Villa Gazzotti Grimani Curti
Villa Gazzotti, Grimani, Marcello, Bragadin, De Marchi, Curti - Villa Gazzotti <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001580
Villa Widmann Rezzonico Foscari
<p>Il viaggiatore che nel Settecento affrontava il tradizionale <i>Tour d’Italie </i>e, a bordo del burchio risaliva la Brenta da Venezia a Padova, poteva ammirare uno dei gioielli del tardo barocco veneziano: il complesso di Villa Widmann Rezzonico Foscari.</p><p>Gioiello tra i gioielli della Riviera del Brenta, Villa Widmann Rezzonico Foscari si caratterizza per le sue antiche statue, brillanti affreschi, realizzati da Giuseppe Angeli e Gerolamo Mengozzi Colonna, lampadari in vetro di Murano e un arredamento d’epoca. Il suo parco monumentale si estende per oltre 16.000 mq tra viali di carpini, rose antiche e un laghetto romantico con cipressi calvi acquatici.</p><p>Costruita agli inizi del Settecento per volontà dei Serimann, nobili veneziani di origine persiana, la Villa ottenne l’attuale forma solo nella metà dello stesso secolo, quando la famiglia Widmann, dopo avere acquistato l’immobile, lo rimodernò adeguandolo al gusto rococò francese. Il corpo centrale divenne così accogliente dimora per feste e ricevimenti. </p><p>Attualmente il complesso è proprietà della Città Metropolitana di Venezia, già Provincia di Venezia.<br></p>
Da Martedì a Domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 13:30 alle 16:30
<p><b>Ingresso:</b> euro 7,00 intero, euro 6,00 ridotto (ragazzi dai 7 ai 18 anni compiuti, over 65).</p><p>Ingresso con presentazione delle particolarità storico-artistiche della Villa a cura del nostro personale: euro 10,00 a persona (su prenotazione, con almeno 24h di anticipo) </p><p><b>Biglietto famiglie</b><br>- 2 adulti + 1 ragazzo fino a 18 anni non compiuti: solo Villa Widmann euro 14,00<br>- 2 adulti + due ragazzi fino a 18 anni non compiuti: solo Villa Widmann euro 20,00</p><p>Speciale studenti: ingresso ridotto il mercoledì</p>
Villa Seriman, Foscari Widmann - Rezzonico - Villa Widmann Rezzonico Foscari <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004501
Villa Dionisi e Museo dell'Arte Applicata nel Mobile
<p><b>Villa Dionisi </b>fu progettata dal marchese <b>Gabriele Dionisi </b>nel 1700. </p> <p>Caratteristico il grande prato all’inglese con resti di statue ed una grotta che porta ad una giassara, (ghiacciaia), abbellita con cariatidi. Per molti è il simbolo di <b>Cerea</b>. Si tratta di uno dei classici esempi delle sontuose dimore settecentesche. Nell'edificio è ospitato il <b>Museo dell'Arte Applicata nel Mobile</b>. </p>
<p>L'accesso alla Villa e al Museo MAAM è possibile tutti i venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00, previo appuntamento al numero 348 4112368. <br><br>La Fondazione organizza visite guidate tematiche, che su richiesta possono includere anche altri importanti beni culturali dell'area e laboratori sul legno e sull'arte applicata, in particolare per le scuole.</p>
Villa Dionisi detta Cà del lago - Villa Dionisi <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004929
Villa Emo
<p>Villa Emo è una villa veneta realizzata dall’architetto Andrea Palladio (1508-1580) nei pressi di Fanzolo, all’interno del territorio comunale di Vedelago. <br> <br>L’opera, la cui realizzazione si stima tra il 1556 ed il 1559, fu commissionata dalla famiglia Emo di Venezia, di cui è rimasta proprietà fino al 2004. Dal 1996 la villa è inserita nella lista dei patrimoni UNESCO, assieme alle altre ville palladiane sparse nel territorio veneto. <br> <br>L'edificio è composto da un corpo centrale, suddiviso in tre piani - una caratteristica delle ville palladiane - da cui si dipanano due barchesse colonnate, fulcro dell'azienda agricola, completate da due torre colombaie. <br> <br>La villa è posizionata su due direttrici tra loro perpendicolari, una costituita dalla villa stessa, ed una costituita dal viale, in origine completamente alberato di pioppi. La zona era attraversata dall'antica via Postumia e la trama dei campi seguiva la griglia della centuriazione romana. La villa è orientata secondo tale trama antica, come si può ben cogliere dagli ingressi all'edificio, allineati in una lunghissima prospettiva<br> <br>Gli esterni sono essenziali, l’ordine architettonico scelto è infatti il dorico, il più semplice, e le finestre sono prive di cornici. Entrando all’interno invece, si possono notare le ricche decorazioni e i numerosi affreschi che la villa costudisce, attribuiti al pittore Battista Zelotti, compagno e collaboratori di Paolo Veronese.</p>
<p>Mercoledì-Domenica 10.00-16.00</p><p><i>ultimo ingesso ore 15.00</i></p><p>Chiuso 24, 25, 26 e 31 dicembre, 1 gennaio</p>
<p>Intero: 10,00 €</p><p>Over 65, Studenti (11-25 anni), Docenti, Isola dei Musei, Associati FAI - Touring - Icom: 7,00 €</p><p>Famiglia (2 adulti + max 3 ragazzi 11-25 anni): 25,00 €</p><p>Guida autorizzata, diversamente abili e 1 accompagnatore, ragazzi fino ai 10 anni in nucleo familiare, giornalisti con regolare accredito: gratis</p>
Villa Emo - Villa Emo <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004182
Villa Zileri
<p>I Loschi entrarono in possesso della tenuta Biron di Monteviale nel 1436 dopo un contratto di permuta che la famiglia stipulò con il monastero benedettino fuori le mura di Vicenza dei Ss Felice e Fortunato. Antonio Nicolò Loschi cedeva alla comunità monastica i suoi beni nelle pertinenze di Angarano, ricevendo in cambio la tenuta di Biron, lungo le acque del Dioma, attorno al quale ruotavano da tempo gli interessi della famiglia.<br>Sulle successive vicende si conosce tuttora assai poco. Si sa che nel 1636 la villa era già una struttura di tutto rispetto. Fu la moglie di Fabrizio Loschi, la ricchissima Elisabetta Poiana a voler la costruzione della chiesetta dedicata a S. Francesco situata in posizione elevata sul retro della villa.<br>I vari interventi di ampliamento e riqualificazione del complesso, voluti dai proprietari furono eseguiti nel tempo su disegni e progetti di Francesco Muttoni e Ottone Calderari.</p> <p>All'interno della villa si possono ammirare i numerosi affreschi del grande Giambattista Tiepolo, commissionati da Niccolò Loschi per celebrare il riconoscimento pubblico del titolo di conti ottenuto dalla famiglia nel 1729 dalla Repubblica di Venezia.<br>Il percorso iconografico, è ispirato alle virtù cardinali dell'umanità che vengono rappresentate dall'artista in modo semplice, a volte ironico, a volte drammatico. Le opere si collocano nella prima maturità del percorso artistico di Giambattista e rappresentano uno dei cicli pittorici più interessanti di Gian Battista Tiepolo che apre una fortunata serie di ville e palazzi decorati dall'artista a Vicenza e nel Vicentino. <br><br>Il parco storico che circonda la villa rappresenta un ambiente favorevole per specie rare di flora spontanea e maestosi alberi centenari, tra i quali il Cipresso di palude che coi i suoi sei metri di circonferenza del fusto a un metro e mezzo da terra, rappresenta un albero monumentale a livello nazionale . Il parco è caratterizzato anche dall'eccezionalità della fauna: a pochi passi dalla città trovano rifugio caprioli, tassi e molte altre specie praticamente assenti dalla pianura circostante, oltre a particolari uccelli come il fringuello, la cinciallegra, il picchio rosso e la ghiandaia che richiedono delle precise condizioni arboree per la loro permanenza e riproduzione.</p><p><br></p><p><b>INGRESSO</b></p><p>Biglietto intero (Salone + Parco) € 12,00<br>Biglietto gruppo (Salone + Parco) € 8,00<br>Biglietto ridotto (Salone + Parco) € 6,00<br>Biglietto "Grotta delle Conchiglie e Chiesa S. Francesco" € 5,00.</p><p><br>Possibilità di prenotazione di visite guidate, contattando: <a href="mailto:visite@villazileri.com">visite@villazileri.com</a> oppue il numero: +39 3515345013.</p><p><br></p>
<p><b>ORARI DI APERTURA</b></p><p>Gli orari di visita fino al 31 agosto 2024 saranno i seguenti:</p><ul><li>Da lunedì a giovedì: 10:00 - 12:30 e 13:30 - 17:00;</li> <li>Venerdì: 10:00 - 12:30.</li> </ul> <p>A partire da domenica 1° settembre, riprenderemo le aperture nel fine settimana secondo i seguenti orari:</p><ul><li>Sabato: 10:00 - 17:00 (orario continuato);</li> <li>Domenica: 10:00 - 17:00 (orario continuato).</li> </ul> <p>La Villa ospita anche abitazioni, uffici e sale conferenze. </p>
<p>Villa Loschei, Zileri dal Verme, Motterle<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001492</p>
Villa Trissino Marzotto
<p>Villa Trissino Marzotto è composta: da una villa superiore, una villa inferiore, da monumentali ingressi tardo-barocchi, una cedraia o limonaia, una fontana ottagonale, e oltre cento statue che abbelliscono il grande parco, dal quale ci si gode il panorama della Valle dell'Agno e della campagna circostante. La villa è strettamente legata alle vicende della famiglia Trissino, antichi feudatari della zona. Questa villa giace sul colle di Trissino dove, fin dall'antichità, sorgeva una roccaforte e, in seguito, un castello che fu, per anni, teatro delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, dopodichè, seguendo la moda rinascimentale, esso venne trasformato in villa di campagna (la cosiddetta villa superiore, in quanto posta sulla sommità del colle). La villa, ampliata e ristrutturata un'ultima volta tra il 1718 e il 1722 dall'architetto Francesco Muttoni e, dopo la sua morte, da Girolamo Dal Pozzo, è giunta ai Trissino Baston, proprietari di Palazzo Trissino, attuale sede del Municipio di Vicenza. Il conte Marcantonio Trissino Baston oltre ad ordinare i lavori di sistemazione della villa, nel 1693 fece costruire a Muttoni l'imponente ingresso al giardino e nel 1717 l'ingresso alla villa superiore. L'architetto curò anche la sistemazione dei giardini, da cui si ha una vista verso la vallata dell'Agno. Sempre a Muttoni si deve la costruzione della scuderia, terminata nel 1722. Successivamente il conte Cristoforo Trissino commissionò sempre a Muttoni la villa inferiore, inaugurata nel 1746 insieme al figlio Ottavio, col quale però la linea dei Trissino Riale si estinse, consentendo ai Trissino Baston di riunire così l'intero complesso di nuovo in un'unica proprietà. A fine Settecento e poi ancora nel 1841, la villa inferiore bruciò a causa di un fulmine. Al primo evento la costruzione venne ripristinata, mentre dopo il secondo incendio Alessandro Trissino Baston la fece ristrutturare come rudere scenografico, secondo la moda romantica del tempo. Il conte Alessandro e i suoi fratelli non ebbero eredi diretti, così l'intero complesso passò alla sorella minore Francesca, tuttavia i loro discendenti, dopo un periodo di abbandono, cedettero la proprietà a Giannino Marzotto nel 1951.</p> <p style="TEXT-DECORATION: none; FONT-VARIANT: normal; FONT-WEIGHT: normal; FONT-STYLE: normal; ORPHANS: 2; WIDOWS: 2; LETTER-SPACING: normal; LINE-HEIGHT: 100%"><br><br></p>
<p>Per gli orari visitare il sito: <a href="http://villevenetetour.it/ville-venete/villa-trissino-marzotto">http://…;
Informazioni e Contatti Villa superiore Trissino, Da Porto, Marzotto - Villa Trissino Marzotto <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001209
Villa De Reali di Canossa
La villa è <b>aperta nei giorni feriali</b>, durante gli orari di apertura degli uffici, mentre <b>rimane chiusa il sabato e la domenica</b>.
Villa De Reali, Di Canossa - Villa De Reali <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000092
Villa Manin Cantarella
<p>Situata a <b>Noventa Vicentina</b>, in provincia di Vicenza, <b>Villa Manin Cantarella</b> è una delle residenze storiche più importanti del territorio. Costruita tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo da nobili veneziani, la villa fu ristrutturata nel 1883 dall'architetto <b>Antonio Caregaro Negrin</b>, che ne abbellì la facciata e le barchesse, conferendo all'edificio un elegante aspetto ottocentesco.</p><p>Nel corso dei secoli, la villa passò di mano, e nel 1797, dopo la caduta della Repubblica di Venezia, divenne proprietà della famiglia <b>Masotto</b>. Fu poi acquistata nel 1882 da <b>Bortolo Cantarella</b>, che ne affidò la ristrutturazione definitiva.</p><p>Caratterizzata da un grande salone centrale, affreschi di pregio e un vasto parco, la villa è un perfetto esempio di architettura veneta. Le barchesse, con le loro arcate a tutto sesto, richiamano l'attività agricola che un tempo caratterizzava la zona.</p><p>Oggi <b>Villa Manin Cantarella</b> ospita eventi culturali e privati, ed è stata restaurata con attenzione, riportando il parco al suo antico splendore. La villa, con le sue scoperte artistiche e la sua storia, è una delle residenze più affascinanti della provincia di Vicenza.</p> .<br>
Villa Manin, Brojanigo, Cantarella - Villa Manin Cantarella<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001503
Villa Arrighi
<p>A Mizzole, anticamente parte dell’insediamento agricolo delle monache benedettine del monastero di San Michele di Campagna, si trova Villa Arrighi.</p><p>Il primo impianto architettonico della villa risale, con ogni probabilità al XV secolo, ma l’aspetto padronale e imponente le venne dato verso la fine del 1600.</p>
Villa Miari Fulcis
<p>Villa di Modolo è una tra le 15 ville maggiori della provincia di Belluno ed è compresa nella catalogazione delle cento ville venete di Antonio Canova. </p> <p>Poco distante dal centro di Belluno, immersa nel verde, Villa Miari Fulcis è un vero gioiello architettonico che merita una <b>visita </b>da unire magari a una<b> passeggiata lungo il bell’anello di Modolo.</b></p><p>Si arriva ad una piazzetta ove sorge la cappella di famiglia dedicata a San Lorenzo. Oltrepassando il cancello settecentesco si entra nel giardino, si incontrano le vecchie scuderie e infine la Villa di Modolo, grandiosa costruzione del primo ‘800 disegnata dall’architetto Andrea Miari. </p> <p>Il corpo centrale, decorato da semicolonne ioniche e corinzie, si prolunga in un’ala alla quale è addossato un altro edificio di minor altezza: la Barchessa, con portico al piano terreno e sotto le cantine ove è ancora leggibile la data del 1644. </p><p><p>È stata realizzata nel Settecento, ma l’aspetto che vedrai oggi è frutto degli interventi dell’Ottocento che hanno interessato sia la villa che le vecchie scuderie che l’affiancano. Entrando nei saloni del primo piano ammira le decorazioni e gli affreschi che ne impreziosiscono le pareti. Purtroppo sono solo una parte dell’intero apparato decorativo andato distrutto durante i due conflitti mondiali. Scendendo il grande <b>scalone</b>, ritorna all’esterno, cerca lo stemma della famiglia Miari accompagnato dalla data 1806, e lascia spaziare lo sguardo sul bel <b>giardino </b>e sulla <b>cancellata barocca</b>, a lato dell’edificio, che racchiude e protegge questa elegante villa.</p></p><p>Il complesso costituisce uno dei maggiori esempi di ville perfettamente inserito nella grande tradizione dei più significativi modelli veneti.</p>
Aperto dalle 9.30 alle 18.30, tutti i giorni.