Breganze DOC
La zona di produzione - che ha ottenuto la D.O.C. nel 1969 - comprende alcuni comuni in provincia di Vicenza, delimitati dai fiumi Astico e Brenta, dove le colline incontrano le pianure e in cui la vite ha portato frutti di elevata qualità.
La tradizione vitivinicola del territorio è da sempre particolarmente attenta ai vitigni autoctoni, Vespaiolo su tutti, dalle cui uve si ottengono i vini Breganze Vespaiolo e Breganze Vespaiolo superiore e, dopo un'attenta selezione e appassimento delle uve, il vino Breganze Torcolato.
D'altra parte anche i vitigni di importazione hanno trovato in questa area un'acclimatazione perfetta, il che ha permesso di ottenere risultati sia in purezza che in uvaggio, come ad esempio nel caso del Breganze Bianco, del Breganze Bianco superiore, del Breganze Rosso e del Breganze Rosso superiore.
Gli altri vini che fanno parte della D.O.C. sono: Breganze Chardonnay, Breganze Chardonnay superiore, Breganze Pinot bianco, Breganze Pinot bianco superiore, Breganze Pinot grigio, Breganze Pinot grigio superiore,Breganze Sauvignon, Breganze Sauvignon superiore, Breganze Cabernet, Breganze Cabernet superiore, Breganze Cabernet Sauvignon, Breganze Cabernet Sauvignonsuperiore, Breganze Pinot nero, Breganze Pinot nero superiore, Breganze Marzemino e Breganze Marzemino superiore.
La qualificazione "riserva" viene utilizzata per identificare i vini Rosso, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Pinot nero, Marzemino e Torcolato che vengono immessi al consumo dopo un periodo di invecchiamento superiore ai due anni.
Bardolino DOC
In questa zona, la vite veniva coltivata fin dall'età del bronzo, come testimoniano alcuni semi ritrovati nelle palafitte di Cavaion Veronese, Lazise e Bardolino: la denominazione è legata proprio all'omonimo paese situato sulle verdissime coste orientali del lago di Garda.
Il nome Bardolino, sicuramente di origine germanica, potrebbe derivare, come vuole la leggenda, da Bardali, figlia del re Axuleto e nipote di Manto, fondatrice di Mantova, che fu cantata dal poeta latino Virgilio e da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Nel periodo medievale la produzione del Bardolino fu prerogativa dei monaci della Chiesa di San Colombano, che lo salvarono così dall'oblio. Fino all'ottocento, per produrre questo vino era diffusa l'usanza di far fermentare il mosto in alcune cavità impermeabili del terreno coperte da lastre di pietra.
Attualmente le tecniche di produzione e di coltivazione tradizionali si sono fuse con la tecnologia più avanzata, allo scopo di conservare le caratteristiche delle uve che crescono e maturano nel particolare ambiente dell'entroterra lacustre.
Il primo Consorzio di difesa risale al 1924, perché molto presto fu avvertita la necessità di controllare e tutelare la produzione, che grazie anche all'aumento dei traffici commerciali cresceva, così come la fama del vino. Uno studio, realizzato nel 1939 dall'Istituto agrario di Conegliano Veneto, permise la delimitazione territo-riale delle migliori aree di produzione: in quegli anni nell'aerale morenico del Garda orientale venne differenziata la zona del "Bardolino" (con i comuni di Garda, Costermano, Affi, Bardolino, Cavaion e Lazise) da quella di "Sona-Custoza" (con i comuni di Sona, Sommacampagna e Valeggio), utilizzando una sorta di zonazione pedo-climatica, in qualche modo primogenitrice degli attuali studi di zonazione.
Il clima mite, l'esposizione al sole, l'equilibrio delle piogge e delle temperature, la varietà dei terreni -sabbiosi, ghiaiosi e argillosi-, oltre alla passione e all'abilità dei produttori, rendono il Bardolino un vino particolarmente piacevole e apprezzato in ambito internazionale.
I vini che fanno parte della D.O.C. sono: Bardolino, Bardolino classico, Bardolino Chiaretto, Bardolino classico Chiaretto, Bardolino Chiaretto spumante, Bardolino novello e Bardolino classico novello.
Questi vini si ottengono da sapienti uvaggi fatti con uve di vitigni autoctoni veronesi quali la Corvina, la Rondinella, la Molinara e la Rossignola.
Lungo la Strada del Vino, che si snoda per una settantantina di chilometri collegando i 16 comuni della riviera e dell'entroterra, si affacciano, accoglienti, molte cantine produttrici, a pochi passi da antiche chiese, castelli medievali e ville gentilizie con splendidi giardini.
Arcole DOC
La zona di produzione si trova nella pianura alluvionale tra le province di Verona e Vicenza. E' caratterizzata da un suolo prevalentemente sabbioso o sabbioso-argilloso, in quanto bonificata nel corso dei secoli arginando e incanalando i percorsi dei vari fiumi che attraversano il territorio, in particolare l'Adige.
Nel territorio è molto radicata la tradizione della vite e della vinificazione. Le stagioni agrarie sono tuttora scandite dai diversi momenti della coltivazione della vite e dai lavori che questa comporta, così passeggiando tra i vigneti si possono ancora trovare cantine domestiche e gustare il sapore vero delle tradizioni. Percorrendo la strada Porcilana, antica via romana che congiungeva Este a San Martino Buon Albergo, è possibile incontrare nel primo tratto indicazioni toponomastiche che la denotano come Napoleonica.
Proprio all'inizio di questa strada si trova il Monastero di San Giuliano di Lepia, autentico gioiello medievale quasi sconosciuto; più avanti c'è la località di Gombion, dove nei giorni della battaglia di Arcole (15-17 novembre 1796) non mancarono scontri tra l'esercito francesce, guidato da Napoleone, e quello austriaco. Ad Arcole un obelisco, l'unico esistente in Italia a celebrare una battaglia napoleonica, ricorda la vittoria dei Francesi. Inoltre, percorrendo l'itinerario indicato dalla Strada del Vino, saranno tante, tra chiese ed edifici monumentali, le bellezze da scoprire in questo territorio di vini di qualità.
Corti Benedettine del Padovano DOC
Colli Euganei DOC
I Colli Euganei sono colline di origine vulcanica dalla tipica forma conica, che si innalzano come un'oasi nella pianura padana in provincia di Padova. La combinazione tra il clima mite, che risente dell'influsso del vicino mare Adriatico, e la natura dei suoli originati dalla disgregazione delle rocce vulcaniche, con buon scheletro, ben drenati e ricchi di minerali e microelementi, ha creato il luogo ideale per la coltivazione della vite. Questa coltura è presente da tempo immemorabile nel territorio e ne caratterizza in modo molto forte il paesaggio, lentamente ma costantemente trasformato dalla presenza dell'uomo fin dalla remota preistoria, così come dal succedersi ininterrotto di comunità umane e civiltà fiorenti ed operose.
I vini a D.O.C. prodotti nella zona sono: Colli Euganei Bianco, Colli Euganei Pinot bianco, Colli Euganei Chardonnay e Colli Euganei Moscato (tutti anche nella versione spumante), Colli Euganei Tai, Colli Euganei Rosso (anche nelle versioni novello e riserva), Colli Euganei Cabernet, Colli Euganei Cabernet franc, Colli Euganei Cabernet Sauvignon e Colli Euganei Merlot (questi ultimi anche nella versione riserva).
Peculiari di questa D.O.C. sono il Colli Euganei Pinello, dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumo delicato e sapore fresco, anche nella versione frizzante, il Colli Euganei Serprino, anche nella versione frizzante, vino dal colore giallo paglierino, pallido e brillante, e il Colli Euganei Fior d'Arancio. Quest'ultimo è un vino dal colore giallo paglierino con riflessi dorati e dal profumo persistente, intenso e tipico dell'uva da cui deriva, il Moscato giallo; lo si può trovare in commercio anche nelle versioni spumante e passito.
I Colli Euganei costituiscono un territorio ricco di suggestioni sia per le bellezze naturali che per le bellezze artistiche che lo contraddistinguono; culla della cultura paleoveneta, sono oggi meta ricercata di turismo. Isola naturalistica, protetta dal Parco Regionale, offrono una variegata produzione non solo di vini ma anche di pregiati prodotti di nicchia, come quelli della "Corte Padovana". Di colle in colle, lungo la Strada del Vino, il paesaggio è un susseguirsi di perfette geometrie di vigneti, di borghi e castelli medievali, di chiese, di monasteri ed eremi, di ville rinascimentali e dimore patrizie, luoghi prediletti da personaggi illustri come Goethe, Foscolo, Byron, Shelley e Petrarca. La casa del poeta ad Arquà Petrarca, insieme ad altre splendide costruzioni medievali del luogo, è meta costante e ricercata di turisti da ogni parte del mondo.
Bagnoli DOC
Da oltre un millennio la storia di questo territorio, che comprende un'area delimitata nella parte meridionale della provincia di Padova, si intreccia con la vite, i suoi frutti e il suo vino. Basti ricordare che Bagnoli di Sopra fu sede di un convento benedettino dal 964 e proprio grazie all'attività dei monaci la coltivazione della vite si espanse e divenne importante. Così il vino prodotto all'interno del comune, nucleo originale e più antico della zona a D.O.C. in cui tuttora è molto sviluppata l'attività di ricerca, può fregiarsi della qualificazione di "classico".
I vitigni coltivati nell'areale di produzione prediligono terreni di origine sedimentaria e alluvionale, di medio impasto e calcarei. Proprio questa caratteristica pedologica, assieme alle sensibili escursioni termiche nei giorni estivi causate dalla vicinanza al fiume Adige, determinano la forte aromaticità delle uve della zona.
I vini a D.O.C. sono: Bagnoli Bianco, Bagnoli classico, Bagnoli spumante, Bagnoli rosato, Bagnoli classico rosato, Bagnoli spumante rosato, Bagnoli Rosso, Bagnoli classico Rosso, Bagnoli Rosso riserva, Bagnoli classico Rosso riserva, Bagnoli Cabernet, Bagnoli classico Cabernet, Bagnoli Cabernet riserva, Bagnoli classico Cabernet riserva, Bagnoli Merlot, Bagnoli classico Merlot, Bagnoli Merlot riserva, Bagnoli classico Merlot riserva, Bagnoli Friularo, Bagnoli classico Friularo, Bagnoli Friularo riserva, Bagnoli classico Friularo riserva, Bagnoli Friularo vendemmia tardiva, Bagnoli classico Friularo vendemmia tardiva, Bagnoli passito e Bagnoli classico passito.
In particolare, il Friularo è un vino rosso proveniente dall'omonimo vitigno autoctono della famiglia dei Rabosi e può anche essere vendemmiato tardivamente, dopo il giorno di San Martino (11 novembre) e fatto appassire. In onore di questo vino, già noto ai tempi della Serenissima, la strada che univa Padova a Bagnoli passando per Conselve veniva chiamata "Stradon del Vin Friularo". Questa Strada è stata riscoperta e rivalutata negli ultimi anni e rappresenta un itinerario ideale per chi ama il contatto con la natura e il verde silenzioso della campagna.
Al turista che visita queste zone viene offerta l'opportunità di ammirare le opere di grandi maestri quali Tintoretto a Conselve, Tiepolo a Cartura, Bonazza a Bagnoli e a Candiana; le dimore patrizie, come Villa Widmann progettata da Baldassarre Longhena e Villa Garzoni ideata da Jacopo Sansovino; le chiese e i monasteri, i castelli e gli antichi "casoni". Da ricordare infine le Corti Benedettine, oltre che per la loro particolarità e bellezza dal punto di vista architettonico, anche per aver dato fin dai tempi antichi un forte impulso alla viticoltura della zona.
Colli Berici DOC
I Colli Berici si presentano oggi come il cuore verde del Veneto, con un ambiente rurale di straordinaria bellezza dove la natura sa stupire con i suoi paesaggi, offrendo angoli ancora poco noti e incontaminati. La zona di produzione è posta nel cuore della pianura veneta, a sud della città di Vicenza. In queste colline calcaree, la coltura della vite ha origini antiche quanto la presenza dell'uomo e il clima permette anche la coltivazione dell'olivo. Oltre che dai fattori pedoclimatici, la qualità dei vini dei Colli nasce dalla passione di intere generazioni di vignaioli, che già nel 1982 hanno dato vita al Consorzio per la Tutela.
Il vitigno caratteristico del territorio è il Tocai rosso che, vinificato nella zona di più antica origine, tra le colline di Barbarano Vicentino, prende il nome di Colli Berici Barbarano. Si tratta di un vino rosso veramente speciale, di colore rubino, profumo intenso, dal gusto fruttato e floreale, asciutto ed armonico.
Gli altri vini che si fregiano della D.O.C. sono: Colli Berici Chardonnay, Colli Berici Garganega, Colli Berici Pinot bianco, Colli Berici Sauvignon, Colli Berici Tai, Colli Berici spumante, Colli Berici Tai rosso, Colli Berici Cabernet, Colli Berici Cabernet riserva e Colli Berici Merlot.
All'interno del territorio dei Colli Berici, la Strada del Vino si propone come un gradevolissimo itinerario tra vigne e coltivazioni lungo la linea d'incontro tra la pianura e la collina. Numerose ville, borghi, eremi e conventi testimoniano come queste zone abbiano costituito un costante richiamo per l'uomo. I còvoli, preistoriche cavità naturali, e i castelli fortificati del X-XI secolo sono i tesori rimasti ad esempio di come l'opera dell'uomo abbia disegnato nel tempo questo suggestivo contesto collinare.
La Strada del Vino prende avvio a Vicenza, in corrispondenza dell'antico Arco posto alla base delle "Scalette" che conducono i devoti al Santuario di Monte Berico. Percorre quindi un tratto che sfila ai piedi della Rotonda, la più celebre villa palladiana. Da qui costeggia i Colli, per poi andare a toccare tutti i paesi posti alla base delle colline, che rappresentano il grande patrimonio storico ed enogastronomico della Strada. L'itinerario prosegue, sfiorando la provincia di Verona e la valle del Chiampo, per concludersi di nuovo a Vicenza.
Bianco di Custoza DOC
La perfetta armonia tra sapienza enologica e tradizione della coltura della vite, i particolari fattori climatici e pedologici propri della zona compresa tra la sponda meridionale del Garda Veronese, il Mincio e l'Adige, hanno portato alla nascita di questo vino.
Nell'area di produzione i terreni sono prevalentemente morenici, con tipici depositi sassosi ben levigati, e il clima è mite, caratterizzato da valori medi di piovosità. Le uve sono coltivate in vigneti soleggiati, che godendo di una particolare esposizione danno una produzione di sicura qualità.
I vini della D.O.C. sono: Bianco di Custoza, Bianco di Custoza superiore, Bianco di Custoza spumante e Bianco di Custoza passito. Il disciplinare di produzione prevede l'utilizzo, secondo rapporti ben determinati, dei vitigni Trebbiano toscano, Garganega, Tocai friulano, Bianca Fernanda (clone locale del Cortese), Malvasia, Riesling italico, Pinot bianco e Chardonnay. Il Bianco di Custoza D.O.C. è un vino bianco dal colore giallo paglierino, con tendenza al giallo dorato con l'invecchiamento. Il profumo è fruttato, leggermente aromatico e il sapore morbido.
Tra i paesaggi dell'entroterra gardesano si snoda il percorso della Strada del Vino, tra vigneti e uliveti, ville e castelli che inducono il visitatore ad immergersi in una atmosfera dal sapore antico.
Si può passeggiare tra le colline di Custoza, camminando lungo i sentieri storico-naturalistici "Camminacustoza" e "Tamburino Sardo", e si può andare in bicicletta percorrendo diversi itinerari cicloturistici: da Castelnuovo verso il lago di Garda, sulle colline di Valeggio, da Sandrà lungo la strada dei Papi fino a Oliosi, sulla valle del Tione e sul Monte Mamaor, ultimo baluardo a sud delle colline moreniche.
Particolarmente interessante si rivela la visita alla città che dà il nome a questo celebre vino, Custoza, un'antica stazione di guardia e di custodia che controllava dall'alto delle sue colline i passaggi nella via Postumia. È un luogo ricco di memorie risorgimentali: qui furono combattute due battaglie durante le guerre di indipendenza, che trovano testimonianza nei monumenti disseminati tra i vigneti, come l'Ossario, la cascina del Tamburino Sardo e il monumento ai granatieri della Brigata Sardegna.
Marrone di San Zeno DOP
I frutti freschi erano arrostiti in padelle forate e, accompagnati al vino nuovo, diventavano emblema della festa di ringraziamento per l'annata agricola, dedicata a San Martino. Inoltre, in occasione del rito dei morti, a novembre, si confezionavano anche particolari biscotti e torte con la farina di castagne, i "castagnacci".
Testimonianze scritte della coltivazione del marrone di San Zeno risalgono al XIII, XIV, XVII e XIX secolo; esse individuano le zone tipiche di produzione, anche attraverso gli estimi catastali, e descrivono il prosperoso sviluppo dei castagni, nonché i metodi di raccolta e commercializzazione dei marroni sui mercati settimanali.
Questa tradizione ha ripreso vigore nel secondo dopoguerra: infatti, sin dagli anni '20, nel comune di San Zeno di Montagna si tiene durante il mese di novembre la tradizionale sagra del marrone.
La zona di coltivazione del marrone D.O.P. si trova sulle pendici del Monte Baldo veronese, tra il fiume Adige ed il lago di Garda, ad una altitudine compresa tra 250 e 900 m, con un clima mite influenzato dalla presenza benefica del lago.
I castagneti - formati da piante molto grandi tra cui non è raro trovare alcuni interessanti esemplari secolari - crescono in terreni acidi, e il clima temperato-umido crea condizioni tali da conferire al prodotto le sue peculiari caratteristiche. I frutti si distinguono dalle altre castagne per la forma più ovale e più grande, per la qualità della polpa - pastosa, più dolce e gustosa - per il colore chiaro con striature brune e per la buccia sottile che si stacca facilmente
Formaggio Taleggio DOP
Antico e inconfondibile, il Taleggio è uno dei formaggi più rappresentativi della tradizione casearia padana, prodotto anche in Veneto, nella provincia di Treviso. La sua storia affonda le radici nel Medioevo: già nel 1200 si trovano documenti che testimoniano il commercio di questo formaggio, nato tra la Val Taleggio e la Valsassina, dove i pastori trasformavano il latte in eccedenza in forme da stagionare nelle tipiche grotte di montagna.
Con il tempo, la sua produzione si è diffusa nella pianura padana, dove i caseifici artigianali hanno saputo coniugare la tradizione secolare con le più moderne tecniche di lavorazione.
Si tratta di un formaggio molle da tavola, a base di latte vaccino, caratterizzato da una crosta sottile e morbida, di colore rosato naturale, e da una pasta compatta, bianca o paglierina, più cremosa vicino alla crosta. Il sapore è delicato ma deciso, con note aromatiche che si accentuano durante la maturazione, offrendo al palato un equilibrio perfetto tra dolcezza e intensità.
La stagionatura avviene in ambienti umidi e freschi, tra 1°C e 6°C, per almeno 35 giorni, periodo in cui il Taleggio sviluppa la sua tipica fragranza. Ogni forma riporta il marchio di denominazione D.O.P. e un numero identificativo che garantisce al consumatore l’origine e la qualità del prodotto.
Dal 1979 il Consorzio Tutela Taleggio ne salvaguarda la denominazione, promuove il valore di un’eccellenza italiana e vigila sulla corretta produzione. Un formaggio che racconta la storia di un territorio e che, con la sua cremosità e il suo profumo inconfondibile, continua a conquistare le tavole di tutta Italia.
Versatile e gustoso, il Taleggio D.O.P. è protagonista di numerose ricette: dai risotti ai piatti di montagna, fino agli abbinamenti con miele, frutta e vini del territorio.