Villa Molon
<p>Villa Giustinian – Molon Traverso venne edificata attorno al 1680 per volere del nobile veneziano Girolamo Giustinian appartenente al ramo “delle Acque”, dal nome della calle veneziana, non lontano da Rialto, dove sorgeva la loro dimora.</p><p>Dal 1711 al 1735 il vescovo di Torcello, Venezia, Marco Giustinian trascorse le vacanze estive in Villa a Campo di Pietra. Alla sua morte, per testamento, lasciò una somma di denaro per la parrocchia di San Mauro a Campo di Pietra.</p><p>Consultando i libri contabili della famiglia Giustinian, è interessante apprendere della produzione di vino “in caneva de Campo de Piera” e di come poi fosse spedito via fluviale a Venezia o per uso personale in Calle delle Acque o per immetterlo nel mercato.</p><p>Nel Marzo del 1792, per complesse questioni testamentarie, le proprietà passarono ai Querini Stampalia e alla famiglia Morosini Gatterburg. Quest’ultima successivamente cedette gran parte di quanto ereditato. “IL DOMINICALE DI CAMPO DI PIETRA”, così veniva chiamata la proprietà dai Querini Stampalia, visse un periodo di ampliamenti agronomici e di prosperità, grazie anche alle bonifiche di alcuni terreni circostanti la Villa e all’allevamento dei bachi da seta.</p><p>Nel 1851, il Conte Giovanni Querini partecipò alla prima esposizione universale (Londra) con la seta prodotta nella filanda di Campo di Pietra aggiudicandosi un importante riconoscimento.</p><p>Il dominicale rimase alla Famiglia Querini sino al 1869 quando l’ultimo membro della famiglia, il Conte Giovanni Querini Stampalia, morì. Nel suo testamento lasciò tutte le sue proprietà per la costituzione della Fondazione Pia Querini Stampalia di Campo Santa Maria Formosa, Venezia. La Fondazione è tutt’oggi esistente e apre al pubblico il proprio museo e la biblioteca. Tuttavia nel corso degli anni, per mantenere la fondazione, gran parte delle proprietà nell’ entroterra veneto furono vendute così come la Villa di Campo di Pietra.</p><p>Nel 1909 la Villa passava a Giuseppe Tommaseo Ponzetta che in breve tempo la rivendeva alla famiglia Tagliapietra.</p><p>Nel 1917 passava nelle disponibilità di Guido Carretta di Santa Maria di Campagna, il quale creò di fatto, in unione all’allevamento dei bachi da seta, un’azienda agricola di un migliaio di ettari con campi vitati, frumento e grano.</p><p>Nel 1918, la Villa trovandosi a circa 3 km dal fiume Piave, durante la fase finale del primo conflitto mondiale, fu occupata dalle truppe austriache e colpita da alcuni colpi dell’artiglieria italiana subendo pesanti danni. Tra il 1919 e il 1923 il complesso venne riportato alla situazione originale e ingrandito con la costruzione di nuove cantine.</p><p>Nel 1969 la Villa venne iscritta all’istituto Regionale Ville Venete, apponendole, così, il vincolo di protezione strutturale tutt’ora in essere.</p><p>Nel 1995 la Famiglia Molon Traverso acquistò la Villa e con coraggio, impegno e passione iniziò una lunga ristrutturazione, riportandola ai tempi gloriosi della Serenissima Repubblica di Venezia. L’inaugurazione avvenne nell’agosto 1996.</p><p>Nel 2015, Villa Giustinian – Molon Traverso è stata insignita dall’Istituto Regionale Ville Venete a Palazzo Ducale in Venezia con il premio “Miglior Villa Veneta 2015” per l’attività svolta e l’impegno profuso a favore della conservazione e valorizzazione di Villa Molon.</p><p>Oggi le strutture ospitano come in passato le cantine d’invecchiamento, la piccola Osteria, il wine shop con eccellenze gastronomiche, il museo di civiltà contadina, gli uffici amministrativi e degli spazi destinati ad eventi di vario genere.</p>
<p>Gli orari fanno riferimento al Parco e alla cantina che sono visitabili, la Villa non è visitabile. </p>
Previa prenotazione è possibile organizzare in ambito vitivinicolo visite guidate con degustazione dei propri prodotti.
Visita al parco in autonomia e accesso alla cantina gratuite.
Villa Giustinian, Querini - Stampalia, Carretta ora Molon Traverso - Molon Traverso <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000279
Terme e benessere
Nel cuore delle colline venete, le terme sono un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Strutture moderne immerse nella natura, personale altamente qualificato e un’ampia proposta di trattamenti curativi ed estetici ti aspettano per un soggiorno rigenerante.
Per maggiori informazioni sul sistema termale veneto e sull’offerta ricettiva collegata, puoi consultare i siti ufficiali di Federterme e Federalberghi Terme.
La più grande area termale d’Europa, immersa nel Parco dei Colli Euganei, Riserva MAB UNESCO. Un’oasi di benessere dove rigenerarsi tra acque curative, natura, cultura e sapori del territorio.
Giardino monumentale di Valsanzibio
A Galzignano Terme, in provincia di Padova, si trova uno dei giardini d’epoca più belli di tutta Europa: Il Giardino Storico di Valsanzibio. Immerso tra le dolci linee dei Colli Euganei, questo splendido parco fu costruito nel Seicento per volere della famiglia veneziana dei Barbarigo e oggi fa da cornice verdeggiante a Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani.
Giardino di Villa Giustiniani
Si estendono nella campagna padovana gli oltre cinque ettari di giardini di Villa Giustiniani. La seicentesca villa veneta si trova a Vanzo, frazione di San Pietro Viminario, immersa tra piante ultracentenarie e alberi rari, tra cui una magnolia grandiflora e un cedro del Libano dalle dimensioni straordinarie.
Giardini di Palazzo Giusti
Vicinissimo al centro e all'anfiteatro dell'Arena, il giardino s'inerpica sulle pendici del Colle di San Pietro. La sua storia inizia nel corso del XV secolo per volontà della famiglia Giusti, commercianti di lana di origine toscana che si erano trasferiti a Verona. Sarà poi il conte Agostino nella seconda metà del Cinquecento a dargli la forma che oggi vediamo, seppur con qualche variazione.
Giardino Botanico Alpino G. Lorenzoni
Situato in una posizione centrale nell’Altopiano del Cansiglio, il Giardino Botanico Alpino è una struttura che permette di osservare e conoscere un elevato numero di specie vegetali e di habitat diversi. Venne istituito nel 1972 su ideazione del prof. Giovanni Giorgio Lorenzoni.
Birdwatching
Per muovere i primi passi sono sufficienti un binocolo e una guida al riconoscimento delle specie e voilà: tutti possono fare birdwatching. Questa parola inglese, ormai entrata nel vocabolario italiano, significa osservare gli uccelli in libertà, inseriti nel loro ambiente naturale. Un hobby che si può fare tranquillamente in tutte le stagioni dell’anno e ovunque, anche nelle nostre città, perché tutti gli ambienti sono popolati da numerose specie.
In Veneto gli appassionati di birdwatching trovano moltissime zone dove poter esercitare la propria passione, in una varietà di climi e ambienti che consentono l'osservazione di oltre 400 varietà di volatili.
Per il birdwatcher il Delta del Po è una delle mete più ambite perché quest'area protetta possiede un patrimonio ornitologico straordinario con quasi 400 specie di uccelli acquatici, stanziali, migratori e di passo che possono essere osservati in ogni angolo del territorio.
Seguendo il corso lento del Sile, tra canneti e acque di risorgiva, puoi osservare da vicino aironi, martin pescatori e molte altre specie che trovano in questo fiume uno degli ambienti naturali più ricchi e accessibili della pianura veneta.
Una riserva naturale situata tra Caorle e Bibione, alla foce dei fiumi Livenza e Tagliamento. È un'area ricchissima, habitat ideale per molte specie, prime tra tutte quelle dei volatili, con una popolazione di oltre 250 specie. Un angolo di paradiso tanto che l'Unione Europea lo ha riconosciuto Zona di Protezione Speciale e Sito di Importanza Comunitaria.
Quest'area protetta dal 1990 è caratterizzata da una grande varietà di flora e fauna. Questo rende il territorio particolarmente interessante per chi vuole avvicinarsi alla natura praticando slow tourism e soprattutto birdwatching. Oltre 115 specie di uccelli trovano rifugio sicuro nel Parco.
Tre luoghi dove ammirare il foliage
Il Veneto offre infiniti scenari naturali per ammirare lo spettacolo più straordinario dell’autunno: il foliage. Il momento in cui i boschi si trasformano in un mosaico vibrante di colori. Ecco quattro luoghi della montagna veneta dove perdersi nella natura, assaggiare castagne e marroni, bere buon vino e gustare un sacco di specialità gastronomiche.
L'Altopiano del Cansiglio, con la sua foresta millenaria, si trova tra le Prealpi Bellunesi e l’alta Marca Trevigiana. L’autunno è il momento migliore per passeggiare tra i faggi e gli abeti rossi, basta imboccare uno dei tanti sentieri per trovarsi a camminare tra pennellate di rosso, giallo e ocra. In autunno è possibile anche ascoltare il bramito dei cervi che si contendono le femmine, e con un po’ di fortuna si possono anche avvistare. Pian del Cansiglio e Pian Osteria sono ottimi punti di partenza per le escursioni, ma anche per degustare specialità come formaggio, funghi, polenta e selvaggina.
L’Altopiano dei Sette Comuni, in provincia di Vicenza, in autunno si trasforma in una tavolozza di colori. La scelta di sentieri per chi ama camminare è pressoché infinita: dalle tranquille passeggiate alla scoperta di antiche contrade, fino a impegnative escursioni in montagna. Verso la fine di ottobre ogni anno prende vita l’Asiago Foliage: colori, sapori e atmosfere del magico autunno; una festa per celebrare lo spettacolo più emozionante dell’anno con tour guidati, concorsi fotografici, laboratori per bambini, musica e degustazioni di prodotti tipici come il formaggio Asiago DOP.
In provincia di Verona i colori del foliage si celebrano in tutto il loro splendore nel Parco Regionale della Lessinia, dove lo spettacolo della natura trasforma tutto in un omaggio coloratissimo a sua maestà l’autunno. In Lessinia il fenomeno del carsismo ha creato forme incredibili, come il Ponte di Veja, l’arco naturale più grande d’Europa, e la Spluga della Preta, un abisso che sprofonda per circa mille metri. Per ammirare il foliage uno dei luoghi migliori è la Valle delle Sfingi con i suoi affascinanti monoliti di calcare simili a sfingi egizie, circondati da faggeti che in autunno risplendono di sfumature ramate e dorate.
Nevegal
Dolomiti Ski Line Nevegal, a pochi chilometri da Belluno, offre piste tecniche e facili, ideali sia per chi muove i primi passi sulla neve sia per chi cerca un allenamento rilassante. L’accessibilità e il legame con il territorio rendono il Nevegal unico: un luogo in cui lo sci si sposa con la comodità di raggiungere la montagna in pochi minuti. La possibilità di sciare sotto le stelle su piste illuminate aggiunge un tocco magico a questa destinazione.
Con il suo piano di rivitalizzazione, questa destinazione si prepara a migliorare e ampliare le piste e gli impianti, puntando su un’offerta moderna e inclusiva.
Informazioni turistiche
Piazzale Nevegal, 7 - 32100, Belluno (BL)
Telefono: +39 0437 907106 - +39 346 3031969
Email: info@dolomitiskiline.com
Sito web: dolomitiskiline.com
Monte Baldo
Il Monte Baldo è sinonimo di sport, e d’inverno non fa eccezione; quando la condizione della neve è ottimale, questo paradiso si trasforma in un luogo irresistibile per gli amanti dello sci e dello snowboard, con piste adatte a ogni livello. Se cerchi l’avventura, puoi cimentarti nello sci alpinismo, risalendo fino a panorami mozzafiato, o rilassarti con una ciaspolata tra boschi innevati.
1 stazione sciistica, 4 impianti di risalita, 10 km di piste adatte ad ogni livello.
L'apertura è subordinata alle condizioni della neve, pertanto ti invitiamo a contattare la struttura prima di organizzare la tue attività.
Funivie del Baldo
Via Navene Vecchia, 12 - 37018, Malcesine (VR)
Telefono: +39 045 740 0206
E-mail: info@funiviedelbaldo.it
Sito web: funiviedelbaldo.it