Villa Pellegrini, Cipolla

Sottotitolo
Villa Pellegrini Cipolla è un gioiello del tardo Illuminismo veronese che ha ospitato, nel corso della sua storia, personaggi illustri: nel XVIII secolo, durante la battaglia di Rivoli, vi dimorò Napoleone Bonaparte ed anche il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi vi trovava spesso riposo nelle stanze e nel giardino durante le sue visite a Verona
Recapito mail
info@villapellegrinicipollla.it
Coordinate geografiche
45.6068014, 10.7267563
Indirizzo
Piazza Vittorio Veneto, 21
Descrizione formattata

<p>Villa Pellegrini Cipolla è un gioiello del tardo Illuminismo veronese che ha ospitato, nel corso della sua storia, personaggi illustri: nel XVIII secolo, durante la battaglia di Rivoli, vi dimorò Napoleone Bonaparte ed anche il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi vi trovava spesso riposo nelle stanze e nel giardino durante le sue visite a Verona. La nobile famiglia veronese dei Pellegrini, che nei secoli ha legato il proprio nome a Verona lasciando la città erede di due tra i massimi monumenti cittadini – lo straordinario affresco raffigurante San Giorgio e la Principessa, commissionato a Pisanello a decoro della cappella gentilizia in Sant’Anastasia, e l’altra non meno importante di San Bernardino, eretta su disegno di Michele Sammicheli – è insediata a Costermano con ampie proprietà fondiarie sin dal XVI secolo. </p> <p>L’attuale palazzo è stato costruito a partire dal 1760 dall’ingegnere Ignazio Pellegrini, fratello del committente Leonardo. Assai attivo in Toscana, ideò per la proprietà di famiglia di Castion una villa classicheggiante, ma con reminescenze rococò, lontana dal gusto veneto, quasi una sorta di macchina teatrale con statue e pinnacoli che funge da quinta scenica al giardino suddiviso in ampie terrazze che dal cancello conducono alla villa. Il cancello in ferro battuto, elegantemente lavorato e sorretto da due pilastri ornati di statue, inquadra al fondo di un lungo viale il rosso acceso della facciata della villa, ritmato dalle paraste in tonalità contrastante, che si staglia nitida sulla quinta verde della collina e del grande parco retrostante in effetto scenografico di sobria eleganza. </p> <p>Eccellenze della villa: Particolare anche la distribuzione spaziale interna, con atrio a colonne e monumentale scalone marmoreo che sale al salone d’onore decorato da affreschi con ampi paesaggi, scene mitologiche e pastorali (notevole un affresco di Francesco Morone) perfettamente sintonizzati all’atmosfera arcadica dell’insieme. Cineserie, cornici di stucco e tappezzerie seriche ornano le sale della villa. Anche un cospicuo numero di altre sale di varia destinazione e salotti, in una razionale distribuzione che li disimpegna gli uni dagli altri, conserva leziose tappezzerie e decorazioni di gusto rococò. Tra gli interni meritano citazione particolare: il salone centrale. È il corpo principale della villa, decorato con imponenti affreschi sulle due pareti maggiori, arricchito dalle statue di Ercole, Minerva, Marte e Diana, completato dalla Primavera in sembianze umane che aleggia sul grande soffitto. La sala delle cineserie. È la stanza più originale dell’intero complesso. Le pareti e il soffitto sono dipinte su gesso con eleganza e a colori vivaci; le scene di vita di villeggiatura in costumi orientali danno il nome alla sala e caratterizzano l’ambiente. </p> <p>Gli elementi in cotto a due colori, dell’originale pavimento, aggiungono fascino e raffinatezza all’area. La camera Bianca: Deve il suo nome alle candide superfici di gesso che la rendono eccezionalmente luminosa. Unisce magistrali stucchi di paesaggi con composizioni colorate in rilievo.Villa e parco sono due corpi con una sola anima. L'impostazione del giardino, che collega la piazza a scala d'uomo del paese di Castion al complesso della Villa, si riallaccia alle esperienze europee del XVIII secolo e, in particolare, a Versailles: le siepi curate e un'alberatura secolare, la disposizione geometrica delle diverse aree verdi ordinate in settori simmetrici, ornati di vasi e statue, il tutto a creare un movimento scenografico di grande effetto che si scosta dai canoni tipici del gusto veneto dell’epoca. </p> <p>Eccellenze del contesto: A 2,5 km: Golf Cà degli Ulivi: Incantevole campo da golf A 5 km: San Zeno di Montagna, dal quale si può ammirare lo splendido panorama del Lago di Garda. A 5 km: Garda, spledida cittadina direttamente sulle rive del Lago di Garda</p>

External ID
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Area turistica
CAP
37010
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Villa Pellegrini Cipolla
Orari di apertura

<p>Orari di apertura: Le sale della villa vengono affittate per la realizzazione di varie tipologie di eventi: ricevimenti, banchetti, matrimoni, meeting, sfilate di moda, presentazione di prodotti. </p> <p>Visite: La Villa non è aperta al pubblico. Le sale della villa vengono affittate per la realizzazione di varie tipologie di eventi: ricevimenti, banchetti, matrimoni, meeting, sfilate di moda, presentazione di prodotti.</p>

Comune
Costermano
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Pellegrini, Cipolla - Villa Pellegrini Cipolla <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001092

Villa Folco Zambelli Pesavento Benedettin

Sottotitolo
La villa, situata nell'immediata periferia del comune di Padova (in località Brentelle di sotto/ Brusegana) vide nei secoli vari interventi edilizi e ampliamenti, la cui sequenza non è ricostruibile
Recapito mail
stefania.mattioli@unipd.it
Coordinate geografiche
45.3950172, 11.8273216
Indirizzo
Via Monte Gallo,9
Descrizione formattata

<p>La villa, situata nell'immediata periferia del comune di Padova (in località Brentelle di sotto/ Brusegana) vide nei secoli vari interventi edilizi e ampliamenti, la cui sequenza non è ricostruibile. Documenti di archivio testimoniano che i terreni nei quali si si svilupparono, a partire già probabilmente dal XVII secolo, l'edificio principale e gli annessi rurali rientravano nelle proprietà del ramo degli Zambelli detto di S. Giacomo dell’Orio, una delle sessantasette famiglie iscritte nel Libro d’Oro del patriziato veneto. Come proprietà Zambelli la villa con il caratteristico giardino circolare e gli annessi rustici appare nella Gran Carta del Padovano di Rizzi-Zanoni del 1780. Nel 1816 la proprietà passò alla famiglia vicentina dei Folco; come Palazzo Folco è ricordata da Andrea Gloria (Il territorio padovano illustrato, Padova 1862, I, p. 50). </p> <p>L’ultima erede dei Folco Zambelli, Matilde, che risulta nata a Brusegana, sposò un Dalla Baratta; da lei nel 1935 villa e campagna passarono agli attuali proprietari, che tuttora vi risiedono e con i quali si arrivò all'assetto definitivo. Il complesso è costituito da una villa padronale con parco e da adiacenze rustiche gravitanti su una corte; il tutto si affaccia a sud direttamente sul canale Brentella non lontano dalla sua confluenza nel Bacchiglione, fiumi lungo i quali avveniva fino agli inizi del 1900 il trasporto di uomini e masserizie. Il blocco centrale è a tre piani, con portone di ingresso contornato da pietra da Vicenza, sovrastato da un poggiolo con balaustra a colonne. Il piano terra, visitabile, si affaccia sul parco con un portico chiuso da vetrato e comprende uno studio-biblioteca e la vecchia lavanderia con camino. Due rampe di scale conducono al primo piano, strutturato con ampia sala centrale, sulla quale si affacciano quattro stanze simmetriche; i pavimenti sono in terrazzo veneziano; le pareti e i soffitti sono decorati a stucchi, con disegni in gran parte floreali. </p> <p>Eccellenze della villa: Villa, parco e adiacenze rustiche costituiscono un'"isola" all'interno di un contesto intensamente urbanizzato negli anni '50 del secolo scorso e divenuto parte integrante della città di Padova, dalla quale dista pochi chilometri. Anche se privo delle campagne circostanti e spoglio di emergenze monumentali, l'assetto originario della villa veneta è ancora perfettamente leggibile nei suoi elementi essenziali, rappresentati dall'edificio padronale, dal parco e dal settore produttivo (corte, stalle, granaio, ricoveri per gli animali). Altrettanto evidente rimane il rapporto privilegiato con la via d'acqua del canale Brentella, il cui argine è raggiungibile direttamente dal parco. Questo presenta una caratteristica forma circolare, con l'asse segnato da due grandi magnolie secolari, da statue e da sedili in pietra d’Istria; al centro un pozzo in ferro battuto; l’elemento più significativo è la doppia carpinata a cerchio, spazio privilegiato per una passeggiata all'ombra. </p> <p>Eccellenze del contesto: La villa è vicina al centro di Padova, dal quale è raggiungibile anche con mezzi pubblici o in bicicletta. Non lontani sono la zona termale di Abano e Montegrotto, l'Abbazia di Praglia e i Colli Euganei. I contenuti visualizzati sono stati forniti dai proprietari delle strutture. La posizione della villa sulla mappa è fornita tramite un servizio esterno e potrebbe essere approssimativa.</p>

External ID
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Localita
Area turistica
CAP
35143
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Villa Folco Zambelli Pesavento Benedettin
Orari di apertura

<p>Orari di apertura: Da concordare <br>Visite: Sono visitabili il parco, il piano terra della villa e la Fattoria. </p> <p>&nbsp;</p>

Comune
Padova (PD)
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Pesavento già Folco, Zambelli - <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000440

Villa Venier Contarini

Sottotitolo
Villa Veneta cinquecentesca edificata sulla riva sinistra del Brenta dalla famiglia Venier e da questa abitata per circa due secoli.
Recapito mail
segreteria@irvv.net
Coordinate geografiche
45.4318667, 12.1123202
Indirizzo
Via del Capitello Albrizzi, 5
Descrizione formattata

<p>La Villa nel 1700 passò di proprietà ai Contarini di San Trovaso e poi dei Barbarigo di Padova. In quel periodo Orsetta Barbarigo vi organizzava delle sontuose feste e recite. In seguito, venne abitata dai Manin, poi dai Cipollato. Successivamente la cantante Adelaide Borghi-Mauro se la fece donare da un ammiratore. Tra la fine dell’ottocento e ed il 1955 l’abitarono altre famiglie: Guadalupi, Menin, Rampazzo (1921) e Capuzzo (dal 1933 al 1955). Passò poi alla Congregazione delle Suore Domenicane della Beata Imelda, attualmente di proprietà della Regione Veneto.&nbsp;<br></p><p>Il complesso della Villa, inserito in un discreto parco, è costituito da un corpo centrale inizialmente a pianta quadrata, da due foresterie o Barchesse staccate e da un Oratorio con annesse adiacenze sul lato est. Nell’incisione lasciata dal Coronelli nel 1709 il corpo centrale appare costituito da piano terra, primo piano, secondo piano sottotetto con finestre quadrate, tetto a quattro falde. Il Costa nella sua incisione del 1750 ci mostra invece il secondo piano di proporzioni maggiori e in terzo piano sottotetto a crociera. Attualmente il corpo centrale è a pianta rettangolare perché nei primi dell’ottocento fu ampliato con l’aggiunta ai due lati di piccole stanze per tutta l’altezza. Forse questo ampliamento è opera dell’architetto Carboni il quale, e questo è certo, aggiunse dei porticati per congiungere le due Barchesse al corpo centrale. La Barchessa o foresteria di sinistra (ovest) è costituita da un piano seminterrato con soffitto a volta, da tre saloni decorati ad affresco aventi sul davanti un porticato a cinque campate ad arco ora chiuso da serramenti in legno. La Barchessa di destra (est) è costituita da un salone pure decorato ad affresco, da scuderie, da magazzini, e sul piano sottotetto da stanze per la servitù. Essa pure è dotata di un porticato a sette campate ora chiuso in parte da serramenti e in parte (ultimi due archi) da muratura. L’Oratorio che attualmente esiste all’angolo sud-est della proprietà venne ricostruito nel 1752.</p>

External ID
79f25cf5-a207-4160-8d5d-33bbc3a7dd7b
Localita
Area turistica
CAP
30034
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Villa Venier Contarini_1
Orari di apertura

<b>Apertura speciale prime domeniche del mese:</b> da aprile 2025 a gennaio 2026 dalle 11:00<br>alle 18:00, orario continuato con <b>ingresso gratuito</b><br>• <b>Apertura ordinaria tutti i sabati e le domeniche nei mesi di aprile, maggio, giugno,</b><br><b>luglio, settembre e ottobre: </b>dalle ore 15:00 alle 18:00, con <b>ingresso a pagamento</b><br>secondo il tariffario delle aperture<br>• <b>Speciale aperture in occasione di festività: </b>21 aprile (Lunedì dell’Angelo), 25 aprile (Festa<br>della Liberazione), 1 maggio (Festa dei Lavoratori), 2 giugno (Festa della Repubblica), 1<br>novembre (Festa di tutti i Santi), 8 dicembre (Festa dell'Immacolata Concezione). Orario<br>continuato dalle 11:00 alle 18:00, con <b>ingresso a pagamento </b>secondo il tariffario delle<br>aperture

Comune
Mira VE
Costo

A. <b>ADULTI (maggiorenni): </b>€. 5,00<br>B. <b>GRUPPI FAMIGLIA (Genitori e Figli):</b><br>• 3 persone €. 10,00<br>• 4 persone €. 12,00<br>• 5 persone €. 15,00<br>• Oltre le 5 persone €. 20,00<br>C. <b>STUDENTE UNIVERSITARIO (italiano o estero): </b>€.2,00<br>D. <b>ISCRITTO ad Enti e Associazioni di Tutela e Valorizzazione Beni Culturali,</b><br><b>Ambientali, Paesaggici convenzionati con I.R.V.V.: </b>€. 2,00<br>E. <b>COMITIVE (max. n. 25 persone per Gruppo) (oltre tale numero i gruppi verranno</b><br><b>suddivisi e la visita scaglionata per esigenze di tutela e sicurezza): </b>€. 75,00<br>F. <b>VISITE SCOLASTICHE per classe (max n. 25 persone) (oltre tale numero i gruppi</b><br><b>verranno suddivisi e la visita scaglionata per esigenze di tutela e sicurezza): </b>€<br>25,00<br><b>G. Biglietto cumulativo </b>“<b>TOUR Ville Venete IRVV” se attivo e con validità entro il</b><br><b>31.12 dell</b>’<b>anno di acquisto, nei limiti dei termini di apertura stagionale di ogni</b><br><b>singolo complesso:</b><br>• Villa VENIER-CONTARINI a Mira (VE) Villa POJANA a Pojana Maggiore (VI) Villa NANILOREDAN<br>a Sant’Urbano (PD): €. 10,00<br>• Villa VENIER-CONTARINI a Mira (VE) Villa POJANA a Pojana Maggiore (VI)€. 7,00<br><b>Gratuito: BAMBINI E RAGAZZI SOTTO I 18 ANNI</b><br><b>ADULTI OLTRE I 65 ANNI</b><br><b>DISABILE e/o FRAGILE (persone affette da gravi patologie con necessità di</b><br><b>terapie salvavita - compreso un accompagnatore)</b><br><b>Stato in GRAVIDANZA</b><br><b>Giorno del COMPLEANNO</b><br><b>ANNIVERSARIO di matrimonio</b>

Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Michiel, Venier Contarini - Villa Venier Contarini <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004553

Villa Arvedi

Sottotitolo
A pochi chilometri da Verona, in posizione dominante sulla Valpantena e Grezzana, fa capolino una delle ville più maestose della provincia.
Recapito mail
info@villarvedi.it
Coordinate geografiche
45.510395414529, 11.017242668787
Indirizzo
Via Conte Allegri
Descrizione formattata

<p>In origine costruita come palazzo-fortezza dei Dal Verme,nel 1437 la proprietà passò alla <b>famiglia Allegri </b>che quasi due secoli dopo (1656) diede incarico all’architetto Giovanni Battista Bianchi di progettare l’ampliamento e la ristrutturazione dell’antica magione. Per l’ornamento delle nuove stanze e degli imponenti saloni intervennero Ludovico Dorigny, Santo Prunati e Fra’ Giuseppe Falezza. </p><p>L’ultima discendente degli Allegri nel 1824 vendette la Villa alla <b>famiglia Arvedi</b>, produttori di seta. Gli Arvedi rinunciarono al progetto di trasformare la nobile magione in filanda e ne mantennero la vocazione agricola, con la produzione di uva e olio che tuttora continua. Oggi Villa Arvedi rimane proprietà della famiglia, che l’ha resa disponibile alla fruizione collettiva offrendo <i>visite guidate</i> (su prenotazione), location per <i>feste private</i>, <i>matrimoni</i>, <i>eventi aziendali</i> e di altra natura. Villa Arvedi è stata set cinematografico del film ” Letters to Juliet ” e del reality talent “American next top model”. </p><p> La villa è privata, eventuali accessi vanno concordati con info@villarvedi.it - http://www.villarvedi.it/la-villa/</p&gt;

External ID
0d497f9e-2272-4fe0-89d5-2f810cdb5b3a
Localita
Area turistica
CAP
37023
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Villa Arvedi e giardino
Comune
Grezzana (VR)
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Allegri, Arvedi - Villa Arvedi <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000606

Giardino di Villa Godi, Da Porto Bissari, Piovene Porto Godi

Sottotitolo
Villa Godi, Piovene è stata costruita nel 1597 dall'architetto Vincenzo Scamozzi.
Recapito mail
info@villagodipiovene.it
Coordinate geografiche
45.4986331, 11.6649748
Indirizzo
Via Oratorio Favallina, 4
Descrizione formattata

<p>La villa è situata nei pressi della città di Vicenza. Villa Godi, Piovene è stata costruita nel 1597 dall'architetto Vincenzo Scamozzi. La pianta del corpo centrale risponde esattamente allo schema consueto alle ville venete del '500: un grande salone centrale, fiancheggiato da tre sale minori in ciascun lato. La cappella posta ad un lato del parco, egregia testimonianza del '600 vicentino, attribuita ad Antonio Pizzoccaro.</p> <p>Eccellenze della villa: La villa e' stata recentemente restaurata per ospitare eventi. Dispone di aree di servizio e di riscaldamento. Un vasto parco secolare di ca. 60.000 mq. con un viale di platani secolari nel retro della villa, consente momenti di piacevole relax. Circondato da una vasta peschiera, un grande parcheggio per auto e bus all'interno del parco.</p>

External ID
9336eb43-2a34-4512-b054-2ec7c489ab28
Area turistica
CAP
36040
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Giardino di Villa Godi
Comune
Grumolo delle Abbadesse VI
Costo

<p>Biglietto d'ingresso: Euro 5,00</p>

Informazioni importanti (nr. catalogo)

Giardino di Villa Godi, Da Porto Bassani, Piovene Porto Godi<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001457

Villa Grimani, De Grandi

Sottotitolo
Villa Grimani, ora Albarello-De Grandi, con due alte torri laterali e, all’interno, importanti pitture del XVI-XVII sec. recentemente restaurate.
Recapito mail
info@scarato.com
Coordinate geografiche
45.2872303, 11.4036506
Indirizzo
Via Carbon, 12
Descrizione formattata

<p><b><i></i>Eccellenze della villa:&nbsp;</b>Gli interni sono ricchi di affreschi; la loggia è decorata con paesaggi archeologici della romanità con anfiteatro, obelisco ecc. Il salone centrale propone, invece, quattro episodi che celebrano le glorie della famiglia dei Grimani, scene di guerra con incendio di un castello (forse quello di Cologna con la sua fortezza), l’incoronazione di un personaggio che ha deposto l’armatura (un doge Grimani) e la costruzione di una grande opera edilizia (forse la fortezza di Palmanova).</p><p><b><i></i>Eccellenze del contesto:&nbsp;</b>La presenza di altre due ville venete storiche, la Villa Cainacqua, ora Bergamasco Martello (Caselle di Pressana) Villa Querini – Stampalia ora Baldisserotto (Pressana).</p>

External ID
bb63b249-0657-4faf-9778-2ab3a13a781a
Localita
Area turistica
CAP
37040
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Villa Grimani, De Grandi 1
Orari di apertura

Dalle 16.00 alle 18.30.

Comune
Pressana (VR)
Costo

<p>Ingresso gratuito. </p>

Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Grimani, De Grandi - Villa Grimani, De Grandi <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001179

Villa Orsato, Cittadella-Vigodarzere, Gallarati Scotti

Sottotitolo
Una storia antica che dura da&nbsp;500 anni
Recapito mail
vigallascotti@gmail.com
Coordinate geografiche
45.6389562, 11.7593595
Indirizzo
Via Guglielmo Marconi, 61
Descrizione formattata

<p>La Villa, già Ca’ Orsato e Villa Cittadella Vigodarzere, risale almeno ai primi anni del XVI secolo. </p><p>Elegante nelle sue geometrie neoclassiche, si ritiene sia appartenuta in origine alla famiglia dei Da Fontaniva, e solo poi agli Orsato, per via nuziale. </p><p>Proprietà Cittadella Vigodarzere dal 1848, venne lasciata in eredità da Fabrizio Orsato ad Andrea C.V., dopo averla circondata con un magnifico giardino all’inglese, attribuito a G. Jappelli. </p><p>Nei secoli successivi divenne Osservatorio meteorologico nazionale, ospedale da campo, quartier generale nazista, e sempre meta privilegiata di personaggi illustri della vita politica nazionale e delle arti. Il nome attuale deriva dall’unione di Aurelia C.V. con Tommaso Gallarati Scotti avvenuta nel 1918. </p><p>Monumento nazionale dal 1925. </p><p> Si trova un ampio giardino all’inglese perfettamente conservato in cui si possono ritrovare gli stilemi tipici del parco romantico; dolci declivi, sentieri sinuosi, piccoli ruscelli e una cornice arborea di grande effetto che inquadra un suggestivo specchio d’acqua centrale. Completamento scenografico irrinunciabile all’architettura d’insieme del luogo. Risalente al secondo decennio del 1800, e attribuito a G. Jappelli, copre una superficie di circa tre ettari, e presenta una notevole varietà di specie vegetali, alcune secolari. </p><p>Si conserva una cappella gentilizia funeraria in stile neogotico fiorito, ricostruita in onore del conte Fabrizio Orsato tra il 1848 e il 1850 su progetto di Pietro Selvatico Estense, allievo dello Jappelli. </p><p>Villa Gallarati Scotti si trova in una posizione strategica per raggiungere altre interessanti mete turistiche. A 1 km di distanza si può visitare la bellissima città murata di Cittadella, borgo medievale fortificato, mirabilmente restaurato. Poco più distanti, per gli amanti dell’arte, Villa Contarini del Palladio a Piazzola sul Brenta, mentre per chi ama la natura la Palude di Onara. Con circa venti minuti d’auto, infine, si possono raggiungere Vicenza, Bassano del Grappa e Castelfranco Veneto.</p>

External ID
34a9338e-7f4a-46b3-91f1-23efdc7318c0
Localita
Area turistica
CAP
35014
Immagine di copertina esterna
Orari di apertura

<p> Orari di apertura: Dalle ore 10.00 alle ore 18.00 su prenotazione </p><p> Visite: Attualmente sono visitabili il parco all'inglese di circa tre ettari e la cappella gentilizia </p><p> Biglietto d'ingresso: 4 euro a persona senza servizio guida 5 euro a persona con servizio guida </p><p>Gratis i bambini sotto i 6 anni accompagnati da adulti.</p>

Comune
Fontaniva (PD)

Villa Molin

Sottotitolo
Una splendida villa cinquecentesca progettata dallo Scamozzi.
Coordinate geografiche
45.3625488, 11.8400585
Indirizzo
Via Ponte della Cagna, 106
Descrizione formattata

<p> La villa, progettata nel 1597 da Vincenzo Scamozzi per l’ambasciatore della Serenissima Nicolò Molin, è uno degli immobili più importanti di Padova.</p><p>All’interno è un prezioso scrigno di opere d’arte realizzate in&nbsp;quattro secoli. Da oggi è finalmente possibile visitarla con tour guidati da un architetto esperto in storia dell’arte che racconterà le caratteristiche architettoniche e artistiche e le affascinanti vicende delle famiglie che vi hanno vissuto.<br> La villa è aperta anche per eventi e cerimonie.</p><p> <i> “L’illustrissimo signor Niccolò Molino Cavaliere, fabbricò secondo questi nostri disegni ad un luogo detto la Mandria...onde è congiunto insieme il comodo &amp; il piacere della villa.… L’aspetto della fabbrica guarda a Sirocco: dinanzi le passa la strada maestra e corre il Bacchiglione, fiume molto navigabile” <br> </i>Così Vincenzo Scamozzi racconta villa Molin nel suo trattato e così ci e’ stata tramandata dal 1597. Fedele al suo progetto originale, si erge maestosa e si specchia elegantemente nelle acque del canale Battaglia. </p><p> <b>Il committente: Nicolò Molin</b> <br>La villa fu edificata nel 1597 da Nicolò Molin, Savio di Terraferma, ambasciatore della Serenissima presso il Granducato di Toscana e presso la corte d’Inghilterra, marito della figlia del doge Alvise Grimani. La famiglia Molin diede alla Repubblica di Venezia molti uomini illustri, saggi e valorosi nella politica e nelle armi e virtuosi prelati. I patrizi veneziani gareggiavano tra loro con la costruzione delle sontuose residenze, quindi, quando Nicolò decise di costruire una villa di campagna per rendere omaggio alla propria famiglia, chiamò il più importante architetto del suo tempo a Venezia: <b>Vincenzo Scamozzi</b>, allora proto della Repubblica e autore delle Procuratie Nuove in piazza San Marco e continuatore di alcuni progetti di Palladio. </p><p> <b>Il progettista: Vincenzo Scamozzi </b><br>Scamozzi, il progettista di Villa Molin, è l’ultimo dei grandi architetti del Rinascimento, stretto fra la tradizione trionfale della generazione di Palladio e il mondo nuovo di Galileo Galilei. Cerca una propria dimensione in una visione dell’architettura come pratica razionale, attenta agli aspetti funzionali, all’economia dei mezzi, ma anche a un nuovo rapporto con il paesaggio, producendo capolavori come la Rocca Pisana di Lonigo, il teatro di Sabbioneta, le Procuratie Nuove in piazza San Marco a Venezia. <br> Wittkower lo definisce “il padre intellettuale del Neoclassicismo”. Figlio di un agiato costruttore edile di Vicenza, Scamozzi ebbe una formazione scolastica molto ampia studiando architettura sui testi di Sebastiano Serlio, approfondendo lo studio degli edifici antichi con frequenti viaggi a Roma e accumulando un sapere che travalica di gran lunga i limiti delle discipline inerenti l’architettura nei campi più diversi, dai classici latini e greci ai più diffusi titoli della moderna divulgazione. </p><p>La sua fama è legata anche al testo "L'idea dell'architettura universale" (1615), che raccoglie i progetti di Scamozzi e il suo dotto e ampio concetto di architettura. L'influenza del suo pensiero lo portò a essere annoverato come ultimo elemento dell’insigne gruppo dei teorici classicisti e normativi dell’architettura, su fondamento dei quali si stabilì il canone della teoria dell’architettura, riguardante gli ordini delle colonne, valido sino alle soglie della modernità. La grande diffusione avuta all'estero, soprattutto in Olanda e Inghilterra, lo rese testo di studio e di ispirazione per gli architetti, facendo diventare Scamozzi un vero maestro da studiare e da imitare. <br>Inigo Jones e John Soane visitarono personalmente Villa Molin e citarono Scamozzi come un maestro. </p><p><b>La villa</b><br>Tutte le più importanti famiglie nobili di Padova, nei secoli, tramite matrimoni e passaggi di proprietà risiedettero nella villa. Dopo i <b>Molin</b> la villa passò ai <b>Capodilista</b> e quando il ramo della famiglia si estinse passò ai<b> Conti </b>nel 1672. A loro si devono gli affreschi del salone centrale, come testimoniano gli scudi presenti nella volta del salone. <br>Nel 1748 fu ospitato il Vescovo di Padova, Carlo Rezzonico, che divenne Papa Clemente XIII. <br>Nel 1772 la famiglia Capodilista riacquistò la villa e realizzò gli splendidi stucchi delle sale al piano primo. Il cervo rosso, simbolo dei Capodilista, si ritrova sulle porte del piano terra e in altri elementi decorativi come gli scudi raffigurati agli angoli della volta del salone, che raccontano dei matrimoni tra i Capodilista e altre famiglie nobili. <br>Tramite passaggi di proprietà e matrimoni passò ai <b>Dondi Orologio.</b> <br>Nel 1918 fu sede di alcuni incontri che portarono all’armistizio firmato il 3 novembre presso la vicina Villa Giusti. Nel 1955 fu acquistata dall’industriale <b>Igino Kofler</b>, che realizzò importanti interventi di ripristino che riportarono la villa al suo antico splendore. Il restauro di Kofler riportò alla luce gli affreschi originali, eliminando alcuni decori ottocenteschi non coerenti con la struttura e l’originale visione della villa.<br> La mano sapiente ed esperta del suo progettista, Vincenzo Scamozzi ha disegnato volumi nitidi ed eleganti e una planimetria dalla straordinaria coerenza geometrica, basata sul quadrato che determina sia la forma della villa che della sala centrale. Il piano terra si articola in sale angolari raccolte attorno alla stanza centrale dotata di una virtuosistica volta ribassata. </p><p>Entrate in villa Molin, salite le scale e alzate gli occhi...benvenuti nel meraviglioso 1600! </p><p> Lasciatevi stupire dal fascino con cui luci soffuse e colori vivi riempiono lo spazio e incantano gli occhi. <br> Lo <b>scalone monumentale </b>porta al piano superiore dove esplode la magnificenza del volume del <b>salone a tripla altezza</b>, interamente affrescato con vestiboli che inquadrano viste diverse sui quattro punti cardinali e sale decorate a stucco negli angoli. Nel salone centrale virtuali architetture, dipinte in prospettiva, ricoprono per intero le pareti e la volta, creando un insieme di grandiosità che ricorda le aule termali romane studiate in gioventù da Scamozzi. <br>La policromia accentua la varietà e l’illusione di profondità degli spazi. Nicchie e cammei ovali in monocromo violetto abbracciano e sovrastano le quattro porte centrali. Vi si narrano episodi della vita di Enea, il più valoroso dei Troiani dopo Ettore. Al di sopra delle otto porte angolari, finti cassettonati e vasi di fiori, contribuiscono ad accentuare la dimensione prospettica di tutto l’impianto quadraturistico. <br> La volta si innalza da un lineare cornicione dipinto; negli angoli, colonne corinzie di marmo rosso delimitano otto profonde loggette da cui si affacciano musici, dame e cavalieri. Gli stemmi delle famiglie Capodilista e Conti sono sui quattro angoli. <br>Nelle quattro vele sono raffigurati quattro putti contro un cielo azzurro, che rappresentano le stagioni, segno del passare del tempo e tema frequente delle raffigurazioni nelle ville. Il riquadro al centro racconta il mito secondo il quale Aurora si innamorò dell’eroe troiano Titone, ma si dimenticò di chiedere per lui l’eterna giovinezza. Alla fine, ridotto a sola voce lo trasformò in cicala. <br> Fanno da originale contrasto i leggeri e delicati stucchi realizzati nel tardo settecento dalla famiglia Capodilista che decorano con volute, tralci e camei le camere e i salottini. Lampadari in vetro e arredi antichi completano la dimora dando un carattere vivo e accogliente a tutte le stanze. L’elegante pronao ionico si erge maestoso sulla via e si riflette su canale Battaglia. Sul frontone è posto lo stemma in pietra della famiglia Molin, raffigurante la ruota di mulino. <br>Gli originali capitelli diagonali di cui sono adorne le colonne sono noti come “capitelli scamozziani” e sono ispirati al tempio di Saturno a Roma, che Scamozzi aveva visitato durante i suoi viaggi di studio in cui aveva studiato e ridisegnato le opere classiche. La loggia appare come una sala aperta, e se si considerano le balaustre interposte alle colonne e l’impiego di capitelli ionici con volute diagonali, non sembra errato considerare il pronao una facciata che richiede una visione di scorcio, offrendosi allo sguardo dei passanti sulla via e sul canale come su una strada cittadina. <br> Tre statue acroteriali di stile neoclassico decorano la sommità del pronao. Da qui Nicolò Molin e i suoi successori dominavano le loro terre, godevano di una bellissima vista sul giardino e accoglievano gli ospiti </p><p> <b>Il parco</b><br>Alberi secolari incastonano il maestoso giardino all’italiana, tra laghetti, ruscelli e ponti. Gli scenari sono diversi e suggestivi. Il giardino all’italiana rigorosamente geometrico con statue settecentesche è posto al lato sud, sul retro della villa si apre invece il giardino romantico. </p><p><b>L'attività della villa oggi</b><br>Villa Molin riapre le sue porte per accogliervi in una dimora ricca di fascino. Una residenza che ancora trasuda i fasti del passato e che più che mai, ancora oggi, è ideale per celebrare ogni ricorrenza o momento speciale da cristallizzare nella memoria e nel cuore. <br> E’ possibile effettuare visite guidate su prenotazione. Le visite possono essere sia in italiano che in inglese, accompagnati da un architetto esperto in restauro e storia dell’arte. <br> La villa inoltre offre un servizio su misura per organizzare qualsiasi tipo di evento.<br> Gli spazi interni e le diverse sale rendono la villa estremamente versatile e adatta a gestire momenti diversi. Il giardino all’italiana e il giardino romantico completano la villa e ne diventano il perfetto sfondo. <br>E’ possibile ospitare le auto all’interno della proprietà.</p>

External ID
29da1ce7-214b-43cd-9317-21340242b3b0
Localita
Area turistica
CAP
35142
Immagine di copertina esterna
Orari di apertura

<p><b>Per il calendario delleaperture consultare il sito di </b><a href="https://villamolinpadova.com/"><b>villa molin</b></a><b>.</b></p>

Comune
Padova
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Molin, Capodilista, Conti, Dondi dell'Orologio, Kofler - Villa Molin <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000350

Villa Mosconi, Bertani

Recapito mail
booking@mosconibertani.it
Coordinate geografiche
45.5015781, 10.9426269
Indirizzo
Via Novare
Descrizione formattata

<p>Nel cuore della Valpolicella Classica, culla di vini importanti quali l’Amarone, si erge Villa Novare, un complesso monumentale di tutto rilievo, che si colloca al centro di una verde conca delimitate da pendici boscose e da splendidi vigneti. L’impianto architettonico fu eretto nella prima metà del Settecento e si compone sia della villa padronale con una cappella consacrata e un parco secolare, che di una cantina ancora oggi perfettamente funzionante. </p> <p>Eccellenze della villa: L’interno ha subito molti rimaneggiamenti nel tempo, che hanno lasciato solo tracce delle decorazioni del Seicento o quelle più recenti dell’Otto-Novecento. Il salone delle Grazie, dove si notano i due stemmi dei Mosconi, comprende in altezza due piani della villa, divisi dalla balaustra in legno dipinto che li suddivide in due fasce orizzontali sovrapposte: - nella parte inferiore domina l’uso del finto bugnato; - nella parte superiore si trovano architetture fantastiche a trompe l’oeil, che danno una connotazione prospettica all’insieme. Le quattro stagioni e quindi lo scorrere del tempo (con un chiaro riferimento al contesto agricolo nel quale ci si trovava e ancora ci si trova) rappresentano il tema principale dell’affresco sul soffitto. Alla fine del Settecento anche a Verona cominciarono a diffondersi complessi naturalistici in armonia con la moda del tempo (inizio del Romanticismo), che vedeva prevalere il giardino all’inglese (paesaggistico, romantico, con piante esotiche, viali, luoghi isolati, finti angoli archeologici) su quello italiano, prevalentemente verde e regolare. Sulla quella scia i fratelli Giacomo e Guglielmo Mosconi sistemarono i terreni retrostanti alla villa, dando loro una duplice destinazione, di giardino e di bosco e costruirono il laghetto con l’isoletta al centro. </p> <p>Eccellenze del contesto: Verona, la Valpolicella e le sue dimore storiche.</p>

External ID
1ee3157f-a087-4668-8161-1fb2780941ec
Area turistica
CAP
37020
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Villa Mosconi, Bertani
Orari di apertura

<p>Orari di apertura: Lunedì-Giovedì 8,30-17,00 Venerdì 8,30-13,30 Sabato solo il mattino, orario da concordare. <br>Visite: Il piano terra della dimora, il parco e la cantina.</p>

Comune
Negrar (VR)
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Mosconi, Bertani - Tenuta Novare di Valpolicella srl <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000915

Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante

Sottotitolo
Il complesso architettonico ottocentesco di Villa Buzzati, oggi Ferrante, e della Villa rustica annessa sorge sulla sommità di un ameno colle che affaccia sulla valle dei torrenti Cordevole e Mis, alle pendici delle montagne sospirolesi tutelate dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: i Monti del Sole.
Recapito mail
albelvedere114@gmail.com
Coordinate geografiche
46.14055, 12.09669
Indirizzo
Via Belvedere, 114
Descrizione formattata

<p>Il complesso architettonico ottocentesco di Villa Buzzati, oggi Ferrante, e della Villa rustica annessa sorge sulla sommità di un ameno colle che affaccia sulla valle dei torrenti Cordevole e Mis, alle pendici delle montagne sospirolesi tutelate dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: i Monti del Sole. </p> <p>“Il canale del Mis è uno dei posti più romantici e selvaggi che abbia mai conosciuto. I segni esteriori del progresso minimi, le montagne ripidissime, dirupate, con un eccezionale gradiente di mistero” tanto da provare una “solitudine paragonabile a quella dei deserti”: così scriveva Dino Buzzati, universalmente noto come uno dei più grandi scrittori del Novecento. La spettacolare vista, che si gode dalla collina sulla quale sorge il complesso architettonico agricolo-padronale, ha dato il nome alla località: Belvedere. Nello storico edificato e pertinenze è ancora leggibile la tipologia insediativa originaria con il chiaro rapporto Villa-campagna. </p> <p>Eccellenze della villa: L'imponente fabbricato rustico, con la falda a padiglione verso la Villa padronale, testimonia il centro della vita rurale che ruotava attorno all'adiacente Villa veneta: l'abitazione contadina con la tipica stanza del “larin”, il manufatto in laterizio per il bucato (“liscia”), i portoni archivoltati del magazzino ( “tièda”) con il sovrastante granaio; la parte rustica ad uso agricolo della stalla con pavimentazione in acciottolato (cogolà) e le quattro colonne in pietra sopra le quali, al piano primo, si apre l'ampio volume del fienile. Caratteristico il suo porticato verso sud e il passaggio da est a ovest che permetteva di attraversare completamente il fabbricato anche ai mezzi agricoli. L'annesso rustico di Villa Buzzati è ora sede dell'omonima azienda agricola biologica “Al Belvedere di Toigo Carla”. </p> <p>Eccellenze del contesto: Il contesto paesaggistico attorno all'annesso rustico di Villa Buzzati-Ferrante risulta di pregio ambientale : il verde circostante, con l'alternanza di prato a zone boscate, mantiene il carattere rurale d'altri tempi restituendo alla vista una spazialità magnificente ed ariosa. Il laghetto nei pressi valorizza l'intero contesto rendendolo unico nella sua tipologia.</p>

External ID
8bf18418-84a0-4736-8de8-13c961db505d
Localita
Area turistica
CAP
32037
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante_04
Orari di apertura

Orari di apertura: Dalle ore 9:00 alle 17:00 con preavviso telefonico

Comune
Sospirolo (BL)
Informazioni importanti (nr. catalogo)

<p>Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001654</p>