LOCANDA BELVEDERE
La Locanda Belvedere, vanta quasi 100 anni di storia ed è tuttora gestita dalla famiglia Sberze.
Completamente ristrutturata, la Locanda è circondata da un panorama incantevole sulle Piccole Dolomiti e il Monte Pasubio con la suggestiva strada delle 52 gallerie.
E' il luogo ideale per chi vuole fermarsi come punto di sosta per viaggiatori e motociclisti o trascorrere in qualsiasi periodo dell’anno una vacanza rilassante a contatto con la natura.
Castello di Thiene
<p>ll <b>Castello di Thiene </b>è considerato il più cospicuo edificio gotico del <b>XV sec.</b> sorto nel vicentino ad uso di dimora civile. Straordinario esempio di <b>villa pre-palladiana</b> è unico esemplare del suo genere, sia per caratteristiche architettoniche che per destinazione funzionale, caposaldo nell'evoluzione delle ville venete.<br><br>La dimora associa le caratteristiche del castello a quelle del palazzo veneziano, in particolare della "casa-fondaco", ossia abitazione e magazzino/luogo di commercio. Tale funzione si intuisce per i cinque grandi archi a tutto sesto del pianterreno. Il primo piano è caratterizzato dalla grande pentafora (una delle poche presenti in terra ferma al di fuori di Venezia) affiancata da due monofore. <br><br>Nel corso del Cinquecento l'edificio venne sopraelevato con la creazione del secondo piano, destinato a magazzino, ottenuto dalla chiusura delle merlature sul corpo centrale e l'installazione di un tetto spiovente; il primo piano venne trasformato in piano nobile, arredato ed abitato. Anche le ali laterali vennero sopraelevate, mantenendosi più elevate ed aggettanti rispetto al corpo centrale; conservando, inoltre, la merlatura originaria.<br><br>Le due differenti fasi di costruzione sono bene visibili nelle ali laterali: mentre le finestre del primo piano sono gotiche, le finestre del secondo piano sono rinascimentali. L'opera di sopraelevazione, assieme alla costruzione dei due scaloni simmetrici ai lati della loggia che portano al piano superiore e della cinta muraria merlata sono opera di Francesco Porto juniore, nipote del seniore.<br><br>La famiglia Porto mantenne la proprietà del Castello fino al 1816, quando venne ereditato dalla famiglia Colleoni, che a sua volta mantenne la proprietà per tre generazioni fino al 1918, quando venne definitivamente ereditato dalla famiglia di Thiene, attuale proprietaria del Castello.</p>
<p>Dal 29 Ottobre 2022 al 12 Marzo 2023 il Castello è accessibile il Sabato e la Domenica dalle ore 10:00 alle ore 16:00 (orario di chiusura della Villa).</p><p>Dal 18 Marzo 2023 l'orario di apertura nelle giornate di Sabato e Domenica sarà dalle ore 10:00 alle ore 18:00.</p><p>La visita si svolge in autonomia e i visitatori direttamente <b>con il proprio smartphone</b> possono <b>inquadrare i QR Code </b>installati nei vari punti di interesse nelle sale e nel parco e ascoltare la voce della guida. E' eccezionalmente aperto anche il <b>parco storico</b>. </p><p><b>Tempo stimato </b>per la visita 1 ora.</p><p>Per <b>GRUPPI (minimo 10 persone) </b>è possibile la prenotazione della visita guidata anche in altri giorni e orari scrivendo a <a href="mailto:info@castellodithiene.com">info@castellodithiene.com</a></p><p><… BIGLIETTI:</b></p><ul><li>Individuale: € 10,00</li> <li>Visita guidata su prenotazione per minimo 10 persone: € 13,00 </li> <li>Ridotto gruppi con propria guida sopra le 15 persone: € 8,00 </li> <li>Ridotto giovani (12-25 anni): € 6,00 </li> <li>Scuole con proprio insegnante: € 5,00</li> <li>Accompagnatori di persone con disabilità € 7,00 </li> <li>Biglietto famiglia 1 (genitori + 1 figlio 12-18 anni): € 25,00 </li> <li>Biglietto famiglia 2 (genitori + 2 figli 12-18 anni): € 28,00</li> </ul> <p><b>GRATUITA'</b></p><ul><li>Persone con disabilità</li> <li>Bambini sotto i 12 anni</li> <li>Un accompagnatore per gruppo</li> <li>Guide turistiche autorizzate<br></li> </ul>
Villa Da Porto, Colleoni, Thiene, detta "Il Castello" - Castello di Thiene <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001984
Villa Trissino Marzotto
<p>Villa Trissino Marzotto è composta: da una villa superiore, una villa inferiore, da monumentali ingressi tardo-barocchi, una cedraia o limonaia, una fontana ottagonale, e oltre cento statue che abbelliscono il grande parco, dal quale ci si gode il panorama della Valle dell'Agno e della campagna circostante. La villa è strettamente legata alle vicende della famiglia Trissino, antichi feudatari della zona. Questa villa giace sul colle di Trissino dove, fin dall'antichità, sorgeva una roccaforte e, in seguito, un castello che fu, per anni, teatro delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, dopodichè, seguendo la moda rinascimentale, esso venne trasformato in villa di campagna (la cosiddetta villa superiore, in quanto posta sulla sommità del colle). La villa, ampliata e ristrutturata un'ultima volta tra il 1718 e il 1722 dall'architetto Francesco Muttoni e, dopo la sua morte, da Girolamo Dal Pozzo, è giunta ai Trissino Baston, proprietari di Palazzo Trissino, attuale sede del Municipio di Vicenza. Il conte Marcantonio Trissino Baston oltre ad ordinare i lavori di sistemazione della villa, nel 1693 fece costruire a Muttoni l'imponente ingresso al giardino e nel 1717 l'ingresso alla villa superiore. L'architetto curò anche la sistemazione dei giardini, da cui si ha una vista verso la vallata dell'Agno. Sempre a Muttoni si deve la costruzione della scuderia, terminata nel 1722. Successivamente il conte Cristoforo Trissino commissionò sempre a Muttoni la villa inferiore, inaugurata nel 1746 insieme al figlio Ottavio, col quale però la linea dei Trissino Riale si estinse, consentendo ai Trissino Baston di riunire così l'intero complesso di nuovo in un'unica proprietà. A fine Settecento e poi ancora nel 1841, la villa inferiore bruciò a causa di un fulmine. Al primo evento la costruzione venne ripristinata, mentre dopo il secondo incendio Alessandro Trissino Baston la fece ristrutturare come rudere scenografico, secondo la moda romantica del tempo. Il conte Alessandro e i suoi fratelli non ebbero eredi diretti, così l'intero complesso passò alla sorella minore Francesca, tuttavia i loro discendenti, dopo un periodo di abbandono, cedettero la proprietà a Giannino Marzotto nel 1951.</p> <p style="TEXT-DECORATION: none; FONT-VARIANT: normal; FONT-WEIGHT: normal; FONT-STYLE: normal; ORPHANS: 2; WIDOWS: 2; LETTER-SPACING: normal; LINE-HEIGHT: 100%"><br><br></p>
<p>Per gli orari visitare il sito: <a href="http://villevenetetour.it/ville-venete/villa-trissino-marzotto">http://…;
Informazioni e Contatti Villa superiore Trissino, Da Porto, Marzotto - Villa Trissino Marzotto <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001209
Villa Zileri
<p>I Loschi entrarono in possesso della tenuta Biron di Monteviale nel 1436 dopo un contratto di permuta che la famiglia stipulò con il monastero benedettino fuori le mura di Vicenza dei Ss Felice e Fortunato. Antonio Nicolò Loschi cedeva alla comunità monastica i suoi beni nelle pertinenze di Angarano, ricevendo in cambio la tenuta di Biron, lungo le acque del Dioma, attorno al quale ruotavano da tempo gli interessi della famiglia.<br>Sulle successive vicende si conosce tuttora assai poco. Si sa che nel 1636 la villa era già una struttura di tutto rispetto. Fu la moglie di Fabrizio Loschi, la ricchissima Elisabetta Poiana a voler la costruzione della chiesetta dedicata a S. Francesco situata in posizione elevata sul retro della villa.<br>I vari interventi di ampliamento e riqualificazione del complesso, voluti dai proprietari furono eseguiti nel tempo su disegni e progetti di Francesco Muttoni e Ottone Calderari.</p> <p>All'interno della villa si possono ammirare i numerosi affreschi del grande Giambattista Tiepolo, commissionati da Niccolò Loschi per celebrare il riconoscimento pubblico del titolo di conti ottenuto dalla famiglia nel 1729 dalla Repubblica di Venezia.<br>Il percorso iconografico, è ispirato alle virtù cardinali dell'umanità che vengono rappresentate dall'artista in modo semplice, a volte ironico, a volte drammatico. Le opere si collocano nella prima maturità del percorso artistico di Giambattista e rappresentano uno dei cicli pittorici più interessanti di Gian Battista Tiepolo che apre una fortunata serie di ville e palazzi decorati dall'artista a Vicenza e nel Vicentino. <br><br>Il parco storico che circonda la villa rappresenta un ambiente favorevole per specie rare di flora spontanea e maestosi alberi centenari, tra i quali il Cipresso di palude che coi i suoi sei metri di circonferenza del fusto a un metro e mezzo da terra, rappresenta un albero monumentale a livello nazionale . Il parco è caratterizzato anche dall'eccezionalità della fauna: a pochi passi dalla città trovano rifugio caprioli, tassi e molte altre specie praticamente assenti dalla pianura circostante, oltre a particolari uccelli come il fringuello, la cinciallegra, il picchio rosso e la ghiandaia che richiedono delle precise condizioni arboree per la loro permanenza e riproduzione.</p><p><br></p><p><b>INGRESSO</b></p><p>Biglietto intero (Salone + Parco) € 12,00<br>Biglietto gruppo (Salone + Parco) € 8,00<br>Biglietto ridotto (Salone + Parco) € 6,00<br>Biglietto "Grotta delle Conchiglie e Chiesa S. Francesco" € 5,00.</p><p><br>Possibilità di prenotazione di visite guidate, contattando: <a href="mailto:visite@villazileri.com">visite@villazileri.com</a> oppue il numero: +39 3515345013.</p><p><br></p>
<p><b>ORARI DI APERTURA</b></p><p>Gli orari di visita fino al 31 agosto 2024 saranno i seguenti:</p><ul><li>Da lunedì a giovedì: 10:00 - 12:30 e 13:30 - 17:00;</li> <li>Venerdì: 10:00 - 12:30.</li> </ul> <p>A partire da domenica 1° settembre, riprenderemo le aperture nel fine settimana secondo i seguenti orari:</p><ul><li>Sabato: 10:00 - 17:00 (orario continuato);</li> <li>Domenica: 10:00 - 17:00 (orario continuato).</li> </ul> <p>La Villa ospita anche abitazioni, uffici e sale conferenze. </p>
<p>Villa Loschei, Zileri dal Verme, Motterle<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001492</p>
Villa da Schio
<p>Il complesso fu fatto costruire dalla Famiglia Piovene nella seconda metà del ‘600 e presenta la classica struttura delle Ville Venete. Presenta un cortile interno contornato dal colonnato con le barchesse e la cappella. Dapprima la costruzione iniziò lungo l’attuale strada statale, ma a causa di una piena del torrente Agno che scorre a poca distanza, si decise di edificare nella posizione dove oggi si trova la villa. Dalla famiglia Piovene, il complesso passò per eredità alla famiglia da Porto e successivamente alla famiglia da Schio, attuale proprietaria.</p> <p>L'ampio parco storico riprende il tradizionale disegno dei parchi settecenteschi. Antistante la facciata, si trova il classico giardino all’italiana caratterizzato da siepi di bosso e da alberi di limone. Numerose sono le statue dell’ “officina del Marinali”; davanti alla villa si trova la “peschiera” una grande piscina in pietra, la “peschiera”, circondata da statue a soggetto biblico e mitologico, alimentata dall’acqua del torrente Poscola, che venne fatto appositamente deviare per permettere la realizzazione del parco. Nel giardino si trovano tre grandi viali di tigli e carpini che contribuiscono ad aumentare i giochi prospettici dell’intero complesso. Alla fine di ogni viale si trovano delle terrazze da cui la vista spazia sull’antistante prateria.<br>Oggi la villa è sia una sede esclusiva per eventi privati quali matrimoni, incontri di lavoro, feste, ricevimenti, sia un luogo dove trovare ospitalità.</p> <p> </p>
<p>La Villa è aperta da aprile a ottobre inclusi, con orari differenziati a seconda della stagione. <br>Si visitano gli esterni e tutto il parco. Condizioni particolari per scuole, università ed enti culturali. Gruppi minimi di 15 persone.<br>Periodicamente vengono organizzate delle visite guidate.</p> <p>E' il luogo ideale per eventi aziendali, conferenze, seminari, spettacoli, mostre mercato e matrimoni. Per maggiori informazioni consultare il sito <a href="http://www.villadaschio.eu/vds/">http://www.villadaschio.eu/vds/</a>.</…; <p> </p>
Villa Piovene, Da Porto, Da Schio - Villa Da Schio <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001440
Villa Fracanzan Piovene
<p>Nel 1316 la famiglia Fracanzan acquistò in Orgiano terreni e fabbricati, nucleo originale dell’attuale complesso. Nei secoli successivi i Fracanzan parteciparono alla vita politica della zona e contribuirono alle bonifiche dei terreni circostanti secondo i grandi progetti della Repubblica Veneta. All’inizio del 1700 la famiglia Fracanzan, diventata tra le più importanti di Vicenza, per consolidare la propria immagine, commissionò all’architetto luganese Francesco Muttoni il progetto della villa e del giardino. La villa fu sede di un importante salotto letterario e a lungo vi soggiornò Elisabetta Turra Caminer (Venezia 1751 - Orgiano 1796), prima donna giornalista del tempo, nota per le sue idee illuministiche. La villa fu occupata dalle truppe napoleoniche dopo la battaglia di Arcole, dai soldati austriaci nel 1866, dai comandi italiani durante la prima guerra mondiale e dalla Wehrmacht nel 1945. Nel 1870 i beni dei Fracanzan furono rilevati dagli Orgian e passarono quindi per successione alla famiglia Piovene.</p> <p>Francesco Muttoni, (1668 – 1747) di origine luganese, fu chiamato a Vicenza alla fine del 1600. Architetto barocco influenzato dal Borromini per i suoi frequenti viaggi a Roma, studiò Palladio e pubblicò un’importante opera “Architettura di Andrea Palladio vicentino” con tavole e osservazioni. Molte ville e palazzi vicentini dell’inizio del settecento portano la sua firma. Quando Muttoni, all'inizio del 1700 fu chiamato dai Fracanzan a Orgiano per progettare la villa, si trovò a dover fondere parte dei vecchi edifici medioevali con le nuove costruzioni in un contesto ambientale particolare e vincolante. La monumentale struttura barocca ideata da Muttoni, rara nel Veneto, è oggetto di studio per i numerosi elementi decorativi della tradizione palladiana. I progetti originali della villa si trovano a Washington alla Library of Congress e in archivi privati italiani. Tutti gli interni della villa sono perfettamente arredati e testimoniano gli stili di vita dei secoli passati. Al piano terra la villa è impostata attorno alla sala delle colonne su cui si affacciano la sala del biliardo, la sala del plebiscito con cimeli storici e la sala da pranzo con piatti e servizi d’epoca. La famosissima cucina, con raccolte di utensili e rami, è nota per il cinquecentesco acquaio in marmo rosso progettato dal veronese Farinati e che secondo la tradizione Napoleone voleva portare al Louvre. Al primo piano il grande salone da ballo, la sala delle ceramiche, le camere da letto con i baldacchini, la camera napoleonica, i bagni e la grande vecchia stireria.</p>
<h3>ORARI</h3> <p>Visite per gruppi superiori a 20 persone: tutto l’anno previo appuntamento<br>Visite individuali: domeniche e festivi dal 1 aprile al 31 ottobre dalle ore 15 alle ore 19.</p> <p>Chiusura estiva: 20 luglio – 20 agosto</p> <h3>BIGLIETTI D'INGRESSO</h3> <p>Individuali: € 8,00<br>Gruppi: superiori alle 20 persone € 7,00<br>Ragazzi fino a 14 anni: € 4,00<br>Bambini fino a 6 anni e portatori di handicap: Ingresso gratuito</p>
Corte di villa Fracanzan, Piovene Porto Godi - Villa Fracanzan Piovene <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001507