Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante
<p>Il complesso architettonico ottocentesco di Villa Buzzati, oggi Ferrante, e della Villa rustica annessa sorge sulla sommità di un ameno colle che affaccia sulla valle dei torrenti Cordevole e Mis, alle pendici delle montagne sospirolesi tutelate dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: i Monti del Sole. </p> <p>“Il canale del Mis è uno dei posti più romantici e selvaggi che abbia mai conosciuto. I segni esteriori del progresso minimi, le montagne ripidissime, dirupate, con un eccezionale gradiente di mistero” tanto da provare una “solitudine paragonabile a quella dei deserti”: così scriveva Dino Buzzati, universalmente noto come uno dei più grandi scrittori del Novecento. La spettacolare vista, che si gode dalla collina sulla quale sorge il complesso architettonico agricolo-padronale, ha dato il nome alla località: Belvedere. Nello storico edificato e pertinenze è ancora leggibile la tipologia insediativa originaria con il chiaro rapporto Villa-campagna. </p> <p>Eccellenze della villa: L'imponente fabbricato rustico, con la falda a padiglione verso la Villa padronale, testimonia il centro della vita rurale che ruotava attorno all'adiacente Villa veneta: l'abitazione contadina con la tipica stanza del “larin”, il manufatto in laterizio per il bucato (“liscia”), i portoni archivoltati del magazzino ( “tièda”) con il sovrastante granaio; la parte rustica ad uso agricolo della stalla con pavimentazione in acciottolato (cogolà) e le quattro colonne in pietra sopra le quali, al piano primo, si apre l'ampio volume del fienile. Caratteristico il suo porticato verso sud e il passaggio da est a ovest che permetteva di attraversare completamente il fabbricato anche ai mezzi agricoli. L'annesso rustico di Villa Buzzati è ora sede dell'omonima azienda agricola biologica “Al Belvedere di Toigo Carla”. </p> <p>Eccellenze del contesto: Il contesto paesaggistico attorno all'annesso rustico di Villa Buzzati-Ferrante risulta di pregio ambientale : il verde circostante, con l'alternanza di prato a zone boscate, mantiene il carattere rurale d'altri tempi restituendo alla vista una spazialità magnificente ed ariosa. Il laghetto nei pressi valorizza l'intero contesto rendendolo unico nella sua tipologia.</p>
Orari di apertura: Dalle ore 9:00 alle 17:00 con preavviso telefonico
<p>Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001654</p>
Villa Almerico Capra detta "La Rotonda"
<p>All’inizio della Riviera Berica, sopra un colle, Villa Capra Valmarana “La Rotonda” seduce da secoli i viaggiatori grazie alle sue linee, ai suoi volumi. Palladio, nel suo trattato, inserisce la fabbrica tra quelle di città per la vicinanza a Vicenza. </p> <p>L’architetto così descrive l’ambiente circostante: “il sito è de gli ameni, e dilettevoli che si possono ritrovare: perché è sopra un monticello di ascesa facilissima, & è da una parte bagnato dal Bacchiglione fiume navigabile, e dall’altra è circondato da amenissimi colli, che rendono l’aspetto di un molto grande Theatro”. </p> <p>Oggi l’ascesa alla villa dal fiume è tagliata dalla strada, un muro interrompe il pendio naturale del colle. L’edificio, iniziato tra il 1566 ed il 1568, sembra fosse terminato al grezzo nel 1571. Alla morte del committente, il canonico Paolo Almerico, venne rilevato da Mario e Odorico Capra nel 1591. La famiglia Capra portò a termine i lavori nel 1620 ca. Quattro facciate con il pronao-ionico esastilo si ripetono identiche in ogni lato. </p> <p>Il progetto palladiano prevedeva la copertura della sala centrale con una cupola semisferica, ma la presenza di Vincenzo Scamozzi, come ultimatore dell’opera, ha portato ad una trasformazione dell’idea originaria ed ad una diversa struttura. Internamente il soffitto semisferico è decorato da affreschi di Alessandro Maganza, mentre sulle pareti laterali sono raffigurate divinità greche realizzate dal francese Louis Dorigny, nel XVIII secolo.<br></p>
<p>Aperta alle visite autonome nei seguenti periodi:</p> <p>Da aprile a ottobre</p> <ul> <li>aperta venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00</li></ul> <p>Da marzo a novembre e fino all'8 dicembre</p> <ul> <li>aperta sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00</li></ul> <p>Dal lunedì a giovedì solo su prenotazione per scolaresche e visite private.</p> <p>Sia i giardini che gli interni sono aperti al pubblico nelle seguenti festività nazionali: Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno e 15 agosto. Chiusa a Pasqua, il 25 dicembre e il 1 gennaio.</p> <p>Dopo l'8 dicembre e fino al primo weekend di marzo: 10.00-13.00 solo su prenotazione. Altri giorni giorni della settimana solo su prenotazione per scolaresche e visite private.</p> <p>Per le visite guidate invernali, consultare il seguente link: <a href="https://www.villalarotonda.it/news/informazioni-per-la-visita">https://…; </p> <p>Per le visite private in altri orari, visitare <a href="https://www.villalarotonda.it/visita">https://www.villalarotonda.it/vis…;
Informazioni sui biglietti consultabili al sito <a href="https://www.villalarotonda.it/visita/">https://www.villalarotonda.it/vi…;
Villa Almerico, Capra, Conti Barbaran, Albertini, Zannini, Valmarana, detta "La Rotonda"<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002654
Villa Patella detta del Doge
<p>Il Palazzo dei Patella è un imponente edificio costruito in età rinascimentale, con uno stile architettonico misto veneziano-ferrarese. Edificio maestoso e ben proporzionato presenta due facciate ben diverse tra loro. Quella prospicente il canale Adigetto ha lineamenti piuttosto severi sottolineati dalle bugne alle finestre e dalle porte arcuate. La facciata posteriore, più solenne, presenta cinque arcate a tutto sesto e una trifora al centro al primo piano, di sicura derivazione veneziana. </p> <p>Eccellenze della villa: L'edificio dal 1923 ospita la sede del municipio di Villadose. Al piano terra è presente il museo della "Centuriazione Romana" che custodisce, circa 400 reperti raccolti nella grande centuriazione romana individuata nelle campagne tra Adria e Rovigo. </p> <p>Il Gruppo Archeologico di Villadose ha allestito, per conto del Comune, "la Mostra Archeologica Didattica sulla Centuriazione Romana" che espone solo i reperti raccolti nella centuriazione suddetta, ed è ospitata nell'antica residenza della famiglia Patella, sede del Municipio dal 1923. I Patella si sono stabiliti a Rovigo e poi a Villadose dopo che Borso d'Este nel 1470 li ha investiti del feudo di Villadose. L'edificio è databile tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 e risente di influssi ferraresi. Il territorio comunale di Villadose è interamente occupato dall'antico disegno agrario e nelle maglie di cardini e decumani sono stati individuati ben 108 siti archeologici di età romana. Sono da visitare anche le sale del piano nobile. </p> <p>Eccellenze del contesto: Villadose è situato nella strada di collegamento centrale proprio a metà tra Rovigo e Adria, facilmente raggiungibili. E' inoltre attraversata dal fiume Adigetto e si ricordano le Ville ad architettura rurale che intorno ad esso si snodano dalla frazione di Canale di Villadose a quella di Cambio di Villadose. Poco distante dal centro ricordiamo Villa Frassino, villa ora sede di convention e matrimoni, ospitante la pianta di Frassino excelsior più antico della Provincia di Rovigo.</p>
<p>Orario:dalle ore 8:00 alle ore 13:00</p> <p><b><i></i>Visite: </b>In orario di ufficio</p>
Villa Patella, detta “del Doge” (Municipio) - Cà Patella <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000759
Villa Ferrian
<p>Villa Ferrian, situata sui Colli Euganei in posizione panoramica sulla vallata, è un complesso storico di grande interesse architettonico e paesaggistico. La presenza di una torre colombara, derivata da un’antica struttura difensiva di avvistamento, e la disposizione irregolare degli edifici della proprietà – villa, stalla, abitazione contadina e colombara – suggeriscono origini molto antiche. Secondo gli studi dell’architetto Piera Treu, il nucleo originario potrebbe essere stato una casa-torre collegata al sistema difensivo dei castelli di Boccon e Castelnuovo, risalente all’XI secolo.</p><p>Uno degli elementi più caratteristici del complesso è la corte interna, circondata da edifici storicamente destinati a residenza e attività agricole. Di particolare pregio è l’antico pozzo comunitario, utilizzato in passato dagli abitanti della contrada. La struttura presenta insolite bocche di attingimento su livelli diversi, tra cui un elegante accesso in pietra e mattoni aperto nel muro di contenimento del terrapieno.</p><p>La villa gode inoltre di una posizione privilegiata, con ampie vedute verso i Colli Berici e un contesto ambientale di grande valore. Inserita nel Parco Regionale dei Colli Euganei è circondata da percorsi naturalistici, dall’anello ciclabile dei Colli Euganei, da storiche ville venete e da numerose cantine che valorizzano la tradizione enogastronomica del territorio.</p>
Villa Ferrian<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001330
Villa Badoer
<p>Arrivando a Fratta Polesine, città a 20 km circa da Rovigo, si ha l’impressione di essere stati trasportati in un’altra epoca. Il centro è infatti costellato da antiche dimore aristocratiche che risaltano in contrapposizione con il piatto paesaggio agrario circostante.</p><p>Villa Badoer, unico sito Unesco della provincia di Rovigo, realizzata da Andrea Palladio nel 1556, è il fulcro architettonico su cui è stato costruito il centro di Fratta Polesine.<br>La Villa spicca per la dominanza visiva sul paesaggio circostante, in quanto sopraelevata rispetto al piano campagna, essendo stata costruita su di un basamento di pietra al fine di salvaguardarla da eventuali esondazioni dei fiumi ed amplificarne l’impatto scenico.</p><p>La Badoera, come viene spesso chiamata, quasi fosse una personificazione, nata come azienda agricola per il controllo e la conduzione della terra è al contempo l’emblema dell’unione di Francesco Badoer e di Lucietta Loredan, esponenti di due importanti casate nobili veneziane, nonché dell’amicizia tra Francesco Badoer e il cognato Giorgio Loredan, legame questo celebrato dagli affreschi realizzati all’interno del piano nobile dal Giallo Fiorentino.</p><p>La Villa è un tripudio di sobrietà ed eleganza che ogni anno richiama turisti da ogni parte del mondo, interessati a vedere dal vivo l’opera del grande maestro, Andrea di Pietro dalla Gondola, a noi tutti noto come Palladio.</p>
<p><b>Orari di apertura:</b></p><p><b>Venerdì:</b> 9.30-13.00/14.30-18.00</p><p><b>Sabato e domenica:</b> 9.30-13.00/14.30-18.30</p><p>Chiuso il 25 dicembre, 1 e 31 gennaio.</p><p>Aperture straordinarie su prenotazione per adulti e scolaresche.</p><p><b>Biglietto d’ingresso:</b><br>Intero: € 5,00<br>Ridotto: € 3,0 euro (under 18, soci FAI, soci Touring e gruppi superiori ai 25 pax)<br>Gratuito: bambini sotto i 6 anni, giornalisti con tesserino, diversamente abili e loro accompagnatore, guide e accompagnatori turistici autorizzati in accompagnamento ad un gruppo, residenti a Fratta Polesine, personale docente delle istituzioni scolastiche o universitarie, accademie, istituti di ricerca e di cultura italiani ed esteri se in accompgnamento ad un gruppo<br></p><p><b>FRATTACARD: € 9,00</b><br>Biglietto cumulativo: Villa Badoer, Museo Archeologico Nazionale, Casa Museo Giacomo Matteotti</p><p><b>VISITE GUDATE PER SINGOLI VISITATORI:</b> <b>€ 3,00</b></p><p>Sabato, domenica e festivi ore 11.00 e 16.00</p><p><b>Info e prenotazioni: </b></p><p>T. +39 366 3240619<br>M. <a href="mailto:info@villabadoer.it">info@villabadoer.it</a></p><p>Web <a href="http://www.villabadoer.it">www.villabadoer.it</a></p><p> </p>
Villa Badoer detta “La Badoera” - Villa Badoer detta “La Badoera” <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000750
Castello del Catajo
Palazzo-castello sul cui nome circolano molte leggende, visto da lontano può presentarsi a fantasie orientali, con il suo ritmo di terrazze e di sculture inconsuete. ostruito nel 1570 dal marchese Pio Enea degli Obizzi su di un preesistente casino di caccia. Capitani di ventura gli Obizzi, originari della Borgogna, giunsero in Italia al seguito dell'imperatore Arrigo II nel 1007: furono al servizio di Lucca, quindi di Venezia per la quale combattè appunto Pio Ena, al quale dobbiamo l'invenzionde dell'obice (=Obizzi). Nei saloni del piano nobile, Giovan Battista Zelotti, allievo del veronese affrescò nella seconda metà del XVI secolo le storie della famiglia segendone lo sviluppo storico al servizio delle varie città e dei vari signori (sala di venezia, di Lucca, del papa, ecc.), mentre Pio Enea II nel XVII secolo rese il Catajo un importante centro artistico, con la costruzione di un teatro a sedici palchi nel quale venivano rappresentate sue opere. Fu sede di importatni collezioni artistiche (armeria, galleria archeologica, biblioteca, gabinetto numismatico, ecc.) arricchite in particolare da Tommaso, ultimo marchese della casata che costruì il museo, un'ala del castello lunga 73 mt nella quale furono ordinate le collezioni archeologiche. Morendo agli inizi dell'Ottocento lasciò tutto in eredità all'ultimo erede deli Estensi e quindi agli Asburgo, che qui avevano uno dei loro castelli di villeggiatura: a loro spetta la costruzione dell'edificio cubico verso il monte, per ospitare la corte.
<p>Da Martedì a Venerdì 14:30 – 18:30 – Visite in autonomia<br>Domenica 10:00 – 12:45 – SOLO visite guidate su prenotazione PRENOTA QUI<br>Domenica 13:00 – 18:30 – visite guidate su prenotazione + in autonomia<br><br>Giovedì 5 ottobre chiuso per evento privato<br>Apertura straordinaria: sabato 28 ottobre 14:30 – 18:30<br><br>NB: Ultimi accessi: 60 minuti prima della chiusura.<br>Per maggiori informazioni sulle modalità di visita e tariffe, scorri verso il basso.<br><br>Apertura straordinaria della Cappellina Imperiale: domenica 22 ottobre. PRENOTA QUI<br><br>NOVEMBRE 2023<br>Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato 14:30 – 18:30 – Visite in autonomia<br>Domenica 10:00 – 12:45 – SOLO visite guidate su prenotazione PRENOTA QUI<br>Domenica 13:00 – 18:30 – visite guidate su prenotazione + in autonomia<br><br>NB: Ultimi accessi: 60 minuti prima della chiusura.<br>Per maggiori informazioni sulle modalità di visita e tariffe, scorri verso il basso.<br><br>Apertura straordinaria della Cappellina Imperiale: domenica 19 novembre. PRENOTA QUI<br><br>Per GRUPPI su prenotazione è possibile organizzare visite anche in orari diversi, secondo disponibilità. Consulta la nostra sezione “VISITE PER GRUPPI”</p>
Castello del Catajo - Castello del Catajo, la reggia dei Colli Euganei <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003649
Villa da Sacco detta "La Valverde"
<p>La Valverde è una corte rurale costituita da un insieme di edifici organizzati in un sistema a corte e strettamente legati alla produzione agricola. Il nucleo più antico risale ai primi anni del ‘500 quando era appena iniziato il trasferimento degli interessi delle grandi famiglie mercantili veneziane verso la terraferma, con lo sviluppo di una nuova e importante economia agraria. La villa padronale, che costituisce il nucleo più antico delle corte ed è ancora abitata dai proprietari, conserva intatta la sua bellezza originale con i grandi camini in pietra, i soffitti a cassettoni dipinti e i fregi della scuola di J. Ligozzi.</p><p>Tutto il complesso, comprese le abitazioni dei <i>lavorenti</i> e gli spazi per le attività produttive, come la <i>tinazzara</i>, la cantina storica, e la cappella, sono stati oggetto di un importante restauro che venne iniziato nei primi anni ’60 e che prosegue tutt’ora.</p><p>Il cortile, un tempo occupato dall’assolata aia in mattoni, è oggi un giardino ricco di piante e profumi.</p><p>La villa è visitabile solo su prenotazione tel <b>+39 045 526499</b>.</p>
<p>La Valverde si trova poco lontano dalle mura di Verona e può essere raggiunta:</p><ul><li><b>Dall’autostrada Milano–Venezia</b>, uscire a Verona Est. Imboccare la Tangenziale Est ed uscire a Montorio-Caserma Duca. Voltare a destra e la villa è poco più avanti alla vostra sinistra (10 minuti dal casello)</li> <li><b>Dall’aeroporto di Verona</b>. Prendere la Tangenziale Sud ed uscire a San Martino Buon Albergo. Da lì imboccare la Tangenziale Est e seguire le indicazioni come sopra (20 minuti)</li> <li><b>Con i mezzi pubblici</b>. La linea urbana n.13 ferma ogni 15 minuti a pochi metri dal cancello d’ingresso (20 minuti dal centro città)</li> <li><b>In bicicletta</b>. Dalla città seguire la pista ciclabile per Montorio che passa proprio davanti alla villa.</li> </ul> <p>Il cancello d’ingresso al numero 23 è quello più vicino al semaforo verso Verona.</p>
Villa Da Sacco detta La Valverde - Villa La Valverde <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500005053
Villa Lattes
<p>Il complesso di <b>Villa Lattes</b>, oggi di proprietà del Comune di Istrana, nasce all’inizio del Settecento su progetto dell’architetto <b>Giorgio Massari</b>. Oltre al corpo principale comprende due caratteristiche barchesse curve, un oratorio e un parco storico ornato dalle statue di <b>Orazio Marinali</b> e dai busti dei Dodici Cesari.</p> <p>La villa prende il nome dalla famiglia Lattes, che ne divenne proprietaria nell’Ottocento. Fu soprattutto <b>Bruno Lattes</b>, ultimo esponente della famiglia, a darle l’identità che ancora oggi accompagna la visita: avvocato e appassionato di musica, lasciò la professione per dedicarsi alle proprie collezioni e al recupero della dimora. Nelle sale raccolse opere, oggetti di famiglia e una sorprendente collezione di <b>carillon, automi, giocattoli e orologi meccanici</b>, oggi cuore del museo.</p> <p>Visitare Villa Lattes significa così entrare contemporaneamente in una villa veneta e nel mondo personale del suo ultimo proprietario. Accanto agli ambienti storici si incontrano oggetti costruiti per trasformare complessi meccanismi in musica e movimento, mentre all’esterno il percorso continua tra le barchesse e il parco.</p> <p>Merita una visita anche l’<b>oratorio</b>, che conserva opere e arredi d’epoca, tra cui dipinti di Jacopo Amigoni. La villa ospita inoltre un <b>Info Point turistico convenzionato</b>.</p>
<p>Chiusure speciali 1° gennaio, 25 dicembre. </p> <p>Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.</p>
<p><b>Intero:</b> € 5,00<br><i>Visitatori dai 15 ai 65 anni.</i></p> <p><b>Ridotto:</b> € 3,00<br><i>Bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, over 65, studenti, insegnanti, residenti nel Comune di Istrana e altre categorie convenzionate.</i></p> <p><b>Gratuito:</b><br><i>Bambini fino a 5 anni, persone con disabilità e accompagnatore, guide turistiche.</i></p> <p>Per le ulteriori categorie aventi diritto alla riduzione o alla gratuità rimanderei al <b>sito ufficiale</b>, evitando di appesantire la scheda.</p> <h3>Visite guidate</h3> <p><b>Visita guidata per gruppi:</b> € 60,00 per gruppo + € 4,00 a persona per l’ingresso.<br><i>Massimo 25 partecipanti; durata indicativa 75 minuti. In caso di maltempo, visita della sola villa di circa 60 minuti.</i></p> <p>Sono disponibili anche <b>visite tematiche per gruppi</b>, con durata e tariffa variabili in base all’attività scelta. Le visite per gruppi e scuole possono essere richieste su prenotazione.</p>
<p>Villa Tamagnaino, Negri, Lattes</p> <p>Nr. catalogo IRVV A0500004116</p>
Villa Villabruna
<p>La Villa è insediata su un terrazzamento artificiale, sostenuto da alti muri in pietrame. La strada d’accesso a Cart di Sopra costeggia i muri del terrapieno. La morfologia del colle, i terrazzamenti ed i muri di cinta, la viabilità antica, hanno strutturato urbanisticamente il piccolo nucleo di Cart di Sopra. Il sistema insediativo di crinale, di origine medievale, è ancora integro e costituisce un’unità paesaggistica di forte valenza ambientale. La perdita della funzione agricola, ha favorito il recupero degli edifici ad una nuova residenzialità cui corrisponde una diversa struttura produttiva e fondiaria. L’accesso principale avviene ad ovest, attraverso un portale definito da due pilastri bugnati. A nord la villa si affaccia direttamente sulla via; una breve scalinata in pietra segna il portale d’ingresso. Alle due estremità della villa sono evidenti due portali ad arco tamponati. Sul fianco est si apriva su un brolo cintato con orto e frutteto. Verso ovest, la villa è affiancata da un edificio porticato, sotto cui passa la via pubblica. Dietro la villa era eretta la Chiesetta di Santa Maria. Il luogo, nei rogiti notarili cinquecenteschi, è citato come “loco vocato a S. Maria”. La chiesetta venne visitata nel 1588 dal Vescovo Rovellio. Sulla facciata nord della villa, su una cornice della riquadratura a grafito, è incisa la data 1632. Tuttavia la data sembra ricordare la ristrutturazione di una preesistente costruzione; la villa infatti è inserita in un insieme edilizio, che si sviluppa allineato sul crinale del colle, in cui sono presenti edifici tardogotici. Origini almeno cinquecentesche sono provate da un recente scavo archeologico che ha ritrovato la Chiesetta di Santa Maria. Muri in profondità collegano la Chiesa con la villa e con casa Facino-Pasole. Nel settecento la villa appartenne alla nobile famiglia Villabruna. La proprietà è documentata in atti notarili del 1723, 1731 e 1815. Fino al 1887 fu di proprietà dei nobili Marsiai eredi Villabruna.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>La villa è un’evidente ristrutturazione seicentesca di un edificio più antico. Nell’ambiente centrale sono state modificate le dimensioni della trifora meridionale e la bifora con pilastrino centrale, a nord, è stata sostituita da un’unica finestra. L’apparato decorativo rappresenta una finta architettura porticata dove poggiano colonne verdi con capitelli corinzi dorati che reggono una trabeazione. Il ritmo delle colonne inquadra delle campiture accentuate da una fascia perimetrale in finto marmo rosso. All’interno dei riquadri sono affrescate scene cavalleresche e di probabile ispirazione biblica. Il corpo principale originale ha uno schema distributivo classico con sala centrale e due ambienti affiancati contrapposti. Le porte, murate, sono collocate nella parte mediana della sala e comprese nella decorazione ad affresco. I paesaggi ricordano la mano di Marco da Mel che ha affrescato la vicina casa Pasole. Arredamenti in parte originali (XVI e XVII secolo).</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>La collina di Cart costituisce ancora un contesto ambientale estraneo ai processi di urbanizzazione che hanno coinvolto la piana della vallata Feltrina. L’orografia, la struttura della proprietà fondiaria e gli strumenti di tutela hanno favorito la conservazione di un paesaggio agrario integro. La cartografia storica evidenzia un nucleo abitato lineare il cui impianto si è mantenuto immutato nel tempo. Il nucleo abitato è stato rilevato nell’Atlante dei Centri Storici elaborato dalla Regione. Gli studiosi sono d’accordo nel valutare il viale di Cart un rilevante sistema urbanistico-ambientale in cui la “villa” e le sue pertinenze organizzano il territorio. Il sistema insediativo di crinale, tipico in particolare del colle di Cart di Sopra, è di origine medievale. L’antica via incassata nel terreno e bordata di fitte siepi di carpino, attraversa un paesaggio agrario, ancora coltivato, straordinario.</p> <p>La villa è visitabile su appuntamento.</p>
Villa Villabruna, Marsiai, Cossalter, Cagnan<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003508
Villa Vescovile del Belvedere
<p>Costruita da A. Paolo Tremignòn, negli anni dal 1711 al 1713. Fu splendidamente rifinita ed adornata dalle pitture degli artisti bellunesi Marco e Sebastiano Ricci.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>Eccezionale pregio della villa era il ciclo dei dipinti di Sebastiano e Marco Ricci. Di questi restano solo lo schema e il ricordo nell'acquerello di Osvaldo Monti, visibili nel museo civico di Belluno.</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>Nelle immediate vicinanze sorge la città di Belluno, anch'essa ricca di strutture artistiche e culturali, meritevoli di essere visitate.</p> <p>Il Parco è visitabile gratuitamente previo appuntamento telefonico.</p>
Villa “Vescovile”, Gerenzani, Marson - Villa Vescovile del Belvedere<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000196