Villa Patella detta del Doge

Sottotitolo
Il Palazzo dei Patella è un imponente edificio costruito in età rinascimentale, con uno stile architettonico misto veneziano-ferrarese.
Recapito mail
llpp@comune.villadose.ro.it
Coordinate geografiche
45.073677, 11.8892854
Indirizzo
Piazza Aldo Moro, 24
Descrizione formattata

<p>Il Palazzo dei Patella è un imponente edificio costruito in età rinascimentale, con uno stile architettonico misto veneziano-ferrarese. Edificio maestoso e ben proporzionato presenta due facciate ben diverse tra loro. Quella prospicente il canale Adigetto ha lineamenti piuttosto severi sottolineati dalle bugne alle finestre e dalle porte arcuate. La facciata posteriore, più solenne, presenta cinque arcate a tutto sesto e una trifora al centro al primo piano, di sicura derivazione veneziana. </p> <p>Eccellenze della villa: L'edificio dal 1923 ospita la sede del municipio di Villadose. Al piano terra è presente il museo della "Centuriazione Romana" che custodisce, circa 400 reperti raccolti nella grande centuriazione romana individuata nelle campagne tra Adria e Rovigo. </p> <p>Il Gruppo Archeologico di Villadose ha allestito, per conto del Comune, "la Mostra Archeologica Didattica sulla Centuriazione Romana" che espone solo i reperti raccolti nella centuriazione suddetta, ed è ospitata nell'antica residenza della famiglia Patella, sede del Municipio dal 1923. I Patella si sono stabiliti a Rovigo e poi a Villadose dopo che Borso d'Este nel 1470 li ha investiti del feudo di Villadose. L'edificio è databile tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 e risente di influssi ferraresi. Il territorio comunale di Villadose è interamente occupato dall'antico disegno agrario e nelle maglie di cardini e decumani sono stati individuati ben 108 siti archeologici di età romana. Sono da visitare anche le sale del piano nobile. </p> <p>Eccellenze del contesto: Villadose è situato nella strada di collegamento centrale proprio a metà tra Rovigo e Adria, facilmente raggiungibili. E' inoltre attraversata dal fiume Adigetto e si ricordano le Ville ad architettura rurale che intorno ad esso si snodano dalla frazione di Canale di Villadose a quella di Cambio di Villadose. Poco distante dal centro ricordiamo Villa Frassino, villa ora sede di convention e matrimoni, ospitante la pianta di Frassino excelsior più antico della Provincia di Rovigo.</p>

External ID
a32b2308-45e0-4a60-8683-1250000fbaee
Localita
Area turistica
CAP
45010
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Villa Patella detta del Doge
Orari di apertura

<p>Orario:dalle ore 8:00 alle ore 13:00</p> <p><b><i></i>Visite:&nbsp;</b>In orario di ufficio</p>

Comune
Villadose (RO)
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Patella, detta “del Doge” (Municipio) - Cà Patella <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000759

Villa Ferrian

Sottotitolo
Villa Ferrian, nei Colli Euganei, ha origini probabilmente risalenti all’XI secolo come casa-torre difensiva. Spiccano la torre colombara, l’antico pozzo comunitario e la corte rurale. Inserita nel Parco dei Colli Euganei, gode di un contesto naturalistico e panoramico di grande pregio.
Recapito mail
info@villaferrian.it
Coordinate geografiche
45.3389169, 11.6487531
Indirizzo
Via Ca' Mariani, 1189
Descrizione formattata

<p>Villa Ferrian, situata sui Colli Euganei in posizione panoramica sulla vallata, è un complesso storico di grande interesse architettonico e paesaggistico. La presenza di una torre colombara, derivata da un’antica struttura difensiva di avvistamento, e la disposizione irregolare degli edifici della proprietà – villa, stalla, abitazione contadina e colombara – suggeriscono origini molto antiche. Secondo gli studi dell’architetto Piera Treu, il nucleo originario potrebbe essere stato una casa-torre collegata al sistema difensivo dei castelli di Boccon e Castelnuovo, risalente all’XI secolo.</p><p>Uno degli elementi più caratteristici del complesso è la corte interna, circondata da edifici storicamente destinati a residenza e attività agricole. Di particolare pregio è l’antico pozzo comunitario, utilizzato in passato dagli abitanti della contrada. La struttura presenta insolite bocche di attingimento su livelli diversi, tra cui un elegante accesso in pietra e mattoni aperto nel muro di contenimento del terrapieno.</p><p>La villa gode inoltre di una posizione privilegiata, con ampie vedute verso i Colli Berici e un contesto ambientale di grande valore. Inserita nel Parco Regionale dei Colli Euganei è circondata da percorsi naturalistici, dall’anello ciclabile dei Colli Euganei, da storiche ville venete e da numerose cantine che valorizzano la tradizione enogastronomica del territorio.</p>

External ID
51d822b2-758c-4480-9b46-11f6d0112086
Localita
Area turistica
Immagine di copertina esterna
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Ferrian<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001330

Villa Badoer

Sottotitolo
Villa Palladiana Patrimonio UNESCO
Coordinate geografiche
45.030725052872, 11.640151072388
Descrizione formattata

<p>Arrivando a Fratta Polesine, città a 20 km circa da Rovigo, si ha l’impressione di essere stati trasportati in un’altra epoca. Il centro è infatti costellato da antiche dimore aristocratiche che risaltano in contrapposizione con il piatto paesaggio agrario circostante.</p><p>Villa Badoer, unico sito Unesco della provincia di Rovigo, realizzata da Andrea Palladio nel 1556, è il fulcro architettonico su cui è stato costruito il centro di Fratta Polesine.<br>La Villa spicca per la dominanza visiva sul paesaggio circostante, in quanto sopraelevata rispetto al piano campagna, essendo stata costruita su di un basamento di pietra al fine di salvaguardarla da eventuali esondazioni dei fiumi ed amplificarne l’impatto scenico.</p><p>La Badoera, come viene spesso chiamata, quasi fosse una personificazione, nata come azienda agricola per il controllo e la conduzione della terra è al contempo l’emblema dell’unione di Francesco Badoer e di Lucietta Loredan, esponenti di due importanti casate nobili veneziane, nonché dell’amicizia tra Francesco Badoer e il cognato Giorgio Loredan, legame questo celebrato dagli affreschi realizzati all’interno del piano nobile dal Giallo Fiorentino.</p><p>La Villa è un tripudio di sobrietà ed eleganza che ogni anno richiama turisti da ogni parte del mondo, interessati a vedere dal vivo l’opera del grande maestro, Andrea di Pietro dalla Gondola, a noi tutti noto come Palladio.</p>

External ID
8e629869-f8e0-4f2f-ab17-11a72d7637ab
Localita
Area turistica
Immagine di copertina esterna
Orari di apertura

<p><b>Orari di apertura:</b></p><p><b>Venerdì:</b> 9.30-13.00/14.30-18.00</p><p><b>Sabato e domenica:</b> 9.30-13.00/14.30-18.30</p><p>Chiuso il 25 dicembre, 1 e 31&nbsp;gennaio.</p><p>Aperture straordinarie su prenotazione per adulti e scolaresche.</p><p><b>Biglietto d’ingresso:</b><br>Intero: € 5,00<br>Ridotto: € 3,0 euro (under 18,&nbsp;soci FAI, soci Touring e gruppi superiori ai 25 pax)<br>Gratuito: bambini sotto i 6 anni, giornalisti con tesserino, diversamente abili e loro accompagnatore, guide e accompagnatori turistici autorizzati in accompagnamento ad un gruppo, residenti a Fratta Polesine, personale docente delle istituzioni scolastiche o universitarie, accademie, istituti di ricerca e di cultura italiani ed esteri se in accompgnamento ad un gruppo<br></p><p><b>FRATTACARD: € 9,00</b><br>Biglietto cumulativo: Villa Badoer, Museo Archeologico Nazionale, Casa Museo Giacomo Matteotti</p><p><b>VISITE GUDATE PER SINGOLI VISITATORI:</b> <b>€ 3,00</b></p><p>Sabato, domenica e festivi ore 11.00 e 16.00</p><p><b>Info e prenotazioni:&nbsp; </b></p><p>T. +39 366 3240619<br>M. <a href="mailto:info@villabadoer.it">info@villabadoer.it</a></p><p>Web <a href="http://www.villabadoer.it">www.villabadoer.it</a></p><p>&nbsp;</p&gt;

Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Badoer detta “La Badoera” - Villa Badoer detta “La Badoera” <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000750

Castello del Catajo

Sottotitolo
Dimora-fortezza cinquecentesca edificata alle pendici del Montenovo per volere di Pio Enea degli Obizzi. L'edificio che comprende 350 stanze, saloni impreziositi da splendidi affreschi realizzati da G.B. Zelotti, allievo prediletto di Paolo Veronese, corridoi, scalinate, vasto giardino storico, fontane, rappresenta una delle più imponenti e complete ville patrizie del Veneto e prestigiosa sede di eventi e congressi.
Recapito telefonico
Recapito mail
info@castellodelcatajo.it
Coordinate geografiche
45.2967559, 11.7882656
Indirizzo
Via Catajo,1
Descrizione formattata

Palazzo-castello sul cui nome circolano molte leggende, visto da lontano può presentarsi a fantasie orientali, con il suo ritmo di terrazze e di sculture inconsuete. ostruito nel 1570 dal marchese Pio Enea degli Obizzi su di un preesistente casino di caccia. Capitani di ventura gli Obizzi, originari della Borgogna, giunsero in Italia al seguito dell'imperatore Arrigo II nel 1007: furono al servizio di Lucca, quindi di Venezia per la quale combattè appunto Pio Ena, al quale dobbiamo l'invenzionde dell'obice (=Obizzi). Nei saloni del piano nobile, Giovan Battista Zelotti, allievo del veronese affrescò nella seconda metà del XVI secolo le storie della famiglia segendone lo sviluppo storico al servizio delle varie città e dei vari signori (sala di venezia, di Lucca, del papa, ecc.), mentre Pio Enea II nel XVII secolo rese il Catajo un importante centro artistico, con la costruzione di un teatro a sedici palchi nel quale venivano rappresentate sue opere. Fu sede di importatni collezioni artistiche (armeria, galleria archeologica, biblioteca, gabinetto numismatico, ecc.) arricchite in particolare da Tommaso, ultimo marchese della casata che costruì il museo, un'ala del castello lunga 73 mt nella quale furono ordinate le collezioni archeologiche. Morendo agli inizi dell'Ottocento lasciò tutto in eredità all'ultimo erede deli Estensi e quindi agli Asburgo, che qui avevano uno dei loro castelli di villeggiatura: a loro spetta la costruzione dell'edificio cubico verso il monte, per ospitare la corte.

External ID
bdb13948-3a96-4e6a-bd52-11542dc53073
Localita
Area turistica
CAP
35041
Immagine di copertina esterna
Orari di apertura

<p>Da Martedì a Venerdì 14:30 – 18:30 – Visite in autonomia<br>Domenica 10:00 – 12:45 – SOLO visite guidate su prenotazione PRENOTA QUI<br>Domenica 13:00 – 18:30 – visite guidate su prenotazione + in autonomia<br><br>Giovedì 5 ottobre chiuso per evento privato<br>Apertura straordinaria: sabato 28 ottobre 14:30 – 18:30<br><br>NB: Ultimi accessi: 60 minuti prima della chiusura.<br>Per maggiori informazioni sulle modalità di visita e tariffe, scorri verso il basso.<br><br>Apertura straordinaria della Cappellina Imperiale: domenica 22 ottobre. PRENOTA QUI<br><br>NOVEMBRE 2023<br>Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato 14:30 – 18:30 – Visite in autonomia<br>Domenica 10:00 – 12:45 – SOLO visite guidate su prenotazione PRENOTA QUI<br>Domenica 13:00 – 18:30 – visite guidate su prenotazione + in autonomia<br><br>NB: Ultimi accessi: 60 minuti prima della chiusura.<br>Per maggiori informazioni sulle modalità di visita e tariffe, scorri verso il basso.<br><br>Apertura straordinaria della Cappellina Imperiale: domenica 19 novembre. PRENOTA QUI<br><br>Per GRUPPI su prenotazione è possibile organizzare visite anche in orari diversi, secondo disponibilità. Consulta la nostra sezione “VISITE PER GRUPPI”</p>

Comune
Battaglia Terme
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Castello del Catajo - Castello del Catajo, la reggia dei Colli Euganei <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003649

Villa da Sacco detta "La Valverde"

Recapito mail
info@valverde-verona.it
Coordinate geografiche
45.45159912209, 11.05384183819
Indirizzo
Via Antonio da Legnago, 21
Descrizione formattata

<p>La Valverde è una corte rurale costituita da un insieme di edifici organizzati in un sistema a corte e strettamente legati alla produzione agricola. Il nucleo più antico risale ai primi anni del ‘500 quando era appena iniziato il trasferimento degli interessi delle grandi famiglie mercantili veneziane verso la terraferma, con lo sviluppo di una nuova e importante economia agraria. La villa padronale, che costituisce il nucleo più antico delle corte ed è ancora abitata dai proprietari, conserva intatta la sua bellezza originale con i grandi camini in pietra, i soffitti a cassettoni dipinti e i fregi della scuola di J. Ligozzi.</p><p>Tutto il complesso, comprese le abitazioni dei&nbsp;<i>lavorenti</i>&nbsp;e gli spazi per le attività produttive, come la&nbsp;<i>tinazzara</i>, la cantina storica, e la cappella, sono stati oggetto di un importante restauro che venne iniziato nei primi anni ’60 e che prosegue tutt’ora.</p><p>Il cortile, un tempo occupato dall’assolata aia in mattoni, è oggi un giardino ricco di piante e profumi.</p><p>La villa è visitabile solo su prenotazione tel&nbsp;<b>+39 045 526499</b>.</p>

External ID
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Localita
Area turistica
CAP
37141
Immagine di copertina esterna
Comune
Verona (VR)
Faq

<p>La Valverde si trova poco lontano dalle mura di Verona e può essere raggiunta:</p><ul><li><b>Dall’autostrada Milano–Venezia</b>, uscire a Verona Est. Imboccare la Tangenziale Est ed uscire a Montorio-Caserma Duca. Voltare a destra e la villa è poco più avanti alla vostra sinistra (10 minuti dal casello)</li> <li><b>Dall’aeroporto di Verona</b>. Prendere la Tangenziale Sud ed uscire a San Martino Buon Albergo. Da lì imboccare la Tangenziale Est e seguire le indicazioni come sopra (20 minuti)</li> <li><b>Con i mezzi pubblici</b>. La linea urbana n.13 ferma ogni 15 minuti a pochi metri dal cancello d’ingresso (20 minuti dal centro città)</li> <li><b>In bicicletta</b>. Dalla città seguire la pista ciclabile per Montorio che passa proprio davanti alla villa.</li> </ul> <p>Il cancello d’ingresso al numero 23 è quello più vicino al semaforo verso Verona.</p>

Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Da Sacco detta La Valverde - Villa La Valverde <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500005053

Villa Lattes

Sottotitolo
Villa Veneta, Museo del Carillon, Info Point turistico.
Recapito mail
info@museovillalattes.it
Coordinate geografiche
45.6792312, 12.0934565
Indirizzo
Via Nazario Saurio, 50
Descrizione formattata

<p>Il complesso di Villa Lattes è di proprietà del Comune di Istrana, che l’ha acquistato dal Comune di Treviso nel 2004 insieme ai terreni circostanti. Oltre al corpo principale, vi sono le due barchesse, un oratorio, altri edifici coevi ed un parco ornato da due statue del Marinali, da busti dei dodici Cesari. </p><p> La costruzione di Villa Lattes risale al 1715, ad opera dell’architetto Giorgio Massari, che ne divenne poi proprietario quando il committente Paolo Tamagnino. Dopo alcuni successivi passaggi di proprietà, Villa Lattes passò alla famiglia Lattes, a cui deve il nome e molti interventi che la riportarono agli antichi fasti. Bruno Lattes vi collocò inoltre la sua collezioni di opere e reperti di famiglia, tra cui quella di carillons ed automi. </p><p> La costruzione è a due piani, con la sala al centro che attraversa tutto il corpo di fabbrica, cui si aggiunge un terzo piano, limitato solo al corpo centrale, con foratura a trifora nel salone e timpano con due ali spioventi a motivi tardo barocchi. Ai lati del fabbricato vi sono le due barchesse, i cui portici sono impreziositi con opere, come la fontana dei Putti e la collezione di reperti, quali terrecotte e frammenti lapidei provenienti dai lavori di scavo del Canal Novo di Venezia, inseriti con i lavori del 1938. </p><p> Sul lato ovest si erge una bella chiesetta ancora adorna degli arredi e dotazioni d’epoca ed impreziosita da dipinti dell’Amigoni (“L’Immacolata” sull’altare e “Il Padre eterno in Gloria” sul soffitto) e da bassorilievi, tra cui quello attribuito a Giovanni Bonazza che raffigura Paolo Tamagnino. L'oratorio ha pianta ottagonale con fianchi allungati. </p><p>La villa ospita il <b>Museo dei Carillon</b> ed un <b>Info Point</b> turistico convenzionato. </p>

External ID
43701528-c128-4795-89fd-0c52bcbab0df
Localita
CAP
31036
Immagine di copertina esterna
Orari di apertura

<p>Da 01/04 a 31/10: Giovedì&nbsp;9:00-13:00 Venerdì 15:00-19:00, Sabato-Domenica 9.00-13:00 15:00-19.00. </p><p>Da 01/11 a 31/03: Giovedì 9:00-14:00, Venerdì 15:00-18:00, Sabato-Domenica&nbsp;9:00-13:00 14:00-18:00.&nbsp;</p><p> Chiusure speciali 1° gennaio, 25 dicembre. </p><p>Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.</p>

Comune
Istrana
Costo

<p>5 € intero, 3 € ridotto (6-14 anni, over 65, studenti di ogni ordine e grado, insegnanti, residenti nel Comune di Istrana, soci FAI, soci Touring Club, soci ICOM). </p><p> Gratuità: 0-5 anni, diversamente abili ed accompagnatore, Guide turistiche. </p><p>Visite guidate gruppi: Massimo 25 persone&nbsp;€ 60.00&nbsp;(biglietto ingresso escluso&nbsp;€4.00 a persona&nbsp;) | durata 75&nbsp; minuti<b><br></b>60 minuti solo villa (in caso di maltempo) | 75 minuti villa+ parco (solo se bel tempo). </p><p>Dal lunedì al giovedì aperture straordinarie solo su prenotazione<i>: 041 8627167 -&nbsp; villalattes@coopculture.it&nbsp;&nbsp;d</i>a lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00.</p>

Informazioni importanti (nr. catalogo)

<p>Villa Tamagnaino, Negri, Lattes</p> <p>Nr. catalogo IRVV A0500004116</p>

Villa Villabruna

Sottotitolo
Villa Villabruna, Marsiai, Cossalter, Cagnan
Recapito mail
giulza@libero.it
Coordinate geografiche
0, 0
Indirizzo
Via Cart di Sopra, 2
Descrizione formattata

<p>La Villa è insediata su un terrazzamento artificiale, sostenuto da alti muri in pietrame. La strada d’accesso a Cart di Sopra costeggia i muri del terrapieno. La morfologia del colle, i terrazzamenti ed i muri di cinta, la viabilità antica, hanno strutturato urbanisticamente il piccolo nucleo di Cart di Sopra. Il sistema insediativo di crinale, di origine medievale, è ancora integro e costituisce un’unità paesaggistica di forte valenza ambientale. La perdita della funzione agricola, ha favorito il recupero degli edifici ad una nuova residenzialità cui corrisponde una diversa struttura produttiva e fondiaria. L’accesso principale avviene ad ovest, attraverso un portale definito da due pilastri bugnati. A nord la villa si affaccia direttamente sulla via; una breve scalinata in pietra segna il portale d’ingresso. Alle due estremità della villa sono evidenti due portali ad arco tamponati. Sul fianco est si apriva su un brolo cintato con orto e frutteto. Verso ovest, la villa è affiancata da un edificio porticato, sotto cui passa la via pubblica. Dietro la villa era eretta la Chiesetta di Santa Maria. Il luogo, nei rogiti notarili cinquecenteschi, è citato come “loco vocato a S. Maria”. La chiesetta venne visitata nel 1588 dal Vescovo Rovellio. Sulla facciata nord della villa, su una cornice della riquadratura a grafito, è incisa la data 1632. Tuttavia la data sembra ricordare la ristrutturazione di una preesistente costruzione; la villa infatti è inserita in un insieme edilizio, che si sviluppa allineato sul crinale del colle, in cui sono presenti edifici tardogotici. Origini almeno cinquecentesche sono provate da un recente scavo archeologico che ha ritrovato la Chiesetta di Santa Maria. Muri in profondità collegano la Chiesa con la villa e con casa Facino-Pasole. Nel settecento la villa appartenne alla nobile famiglia Villabruna. La proprietà è documentata in atti notarili del 1723, 1731 e 1815. Fino al 1887 fu di proprietà dei nobili Marsiai eredi Villabruna.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa:&nbsp;</b>La villa è un’evidente ristrutturazione seicentesca di un edificio più antico. Nell’ambiente centrale sono state modificate le dimensioni della trifora meridionale e la bifora con pilastrino centrale, a nord, è stata sostituita da un’unica finestra. L’apparato decorativo rappresenta una finta architettura porticata dove poggiano colonne verdi con capitelli corinzi dorati che reggono una trabeazione. Il ritmo delle colonne inquadra delle campiture accentuate da una fascia perimetrale in finto marmo rosso. All’interno dei riquadri sono affrescate scene cavalleresche e di probabile ispirazione biblica. Il corpo principale originale ha uno schema distributivo classico con sala centrale e due ambienti affiancati contrapposti. Le porte, murate, sono collocate nella parte mediana della sala e comprese nella decorazione ad affresco. I paesaggi ricordano la mano di Marco da Mel che ha affrescato la vicina casa Pasole. Arredamenti in parte originali (XVI e XVII secolo).</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto:&nbsp;</b>La collina di Cart costituisce ancora un contesto ambientale estraneo ai processi di urbanizzazione che hanno coinvolto la piana della vallata Feltrina. L’orografia, la struttura della proprietà fondiaria e gli strumenti di tutela hanno favorito la conservazione di un paesaggio agrario integro. La cartografia storica evidenzia un nucleo abitato lineare il cui impianto si è mantenuto immutato nel tempo. Il nucleo abitato è stato rilevato nell’Atlante dei Centri Storici elaborato dalla Regione. Gli studiosi sono d’accordo nel valutare il viale di Cart un rilevante sistema urbanistico-ambientale in cui la “villa” e le sue pertinenze organizzano il territorio. Il sistema insediativo di crinale, tipico in particolare del colle di Cart di Sopra, è di origine medievale. L’antica via incassata nel terreno e bordata di fitte siepi di carpino, attraversa un paesaggio agrario, ancora coltivato, straordinario.</p> <p>La villa è visitabile su appuntamento.</p>

External ID
db5c8f58-1e3c-458a-ad51-05ca4054711a
Localita
Area turistica
CAP
32032
Immagine di copertina esterna
Comune
Feltre (BL)
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Villabruna, Marsiai, Cossalter, Cagnan<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003508

Villa Vescovile del Belvedere

Sottotitolo
Villa “Vescovile”, Gerenzani, Marson
Recapito mail
giambattista.marson@alice.it
Coordinate geografiche
0, 0
Indirizzo
Via San Lorenzo , 46
Descrizione formattata

<p>Costruita da A. Paolo Tremignòn, negli anni dal 1711 al 1713. Fu splendidamente rifinita ed adornata dalle pitture degli artisti bellunesi Marco e Sebastiano Ricci.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa:&nbsp;</b>Eccezionale pregio della villa era il ciclo dei dipinti di Sebastiano e Marco Ricci. Di questi restano solo lo schema e il ricordo nell'acquerello di Osvaldo Monti, visibili nel museo civico di Belluno.</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto:&nbsp;</b>Nelle immediate vicinanze sorge la città di Belluno, anch'essa ricca di strutture artistiche e culturali, meritevoli di essere visitate.</p> <p>Il Parco è visitabile gratuitamente previo appuntamento telefonico.</p>

External ID
fc17a8e2-5eb0-42f8-886f-046cbb9ddfec
Localita
Area turistica
CAP
32100
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Villa Vescovile del Belvedere
Comune
Belluno (BL)
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa “Vescovile”, Gerenzani, Marson - Villa Vescovile del Belvedere<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000196

Villa Molon

Sottotitolo
Villa Giustinian Molon venne edificata nel 1652 per volere della famiglia patrizia veneziana Giustinian di Calle delle Acque.
Recapito telefonico
Recapito mail
info@ornellamolon.it
Coordinate geografiche
45.7023454, 12.5333759
Indirizzo
via Risorgimento, 40
Descrizione formattata

<p>Villa Giustinian – Molon Traverso venne edificata attorno al 1680 per volere del nobile veneziano Girolamo Giustinian appartenente al ramo “delle Acque”, dal nome della calle veneziana, non lontano da Rialto, dove sorgeva la loro dimora.</p><p>Dal 1711 al 1735 il vescovo di Torcello, Venezia, Marco Giustinian trascorse le vacanze estive in Villa a Campo di Pietra. Alla sua morte, per testamento, lasciò una somma di denaro per la parrocchia di San Mauro a Campo di Pietra.</p><p>Consultando i libri contabili della famiglia Giustinian, è interessante apprendere della produzione di vino “in caneva de Campo de Piera” e di come poi fosse spedito via fluviale a Venezia o per uso personale in Calle delle Acque o per immetterlo nel mercato.</p><p>Nel Marzo del 1792, per complesse questioni testamentarie, le proprietà passarono ai Querini Stampalia e alla famiglia Morosini Gatterburg. Quest’ultima successivamente cedette gran parte di quanto ereditato. “IL DOMINICALE DI CAMPO DI PIETRA”, così veniva chiamata la proprietà dai Querini Stampalia, visse un periodo di ampliamenti agronomici e di prosperità, grazie anche alle bonifiche di alcuni terreni circostanti la Villa e all’allevamento dei bachi da seta.</p><p>Nel 1851, il Conte Giovanni Querini partecipò alla prima esposizione universale (Londra) con la seta prodotta nella filanda di Campo di Pietra aggiudicandosi un importante riconoscimento.</p><p>Il dominicale rimase alla Famiglia Querini sino al 1869 quando l’ultimo membro della famiglia, il Conte Giovanni Querini Stampalia, morì. Nel suo testamento lasciò tutte le sue proprietà per la costituzione della Fondazione Pia Querini Stampalia di Campo Santa Maria Formosa, Venezia. La Fondazione è tutt’oggi esistente e apre al pubblico il proprio museo e la biblioteca. Tuttavia nel corso degli anni, per mantenere la fondazione, gran parte delle proprietà nell’ entroterra veneto furono vendute così come la Villa di Campo di Pietra.</p><p>Nel 1909 la Villa passava a Giuseppe Tommaseo Ponzetta che in breve tempo la rivendeva alla famiglia Tagliapietra.</p><p>Nel 1917 passava nelle disponibilità di Guido Carretta di Santa Maria di Campagna, il quale creò di fatto, in unione all’allevamento dei bachi da seta, un’azienda agricola di un migliaio di ettari con campi vitati, frumento e grano.</p><p>Nel 1918, la Villa trovandosi a circa 3 km dal fiume Piave, durante la fase finale del primo conflitto mondiale, fu occupata dalle truppe austriache e colpita da alcuni colpi dell’artiglieria italiana subendo pesanti danni. Tra il 1919 e il 1923 il complesso venne riportato alla situazione originale e ingrandito con la costruzione di nuove cantine.</p><p>Nel 1969 la Villa venne iscritta all’istituto Regionale Ville Venete, apponendole, così, il vincolo di protezione strutturale tutt’ora in essere.</p><p>Nel 1995 la Famiglia Molon Traverso acquistò la Villa e con coraggio, impegno e passione iniziò una lunga ristrutturazione, riportandola ai tempi gloriosi della Serenissima Repubblica di Venezia. L’inaugurazione avvenne nell’agosto 1996.</p><p>Nel 2015, Villa Giustinian – Molon Traverso è stata insignita dall’Istituto Regionale Ville Venete a Palazzo Ducale in Venezia con il premio “Miglior Villa Veneta 2015” per l’attività svolta e l’impegno profuso a favore della conservazione e valorizzazione di Villa Molon.</p><p>Oggi le strutture ospitano come in passato le cantine d’invecchiamento, la piccola Osteria, il wine shop con eccellenze gastronomiche, il museo di civiltà contadina, gli uffici amministrativi e degli spazi destinati ad eventi di vario genere.</p>

External ID
0e6105a9-9633-4626-b78a-026365a825d1
Localita
CAP
31040
Immagine di copertina esterna
Orari di apertura

<p>Gli orari fanno riferimento al Parco e alla cantina che sono visitabili, la Villa non è visitabile. </p>

Comune
Salgareda (TV)
Faq

Previa prenotazione è possibile organizzare in ambito vitivinicolo visite guidate con degustazione dei propri prodotti.

Costo

Visita al parco in autonomia e accesso alla cantina gratuite.&nbsp;

Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Giustinian, Querini - Stampalia, Carretta ora Molon Traverso - Molon Traverso <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000279

Terme e benessere

Categoria esperienze
Copertina HUB
Immagine
Immagine
Veduta di un hotel con piscine termali nei Colli Euganei all'imbrunire
Autore
Archivio Terme Colli Marketing
Titolo
Terme e benessere
Riferimento categoria esperienza per overlay
Testo introduttivo

Nel cuore delle colline venete, le terme sono un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Strutture moderne immerse nella natura, personale altamente qualificato e un’ampia proposta di trattamenti curativi ed estetici ti aspettano per un soggiorno rigenerante.

Per maggiori informazioni sul sistema termale veneto e sull’offerta ricettiva collegata, puoi consultare i siti ufficiali di FedertermeFederalberghi Terme.

Sottocategorie esperienza
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Fanghi termali, piscine a diverse temperature, percorsi benessere e programmi personalizzati: tutto è pensato per il tuo equilibrio psicofisico.
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Titolo carosello
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