Bianco di Custoza DOC

Testo introduttivo

La perfetta armonia tra sapienza enologica e tradizione della coltura della vite, i particolari fattori climatici e pedologici propri della zona compresa tra la sponda meridionale del Garda Veronese, il Mincio e l'Adige, hanno portato alla nascita di questo vino.

Nell'area di produzione i terreni sono prevalentemente morenici, con tipici depositi sassosi ben levigati, e il clima è mite, caratterizzato da valori medi di piovosità. Le uve sono coltivate in vigneti soleggiati, che godendo di una particolare esposizione danno una produzione di sicura qualità.

I vini della D.O.C. sono: Bianco di Custoza, Bianco di Custoza superiore, Bianco di Custoza spumante e Bianco di Custoza passito. Il disciplinare di produzione prevede l'utilizzo, secondo rapporti ben determinati, dei vitigni Trebbiano toscano, Garganega, Tocai friulano, Bianca Fernanda (clone locale del Cortese), Malvasia, Riesling italico, Pinot bianco e Chardonnay. Il Bianco di Custoza D.O.C. è un vino bianco dal colore giallo paglierino, con tendenza al giallo dorato con l'invecchiamento. Il profumo è fruttato, leggermente aromatico e il sapore morbido.
Tra i paesaggi dell'entroterra gardesano si snoda il percorso della Strada del Vino, tra vigneti e uliveti, ville e castelli che inducono il visitatore ad immergersi in una atmosfera dal sapore antico.

Si può passeggiare tra le colline di Custoza, camminando lungo i sentieri storico-naturalistici "Camminacustoza" e "Tamburino Sardo", e si può andare in bicicletta percorrendo diversi itinerari cicloturistici: da Castelnuovo verso il lago di Garda, sulle colline di Valeggio, da Sandrà lungo la strada dei Papi fino a Oliosi, sulla valle del Tione e sul Monte Mamaor, ultimo baluardo a sud delle colline moreniche.

Particolarmente interessante si rivela la visita alla città che dà il nome a questo celebre vino, Custoza, un'antica stazione di guardia e di custodia che controllava dall'alto delle sue colline i passaggi nella via Postumia. È un luogo ricco di memorie risorgimentali: qui furono combattute due battaglie durante le guerre di indipendenza, che trovano testimonianza nei monumenti disseminati tra i vigneti, come l'Ossario, la cascina del Tamburino Sardo e il monumento ai granatieri della Brigata Sardegna.

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45.323771, 10.80491
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Bagnoli DOC

Testo introduttivo

Da oltre un millennio la storia di questo territorio, che comprende un'area delimitata nella parte meridionale della provincia di Padova, si intreccia con la vite, i suoi frutti e il suo vino. Basti ricordare che Bagnoli di Sopra fu sede di un convento benedettino dal 964 e proprio grazie all'attività dei monaci la coltivazione della vite si espanse e divenne importante. Così il vino prodotto all'interno del comune, nucleo originale e più antico della zona a D.O.C. in cui tuttora è molto sviluppata l'attività di ricerca, può fregiarsi della qualificazione di "classico".

I vitigni coltivati nell'areale di produzione prediligono terreni di origine sedimentaria e alluvionale, di medio impasto e calcarei. Proprio questa caratteristica pedologica, assieme alle sensibili escursioni termiche nei giorni estivi causate dalla vicinanza al fiume Adige, determinano la forte aromaticità delle uve della zona.

I vini a D.O.C. sono: Bagnoli Bianco, Bagnoli classico, Bagnoli spumante, Bagnoli rosato, Bagnoli classico rosato, Bagnoli spumante rosato, Bagnoli Rosso, Bagnoli classico Rosso, Bagnoli Rosso riserva, Bagnoli classico Rosso riserva, Bagnoli Cabernet, Bagnoli classico Cabernet, Bagnoli Cabernet riserva, Bagnoli classico Cabernet riserva, Bagnoli Merlot, Bagnoli classico Merlot, Bagnoli Merlot riserva, Bagnoli classico Merlot riserva, Bagnoli Friularo, Bagnoli classico Friularo, Bagnoli Friularo riserva, Bagnoli classico Friularo riserva, Bagnoli Friularo vendemmia tardiva, Bagnoli classico Friularo vendemmia tardiva, Bagnoli passito e Bagnoli classico passito. 

In particolare, il Friularo è un vino rosso proveniente dall'omonimo vitigno autoctono della famiglia dei Rabosi e può anche essere vendemmiato tardivamente, dopo il giorno di San Martino (11 novembre) e fatto appassire. In onore di questo vino, già noto ai tempi della Serenissima, la strada che univa Padova a Bagnoli passando per Conselve veniva chiamata "Stradon del Vin Friularo". Questa Strada è stata riscoperta e rivalutata negli ultimi anni e rappresenta un itinerario ideale per chi ama il contatto con la natura e il verde silenzioso della campagna.

Al turista che visita queste zone viene offerta l'opportunità di ammirare le opere di grandi maestri quali Tintoretto a Conselve, Tiepolo a Cartura, Bonazza a Bagnoli e a Candiana; le dimore patrizie, come Villa Widmann progettata da Baldassarre Longhena e Villa Garzoni ideata da Jacopo Sansovino; le chiese e i monasteri, i castelli e gli antichi "casoni". Da ricordare infine le Corti Benedettine, oltre che per la loro particolarità e bellezza dal punto di vista architettonico, anche per aver dato fin dai tempi antichi un forte impulso alla viticoltura della zona.

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45.208195, 11.89221
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Formaggio Taleggio DOP

Testo introduttivo

Antico e inconfondibile, il Taleggio è uno dei formaggi più rappresentativi della tradizione casearia padana, prodotto anche in Veneto, nella provincia di Treviso. La sua storia affonda le radici nel Medioevo: già nel 1200 si trovano documenti che testimoniano il commercio di questo formaggio, nato tra la Val Taleggio e la Valsassina, dove i pastori trasformavano il latte in eccedenza in forme da stagionare nelle tipiche grotte di montagna.
Con il tempo, la sua produzione si è diffusa nella pianura padana, dove i caseifici artigianali hanno saputo coniugare la tradizione secolare con le più moderne tecniche di lavorazione.

Si tratta di un formaggio molle da tavola, a base di latte vaccino, caratterizzato da una crosta sottile e morbida, di colore rosato naturale, e da una pasta compatta, bianca o paglierina, più cremosa vicino alla crosta. Il sapore è delicato ma deciso, con note aromatiche che si accentuano durante la maturazione, offrendo al palato un equilibrio perfetto tra dolcezza e intensità.

La stagionatura avviene in ambienti umidi e freschi, tra 1°C e 6°C, per almeno 35 giorni, periodo in cui il Taleggio sviluppa la sua tipica fragranza. Ogni forma riporta il marchio di denominazione D.O.P. e un numero identificativo che garantisce al consumatore l’origine e la qualità del prodotto.

Dal 1979 il Consorzio Tutela Taleggio ne salvaguarda la denominazione, promuove il valore di un’eccellenza italiana e vigila sulla corretta produzione. Un formaggio che racconta la storia di un territorio e che, con la sua cremosità e il suo profumo inconfondibile, continua a conquistare le tavole di tutta Italia.

Versatile e gustoso, il Taleggio D.O.P. è protagonista di numerose ricette: dai risotti ai piatti di montagna, fino agli abbinamenti con miele, frutta e vini del territorio.


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Coordinate geografiche
45.666889, 12.243043
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Forme e fette di Taleggio su un tagliere
Autore
Consorzio Tutela Taleggio
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Marrone di San Zeno DOP

Testo introduttivo
Nelle zone collinari i marroni hanno rappresentato per secoli uno dei principali alimenti: con la farina si preparavano infatti pane, pasta, dolci e polenta.

I frutti freschi erano arrostiti in padelle forate e, accompagnati al vino nuovo, diventavano emblema della festa di ringraziamento per l'annata agricola, dedicata a San Martino. Inoltre, in occasione del rito dei morti, a novembre, si confezionavano anche particolari biscotti e torte con la farina di castagne, i "castagnacci".

Testimonianze scritte della coltivazione del marrone di San Zeno risalgono al XIII, XIV, XVII e XIX secolo; esse individuano le zone tipiche di produzione, anche attraverso gli estimi catastali, e descrivono il prosperoso sviluppo dei castagni, nonché i metodi di raccolta e commercializzazione dei marroni sui mercati settimanali.

Questa tradizione ha ripreso vigore nel secondo dopoguerra: infatti, sin dagli anni '20, nel comune di San Zeno di Montagna si tiene durante il mese di novembre la tradizionale sagra del marrone.

La zona di coltivazione del marrone D.O.P. si trova sulle pendici del Monte Baldo veronese, tra il fiume Adige ed il lago di Garda, ad una altitudine compresa tra 250 e 900 m, con un clima mite influenzato dalla presenza benefica del lago. 

I castagneti - formati da piante molto grandi tra cui non è raro trovare alcuni interessanti esemplari secolari - crescono in terreni acidi, e il clima temperato-umido crea condizioni tali da conferire al prodotto le sue peculiari caratteristiche. I frutti si distinguono dalle altre castagne per la forma più ovale e più grande, per la qualità della polpa - pastosa, più dolce e gustosa - per il colore chiaro con striature brune e per la buccia sottile che si stacca facilmente

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Coordinate geografiche
45.442592, 10.979264
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Marroni DOP di San Zeno di Montagna sul Lago di Garda
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Formaggio Provolone Valpadana DOP

Testo introduttivo

Questo formaggio si può ritenere il frutto dell'incontro tra la cultura casearia meridionale e l'ambiente padano.

Nel meridione d'Italia, da tempi immemorabili, si producono i formaggi a pasta filata: la mozzarella, il caciocavallo e la provola.

Essi vengono così chiamati per la particolare tecnica di produzione che consiste nello scaldare il latte e produrre la cagliata che, posta in trazione, viene letteralmente "filata": la pasta cioè assume la caratteristica struttura "a fili", operazione che, un tempo, era completamente effettuata a mano.

Nel sud però, per la scarsità di latte e il facile deterioramento a cui questo andava incontro a causa del clima e dei tempi di trasporto, il formaggio a pasta filata è sempre rimasto di piccole dimensioni e, una volta stagionato, veniva utilizzato quasi esclusivamente da grattugia.

Il Provolone Valpadana nasce quando, nella seconda metà dell'ottocento, dopo l'Unità d'Italia, alcuni casari, soprattutto lucani e campani, emigrarono a nord, stabilendosi nelle zone a più elevata produzione zootecnica della valle padana. In queste zone, tra Lombardia ed Emilia, la tecnica della pasta filata venne applicata a un latte diverso, più abbondante, e in un clima più favorevole.

Tutto ciò permise di produrre formaggi più grandi e con caratteristiche qualitative completamente diverse.

Il Provolone Valpadana D.O.P. è un formaggio semiduro a pasta filata prodotto con latte di vacca intero.

Si presenta in vari formati, che si caratterizzano per la colorita denominazione: salami e salamini, pancette e pancettine, mandarini e mandaroni.


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Coordinate geografiche
45.349662, 11.486006
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Varie forme di Provolone Valpadana
Autore
Brambilla Serrani
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Formaggio Piave DOP

Testo introduttivo

E' il più importante formaggio del territorio bellunese ed è nato da un'antica tradizione lattiero casearia. Nel corso degli anni la sua fama ha varcato i confini del Veneto per trovare ampi consenti in vaste aree dell’Italia settentrionale e centrale e anche all’ estero, in particolar modo negli Stati Uniti e in Canada.

Tre le tipologie del Piave DOP che si differenziano per la stagionatura: il "Fresco" va dai 20 ai 60 giorni, il "Mezzano" dai 61 ai 120 giorni e il "Vecchio" oltre i 180 giorni.

In particolare la materia prima è rappresentata dal latte prodotto nel territorio bellunese, dove la razza bovina preponderante è rappresentata dalla Bruna Italiana, piuttosto rustica e solida, adatta ad un ambiente impervio come quello di montagna e versatile nelle sue prestazioni, ossia in grado di soddisfare sia i fabbisogni di latte sia quelli di carne della popolazione agricola.

Nella cucina povera della montagna bellunese, il formaggio Piave rappresenta, oggi come per il passato, l'espressione di una tradizione fatta di sapore e genuinità.

Si consuma come formaggio da tavola o come ingrediente base di ricette tradizionali quali il formai frit, cioè il formaggio fritto accompagnato alla polenta e ai crauti.

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Coordinate geografiche
46.142463, 12.216708
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Dettaglio delle forme di Formaggio Piave
Autore
Davide Busetto
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Formaggio Grana Padano DOP

Testo introduttivo

Il metodo di lavorazione del latte per ottenere questo formaggio ha origini attorno all'anno Mille, quando i monaci Cistercensi e Benedettini avviarono un'importante opera di bonifica e disboscamento della pianura padana, migliorando le condizioni di vita della valle del Po e dando un nuovo impulso all'agricoltura della zona e all'allevamento, anche di bovini.

L'aumentata disponibilità di latte sollecitò i frati a migliorare la tecnica di produzione del formaggio, per favorirne la conservazione ottimale. La soluzione innovativa fu quella di utilizzare il calore per favorire lo spurgo della cagliata, ottenendo un cacio più consistente e di più lunga durata.

Il cosiddetto "grana", così battezzato per l'evidente granulosità della pasta, conquistò subito il favore delle mense più ricche e divenne in breve il formaggio da grattugia per eccellenza in tutto il settentrione d'Italia, generando una gara tra zone di produzione che ha contribuito alla continua crescita qualitativa del prodotto, oggi uno dei più "copiati" al mondo.

Così, dall'iniziale zona compresa fra il Po, il Ticino e l'Adda, lo storico "Piasentin" approdò ad altri caseifici localizzati nella pianura padana. Qui l'allevamento del bestiame anche oggi trova condizioni eccellenti nei terreni fertili e nel clima propizio, freddo e piovoso d'inverno e caldo d'estate.

Questo formaggio semigrasso, a pasta dura, cotta e a lenta maturazione, viene prodotto con latte di vacca proveniente da due mungiture giornaliere, riposato e parzialmente scremato per affioramento.

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Coordinate geografiche
45.628488, 11.671753
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Formaggio Monte Veronese DOP

Testo introduttivo

Tipico della tradizione casearia della zona montana della provincia di Verona, ed in particolare dei fertili pascoli della Lessinia, questa tipologia di formaggio sembra avere origini risalenti al Medioevo.

La tecnica di produzione si perfezionò con l'arrivo dei Cimbri, il popolo di origini bavaresi che si insediò in Lessinia migrando dall'Altopiano di Asiago. Solo dai primi anni del XVIII secolo però il Monte Veronese ha assunto questo nome, in riferimento anche alla zona in cui viene prodotto.

I processi di lavorazione di questo formaggio, pur sviluppandosi con continuità, hanno mantenuto invariate nei secoli le caratteristiche tradizionali.

Questo formaggio, che si ottiene dalla lavorazione di latte vaccino, è presente in due tipologie: a latte intero e d'allevo, da latte parzialmente scremato.

Quello a latte intero è un formaggio da tavola a pasta semicotta, prodotto esclusivamente con latte intero, proveniente da una o due mungiture consecutive. Il sapore è delicato e gradevole, di fermenti lattici e di panna. La stagionatura varia dai 25 ai 60 giorni.

Quello d'allevo è un formaggio da tavola o da grattugia, a pasta semicotta, prodotto esclusivamente con latte parzialmente scremato, sempre proveniente da una o due mungiture consecutive.

A seconda della maturazione, si distingue in mezzano, con una maturazione minima di 90 giorni, di sapore fragrante e profumo deciso, e vecchio, con stagionatura di almeno un anno, caratterizzato da un gusto più accentuato e saporito, che tende al piccante con il protrarsi della stagionatura.

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Coordinate geografiche
45.511956, 10.990904
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Controllo della stagionatura del formaggio Monte Veronese DOP in un caseificio nel Parco Naturale Regionale della Lessinia
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Formaggio Montasio DOP

Testo introduttivo

Questo formaggio veniva prodotto già nel 1200 dai monaci dell'Abbazia di Moggio Udinese e deve il suo nome all'altopiano su cui sorgeva l'Abbazia: l'Altopiano del Montasio.

Le tecniche di produzione si diffusero lungo le vallate delle Alpi Giulie e Carniche, per giungere poi nella pianura veneta e friulana; la sua diffusione fu favorita anche dalla vicinanza con il "Canale del Ferro", importante strada di comunicazione e di traffici mercantili fin dall'epoca romana.

Documenti storici testimoniano che nel 1259 si contavano oltre 5.000 ovini nelle malghe del Montasio; una citazione precisa di questo formaggio, definito "Montasio vero", risale al 1773, quando compare su un prezziario calmierato imposto ai Botteghieri dai Deputati della città di Udine. Da allora, tale nome risulta costantemente nei documenti mercantili che attraversano l'Italia nord-orientale.

Il territorio tipico di produzione comprende il Veneto orientale, nelle province di Belluno e Treviso, e parte delle province di Padova e Venezia, oltre al Friuli.

Il Montasio D.O.P. si può trovare in commercio in tre differenti tipologie: fresco, con stagionatura di due mesi, mezzano, con stagionatura dai cinque ai dieci mesi e stagionato, oltre dieci mesi.

Il profumo è delicato, lievemente erbaceo, latteo nel prodotto fresco, più intenso e aromatico da invecchiato.

Al gusto è delicato e dolce da fresco, gradevole e piccante dopo la stagionatura - per cui anche adatto alla grattugia - comunque sorprendente in ogni momento della sua evoluzione.

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Coordinate geografiche
45.734985, 11.914827
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DIVERSE STAGIONATURE DI MONTASIO DOP
Autore
Foto IKON
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Formaggio Asiago DOP

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Si tratta di uno tra i più conosciuti prodotti veneti e prende il suo nome dall'Altopiano di Asiago. Già nell'alto Medioevo, sembra vi si producesse un gustoso formaggio ricavato dal latte delle pecore. Nel corso degli ultimi secoli, con il miglioramento di prati e pascoli, l'allevamento ovino lasciò lentamente posto a quello bovino ed il latte vaccino divenne la base su cui applicare l'antica esperienza, dando luogo alla moderna tecnica casearia che ancora oggi si pratica nelle malghe dell'Altopiano.

Attualmente la zona di raccolta del latte e di produzione del formaggio Asiago D.O.P., comprende l'intero territorio delle province di Vicenza e Trento e una parte delle province di Treviso e Padova.

L'Asiago più vicino all'austera tradizione dei casari altopianesi è certamente quello d'allevo, le cui forme vengono tagliate solo dopo mesi di stagionatura. È un formaggio da tavola che diventa mezzano dopo 4-6 mesi, vecchio con stagionatura superiore ai 10 mesi e stravecchio se stagionato oltre i 15 mesi. Il sapore è dolce e la pasta è compatta nel formaggio mezzano, mentre il tipo vecchio o stravecchio è più saporito e leggermente piccante e la pasta è più dura e granulosa.

Negli anni '20 è iniziata la produzione di un formaggio Asiago a più breve stagionatura, chiamato pressato poiché le forme appena prodotte vengono sottoposte ad una pressatura sotto torchi manuali o idraulici. L'Asiago pressato è un formaggio da tavola e con sapore tendente al dolce.

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Coordinate geografiche
45.875885, 11.50962
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Dettaglio di una forma tagliata di formaggio Asiago
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