Strada dei Vini dei Colli Berici

Dall'uscita autostradale della A4 di Montebello ci dirigiamo verso Lonigo, principale centro del basso vicentino, lungo un percorso punteggiato di ville e costruzione dal grande valore architetonico. La prima dimora principesca è Villa Da Porto detta "La Favorita" in località Monticello di Fara che sorge su un colle solitario in posizione scenografica. Proseguendo incontriamo il Castello Boroni, la Villa Manzoni, la Villa San Fermo e la Rocca Pisana: capolavoro di Vincenzo Scamozzi dal chiaro gusto palladiano.

Strada del Vino Colli Euganei

I Colli Euganei si alzano improvvisi dalla pianura: frutto di eruzioni vulcaniche sottomarine avvenute circa 30 milioni di anni fa. Qui si gode uno spettacolo suggestivo e indimenticabile fatto di cielo azzurro, misteriose foschie, di prati, di vigneti e di boschi che racchiudono un sesto della flora italiana. Nei Colli Euganei si ergono ville venete, castelli, borghi medievali, eremi e abbazie, tra i terrazzamenti coltivati a vigneto e gli ulivi.

Madonna della Cintura

Nella prima metà del Seicento il paese di Bovolone divenne una rinomata meta di pellegrinaggio per la forte devozione popolare nei confronti di una statua in marmo della Madonna in trono con il Bambino (entrambi indossano la veste con una cintura, da qui il nome del Santuario).

Padova città di fede

Un itinerario spirituale deve prevedere una visita a Prato della Valle per ammirare l'Abbazia di Santa Giustina (un complesso religioso formato da una basilica e tre chiostri). L'Abbazia è una delle più antiche testimonianze di fede e architettura cristiana ed è legata al nome di Giustina, un'aristocratica romana martirizzata in questo luogo nel 304. 

Con le ciaspe alle Cinque Torri

Un itinerario di media difficoltà, della durata di circa 2 ore. 
Dal Rifugio Scoiattoli, belvedere privilegiato per ammirare le Cinque Torri, ci si dirige a sinistra verso la piccola e slanciata Torre Inglese. Percorsa la ‘galleria’ formata dalla Torre Quarta Alta e dalla Torre Quarta Bassa, si sbuca proprio nel centro dell’ammasso di pinnacoli, spezzati e rovesciati, residuo del gigantesco primordiale crollo del Monte Averau.