Lugana DOC

Testo introduttivo

Questo vino rappresenta la massima espressione che il vitigno Turbiana o Trebbiano di Lugana riesca ad esprimere, grazie al perfetto adattamento al microclima del lago di Garda. È stato decantato nella storia già dal poeta romano Gaio Valerio Catullo nelle sue poesie; i re Longobardi e Ostrogoti lo sceglievano per le loro tavole.

Il territorio a D.O.C. comprende una piccola e preziosa regione adiacente alla sponda meridionale del lago che abbraccia il comune veronese di Peschiera del Garda e quelli bresciani di Sirmione, Desenzano del Garda, Pozzolengo e Lonato. 
Le colline moreniche che caratterizzano la zona - attraversate dal fiume Mincio che inizia così il suo corso dopo essere uscito dal lago a Peschiera del Garda -, i suoli costituiti prevalentemente da argilla, con vene calcaree ricche di sali minerali, e il clima mite del lago hanno contribuito a definire le caratteristiche di questa denominazione.

Il Lugana D.O.C. si trova in tre differenti tipologie: Lugana, Lugana superiore e Lugana spumante.

Il Lugana è di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, che diventano dorati con l'affinamento; il profumo è delicato, gradevole, caratteristico floreale, fruttato minerale; il sapore è fresco, morbido e armonico. 
Assume la denominazione Lugana superiore quando viene sottoposto a un periodo di invecchiamento di almeno dodici mesi: il colore è sempre paglierino o gial-lo dorato, e con l'affinamento assume sfumature cariche; il profumo è ancora delicato e gradevole, ma può assumere caratteristiche di frutta tropicale o di fiori gialli; il sapore è sempre morbido e armonico, ma più corposo e con eventuale leggera percezione di legno. 
Il Lugana spumante si presenta con spuma fine e persistente e colore paglierino intenso con eventuali riflessi dorati. Il profumo è fragrante con sentore di fruttato, quando è spumantizzato con il metodo Charmat, mentre presenta un bouquet fine composto e fragrante, proprio della fermentazione in bottiglia, quando è spumantizzato con il metodo classico. Il sapore è fresco, sapido, fine ed armonico, con note di tostatura e lievito.

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45.439658, 10.686543
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Gambellara DOC

Testo introduttivo

Gambellara si trova al confine tra Vicenza e Verona, allo sbocco della valle del Chiampo, sulle ultime propaggini dei Monti Lessini che qui si presentano come morbide ondulazioni, comprese tra 250 e 350 metri di quota, rivestite da vigneti, e con vallette verdeggianti percorse da vari corsi d'acqua.

Geologicamente si tratta di un'area di origine vulcanica, con suoli basaltici, che si manifestano per lo più sotto forma di tufi terrosi e friabili, particolarmente favorevoli alla coltura della vite per la loro naturale fertilità e l'elevato contenuto minerale, cui si devono gli straordinari accenti del vino. L'area attualmente coltivata a vigneto si estende su circa mille ettari, per lo più collinari, buona parte dei quali costituiscono la cosiddetta zona "classica", di più antica tradizione produttiva.

Nelle vigne è grande protagonista l'uva Gargànega, pressoché esclusiva del Veneto occidentale, dalla quale si traggono vini bianchi, asciutti e passiti, di eccezionale qualità. 
In quest'area a D.O.C. si producono tre tipi di vino: il Gambellara, vino bianco asciutto, armonico, che si fregia della menzione "classico" quando deriva dalla zona storica di produzione; il Gambellara Vin Santo ed il Gambellara Recioto nelle due versioni, tradizionale e spumante.

Proprio il Recioto è il fiore all'occhiello di questa D.O.C. e la sua unicità è legata alla particolare tecnica di vinificazione. Dopo aver provveduto ad una accurata selezione delle uve nel vigneto, si segue il successivo appassimento dei grappoli in plateau, o appesi sotto forma di caratteristici "picai" in locali ben arieggiati: dopo un mese e mezzo circa di appassimento (fine novembre-inizio dicembre) le uve vengono nuovamente selezionate e pigiate, ottenendo un mosto fiore che fermenta fino alla primavera successiva. Il risultato è un vino prelibato, particolarmente adatto al dessert: il colore è brillante, giallo dorato chiaro, l'odore vinoso, intenso, di fruttato, il sapore è amabile vellutato, caratteristico con leggero retrogusto amarognolo, di mandorle, e di giusto corpo.

Il Gambellara Vin Santo è un altro vino superbo, prodotto solo nelle migliori annate, e in grado di raggiungere senza affanni il mezzo secolo di vita in cantina. Viene ottenuto con un sistema di produzione assai simile a quello del Recioto tradizionale, ma che prevede un appassimento ancora più lungo, per cui le uve vengono pigiate nell'anno nuovo: la resa in vino è ulteriormente inferiore, mentre maggiore è la gradazione alcolica.

I costi di produzione elevatissimi, nonché le quantità più che limitate, rendono questo vino uno dei gioielli enologici più rari. Tutte le cantine di produzione, una ventina in tutto, sono collegate dalla Strada del Vino, che tocca i quattro comuni della zona a D.O.C.: Gambellara, Montebello Vicentino, Montorso Vicentino e Zermeghedo. L'area si potrebbe definire un "parco vinicolo" per la qualità del paesaggio e la forte specializzazione delle colture.

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45.460279, 11.336193
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Grappoli di uva garganega
Autore
Roberta Cozza
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Lison Pramaggiore DOC

Testo introduttivo

La zona di produzione è situata nell'estrema parte orientale della provincia di Venezia e, per un territorio limitato, nelle vicine province di Treviso e Pordenone. I suoi terreni pianeggianti, di chiara origine alluvionale, si sono formati nel corso di millenni e sono stati resi fertili dall'humus portato dalle esondazioni dei molti rivi provenienti dalla catena alpina. La relativa distanza tra monti e mare e questa ricchezza d'acque hanno attirato nel tempo l'insediamento di diverse civiltà: da quella paleoveneta alla romana, richiamando poi le invasioni dei barbari che diedero luogo, per contrapposizione, alla nascita di Venezia e a quel suo straordinario sviluppo che condizionò tutto il territorio, grazie anche all'opera dei monaci benedettini e al sorgere delle Abbazie benedettine di cui Sesto al Réghena e Summaga sono ancor oggi splendidi esempi.

La necessità di scambiare con queste civiltà le migliori merci, soprattutto cibi e vini, portò allo sviluppo di una serie di canali navigabili nell'entroterra che già stupiva il mondo nell'anno 520 circa, attraverso le parole di Cassiodoro, Prefetto del re Teodorico, che così si rivolgeva ai tribuni veneti invitandoli al trasporto delle merci...«tale cosa... costerà ben poca fatica a voi che veleggiatespesso per immensi mari, a voi che siete nati marinai, che dovete tenere la via delle acque per passare, nel vostro luogo natale, dall'una all'altra casa; che se talvolta le tempeste vi impediscono di allargarvi in alto mare,un'altra via vi si apre ancora ed è pienamente sicura...voglio dire quella dei fiumi su cui le vostre barche, protette e salve dai venti e dalle intemperie, si inoltrano fra le terre, sicché vedendole da lontano si sarebbe indotti a credere che fosse pianura là dove voi correte».
 
Nessuna meraviglia quindi che non solo la coltura ma anche la cultura della vite e del vino abbiano qui una storia millenaria che si è fatta tradizione attraverso quella particolare cura e costante attenzione che ha reso la zona viticola del Lison-Pramaggiore tra le prime, più importanti ed avanzate di tutta Italia ed i suoi vini celebri nel mondo.

I vini che fanno parte della D.O.C. sonoLison-Pramaggiore Bianco, Lison-Pramaggiore Tai o Lison-Pramaggiore Lison, Lison-Pramaggiore classico Tai Lison-Pramaggiore classico Lison, Lison-Pramaggiore Chardonnay (anche nelle versioni frizzante e spumante), Lison-Pramaggiore Pinot bianco (anche nelle versioni frizzante e spumante), Lison-Pramaggiore Pinot grigio (anche in versione spumante), Lison-Pramaggiore Riesling (anche in versione spumante), Lison-Pramaggiore Riesling italico, Lison-Pramaggiore Sauvignon, Lison-Pramaggiore Verduzzo (anche in versione frizzante), Lison-Pramaggiore Verduzzo dolce, Lison-Pramaggiore Merlot rosato, Lison-Pramaggiore Rosso (anche in versione riserva), Lison-Pramaggiore Cabernet (anche in versione riserva), Lison-Pramaggiore Cabernet franc (anche in versione riserva), Lison-Pramaggiore Cabernet Sauvignon (anche in versione riserva), Lison-Pramaggiore Merlot (anche in versione riserva), Lison-Pramaggiore Malbech, Lison-Pramaggiore novello Lison-Pramaggiore Refosco dal peduncolo rosso.

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45.758943, 12.557527
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Montello e Colli Asolani DOC

Testo introduttivo

La zona di produzione comprende, in provincia di Treviso, la zona pedemontana della destra Piave, che dal Montello arriva alle pendici del Grappa, due poli strategici protagonisti della parte finale del primo conflitto mondiale ricordati dai due rispettivi e ancor oggi visitabili Sacrari.

Non di guerra ma di cultura è invece la memoria del territorio. Ai piedi del Grappa, la Valcavasia ha come perla Possagno, patria di Antonio Canova, qui sepolto nel Tempio da egli stesso progettato, dove si può visitare sia la casa natale che la famosa Gipsoteca che contiene buona parte delle sue opere riprodotte.

A sud, il Montello, bosco da roveri per eccellenza della Serenissima, ha tale fascino da ispirare scrittori e poeti in ogni tempo: da Monsignor Della Casa che, a metà del cinquecento, tra le sue fronde trovò estro per scrivere il suo famoso trattato sul comportamento, più noto come "Galateo", al recente lavoro poetico di Andrea Zanzotto.

Tra i monti e il fiume, stanno i colli di Asolo, con la cittadella dominata dalla Rocca medievale che è uno scrigno di vicoli, palazzi e portici con opere di grande valore storico, artistico e culturale, da sempre cara agli intellettuali di ogni parte del mondo. Dalla piazza, con la fontana cinquecentesca sovrastata dal leone alato di San Marco, si accede facilmente ai principali monu-menti come il Castello, che fu residenza di Caterina Cornaro, regina di Cipro, il Palazzo della Ragione e la Cattedrale.

Terre fascinose dunque, menzionate da Dante nella Divina Commedia e dipinte dal pittore cinquecentesco Giorgione.

I vini bianchi che si fregiano della D.O.C. sono: Montello e Colli Asolani Chardonnay, Montello e Colli Asolani Pinot bianco, Montello e Colli Asolani Pinot grigio (anche nella versione spumante), Montello e Colli Asolani Prosecco (anche nelle versioni frizzante e spumante).

I vini rossi della D.O.C. sono: Montello e Colli Asolani Rosso, Montello e Colli Asolani Cabernet, Montello e Colli Asolani Cabernet franc, Montello e Colli Asolani Cabernet Sauvignon e Montello e Colli Asolani Merlot, (tutti anche nella versione superiore).


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Coordinate geografiche
45.848543, 11.99994
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Bardolino DOC

Testo introduttivo

In questa zona, la vite veniva coltivata fin dall'età del bronzo, come testimoniano alcuni semi ritrovati nelle palafitte di Cavaion Veronese, Lazise e Bardolino: la denominazione è legata proprio all'omonimo paese situato sulle verdissime coste orientali del lago di Garda.
Il nome Bardolino, sicuramente di origine germanica, potrebbe derivare, come vuole la leggenda, da Bardali, figlia del re Axuleto e nipote di Manto, fondatrice di Mantova, che fu cantata dal poeta latino Virgilio e da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Nel periodo medievale la produzione del Bardolino fu prerogativa dei monaci della Chiesa di San Colombano, che lo salvarono così dall'oblio. Fino all'ottocento, per produrre questo vino era diffusa l'usanza di far fermentare il mosto in alcune cavità impermeabili del terreno coperte da lastre di pietra.
Attualmente le tecniche di produzione e di coltivazione tradizionali si sono fuse con la tecnologia più avanzata, allo scopo di conservare le caratteristiche delle uve che crescono e maturano nel particolare ambiente dell'entroterra lacustre.

Il primo Consorzio di difesa risale al 1924, perché molto presto fu avvertita la necessità di controllare e tutelare la produzione, che grazie anche all'aumento dei traffici commerciali cresceva, così come la fama del vino. Uno studio, realizzato nel 1939 dall'Istituto agrario di Conegliano Veneto, permise la delimitazione territo-riale delle migliori aree di produzione: in quegli anni nell'aerale morenico del Garda orientale venne differenziata la zona del "Bardolino" (con i comuni di Garda, Costermano, Affi, Bardolino, Cavaion e Lazise) da quella di "Sona-Custoza" (con i comuni di Sona, Sommacampagna e Valeggio), utilizzando una sorta di zonazione pedo-climatica, in qualche modo primogenitrice degli attuali studi di zonazione.

Il clima mite, l'esposizione al sole, l'equilibrio delle piogge e delle temperature, la varietà dei terreni -sabbiosi, ghiaiosi e argillosi-, oltre alla passione e all'abilità dei produttori, rendono il Bardolino un vino particolarmente piacevole e apprezzato in ambito internazionale.

I vini che fanno parte della D.O.C. sono: Bardolino, Bardolino classico, Bardolino Chiaretto, Bardolino classico Chiaretto, Bardolino Chiaretto spumante, Bardolino novello e Bardolino classico novello.

Questi vini si ottengono da sapienti uvaggi fatti con uve di vitigni autoctoni veronesi quali la Corvina, la Rondinella, la Molinara e la Rossignola. 
Lungo la Strada del Vino, che si snoda per una settantantina di chilometri collegando i 16 comuni della riviera e dell'entroterra, si affacciano, accoglienti, molte cantine produttrici, a pochi passi da antiche chiese, castelli medievali e ville gentilizie con splendidi giardini.

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Coordinate geografiche
45.551799, 10.723862
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Arcole DOC

Testo introduttivo

La zona di produzione si trova nella pianura alluvionale tra le province di Verona e Vicenza. E' caratterizzata da un suolo prevalentemente sabbioso o sabbioso-argilloso, in quanto bonificata nel corso dei secoli arginando e incanalando i percorsi dei vari fiumi che attraversano il territorio, in particolare l'Adige.

Nel territorio è molto radicata la tradizione della vite e della vinificazione. Le stagioni agrarie sono tuttora scandite dai diversi momenti della coltivazione della vite e dai lavori che questa comporta, così passeggiando tra i vigneti si possono ancora trovare cantine domestiche e gustare il sapore vero delle tradizioni. Percorrendo la strada Porcilana, antica via romana che congiungeva Este a San Martino Buon Albergo, è possibile incontrare nel primo tratto indicazioni toponomastiche che la denotano come Napoleonica.


Proprio all'inizio di questa strada si trova il Monastero di San Giuliano di Lepia, autentico gioiello medievale quasi sconosciuto; più avanti c'è la località di Gombion, dove nei giorni della battaglia di Arcole (15-17 novembre 1796) non mancarono scontri tra l'esercito francesce, guidato da Napoleone, e quello austriaco. Ad Arcole un obelisco, l'unico esistente in Italia a celebrare una battaglia napoleonica, ricorda la vittoria dei Francesi. Inoltre, percorrendo l'itinerario indicato dalla Strada del Vino, saranno tante, tra chiese ed edifici monumentali, le bellezze da scoprire in questo territorio di vini di qualità.

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Coordinate geografiche
45.356659, 11.285848
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Composizione con bottiglie di vino di Arcole
Autore
Strada del Vino Arcole
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In montagna in estate
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In montagna in inverno
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Colli Euganei DOC

Testo introduttivo

I Colli Euganei sono colline di origine vulcanica dalla tipica forma conica, che si innalzano come un'oasi nella pianura padana in provincia di Padova. La combinazione tra il clima mite, che risente dell'influsso del vicino mare Adriatico, e la natura dei suoli originati dalla disgregazione delle rocce vulcaniche, con buon scheletro, ben drenati e ricchi di minerali e microelementi, ha creato il luogo ideale per la coltivazione della vite. Questa coltura è presente da tempo immemorabile nel territorio e ne caratterizza in modo molto forte il paesaggio, lentamente ma costantemente trasformato dalla presenza dell'uomo fin dalla remota preistoria, così come dal succedersi ininterrotto di comunità umane e civiltà fiorenti ed operose.

I vini a D.O.C. prodotti nella zona sono: Colli Euganei Bianco, Colli Euganei Pinot bianco, Colli Euganei Chardonnay e Colli Euganei Moscato (tutti anche nella versione spumante), Colli Euganei Tai, Colli Euganei Rosso (anche nelle versioni novello e riserva), Colli Euganei Cabernet, Colli Euganei Cabernet franc, Colli Euganei Cabernet Sauvignon e Colli Euganei Merlot (questi ultimi anche nella versione riserva).

Peculiari di questa D.O.C. sono il Colli Euganei Pinello, dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumo delicato e sapore fresco, anche nella versione frizzante, il Colli Euganei Serprino, anche nella versione frizzante, vino dal colore giallo paglierino, pallido e brillante, e il Colli Euganei Fior d'Arancio. Quest'ultimo è un vino dal colore giallo paglierino con riflessi dorati e dal profumo persistente, intenso e tipico dell'uva da cui deriva, il Moscato giallo; lo si può trovare in commercio anche nelle versioni spumante e passito.

I Colli Euganei costituiscono un territorio ricco di suggestioni sia per le bellezze naturali che per le bellezze artistiche che lo contraddistinguono; culla della cultura paleoveneta, sono oggi meta ricercata di turismo. Isola naturalistica, protetta dal Parco Regionale, offrono una variegata produzione non solo di vini ma anche di pregiati prodotti di nicchia, come quelli della "Corte Padovana". Di colle in colle, lungo la Strada del Vino, il paesaggio è un susseguirsi di perfette geometrie di vigneti, di borghi e castelli medievali, di chiese, di monasteri ed eremi, di ville rinascimentali e dimore patrizie, luoghi prediletti da personaggi illustri come Goethe, Foscolo, Byron, Shelley e Petrarca. La casa del poeta ad Arquà Petrarca, insieme ad altre splendide costruzioni medievali del luogo, è meta costante e ricercata di turisti da ogni parte del mondo.

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Coordinate geografiche
45.316183, 11.700312
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Coppia al ristorante
Autore
Consorzio Veneto Terme Colli Marketing
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In montagna in estate
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In montagna in inverno
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Colli Berici DOC

Testo introduttivo

I Colli Berici si presentano oggi come il cuore verde del Veneto, con un ambiente rurale di straordinaria bellezza dove la natura sa stupire con i suoi paesaggi, offrendo angoli ancora poco noti e incontaminati. La zona di produzione è posta nel cuore della pianura veneta, a sud della città di Vicenza. In queste colline calcaree, la coltura della vite ha origini antiche quanto la presenza dell'uomo e il clima permette anche la coltivazione dell'olivo. Oltre che dai fattori pedoclimatici, la qualità dei vini dei Colli nasce dalla passione di intere generazioni di vignaioli, che già nel 1982 hanno dato vita al Consorzio per la Tutela.

Il vitigno caratteristico del territorio è il Tocai rosso che, vinificato nella zona di più antica origine, tra le colline di Barbarano Vicentino, prende il nome di Colli Berici Barbarano. Si tratta di un vino rosso veramente speciale, di colore rubino, profumo intenso, dal gusto fruttato e floreale, asciutto ed armonico.

Gli altri vini che si fregiano della D.O.C. sono: Colli Berici Chardonnay, Colli Berici Garganega, Colli Berici Pinot bianco, Colli Berici Sauvignon, Colli Berici Tai, Colli Berici spumante, Colli Berici Tai rosso, Colli Berici Cabernet, Colli Berici Cabernet riserva e Colli Berici Merlot.

All'interno del territorio dei Colli Berici, la Strada del Vino si propone come un gradevolissimo itinerario tra vigne e coltivazioni lungo la linea d'incontro tra la pianura e la collina. Numerose ville, borghi, eremi e conventi testimoniano come queste zone abbiano costituito un costante richiamo per l'uomo. I còvoli, preistoriche cavità naturali, e i castelli fortificati del X-XI secolo sono i tesori rimasti ad esempio di come l'opera dell'uomo abbia disegnato nel tempo questo suggestivo contesto collinare.

La Strada del Vino prende avvio a Vicenza, in corrispondenza dell'antico Arco posto alla base delle "Scalette" che conducono i devoti al Santuario di Monte Berico. Percorre quindi un tratto che sfila ai piedi della Rotonda, la più celebre villa palladiana. Da qui costeggia i Colli, per poi andare a toccare tutti i paesi posti alla base delle colline, che rappresentano il grande patrimonio storico ed enogastronomico della Strada. L'itinerario prosegue, sfiorando la provincia di Verona e la valle del Chiampo, per concludersi di nuovo a Vicenza.

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Coordinate geografiche
45.433333, 11.516666
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Breganze DOC

Testo introduttivo

La zona di produzione - che ha ottenuto la D.O.C. nel 1969 - comprende alcuni comuni in provincia di Vicenza, delimitati dai fiumi Astico e Brenta, dove le colline incontrano le pianure e in cui la vite ha portato frutti di elevata qualità.

La tradizione vitivinicola del territorio è da sempre particolarmente attenta ai vitigni autoctoni, Vespaiolo su tutti, dalle cui uve si ottengono i vini Breganze Vespaiolo e Breganze Vespaiolo superiore e, dopo un'attenta selezione e appassimento delle uve, il vino Breganze Torcolato.

D'altra parte anche i vitigni di importazione hanno trovato in questa area un'acclimatazione perfetta, il che ha permesso di ottenere risultati sia in purezza che in uvaggio, come ad esempio nel caso del Breganze Bianco, del Breganze Bianco superiore, del Breganze Rosso e del Breganze Rosso superiore.

Gli altri vini che fanno parte della D.O.C. sono: Breganze Chardonnay, Breganze Chardonnay superiore, Breganze Pinot bianco, Breganze Pinot bianco superiore, Breganze Pinot grigio, Breganze Pinot grigio superiore,Breganze Sauvignon, Breganze Sauvignon superiore, Breganze Cabernet, Breganze Cabernet superiore, Breganze Cabernet Sauvignon, Breganze Cabernet Sauvignonsuperiore, Breganze Pinot nero, Breganze Pinot nero superiore, Breganze Marzemino e Breganze Marzemino superiore.
La qualificazione "riserva" viene utilizzata per identificare i vini Rosso, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Pinot nero, Marzemino e Torcolato che vengono immessi al consumo dopo un periodo di invecchiamento superiore ai due anni.

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Coordinate geografiche
45.675168, 11.626058
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