Borghi
Lasciati sedurre da questi piccoli gioielli incastonati in paesaggi da sogno. Ti accompagniamo alla scoperta delle perle venete che fanno parte di due club prestigiosi: Borghi più Belli d’Italia e Borghi Bandiere Arancioni.
Città murate
L'arte delle perle di vetro
C’è una Venezia fatta di silenzi operosi, mani esperte e piccoli fuochi accesi. È quella dei laboratori artigiani dove, da secoli, si creano minuscoli tesori: le perle di vetro. Non semplici oggetti, ma frammenti di una storia che dal 2020 è riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. Frutto di una candidatura congiunta tra Italia e Francia, questo riconoscimento tutela non solo le tecniche – dalla lavorazione “a lume” all’infilatura delle conterie – ma anche il linguaggio, la memoria collettiva e l’identità di una comunità che da secoli trasforma il vetro in bellezza.
Visitare Venezia significa anche questo: scoprire da vicino un’arte autentica, osservare gli artigiani al lavoro, lasciarsi affascinare da un mondo fatto di trasparenze e colori, e portarne via un frammento – sotto forma di gioiello, emozione o ricordo.
Cicli affrescati del XIV secolo di Padova
Con la proclamazione avvenuta sabato 24 luglio 2021 a Fuzhou, in Cina, il sito seriale "I cicli affrescati del XIV secolo" è stato stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità, portando così a quota 9 i siti veneti insigniti del riconoscimento UNESCO.
Si tratta di un complesso di otto monumenti del centro storico di Padova, al cui interno sono conservati cicli pittorici ad affresco ad opera di Giotto, Guariento, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona.
Luoghi unici che raccontano la storia della Padova “dipinta” del XIV secolo:
- la Cappella degli Scrovegni
- la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani
- il Palazzo della Ragione
- il Battistero della Cattedrale
- la Cappella della Reggia Carrarese
- la Basilica e il Convento del Santo
- l’Oratorio di San Giorgio
- l’Oratorio di San Michele
Le opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo
Nel 2017 l’UNESCO ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità questo insieme seriale di beni che attraversa più Stati fra Italia, Croazia e Montenegro e che per il Veneto include la città di Peschiera del Garda, la città fortezza a forma di pentagono.
Appena entrata in possesso, era il 1440, la Repubblica Serenissima ne comprese immediatamente l’importanza strategica militare e commerciale. Così nel corso del XVI secolo schiere di ingegneri e architetti lavorarono per consolidare il suo sistema difensivo. Le mura, ancor oggi splendidamente conservate, vennero munite di terrapieni e bastioni su progetti di Guidobaldo della Rovere che vennero realizzati da Michele Sanmicheli.
Il riconoscimento dell’UNESCO conferma l’eccezionale valore della cultura militare alla moderna (sistema bastionato) sviluppata dalla Repubblica di Venezia tra XVI e XVII secolo. Le fortificazioni dello Stato da Tera proteggevano la Serenissima dagli attacchi delle altre potenze europee da nord-ovest, mentre quello dello Stato da Mar proteggevano le rotte marittime e i porti del Mar Adriatico fino al Levante. Il sito seriale transnazionale si estende per oltre 1000 km tra la Lombardia e la costa adriatica orientale.
Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene
Nel 2019 le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Questo paesaggio unico e meraviglioso, in provincia di Treviso, si sviluppa per 181 chilometri quadrati tra declivi vitati e borghi della Sinistra Piave, tra Conegliano e Valdobbiadene.
Nella descrizione ufficiale dell’Unesco si legge che "la zona include una serie di catene collinari, che corrono da est a ovest, e che si susseguono l’una dopo l’altra dalle pianure fino alle Prealpi, equidistanti dalle Dolomiti e dall’Adriatico, il che ha un effetto positivo sul clima e sulla campagna. Se Conegliano ospita molti istituti legati al vino, Valdobbiadene è invece il cuore produttivo dell’area vinicola. I ripidi pendii delle colline rendono difficile meccanizzare il lavoro e di conseguenza la gestione delle vigne è sempre stata nelle mani di piccoli produttori. È grazie a questo grande, pacifico esercito di lavoratori e grazie all’amore per la loro terra che è stato possibile preservare queste bellissime colline e creare un forte legame tra l’uomo e la campagna. Il risultato di questo forte legame è uno straordinario esempio di come questa antica cultura sia fortemente radicata alla sua terra".
Il Sito riconosce la cosiddetta ‘core zone’ (che comprende i territori collinari ricadenti nei Comuni di Valdobbiadene, Miane, Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina, Cison di Valmarino, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Revine Lago, Tarzo, Vidor, Vittorio Veneto); la ‘buffer zone’, cioè la zona cuscinetto (che oltre ai precedenti comprende Conegliano, Susegana e San Vendemiano); e la ‘commitment zone’ (Comuni che hanno aderito a un Protocollo stipulato con la Regione per la gestione, la tutela e la salvaguardia del paesaggio rurale, in particolar modo quello viticolo).
I siti palafitticoli
Da giugno 2012 una nuova perla si è aggiunta alla preziosa collana dei beni tutelati dall'Unesco nel Veneto: tre dei centoundici Siti Palafitticoli dell'Arco Alpino, entrati a far parte della Lista per il Patrimonio Mondiale, ricadono nel nostro territorio regionale.
Promossa dalla Svizzera, che da sola ospita cinquantasei aree archeologiche, la candidatura ha interessato in tutto sei Stati: oltre all'Italia, l'Austria, la Francia, la Germania e la Slovenia, con luoghi di ritrovamento selezionati fra oltre mille siti europei conosciuti, databili tra il 5000 e il 500 a.C.
La localizzazione in terreni saturi d'acqua ha permesso la conservazione in ambiente anaerobico di legname, resti di cibo, utensili e manufatti anche in materiali organici altrimenti deteriorabili, ciò che rende questi siti contesti di straordinario interesse scientifico per lo studio delle più antiche società contadine d'Europa, attraverso 4000 anni di storia dell'umanità.
Grazie alla sofisticata strumentazione disponibile alle odierne tecniche di indagine si è potuto seguire con estrema precisione l'evoluzione dei mutamenti climatici, dell'ambiente e del processo di civilizzazione, a partire dal Neolitico fino all'Età del Ferro.
Di questi siti archeologici, diciannove si trovano in territorio italiano, dislocati in cinque regioni: Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte; è peraltro in Italia, sul Lago di Varese, che sono state scoperte le strutture palafitticole più antiche, risalenti all'inizio del Neolitico.
Due sono le località interessate in provincia di Verona: una a Peschiera del Garda, tra Belvedere e Frassino, e una a Tombola, presso Cerea; in provincia di Padova è stato individuato un importante sito nel Laghetto della Costa ad Arquà Petrarca, ai piedi dei Colli Euganei.