L'arte delle perle di vetro

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Lavorazione di una perla di vetro veneziana a forma di testa di cavallo con cannello e fiamma
Autore
Claudia Cottica
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Il vetro che racconta un altro patrimonio di Venezia
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C’è una Venezia fatta di silenzi operosi, mani esperte e piccoli fuochi accesi. È quella dei laboratori artigiani dove, da secoli, si creano minuscoli tesori: le perle di vetro. Non semplici oggetti, ma frammenti di una storia che dal 2020 è riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. Frutto di una candidatura congiunta tra Italia e Francia, questo riconoscimento tutela non solo le tecniche – dalla lavorazione “a lume” all’infilatura delle conterie – ma anche il linguaggio, la memoria collettiva e l’identità di una comunità che da secoli trasforma il vetro in bellezza.

Visitare Venezia significa anche questo: scoprire da vicino un’arte autentica, osservare gli artigiani al lavoro, lasciarsi affascinare da un mondo fatto di trasparenze e colori, e portarne via un frammento – sotto forma di gioiello, emozione o ricordo.

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Tocatì, un programma condiviso per la salvaguardia dei Giochi e Sport Tradizionali

Testo introduttivo

Il gioco ci unisce: la prima iscrizione italiana nel Registro delle Buona Pratiche UNESCO!

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Ulama, gioco tradizionale messicano a Verona in occasione di Tocatì - Festival Internazionale dei Giochi in strada
Autore
Massimo Samaritani
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Tocatì è il protagonista del riconoscimento transnazionale nel Registro delle Buone Pratiche UNESCO per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, condiviso con Belgio, Francia, Croazia e Cipro. Grazie all’impegno dei volontari dell’Associazione Giochi Antichi, questo Programma condiviso è oggi un esempio virtuoso di salvaguardia del patrimonio ludico tradizionale e un modello culturale partecipativo: negli anni ha saputo creare una rete internazionale di comunità, istituzioni e territori impegnati nella ricerca e nella trasmissione delle pratiche legate al gioco.

Al centro di questo riconoscimento c’è il Festival Internazionale dei Giochi in Strada, un appuntamento fisso che, dal 2003, nel secondo fine settimana di settembre, trasforma le vie e le piazze del centro storico di Verona in uno spazio aperto alla condivisione e alla scoperta. Giochi e Sport Tradizionali da tutto lo stivale, concerti e danze popolari, laboratori per i più piccoli e convegni per i più grandi, esperienze enogastroludiche e proiezioni cinematografiche accolgono ogni anno le comunità ludiche di un ospite d’onore, un paese o una regione del mondo, che nella città scaligera portano le proprie tradizioni autentiche; dalla Bretagna alla Cina, dal Messico alle Fiandre, dalla Catalogna all’Ungheria, quale sarà l’ospite d’onore della prossima edizione?

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Cicli affrescati del XIV secolo di Padova

Testo introduttivo

Con la proclamazione avvenuta sabato 24 luglio 2021 a Fuzhou, in Cina, il sito seriale "I cicli affrescati del XIV secolo" è stato stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità, portando così a quota 9 i siti veneti insigniti del riconoscimento UNESCO.

Si tratta di un complesso di otto monumenti del centro storico di Padova, al cui interno sono conservati cicli pittorici ad affresco ad opera di Giotto, Guariento, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona.

Luoghi unici che raccontano la storia della Padova “dipinta” del XIV secolo: 

  • la Cappella degli Scrovegni
  • la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani
  • il Palazzo della Ragione
  • il Battistero della Cattedrale
  • la Cappella della Reggia Carrarese
  • la Basilica e il Convento del Santo
  • l’Oratorio di San Giorgio
  • l’Oratorio di San Michele

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Coordinate geografiche
45.406434, 11.876761
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Cappella degli Scrovegni con affreschi di Giotto a Padova
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In montagna in estate
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In montagna in inverno
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Le opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo

Testo introduttivo

Nel 2017 l’UNESCO ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità questo insieme seriale di beni che attraversa più Stati fra Italia, Croazia e Montenegro e che per il Veneto include la città di Peschiera del Garda, la città fortezza a forma di pentagono.

Appena entrata in possesso, era il 1440, la Repubblica Serenissima ne comprese immediatamente l’importanza strategica militare e commerciale. Così nel corso del XVI secolo schiere di ingegneri e architetti lavorarono per consolidare il suo sistema difensivo. Le mura, ancor oggi splendidamente conservate, vennero munite di terrapieni e bastioni su progetti di Guidobaldo della Rovere che vennero realizzati da Michele Sanmicheli.

Il riconoscimento dell’UNESCO conferma l’eccezionale valore della cultura militare alla moderna (sistema bastionato) sviluppata dalla Repubblica di Venezia tra XVI e XVII secolo. Le fortificazioni dello Stato da Tera proteggevano la Serenissima dagli attacchi delle altre potenze europee da nord-ovest, mentre quello dello Stato da Mar proteggevano le rotte marittime e i porti del Mar Adriatico fino al Levante. Il sito seriale transnazionale si estende per oltre 1000 km tra la Lombardia e la costa adriatica orientale.

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Coordinate geografiche
45.4413255, 10.662149
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Panorama con mura e ponte della Fortezza di Peschera del Garda
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Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene

Testo introduttivo

Nel 2019 le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Questo paesaggio unico e meraviglioso, in provincia di Treviso, si sviluppa per 181 chilometri quadrati tra declivi vitati e borghi della Sinistra Piave, tra Conegliano e Valdobbiadene.

Nella descrizione ufficiale dell’Unesco si legge che "la zona include una serie di catene collinari, che corrono da est a ovest, e che si susseguono l’una dopo l’altra dalle pianure fino alle Prealpi, equidistanti dalle Dolomiti e dall’Adriatico, il che ha un effetto positivo sul clima e sulla campagna. Se Conegliano ospita molti istituti legati al vino, Valdobbiadene è invece il cuore produttivo dell’area vinicola. I ripidi pendii delle colline rendono difficile meccanizzare il lavoro e di conseguenza la gestione delle vigne è sempre stata nelle mani di piccoli produttori. È grazie a questo grande, pacifico esercito di lavoratori e grazie all’amore per la loro terra che è stato possibile preservare queste bellissime colline e creare un forte legame tra l’uomo e la campagna. Il risultato di questo forte legame è uno straordinario esempio di come questa antica cultura sia fortemente radicata alla sua terra".

Il Sito riconosce la cosiddetta ‘core zone’ (che comprende i territori collinari ricadenti nei Comuni di Valdobbiadene, Miane, Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina, Cison di Valmarino, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Revine Lago, Tarzo, Vidor, Vittorio Veneto); la ‘buffer zone’, cioè la zona cuscinetto (che oltre ai precedenti comprende Conegliano, Susegana e San Vendemiano); e la ‘commitment zone’ (Comuni che hanno aderito a un Protocollo stipulato con la Regione per la gestione, la tutela e la salvaguardia del paesaggio rurale, in particolar modo quello viticolo).

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Coordinate geografiche
45.901251, 11.995881
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Panoramica dei vigneti sui terrazzamenti delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene
Autore
Davide Busetto
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I siti palafitticoli

Testo introduttivo

Da giugno 2012 una nuova perla si è aggiunta alla preziosa collana dei beni tutelati dall'Unesco nel Veneto: tre dei centoundici Siti Palafitticoli dell'Arco Alpino, entrati a far parte della Lista per il Patrimonio Mondiale, ricadono nel nostro territorio regionale.

Promossa dalla Svizzera, che da sola ospita cinquantasei aree archeologiche, la candidatura ha interessato in tutto sei Stati: oltre all'Italia, l'Austria, la Francia, la Germania e la Slovenia, con luoghi di ritrovamento selezionati fra oltre mille siti europei conosciuti, databili tra il 5000 e il 500 a.C.

La localizzazione in terreni saturi d'acqua ha permesso la conservazione in ambiente anaerobico di legname, resti di cibo, utensili e manufatti anche in materiali organici altrimenti deteriorabili, ciò che rende questi siti contesti di straordinario interesse scientifico per lo studio delle più antiche società contadine d'Europa, attraverso 4000 anni di storia dell'umanità.

Grazie alla sofisticata strumentazione disponibile alle odierne tecniche di indagine si è potuto seguire con estrema precisione l'evoluzione dei mutamenti climatici, dell'ambiente e del processo di civilizzazione, a partire dal Neolitico fino all'Età del Ferro.
Di questi siti archeologici, diciannove si trovano in territorio italiano, dislocati in cinque regioni: Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte; è peraltro in Italia, sul Lago di Varese, che sono state scoperte le strutture palafitticole più antiche, risalenti all'inizio del Neolitico.

Due sono le località interessate in provincia di Verona: una a Peschiera del Garda, tra Belvedere e Frassino, e una a Tombola, presso Cerea; in provincia di Padova è stato individuato un importante sito nel Laghetto della Costa ad Arquà Petrarca, ai piedi dei Colli Euganei.

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Coordinate geografiche
45.316666, 11.666666
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Laghetto della Costa ad Arquà Petrarca nei Colli Euganei con siti palafitticoli UNESCO
Autore
Consorzio Terme Euganee
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Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto

Testo introduttivo

Dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 1994, Vicenza è ornata da maestose architetture che ne disegnano ogni angolo e che recitano un solo nome: Andrea Palladio. Qui l’architetto rinascimentale ha lasciato il segno più evidente della sua arte progettando edifici di inconfondibile eleganza, equilibrio ed armonia, edifici che hanno saputo modificare l’impianto urbanistico della città e parte del paesaggio circostante. Basti pensare alla magnificenza della Basilica Palladiana, del Teatro Olimpico, della Loggia del Capitaniato e alla straordinarietà di Villa Almerico Capra “La Rotonda”. 

Tuttavia il Sito “La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto” è l’esito di due successivi riconoscimenti da parte dell’UNESCO. Il primo nel 1994, appunto, che ha riconosciuto Patrimonio Mondiale 23 palazzi del centro storico e tre ville suburbane; il secondo nel 1996 quando il sito è stato ampliato con l’aggiunta di altre 21 ville palladiane distribuite nel territorio veneto.

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Coordinate geografiche
45.545478, 11.535421
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Veduta su Vicenza dal Santuario della Madonna di Monte Berico
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La città di Verona

Testo introduttivo

Risale all’anno 2000 l’iscrizione di Verona nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Nella motivazione si legge: “La storica città di Verona, fondata nel I secolo a.C., ha conosciuto periodi di espansione nel XIII e XIV secolo sotto il dominio della famiglia degli Scaligeri e dal XV al XVII secolo sotto la Repubblica di Venezia. Costituisce, inoltre, un eccezionale esempio di piazzaforte. Verona ha conservato un notevole numero di monumenti antichi, di epoca medioevale e del Rinascimento. E’ una città di cultura e di arte”.

E infatti le tracce del suo passato glorioso si leggono ancora oggi e ovunque. Dopo Roma, Verona è considerata la seconda città in Italia per la presenza di resti romani molto ben conservati come l’Arena, il Teatro Romano, il ponte Pietra, l'arco dei Gavi, le porte Leoni e Borsari, solo per citarne alcuni.

Notevolissimi anche i segni dello sviluppo politico ed economico conosciuto dopo l'anno Mille con chiese, palazzi e monumenti del potere della Signoria degli Scaligeri. Poi ci sono altre preziose testimonianze storico artistiche come il perimetro delle mura, le porte e i bastioni della Repubblica di Venezia e le fortificazioni del periodo degli Asburgo. 

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Coordinate geografiche
45.438384, 10.991621
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Piazza Bra a Verona con Arena vista dal Liston
Autore
Davide Busetto
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Dolomiti

Testo introduttivo

“Le loro cime, spettacolarmente verticali e pallide, presentano una varietà di forme scultoree che è straordinaria nel contesto mondiale. Queste montagne possiedono inoltre un complesso di valori di importanza internazionale per le scienze della Terra”. 

Così si legge in un passaggio della dichiarazione di Siviglia del 2009 in cui le Dolomiti sono state iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. 

La provincia di Belluno è quella che può vantare la maggioranza delle Dolomiti in generale e dei sistemi UNESCO, essendo interessata da ben cinque dei nove sistemi:

1. Pelmo e Croda da Lago
2. Marmolada
3. Pale di San Martino, Pale di San Lucano, Dolomiti Bellunesi e Vette Feltrine
4. Dolomiti Settentrionali
5. Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave 

Un patrimonio naturale di eccezionale bellezza e valore riconosciuto da tutto il mondo. Così come il fenomeno spettacolare e unico che va sotto il nome di “enrosadira”, per il quale alla luce calda del tramonto le vette dolomitiche si accendono di tonalità che vanno dal rosa al rosso intenso. 

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Coordinate geografiche
46.540471, 12.135652
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Cadini di misurina al tramonto dal punto panoramico
Autore
Davide Busetto
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