a tre navate divise da arcate aeree. Negli scomparti del sontuoso soffitto ligneo e nelle pale d’altare sono raffigurate storie di Maria dipinte da Cesare Vecellio e Palma il giovane chiamati, tra il 1577 e il 1579, da una ricca e colta committenza, quale poteva essere il Vescovo di Ceneda, quale probabile ex-voto per la scampata peste del 1576.</p> <p>La villa è visitabile su appuntamento, trattandosi di abitazione privata.</p>
Villa Pantz<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001701