Villa da Schio
<p>Il complesso fu fatto costruire dalla Famiglia Piovene nella seconda metà del ‘600 e presenta la classica struttura delle Ville Venete. Presenta un cortile interno contornato dal colonnato con le barchesse e la cappella. Dapprima la costruzione iniziò lungo l’attuale strada statale, ma a causa di una piena del torrente Agno che scorre a poca distanza, si decise di edificare nella posizione dove oggi si trova la villa. Dalla famiglia Piovene, il complesso passò per eredità alla famiglia da Porto e successivamente alla famiglia da Schio, attuale proprietaria.</p> <p>L'ampio parco storico riprende il tradizionale disegno dei parchi settecenteschi. Antistante la facciata, si trova il classico giardino all’italiana caratterizzato da siepi di bosso e da alberi di limone. Numerose sono le statue dell’ “officina del Marinali”; davanti alla villa si trova la “peschiera” una grande piscina in pietra, la “peschiera”, circondata da statue a soggetto biblico e mitologico, alimentata dall’acqua del torrente Poscola, che venne fatto appositamente deviare per permettere la realizzazione del parco. Nel giardino si trovano tre grandi viali di tigli e carpini che contribuiscono ad aumentare i giochi prospettici dell’intero complesso. Alla fine di ogni viale si trovano delle terrazze da cui la vista spazia sull’antistante prateria.<br>Oggi la villa è sia una sede esclusiva per eventi privati quali matrimoni, incontri di lavoro, feste, ricevimenti, sia un luogo dove trovare ospitalità.</p> <p> </p>
<p>La Villa è aperta da aprile a ottobre inclusi, con orari differenziati a seconda della stagione. <br>Si visitano gli esterni e tutto il parco. Condizioni particolari per scuole, università ed enti culturali. Gruppi minimi di 15 persone.<br>Periodicamente vengono organizzate delle visite guidate.</p> <p>E' il luogo ideale per eventi aziendali, conferenze, seminari, spettacoli, mostre mercato e matrimoni. Per maggiori informazioni consultare il sito <a href="http://www.villadaschio.eu/vds/">http://www.villadaschio.eu/vds/</a>.</…; <p> </p>
Villa Piovene, Da Porto, Da Schio - Villa Da Schio <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001440
Villa Godi Malinverni
<p><b>ORARIO VISITE VILLA<br></b>Villa Godi effettua aperture straordinarie, in qualsiasi periodo dell'anno su richiesta e previa prenotazione, sia per visite di gruppo che individuali.<br><br><b>Da Maggio a Settembre</b><br>Martedì: 15 - 19<br>Sabato: 9 - 14<br>Domenica e Festivi: 10 - 19<br><br><b>Marzo, Aprile,<br>Ottobre e Novembre</b><br>Martedì: 14 - 18<br>Sabato: 9 - 14<br>Domenica e Festivi: 14 - 18<br><br><b>INFO E PRENOTAZIONI</b><br>Telefono: +39.0445860561<br>Telefono: +39.3393429942<br>E-mail: info@villagodi.com</p> <p> </p>
Villa Godi, Porto, Piovene, Valmarana, Malinverni - LE COLLINE DEL PALLADIO SRL <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001010
Villa Fracanzan Piovene
<p>Nel 1316 la famiglia Fracanzan acquistò in Orgiano terreni e fabbricati, nucleo originale dell’attuale complesso. Nei secoli successivi i Fracanzan parteciparono alla vita politica della zona e contribuirono alle bonifiche dei terreni circostanti secondo i grandi progetti della Repubblica Veneta. All’inizio del 1700 la famiglia Fracanzan, diventata tra le più importanti di Vicenza, per consolidare la propria immagine, commissionò all’architetto luganese Francesco Muttoni il progetto della villa e del giardino. La villa fu sede di un importante salotto letterario e a lungo vi soggiornò Elisabetta Turra Caminer (Venezia 1751 - Orgiano 1796), prima donna giornalista del tempo, nota per le sue idee illuministiche. La villa fu occupata dalle truppe napoleoniche dopo la battaglia di Arcole, dai soldati austriaci nel 1866, dai comandi italiani durante la prima guerra mondiale e dalla Wehrmacht nel 1945. Nel 1870 i beni dei Fracanzan furono rilevati dagli Orgian e passarono quindi per successione alla famiglia Piovene.</p> <p>Francesco Muttoni, (1668 – 1747) di origine luganese, fu chiamato a Vicenza alla fine del 1600. Architetto barocco influenzato dal Borromini per i suoi frequenti viaggi a Roma, studiò Palladio e pubblicò un’importante opera “Architettura di Andrea Palladio vicentino” con tavole e osservazioni. Molte ville e palazzi vicentini dell’inizio del settecento portano la sua firma. Quando Muttoni, all'inizio del 1700 fu chiamato dai Fracanzan a Orgiano per progettare la villa, si trovò a dover fondere parte dei vecchi edifici medioevali con le nuove costruzioni in un contesto ambientale particolare e vincolante. La monumentale struttura barocca ideata da Muttoni, rara nel Veneto, è oggetto di studio per i numerosi elementi decorativi della tradizione palladiana. I progetti originali della villa si trovano a Washington alla Library of Congress e in archivi privati italiani. Tutti gli interni della villa sono perfettamente arredati e testimoniano gli stili di vita dei secoli passati. Al piano terra la villa è impostata attorno alla sala delle colonne su cui si affacciano la sala del biliardo, la sala del plebiscito con cimeli storici e la sala da pranzo con piatti e servizi d’epoca. La famosissima cucina, con raccolte di utensili e rami, è nota per il cinquecentesco acquaio in marmo rosso progettato dal veronese Farinati e che secondo la tradizione Napoleone voleva portare al Louvre. Al primo piano il grande salone da ballo, la sala delle ceramiche, le camere da letto con i baldacchini, la camera napoleonica, i bagni e la grande vecchia stireria.</p>
<h3>ORARI</h3> <p>Visite per gruppi superiori a 20 persone: tutto l’anno previo appuntamento<br>Visite individuali: domeniche e festivi dal 1 aprile al 31 ottobre dalle ore 15 alle ore 19.</p> <p>Chiusura estiva: 20 luglio – 20 agosto</p> <h3>BIGLIETTI D'INGRESSO</h3> <p>Individuali: € 8,00<br>Gruppi: superiori alle 20 persone € 7,00<br>Ragazzi fino a 14 anni: € 4,00<br>Bambini fino a 6 anni e portatori di handicap: Ingresso gratuito</p>
Corte di villa Fracanzan, Piovene Porto Godi - Villa Fracanzan Piovene <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001507
Villa Ca' Dotta
<p>Il nome di Villa Ca' Dotta significa: "La Casa dei Dotto". <br>I Dotto erano dei nobili appartenenti ad una ricca famiglia padovana, i quali ebbero in eredità da un'altra importante famiglia vicentina, i Proti, una proprietà terriera. Furono in seguito i Dotto ad erigere in questo luogo ameno la casa domenicale a cui venne attribuito il nome di Ca' Dotta.</p><p><br>Dopo diverse successioni patrimoniali Villa Ca' Dotta cominciò a cadere in disuso, sino a quando l'ultimo proprietario decise di lasciarla in dono al Comune di Sarcedo, auspicando una ristrutturazione che portasse l'edificio a diventare di utilizzo pubblico a scopo socio sanitario.</p><p><br>Il Comune di Sarcedo decise di ristrutturare la villa grazie anche ad un finanziamento pubblico, per poi destinarla all'uso auspicato dal donatore. Vista la difficoltà di destinare l'edificio, per motivi strutturali, ad altri usi, Comune, ULSS 7 e Regione del Veneto avviarono un altro progetto: Ca' Dotta diventò un luogo per la popolazione prevalentemente in età scolastica, per promuovere stili di vita sani in modo "originale".<br> </p>
<p>Le prenotazioni dei percorsi specifici per promuovere stili di vita sani,avvengono di norma tramite i servizi di prevenzione delle singole Aziende ULSS Venete o tramite la mail <a href="mailto:cadotta@aulss7.veneto.it">cadotta@aulss7.veneto.it</a>.</p> <p>E' inoltre possibile celebrare dei matrimoni presso villa Cà Dotta nella cosiddetta <i>“sala del caminetto”</i> o nel "parco di Villa Cà Dotta" limitatamente alle giornate di venerdì, sabato e festivi.</p> <p>venerdì dalle ore 8:00 alle ore 13:00; sabato dalle ore 10:00 alle ore 18:30; domenica e festivi: dalle ore 10:00 alle ore 13:30. </p>
Balardi, Zironda, Gechelin, detta Villa "Cà Dotta" - Villa “Ca’ Dotta” <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001975
Villa Capra Bassani
<p>La Villa venne edificata nel 1764 dall'architetto conte Orazio Claudio Capra con interventi di Francesco Muttoni e Ottavio Bertotti Scamozzi.</p><p>Villa Capra Bassani è un esempio di villa neoclassica chiaramente ispirata alle architetture palladiane. <br>La Villa è dotata di un'ampia scalinata fiancheggiata da statue che conduce al pronao ionico. Il giardino è limitato da una peschiera sul ponte dalla quale si apre il cancello d'ingresso. Particolarmente belle le statue del frontone e dei poggi della scalinata.</p> <p>Il Salone si arricchisce al sommo delle pareti con monocromi raffiguranti scene mitologiche che rappresentano le Metamorfosi di Ovidio e un vivacissimo affresco con Fetonte che precipita dal carro colpito dal fulmine di Zeus. <br>Di particolare interesse sono l'altare e la paletta della cappellina domestica situati al secondo piano. Nella seconda metà dell'Ottocento, Villa Capra fu acquistata dalla famiglia Bassani, alla quale si deve l'ampliamento degli annessi rustici e della barchessa. </p> <p>La Villa é ancora oggi residenza privata degli attuali proprietari i Signori Fortunato, discendenti dei Bassani.</p>
<p>Villa Capra Bassani é aperta al pubblico su prenotazione per eventi e visite guidate. </p> <p>E' possibile anche affittare le sale in occasione di ricevimenti nuziali, cene particolari, manifestazioni esclusive, incontri di lavoro e servizi fotografici.</p> <p>Grazie all'ottima acustica del salone principale, può ospitare concerti strumentali e vocali.</p>
Villa Capra, Colleoni Porto, Bassani, Fortunato-Toscan - Villa Capra Bassani <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001971
Villa Forni Cerato
<p>Villa Forni Cerato fu costruita attorno al 1565 rielaborando un edificio preesistente, su commissione di Girolamo Forni, un ricco commerciante di legnami ma senza titolo nobile, caso più unico che raro per le ville palladiane. Forni era in rapporti d'affari con Andrea Palladio come fornitore di legname, e questo è uno dei motivi che spingono la maggior parte dei critici ad attribuire il progetto di questa villa allo stesso Palladio; il disegno della villa è peraltro incluso ne "<i>Le fabbriche e i disegni di Andrea Palladio</i>" di Ottavio Bertotti Scamozzi. <br>È probabile che l'asciutto minimalismo dell'edificio rispecchiasse lo status sociale borghese del proprietario.<br>L'edificio è inserito dal 1996 nella lista dei patrimoni dell'umanità di UNESCO.<br>Il linguaggio della Villa ha generato dubbi sull'effettiva paternità palladiana, così come la planimetria semplice dell'edificio. In realtà, la Villa è l'esito della ristrutturazione della casa preesistente e il punto di vista va rovesciato, cogliendo l'intelligenza palladiana nel trasformare vincoli condizionati in opportunità espressive. <br>Al tempo la Villa possedeva una ricca decorazione scultorea, in parte opera documentata di Alessandro Vittoria. I vicini rustici e la colombara sono diroccati. Villa Forni Cerato è sempre stata oggetto di studio e analisi storiografiche.</p>
Visitabile solo l'esterno
Villa Forni, Cerato, Conedera, Caimeri, Lando - Villa Forni Cerato <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001776