Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante
<p>Il complesso architettonico ottocentesco di Villa Buzzati, oggi Ferrante, e della Villa rustica annessa sorge sulla sommità di un ameno colle che affaccia sulla valle dei torrenti Cordevole e Mis, alle pendici delle montagne sospirolesi tutelate dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: i Monti del Sole. </p> <p>“Il canale del Mis è uno dei posti più romantici e selvaggi che abbia mai conosciuto. I segni esteriori del progresso minimi, le montagne ripidissime, dirupate, con un eccezionale gradiente di mistero” tanto da provare una “solitudine paragonabile a quella dei deserti”: così scriveva Dino Buzzati, universalmente noto come uno dei più grandi scrittori del Novecento. La spettacolare vista, che si gode dalla collina sulla quale sorge il complesso architettonico agricolo-padronale, ha dato il nome alla località: Belvedere. Nello storico edificato e pertinenze è ancora leggibile la tipologia insediativa originaria con il chiaro rapporto Villa-campagna. </p> <p>Eccellenze della villa: L'imponente fabbricato rustico, con la falda a padiglione verso la Villa padronale, testimonia il centro della vita rurale che ruotava attorno all'adiacente Villa veneta: l'abitazione contadina con la tipica stanza del “larin”, il manufatto in laterizio per il bucato (“liscia”), i portoni archivoltati del magazzino ( “tièda”) con il sovrastante granaio; la parte rustica ad uso agricolo della stalla con pavimentazione in acciottolato (cogolà) e le quattro colonne in pietra sopra le quali, al piano primo, si apre l'ampio volume del fienile. Caratteristico il suo porticato verso sud e il passaggio da est a ovest che permetteva di attraversare completamente il fabbricato anche ai mezzi agricoli. L'annesso rustico di Villa Buzzati è ora sede dell'omonima azienda agricola biologica “Al Belvedere di Toigo Carla”. </p> <p>Eccellenze del contesto: Il contesto paesaggistico attorno all'annesso rustico di Villa Buzzati-Ferrante risulta di pregio ambientale : il verde circostante, con l'alternanza di prato a zone boscate, mantiene il carattere rurale d'altri tempi restituendo alla vista una spazialità magnificente ed ariosa. Il laghetto nei pressi valorizza l'intero contesto rendendolo unico nella sua tipologia.</p>
Orari di apertura: Dalle ore 9:00 alle 17:00 con preavviso telefonico
<p>Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001654</p>
Villa Villabruna
<p>La Villa è insediata su un terrazzamento artificiale, sostenuto da alti muri in pietrame. La strada d’accesso a Cart di Sopra costeggia i muri del terrapieno. La morfologia del colle, i terrazzamenti ed i muri di cinta, la viabilità antica, hanno strutturato urbanisticamente il piccolo nucleo di Cart di Sopra. Il sistema insediativo di crinale, di origine medievale, è ancora integro e costituisce un’unità paesaggistica di forte valenza ambientale. La perdita della funzione agricola, ha favorito il recupero degli edifici ad una nuova residenzialità cui corrisponde una diversa struttura produttiva e fondiaria. L’accesso principale avviene ad ovest, attraverso un portale definito da due pilastri bugnati. A nord la villa si affaccia direttamente sulla via; una breve scalinata in pietra segna il portale d’ingresso. Alle due estremità della villa sono evidenti due portali ad arco tamponati. Sul fianco est si apriva su un brolo cintato con orto e frutteto. Verso ovest, la villa è affiancata da un edificio porticato, sotto cui passa la via pubblica. Dietro la villa era eretta la Chiesetta di Santa Maria. Il luogo, nei rogiti notarili cinquecenteschi, è citato come “loco vocato a S. Maria”. La chiesetta venne visitata nel 1588 dal Vescovo Rovellio. Sulla facciata nord della villa, su una cornice della riquadratura a grafito, è incisa la data 1632. Tuttavia la data sembra ricordare la ristrutturazione di una preesistente costruzione; la villa infatti è inserita in un insieme edilizio, che si sviluppa allineato sul crinale del colle, in cui sono presenti edifici tardogotici. Origini almeno cinquecentesche sono provate da un recente scavo archeologico che ha ritrovato la Chiesetta di Santa Maria. Muri in profondità collegano la Chiesa con la villa e con casa Facino-Pasole. Nel settecento la villa appartenne alla nobile famiglia Villabruna. La proprietà è documentata in atti notarili del 1723, 1731 e 1815. Fino al 1887 fu di proprietà dei nobili Marsiai eredi Villabruna.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>La villa è un’evidente ristrutturazione seicentesca di un edificio più antico. Nell’ambiente centrale sono state modificate le dimensioni della trifora meridionale e la bifora con pilastrino centrale, a nord, è stata sostituita da un’unica finestra. L’apparato decorativo rappresenta una finta architettura porticata dove poggiano colonne verdi con capitelli corinzi dorati che reggono una trabeazione. Il ritmo delle colonne inquadra delle campiture accentuate da una fascia perimetrale in finto marmo rosso. All’interno dei riquadri sono affrescate scene cavalleresche e di probabile ispirazione biblica. Il corpo principale originale ha uno schema distributivo classico con sala centrale e due ambienti affiancati contrapposti. Le porte, murate, sono collocate nella parte mediana della sala e comprese nella decorazione ad affresco. I paesaggi ricordano la mano di Marco da Mel che ha affrescato la vicina casa Pasole. Arredamenti in parte originali (XVI e XVII secolo).</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>La collina di Cart costituisce ancora un contesto ambientale estraneo ai processi di urbanizzazione che hanno coinvolto la piana della vallata Feltrina. L’orografia, la struttura della proprietà fondiaria e gli strumenti di tutela hanno favorito la conservazione di un paesaggio agrario integro. La cartografia storica evidenzia un nucleo abitato lineare il cui impianto si è mantenuto immutato nel tempo. Il nucleo abitato è stato rilevato nell’Atlante dei Centri Storici elaborato dalla Regione. Gli studiosi sono d’accordo nel valutare il viale di Cart un rilevante sistema urbanistico-ambientale in cui la “villa” e le sue pertinenze organizzano il territorio. Il sistema insediativo di crinale, tipico in particolare del colle di Cart di Sopra, è di origine medievale. L’antica via incassata nel terreno e bordata di fitte siepi di carpino, attraversa un paesaggio agrario, ancora coltivato, straordinario.</p> <p>La villa è visitabile su appuntamento.</p>
Villa Villabruna, Marsiai, Cossalter, Cagnan<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003508
Villa Vescovile del Belvedere
<p>Costruita da A. Paolo Tremignòn, negli anni dal 1711 al 1713. Fu splendidamente rifinita ed adornata dalle pitture degli artisti bellunesi Marco e Sebastiano Ricci.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>Eccezionale pregio della villa era il ciclo dei dipinti di Sebastiano e Marco Ricci. Di questi restano solo lo schema e il ricordo nell'acquerello di Osvaldo Monti, visibili nel museo civico di Belluno.</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>Nelle immediate vicinanze sorge la città di Belluno, anch'essa ricca di strutture artistiche e culturali, meritevoli di essere visitate.</p> <p>Il Parco è visitabile gratuitamente previo appuntamento telefonico.</p>
Villa “Vescovile”, Gerenzani, Marson - Villa Vescovile del Belvedere<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000196