Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani
A Galzignano Terme in località Valsanzibio si trova il più completo degli antichi giardini veneti, caratterizzati dalla preferenza per le distese piane e completamente strutturati su un disegno architettonico che completa quello dell'edificio di cui fanno parte. All'interno si trova Villa Barbarigo e di fronte ad essa si nota una scenografica esedra barocca con una scalinata al centro prolungantesi in un vialone di secolari cipressi ceh sale al Monte Gallo. Nel giardino si fondono natura e arte. Si varca il portale di Diana, monumentale e principale ingresso via acqua, qui c'era l'approdo delle barche ceh giungevano attraverso la valle da pesca di Sant'Eusebio, da cui si sviluppa il toponimo Val-San-Zibio. Una volta nel Giardino si incontrano le Peschiere dei Fiumi e dei Venti separate dalla Fontana dell'Iride. Il labirinto presenta soprattutto una struttura simbolica riscontrabile in molti altri monumenti rinascimentali e barocchi. Questo prestigioso labirinto, come tutto il Giardino di Valsanzibio, visualizza e rende in modo esperienzale il cammino della vita umana. L'sola dei conigli consiste in un'isoletta di forma ellittica e leggermente in rilievo , nella quale vengono lasciati proliferare in libertà dei conigli. Al centro dell'isola si trova un padiglione esagonale sormonto da una cupola di rete metallica per la custodia degli uccelli.Questo luogo rappresenta uno stato felice, ma allo stesso tempo un luogo chiuso, come la grotta, grembo o tomba, protegge ma anche rinchiude.
<p>Per maggiori informazioni sugli orari di apertura controllare il sito web della Villa.</p>
Villa Barbarigo, Pizzoni Ardemani - Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani - Valsanzibio <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003672
Il Castello di San Pelagio
<p>CASTELLO DI SAN PELAGIO<br>L'imponente torre merlata sorge nel Trecento su volere dei Da Carrara, signori di Padova. Nel 1752 i Conti Zaborra acquistano la proprietà, ampliano il complesso realizzando le barchesse ad uso agricolo e rimodernano l'ala padronale per adattarla a residenza signorile. Da qui, il 9 agosto 1918, partì il poeta Gabriele d´Annunzio per il folle Volo su Vienna dove compì la sua celebre imprese. Nelle stanze dannunziane tutto è tornato come allora. Altri ambienti ospitano un Museo unico in Europa che ripercorre l’affasciente storia del volo con isole multimediali immersive che rendono la visita un’esperienza emozionale... ecco il fascino di questo Luogo inimitabile!</p> <p><br>MUSEO DEL VOLO<br>Inaugurato il 20 settembre 1980, si sviluppa nelle due ali del Castello di San Pelagio, padronale e rustica. Attraverso sezioni tematiche ripercorre le principali tappe dell’evoluzione dei mezzi che hanno portato l’uomo alla scoperta del cielo e dello spazio. Negli antichi granai, nelle cantine e nelle stanze residenziali della Famiglia Zaborra sono raccontate storie di voli mitici, di scienziati visionari, di mongolfiere, dirigibili, aeroplani, idrovolanti e mezzi spaziali.</p> <p>STANZE DANNUNZIANE<br>Nell’estate del 1917 la famiglia Zaborra sottoscrive un contratto d’affitto con l’esercito italiano per la realizzazione di un campo di volo e l’occupazione di una parte della villa. Gli appartamenti al primo piano diventano dimora del maggiore Gabriele d’Annunzio. Le Stanze, riallestite secondo fonti d’archivio, sono oggi aperte ai visitatori. Vi sono conservati ricordi di vita e di volo del poeta-soldato, oltre a gli arredi della famiglia Zaborra.</p> <p><br>PARCO DELLE ROSE E DEI LABIRINTI<br>Un parco di tre ettari, inserito nel circuito dei Grandi Giardini Italiani. Ad aprile la fioritura dei glicini, a maggio il profumo di mille rose: il Giardino di Rappresentanza fra le due ali della villa, il Giardino Segreto e i suoi tesori, il Brolo, la Ghiacciaia, i Labirinti, il viale di carpini secolari e il romantico laghetto,</p>
<p>Per maggiori informazioni sugli orari di apertura controllare il sito del museo.</p>
<p>Villa Zaborra, detta "Castello di San Pelagio" <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000521</p>
Villa Paruta, Malgara
Villa Paruta Malgara<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001343
Villa Ferrian
<p>Da “Ville Venete: La Provincia di Padova”, Marsilio 2001, a cura dell’Istituto Regionale per le Ville Venete: </p><p>Sull’area, che prospetta sulla vallata, sorge anche una torre colombara, trasformazione di un edificio certamente a funzione difensiva di avvistamento e, poco discosta, è Ca’ Morosini, costruita sul sedime di un edificio monastico. (...) la villa, la colombara, la stalla e l’abitazione del contadino, tutte poste all’interno della proprietà, non si presentano geometricamente organizzate nella tradizionale “forma” della villa veneta fanno ipotizzare che in origine Villa Ferrian fosse una antica casa-torre collegata al sistema difensivo dei castelli di Boccon (...) e di Castelnuovo: la datazione del primo impianto è dunque ascrivibile al secolo XI. In “Colli Euganei – I luoghi della vita rurale”, Editoriale Programma 2009, con il patrocinio del Parco Regionale dei Colli Euganei, l’architetto Piera Treu mette in evidenza la posizione, la solidità, la possanza della struttura.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>L’interesse suscitato da Villa Ferrian viene certamente accresciuto dall’insieme dei fabbricati che ne racchiudono la corte: tre edifici destinati a residenza, uno un tempo utilizzato per il ricovero degli animali e la torre colombara. Particolare attrazione esprime il pozzo storico, un tempo utilizzato non solo dalle abitazioni che si affacciavano sul cortile ma anche da latri residenti della contrada. Singolari sono le bocche di attingimento dell’acqua: una, con la consueta forma di vera sovrastata dalla trave cui veniva sospesa la carrucola, l’altra utilizzabile dal piano della corte, l’altra, utilizzabile dal prato situato ai piedi del grosso muro di contenimento del terrapieno, costituita da un grazioso portale in pietra e mattoni che fora la canna del pozzo. Ampia è la vista che si ha verso i paesi dei Colli Berici.</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>Villa Ferrian è situata all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei che la Comunità Europea ha classificato Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale per la fauna e la flora. L’eccellenza naturalistica della zona è valorizzata dall’anello ciclabile dei Colli Euganei che si snoda ai piedi di Zovon. La zona fu apprezzata da molte famiglie patrizie veneziane, come testimoniato dalle svariate sontuose dimore per vacanza da costoro realizzate a partire dal XV sec. sino al declino della Serenissima. Nel Comune di VO’ si trovano molte altre ville antiche. Numerosissime le cantine ove si possono degustare vini e altri generi tipici prodotti in proprio.</p>
Villa Ferrian<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001330
Castello del Catajo
Palazzo-castello sul cui nome circolano molte leggende, visto da lontano può presentarsi a fantasie orientali, con il suo ritmo di terrazze e di sculture inconsuete. ostruito nel 1570 dal marchese Pio Enea degli Obizzi su di un preesistente casino di caccia. Capitani di ventura gli Obizzi, originari della Borgogna, giunsero in Italia al seguito dell'imperatore Arrigo II nel 1007: furono al servizio di Lucca, quindi di Venezia per la quale combattè appunto Pio Ena, al quale dobbiamo l'invenzionde dell'obice (=Obizzi). Nei saloni del piano nobile, Giovan Battista Zelotti, allievo del veronese affrescò nella seconda metà del XVI secolo le storie della famiglia segendone lo sviluppo storico al servizio delle varie città e dei vari signori (sala di venezia, di Lucca, del papa, ecc.), mentre Pio Enea II nel XVII secolo rese il Catajo un importante centro artistico, con la costruzione di un teatro a sedici palchi nel quale venivano rappresentate sue opere. Fu sede di importatni collezioni artistiche (armeria, galleria archeologica, biblioteca, gabinetto numismatico, ecc.) arricchite in particolare da Tommaso, ultimo marchese della casata che costruì il museo, un'ala del castello lunga 73 mt nella quale furono ordinate le collezioni archeologiche. Morendo agli inizi dell'Ottocento lasciò tutto in eredità all'ultimo erede deli Estensi e quindi agli Asburgo, che qui avevano uno dei loro castelli di villeggiatura: a loro spetta la costruzione dell'edificio cubico verso il monte, per ospitare la corte.
<p>Da Martedì a Venerdì 14:30 – 18:30 – Visite in autonomia<br>Domenica 10:00 – 12:45 – SOLO visite guidate su prenotazione PRENOTA QUI<br>Domenica 13:00 – 18:30 – visite guidate su prenotazione + in autonomia<br><br>Giovedì 5 ottobre chiuso per evento privato<br>Apertura straordinaria: sabato 28 ottobre 14:30 – 18:30<br><br>NB: Ultimi accessi: 60 minuti prima della chiusura.<br>Per maggiori informazioni sulle modalità di visita e tariffe, scorri verso il basso.<br><br>Apertura straordinaria della Cappellina Imperiale: domenica 22 ottobre. PRENOTA QUI<br><br>NOVEMBRE 2023<br>Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato 14:30 – 18:30 – Visite in autonomia<br>Domenica 10:00 – 12:45 – SOLO visite guidate su prenotazione PRENOTA QUI<br>Domenica 13:00 – 18:30 – visite guidate su prenotazione + in autonomia<br><br>NB: Ultimi accessi: 60 minuti prima della chiusura.<br>Per maggiori informazioni sulle modalità di visita e tariffe, scorri verso il basso.<br><br>Apertura straordinaria della Cappellina Imperiale: domenica 19 novembre. PRENOTA QUI<br><br>Per GRUPPI su prenotazione è possibile organizzare visite anche in orari diversi, secondo disponibilità. Consulta la nostra sezione “VISITE PER GRUPPI”</p>
Castello del Catajo - Castello del Catajo, la reggia dei Colli Euganei <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003649