Villa Azzoni degli Avogadro
<p>Ampliata e parzialmente trasformata nel XIX secolo, si affaccia su un giardino terrazzato, chiuso da un piccolo corpo rustico, collegato a quello padronale da un portale ad arco. La cappella è oggi divisa dal complesso dalla strada carrabile. Lo spessore di alcuni muri portanti e la sagoma molto irregolare del muro esterno verso nord fanno intuire l'antica presenza di una struttura preesistente, forse parte del sistema fortificato di cui parlano le cronache locali.</p><p>La villa ospita degli appartamenti turistici ed è visitabile su prenotazione.</p><p>L’ottocentesca<b> villa di campagna della famiglia Azzoni Avogadro</b> domina dall’alto di una collina, circondata da boschi e campi coltivati.</p><p></p><p><br></p><p><br></p><p></p><p></p><p><b><br></b></p>
Villa Crico, Avogadro degli Azzoni (Villa Bivai) - Villa degli Azzoni Avogadro<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001630
Villa Moscheni Volpi
<p> Il complesso è costituito dal corpo padronale affiancato dalle due barchesse e circondato dal parco. </p><p>Attraverso la documentazione archivistica gli studiosi hanno potuto datare il complesso ai primi anni del XVIII secolo. È stato aggiunto successivamente un corpo minore che collega la barchessa di sinistra ad un rustico. Nel 1740 Francesco e Zuane Antonio Moscheni effettuano la prima denuncia al fisco. Risale al 1750 la prima visione iconografica realizzata da Francesco Costa. I vari restauri effettuati nel corso dei secoli non sono stati invasivi e hanno permesso di preservare l’edificio il più possibile simile all’origine. Nel ‘900 sono stati effettuati dei restauri interni che hanno riportato alla luce una serie di affreschi nel salone d'entrata con scene raffiguranti il periodo in cui la Serenissima combatteva per mare contro i Turchi.<br></p><p>La Villa è stata soggetta a molti passaggi di proprietà, dai Moscheni ai Dal Bene ai Reali. Nel XX secolo sono passate all’architetto Gianfranco Baldan la Villa e la barchessa collocata ad occidente, mentre la seconda barchessa è stata suddivisa in unità abitative.</p>
Intero complesso visitabile su prenotazione.
Villa Moscheni, Volpi<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004486
Villa Morosini, Monico detta XXV Aprile
<p>Villa Morosini, Monico detta "XXV Aprile" è una villa veneta di Mirano, in provincia di Venezia. Di proprietà comunale, i suoi edifici sono oggi adibiti a spazi per attività culturali. Il parco costituisce il giardino pubblico "XXV Aprile" ed è in continuità con quello della limitrofa villa Belvedere.</p><p>Il parco costituisce il giardino pubblico "XXV Aprile" ed è in continuità con quello della limitrofa villa Belvedere. <br>Il complesso fu fatto erigere attorno alla metà del Seicento (risulta terminato nel 1661) dalla famiglia Giustinian. </p><p>La Villa è costituita dalla casa padronale e, poco più a nordovest, da una barchessa. Come dimostrato dalle carte dei catasti napoleonico e austriaco, in passato esisteva anche una seconda barchessa identica, che sorgeva a sudovest simmetricamente rispetto alla villa. La casa padronale ha linee neopalladiane, e gli interni sono organizzati secondo il consueto schema veneziano, con il salone centrale affiancato da quattro locali più piccoli disposti simmetricamente. I soffitti erano un tempo ornati da affreschi. </p><p>Lo stile architettonico della barchessa si discosta da quello della casa padronale, risultando comunque in armonia con il contesto. Il parco si estende su oltre tre ettari in cui sono disposte numerose statue a tema aulico risalenti all'Ottocento. </p><p>Nello stesso si trova una vera da pozzo recante le iniziali dell'antico proprietario Francesco Morosini.</p>
Complesso visitabile su prenotazione.
Villa Morosini, Monico detta "XXV Aprile" - Giustinian-Morosini - XXV Aprile <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004373
Villa Donà Romanin Jacur
<p>Per quanto possa sembrare strano, pochissime sono le notizie certe sulla villa: ignota è la data di costruzione, sconosciuto ne è l’architetto, nebulose le vicende. Fu voluta quasi sicuramente dalla famiglia patrizia veneziana dei Donà che la realizzò nei primi decenni del XVII, sulle spoglie di una precedente casa padronale tardo cinquecentesca a pianta quadrata. <br></p><p>Nel 1847 la Villa venne acquisita dalla famiglia ebrea di banchieri padovani Jacur. Internamente l'impianto è tradizionale con saloni centrali, stanze laterali e il corpo scale posto a est.</p><p>Degli affreschi della sala al piano terra rimangono visibili solo alcune parti. È la sala posta a nord est che si presenta come la sala più importante del piano terreno, forse di tutta la Villa: un incantevole “salottino” ospita affreschi di pregevole fattura a tema mitologico/religioso in cui putti salgono a incorniciare le finestre e a circondare “specchi” di marmorino - che originariamente dovevano ospitare dipinti, arazzi, o specchi veri e propri - dando alla sala una bellezza scenica e sontuosa. </p><p>La facciata propone la classica modulazione delle ville veneziane con aperture su tre livelli. </p>
Villa Donà dalle Rose, Romanin Jacur - Villa Donà delle Rose Romanin-Jacur <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000678