Villa da Prato
<p>Villa da Prato è una piccola villa veneta cinquecentesca immersa nel verde e nella tranquillità nel centro di Caldiero. </p> <p>Il suo nome completo è Villa Da Prato-Fiorini e si tratta di una villa padronale di campagna costruita tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Sulla facciata nord del complesso, attuale accesso alla villa, sono conservate delle tracce di affresco di impianto cinquecentesco, anche se la facciata più bella è quella sud, formata da una piccola loggia a tre arcate con colonne di marmo veronese. </p> <p>Ciò che spicca è la torre colombaia di cotto di età seicentesca, la cui particolarità è quella di avere come lati i punti cardinali. Questa sovrasta una corte racchiusa all’interno di due barchesse. </p> <p>La disposizione delle sale interne segue i modelli classici delle ville venete cinquecentesche, aventi salone centrale e stanze ai lati.</p> <p>Oggi la villa accoglie non solo matrimoni, ma anche eventi aziendali e privati, che si possono organizzare nel bosco o in giardino.</p>
<p>Per visitare Villa da Prato bisogna prendere appuntamento al numero: 347 3077406 o sul sito internet <a href="https://www.villadaprato.com/">https://www.villadaprato.com/</a></p>
Villa da Prato, Fiorini - Villa da Prato <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004916
Villa Nani Mocenigo Bertetti
<p>La villa Nani Mocenigo è una delle ville rinascimentali che abbelliscono il Polesine e che Canda , piccolo centro della provincia di Rovigo, annovera come la più magnificente tra le varie dimore lasciate dai signori veneziani del XVI secolo.<br>La data d’inizio della costruzione è incerta, ma documenti accreditati la collocano intorno al 1580.<br>L’autore è probabilmente lo Scamozzi, architetto e allievo del Palladio, ma c’è anche chi pensa sia opera del Longhena.</p> <p>Si affaccia sul fiume Tartaro e presenta due facce una cinquecentesca a nord ed una settecentesca a sud; l’interno, pesantemente danneggiato da un incendio nel 1946, presenta vari affreschi concentrati nel vano scala e nelle due stanze anteriori del piano nobile.<br>A canda si narra che Villa Nani Mocenigo sia legata alla leggenda della “Contessa triste” che probabilmente vaga ancora, come fantasma, per le suntuose stanze della residenza.<br>Il fatto risale al 1600 quando una contessa Nani residente a Venezia venne lasciata dal suo amato.<br>Disperata si lasciò andare ad una tale tristezza che si pesava fosse impazzita. Il fratello Giovanni le ordinò di ritirarsi con la sua dama di compagnia spagnola a Canda per ritrovare pace e serenità. Passarono mesi ma il suo dolore non si placò. Un bel dì, come d’incanto, ritornò ad essere allegra e iniziò ad organizzare feste e a ricevere ospiti. Un giorno le due donne uscirono dalla dimora per recarsi dal fabbro e qualcuno le sentì ordinare dei “rasuri”(rasoi) .<br>Ai ricevimenti la contessa, bella e gentile, conquistava i cuori di molti uomini e li ricambiava generosamente ma dopo una notte d’amore il malcapitato amante spariva. Si cominciò ,ben presto, che la contessa gettasse i suoi amanti nel pozzo dei rasoi e che i poveracci raggiungessero il vicino Canal Bianco sfilettati come pesci. Una vendetta, una patologia o un dolore incontenibile? Mah non si è mai saputo né mai si saprà. Una cosa è comunque certa: un bel giorno sparirono sia la contesa che la sua dama.<br>Probabilmente un amante più scaltro deve aver scoperto il gioco maldestro e si vendicò secondo il detto : “ MORS TUA VITA MEA!”</p>
<p>Villa Nani Mocenigo, Bertetti<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000737</p>
Villa Cornaro Farsetti Benvenuti
<p>Arroccata sul colle che domina Este, Villa Cornaro Farsetti Benvenuti è un complesso storico che unisce rinascimento, trasformazioni settecentesche e paesaggio romantico, conservando un forte legame con la cultura euganea.</p><p>Le origini risalgono ai primi del Cinquecento, quando Alvise Cornaro, raffinato mecenate veneziano, immagina qui una dimora dedicata all’arte e alla bellezza. A questo periodo appartiene l’elegante arco trionfale attribuito a Giovanni Maria Falconetto, che ancora oggi segna l’ingresso monumentale della villa.</p><p>Nel Settecento la proprietà passa ai Farsetti, che ampliano e ridefiniscono il complesso secondo il gusto dell’epoca, mantenendone equilibrio e prestigio architettonico. A metà Ottocento, con Adolfo Benvenuti, la villa vive una nuova fase: viene sistemato il grande parco, in un impianto paesaggistico probabilmente legato a Giuseppe Jappelli, maestro del giardino romantico veneto.</p><p>Il risultato è un parco scenografico che si estende fino alla pineta collinare, ricco di percorsi, prospettive e atmosfere naturali. Il complesso comprende inoltre villa, serra e scuderie, testimonianze delle diverse fasi storiche e delle funzioni residenziali nobiliari.</p><p>Oggi Villa Cornaro Farsetti Benvenuti rappresenta un luogo di grande fascino, dove architettura, natura e storia si intrecciano in un racconto lungo cinque secoli, offrendo una delle vedute più suggestive su Este e sui Colli Euganei.</p><p> </p><p><br></p><p><br></p>
<p>Orari di apertura<b>: </b>Su appuntamento</p> <p><i></i>Visite:<b> </b>Parco e scuderie della Villa</p> <p><br></p>
Villa Cornaro, Farsetti, Benvenuti - Villa Benvenuti Cornaro <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002802
Villa Draghi
<p>Villa Draghi è sorta su un preesistente edificio del XVII secolo come villa privata abbattuta per costruire nel 1848 l’attuale complesso con la tipologia di villa-castello articolata su due piani e piano interrato. Privata nel tempo di preziosi elementi decorativi, infissi e statue sottratti per incuria e scarsa attenzione del Comune che li avrebbe dovuto custodire.</p> <p>Il Parco e la Villa sono situati sul pendio di uno dei cento rilievi che caratterizzano i Colli Euganei, a 10 km da Padova e 40 km da Venezia. Gli annessi rustici si trovano alle pendici del Monte Alto e alla porta d’ingresso del Parco Regionale dei Colli Euganei.</p> <p>Lembi di bosco circondano piccole radure attraversate da viottoli che offrono lungo il percorso effetti prospettici molto vari: scenari con ampie vedute si alternano a brevi squarci che si aprono e chiudono fra alberi, prati e cespugli con mutevole rapidità.</p> <p>La Villa è posta sulla sommità di un poggio, da cui si gode una splendida vista verso l’anfiteatro naturale della pianura costellata di nuclei abitati, corsi d’acqua, sorgenti termali e aree agricole. Questa vista è resa possibile dalla permeabilità visiva dell’area antistante priva, finora, di edifici e schermi visivi. Dietro la Villa, il monte prosegue la sua ascesa facendole da sfondo.</p> <p>Il complesso di Villa Draghi è di proprietà pubblica del Comune di Montegrotto Terme che l’ha acquisito dai Gesuiti di Venezia nel 1972 i quali a loro volta l’avevano avuto in donazione da Giovannina Draghi (ultima proprietaria privata dal 1962 e da cui ha preso il nome attuale).</p>
Villa Mocenigo, Garzoni, Martini
<p>Villa Mocenigo, Garzoni, Martini è una villa veneta la cui costruzione ebbe inizio a metà del Quattrocento per conto di Lazzaro Mocenigo.</p><p>Il nucleo originario, attualmente identificabile con la parte nobile, era un casinò da caccia in stile tipicamente veneziano, composto da un grande salone centrale affiancato da due stanze minori, rispettivamente a est e a ovest. Dalla zona ovest partiva uno scalone che conduceva al piano superiore, dove si trovavano le stanze da letto.</p><p>Gli ambienti destinati alla servitù e ai cavalli sorgevano a circa 50 metri a ovest, in un rustico con pozzo tuttora esistente. Nel Seicento il casinò fu ampliato, raccordando i fabbricati e trasformandosi in una "casa da stazio".</p><p>A metà del Settecento, l’architetto Francesco Maria Preti di Castelfranco Veneto intervenne sull’intero complesso, rendendone omogenea la struttura pur conservando, nella facciata, le differenze stilistiche dei tre corpi di fabbrica.</p><p>Dai matrimoni tra i Mocenigo e i Garzoni, e successivamente tra i Garzoni e i Martini, discendono gli attuali proprietari della villa, che fu anche teatro di importanti decisioni politiche della Serenissima.</p><p>Gli interni sono in gran parte rivestiti in marmorino. Una sala da pranzo è decorata da un originale affresco a padiglione di epoca ottocentesca, che raffigura tendaggi a righe bianche e azzurre, creando l’illusione di un’apertura verso un giardino esterno. Altri ambienti presentano fregi più modesti.</p><p>La villa si affaccia su un parco plurisecolare, con le caratteristiche di un boschetto, ultimo superstite dei boschi che un tempo ricoprivano le terre di Castello di Godego. A nord del complesso si trovano la barchessa progettata da F.M. Preti, con portico a colonne tuscaniche, e la cappella del Sacro Cuore (un tempo dedicata a San Giovanni), che presenta un curioso finto ingresso affacciato sulla strada principale del paese.</p>
Il sabato dalle 10:00 alle 13:00, su appuntamento.
Villa Mocenigo, Garzoni, Martini - Mocenigo - Garzoni Martini <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004019
Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani
A Galzignano Terme in località Valsanzibio si trova il più completo degli antichi giardini veneti, caratterizzati dalla preferenza per le distese piane e completamente strutturati su un disegno architettonico che completa quello dell'edificio di cui fanno parte. All'interno si trova Villa Barbarigo e di fronte ad essa si nota una scenografica esedra barocca con una scalinata al centro prolungantesi in un vialone di secolari cipressi ceh sale al Monte Gallo. Nel giardino si fondono natura e arte. Si varca il portale di Diana, monumentale e principale ingresso via acqua, qui c'era l'approdo delle barche ceh giungevano attraverso la valle da pesca di Sant'Eusebio, da cui si sviluppa il toponimo Val-San-Zibio. Una volta nel Giardino si incontrano le Peschiere dei Fiumi e dei Venti separate dalla Fontana dell'Iride. Il labirinto presenta soprattutto una struttura simbolica riscontrabile in molti altri monumenti rinascimentali e barocchi. Questo prestigioso labirinto, come tutto il Giardino di Valsanzibio, visualizza e rende in modo esperienzale il cammino della vita umana. L'sola dei conigli consiste in un'isoletta di forma ellittica e leggermente in rilievo , nella quale vengono lasciati proliferare in libertà dei conigli. Al centro dell'isola si trova un padiglione esagonale sormonto da una cupola di rete metallica per la custodia degli uccelli.Questo luogo rappresenta uno stato felice, ma allo stesso tempo un luogo chiuso, come la grotta, grembo o tomba, protegge ma anche rinchiude.
<p>Per maggiori informazioni sugli orari di apertura controllare il sito web della Villa.</p>
Villa Barbarigo, Pizzoni Ardemani - Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani - Valsanzibio <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003672
Barchessa di Villa Pola
<p>La Barchessa di Villa Pola, anche detta “il Barcon”, è uno splendido complesso progettato da Giorgio Massari. Sorge in una campagna di cinque ettari, delimitata da mura, attraversata in parte da una strada che ne circonda il perimetro e lungo la quale si trova l’attuale ingresso: un cancello affiancato da due grandi finestre con caratteristiche inferriate.</p><p>Percorrendo un breve viale si accede al portico, caratterizzato da maestose colonne. L’edificio è orientato da nord a sud e, un tempo, al termine del portico si trovava un’aia lastricata – detta il “selese” – utilizzata per distendere modeste quantità di grano o mais ad asciugare al sole.</p><p>La villa veneta, di proprietà della famiglia Pomini, fu trasformata alla fine degli anni Novanta, su iniziativa di una cordata di imprenditori, in un birrificio con annesso locale per la somministrazione. Dopo tredici anni di attività, la birreria ha cessato l’attività, ma il birrificio ha continuato a operare ed è tuttora attivo.</p><p>Oggi la Barchessa si presenta in ottimo stato di conservazione. Il birrificio, dotato di uno dei sistemi più all’avanguardia realizzati dalla storica azienda Velo, è attivo a pieno regime e produce diverse varietà di birre.</p><p>All’interno della villa si può ammirare il meraviglioso affresco dipinto nel 1789 da Giambattista Canal, situato sul soffitto dello scalone centrale. I gelsi secolari impreziosiscono l’ampio giardino che costeggia la Barchessa.</p><p>La struttura si trova a pochi chilometri da Castelfranco Veneto, dalla Tomba Brion a San Vito di Altivole e dalle sorgenti del Sile a Cavasagra di Vedelago.</p>
Dal lunedì al sabato dalle 19:00 alle 24:00, domenica dalle 12:00 alle 24:00.
Barchessa di Villa Pola, detta "Il Barcon" - Barchessa di Villa Pola <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004189
Villa Giusti
E' possibile prenotare una visita telefonando allo <b>+39 049 8758991</b> (dal lunedì al giovedì – dalle 9 alle 18), scrivendo una mail a <b>info@villagiusti.it</b>.
Villa Giusti dell'Armistizio<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000526
Villa Baglioni
Lo diceva il commediografo Carlo Goldoni, che il casato dei Baglioni possedeva in campagna una delizia detta Massanzago: <br>“Fursi un logo no gh’è più ameno e vago”. <br>La villa prende il nome dall’omonima famiglia d’origine bergamasca che elesse questo luogo a dimora estiva. La casa potrebbe essere quella costruita da Antonio Lombardo, nel 1663. Alla morte di Antonio il complesso passò al fratello Alvise che lo completò così come lo si può vedere in un dipinto del Carlevarijs. <br>Con l’avvento dei Baglioni la casa prese le fattezze di un palazzo solenne e prepotente, confermando la vocazione agreste. L’interno, al piano nobile, vede protagonisti un giovanissimo Giambattista Tiepolo in una delle prime imprese del maggiore pittore del Settecento. Egli inscenò il mito di Fetonte, esplosione del nuovo linguaggio pittorico veneziano che sarà dominante sino al Neoclassicismo. A seguire, nella metà del Settecento, Antonio Zucchi decorò i soffitti del piano terra: sette tondi affrescati e una serie di stucchi.<br>
<p>Orari di apertura:</p><p>Lunedì e Sabato: dalle 9:00 alle 12:00 </p><p>Martedì, Mercoledì: dalle 14:00 alle 18:00</p><p>Chiuso domenica e festivi. </p><p>Ingresso 5 euro, per gruppi 3 euro.</p>
Villa Pegolotto, Baglioni - Villa Baglioni <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000547
Casa del Petrarca
<p>Alla Casa del Petrarca vi si accede passando sotto un arco che immette nel primo orto, il <b>citerior</b>, cioè l'antico viridarium dove il Petrarca amava piantare l'alloro, la vite, il pomo, e a lui tanto care, le piante aromatiche. </p><p>Anche oggi il visitatore si trova tanto verde: nell'antico viridarium bassi arbustri di bosso disegnano un piccolo labirinto. </p><p>La casa non la costruì il Petrarca ma preesisteva e, secondo la tradizione, gli sarebbe stata donata dal signore di Padova, <b>Francesco il Vecchio da Carrara</b>. </p><p>Il Petrarca però vi apportò alcune modifiche, sulla facciata aprì alcune finestre, ne fece un unico alloggio, con due unità abitative, tenendo per sè e i suoi familiari la parte inferiore e riservando la superiore alla servitù. </p><p>Dopo la sua morte ci furono altri cambiamenti. Alla metà del XVI secolo il nobile padovano Pietro Paolo Valdezocco abbellì la rustica dimora, fece costruire la graziosa loggetta dalle linee rinascimentali e la scaletta esterna. Nelle stanze al piano superiore fece dipingere lungo le pareti scene ispirate al <b>Canzoniere</b>, ai Trionfi e all'Africa e adornò le cappe dei camini. </p>
<p>Per maggiori informazioni sugli orari di apertura controllare il sito.</p>
Casa del Petrarca <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003634