Villa Sandi, Marcato, Ancilotto
<p>Le origini di Villa Ancilotto sono strettamente correlate alla storia del territorio di Crocetta del Montello ed allo sviluppo che lo stesso ha avuto negli ultimi quattrocento anni. Nel XVII secolo, nello stesso luogo in cui oggi sorge la Villa, esisteva una locanda-albergo denominata “Hosteria alla Crosetta”, molto nota e frequentata grazie alla posizione in prossimità dell’incrocio di quattro strade, vicino ad un ramo dell’importante canale Brentella. </p> <p>Nei primi anni dell’Ottocento Giovanni Marcato acquistò l’Hosteria dal nobile Sandi: successivamente il figlio Giovan Battista, sfruttando l’abbondanza di acqua del vicino canale, fece costruire il primo nucleo di una filanda che divenne un’importante impresa industriale. Allorchè Giovanna Marcato andò in sposa al conte Riccardo Ancilotto, la Crosetta e l’annesso edificio vennero trasformati nella residenza dei proprietari. </p> <p>La Villa venne strutturata su tre piani con una teoria di aperture ad arco di diversa grandezza che ne alleggeriscono la facciata e conferiscono dinamicità all’intera opera. Il primo piano è percorso longitudinalmente da un loggiato (con affreschi di fine ‘800) che trasmette ariosità e luminosità anche alle sale che l’affiancano. A sud, si estende un grande parco che impreziosisce la Villa e la avvolge in un’area invitante e rilassante. Divenuta proprietà del Comune di Crocetta del Montello, ospita la biblioteca, sale per mostre espositive delicatamente decorate e dal 1978 il museo di paleontologia “La Terra e l’Uomo” con collezioni di Pasqualetto e Krull. Fin dall’inizio il museo si è avvalso della stretta collaborazione con il Centro Studi Ricerche Ligabue di Venezia e nel tempo ha acquisito la connotazione di Museo Globale per la Sostenibilità. Ha frequenze annuali di oltre 12.000 visitatori. Villa Ancilotto è polo delle manifestazioni artistico-culturali, punto di ritrovo per rivisitare storia e tradizioni, palestra di formazione e studio aperta alle richieste del territorio. </p> <p>Eccellenze della villa: Il corpo della Villa si presenta su tre piani, con spazi ridotti al piano terra e al primo piano e un unico grande salone caratterizzato da capriate in legno a vista all’ultimo piano. Nel loggiato al primo piano sono presenti affreschi di fine ‘800, mentre le restanti stanze sono finemente decorate con riquadri delineati da fregi in stucco. La facciata a schema tripartito presenta delle aperture ad arco di diverse grandezze che conferiscono dinamicità e vivacità all’intera struttura. La Villa si affaccia su un bel parco caratterizzato da un viale di tigli secolari. </p> <p>Eccellenze del contesto: La Villa è situata nel Comune di Crocetta del Montello, in posizione strategica e centrale rispetto ad importanti siti storici, culturali, ambientali e paesaggistici del trevigiano e non solo. Inserita nel crocevia tra le colline di Valdobbiadene (Patrimonio dell’Umanità Unesco), il Montello e il Piave (scenari storici della Grande Guerra e ancor prima della Serenissima Repubblica di Venezia), le colline dell’asolano e il Massiccio del Monte Grappa. A due passi, inoltre, dal fascino delle Dolomiti e dalla magia della Laguna.</p>
Orari di apertura: Martedì, Giovedì e Sabato ore 10 – 12:30 e 15 – 18:30 Mercoledì, Venerdì e Domenica ore 9 – 12:30 e 15 – 18 <br>Visite: Visite gratuite, individuali o guidate (su prenotazione). <br>Biglietto d'ingresso: Ingresso gratuito.
Villa Tornieri
<p>Per visite alla Villa prenotare all'indirizzo e-mail: <b>cultura.istruzione@comune.quintovicentino.vi.it<br></b></p>
Villa Cogollo, Arsiero, Tornieri, Da Schio, Villardi, Mosconi, Zarontello <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A05000001548
Villa Pantz
<p>La villa appartenne alla nobile Famiglia Pantz, conti di probabili origini Boeme documentate dallo splendido stemma con aquila. L’attuale assetto della villa risale al XVI secolo, ma non si esclude una sistemazione di una precedente più antica costruzione. </p> <p>La facciata principale è connotata da un ampio portico che si estende in tutto il piano terreno e dalla loggia sovrapposta in modo asimmetrico. Il portico è voltato e definito da colonne con capitello ionico in pietra. La loggia al primo piano si sviluppa con sei arcate a tutto sesto con ghiere e chiave d’arco in pietra impostate su colonnine monolitiche con basi poggianti su una cornice-davanzale anch’essi in pietra. La finezza della lavorazione fa pensare a maestranze locali colte. Le travature di sporto del tetto, in legno, poggiano su mensole sagomate in pietra locale. La struttura della porzione di fabbricato verso est è stata ristrutturata con recupero di parte degli intonaci originali a calce schiacciata e delle bugnature angolari.Nel salone principale caratterizzato dalla loggia, chiaro riferimento all’androne veneziano, e nel salone al piano terra due grandi camini tamponati sono stati recuperati. </p> <p>L'intervento di restauro filologico ha consentito di riportare la dimora nobile cinquecentesca alle sue sembianze originali che erano state occultate da interventi impropri e ridipinture a calce. Anche il brolo (terreno di pertinenza, con rustici e porticato) interamente cintato da muro in pietrame caratterizzato da un ormai raro ingresso marcato da un portale con piedritti e archivolto lapideo, è in corso di risanamento conservativo nel suo disegno originale e di riallestimento con pavimentazioni e vegetazione appropriati.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>Il complesso di Villa Pantz, il suo brolo recintato dai muri, il raro portale e i suoi rustici, costituiscono un “isolato” del piccolo centro di Lentiai. Ancora integro, nei pressi della piazza, non ha subito gli effetti dell’urbanizzazione commerciale-terziaria imperante che assedia il centro. Il brolo è interamente cintato da muri realizzati in pietrame misto di varia pezzatura e tipologia litologica, assemblato con malta di calce. La tessitura che ne risulta è valorizzata dalla colorazione dei diversi tipi litologici. La sommità è protetta da copertine in lastre lapidee con commessure che in parte si accostano su coppi di scolo. Un portale d’ingresso ad arco, con piedritti e cornici lapidee, valorizza l'intero complesso.</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>La villa e il suo brolo cintato definiscono urbanisticamente un isolato contiguo alla piazza principale di Lentiai, centro residenziale sviluppatosi in contrapposizione all’antico ruolo militare della Contea di Cesana, contigua al ponte sul Piave in posizione strategica per la difesa e il controllo territoriale. Nei pressi si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, costruzione di chiaro impianto rinascimentale innalzata alla fine del '400 e ampliata nel 1568. L'interno, elegante e maestoso, è a tre navate divise da arcate aeree. Negli scomparti del sontuoso soffitto ligneo e nelle pale d’altare sono raffigurate storie di Maria dipinte da Cesare Vecellio e Palma il giovane chiamati, tra il 1577 e il 1579, da una ricca e colta committenza, quale poteva essere il Vescovo di Ceneda, quale probabile ex-voto per la scampata peste del 1576.</p> <p>La villa è visitabile su appuntamento, trattandosi di abitazione privata.</p>
Villa Pantz<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001701
Villa Chiminelli
<p>Villa Soranzo Chiminelli a Sant’Andrea di Castelfranco Veneto è un delizioso edificio della seconda metà del Cinquecento, interamente affrescato all’esterno e al piano nobile da Benedetto Caliari, fratello di Paolo Veronese, e dalla sua scuola. </p><p> La Villa fu eretta su una precedente “domus”, e il suo primo proprietario fu Francesco Soranzo, nobile Veneziano, parroco a S. Andrea oltre il Muson. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Villa fu occupata dalle forze armate tedesche, che la adibirono ad ospedale militare, e dopo la liberazione dal comando alleato americano. Fu in quest’ultimo anno di guerra che l’intera proprietà fu acquistata da Francesco Chiminelli che diede inizio agli interventi di recupero, restaurando le pareti affrescate ancora parzialmente coperte di calce. È a lui che si deve inoltre la raccolta degli oggetti che oggi costituiscono i Musei dell’Arte Contadina e Conciario.</p><p> La Villa è costituita dal piano seminterrato ad uso cantine a volta, da un piano nobile rialzato interamente affrescato e dal primo piano, un tempo destinato a granaio. Per le dimensioni raccolte e gli elementi decorativi, rientra nella categoria degli edifici per la villeggiatura, per la caccia e gli svaghi letterari tipica dell’architettura di terraferma, della “civiltà di villa” dei Veneziani benestanti. </p><p>La Villa ospita al suo interno il Museo Conciario, il Museo Agricolo ed il Museo Contadino.</p>
<p>Pomeriggio della terza domenica del mese, con visita guidata delle 15.30</p>
Villa Chiminelli (Corner, Tiepolo) - Villa Chiminelli <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004073
Villa Farsetti, Selvatico
<p>L’abate Farsetti chiamò da Roma l’architetto Paolo Posi che progettò il maestoso palazzo in stile rococò, ornandolo con trentotto colonne provenienti dal Tempio della Concordia di Roma. </p><p>L’abate fece, inoltre, costruire un meraviglioso giardino, un orto botanico di considerevole estensione ed interesse, cedraie, serre, boschetti ed un labirinto. Su una collinetta, formata dal materiale di scavo di un laghetto ovale, innalzò un tempietto che raffigurava le terme romane. Fece costruire, poi, un ampio terrapieno (anch’esso ovale) che circondò con un filare di tassi sagomati ad arco a richiamare un anfiteatro romano. Nelle vicinanze riprodusse i resti dei templi di Diana e di Giove Tonante. </p><p>Di tutta questa opera, rimangono oggi il palazzo centrale, la foresteria, due serre di agrumi e la scuderia.<br></p>
Tutti i giorni dalle 08:00 alle 19:00.
Villa Farsetti, Selvatico<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000664
Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante
<p>Il complesso architettonico ottocentesco di Villa Buzzati, oggi Ferrante, e della Villa rustica annessa sorge sulla sommità di un ameno colle che affaccia sulla valle dei torrenti Cordevole e Mis, alle pendici delle montagne sospirolesi tutelate dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: i Monti del Sole. </p> <p>“Il canale del Mis è uno dei posti più romantici e selvaggi che abbia mai conosciuto. I segni esteriori del progresso minimi, le montagne ripidissime, dirupate, con un eccezionale gradiente di mistero” tanto da provare una “solitudine paragonabile a quella dei deserti”: così scriveva Dino Buzzati, universalmente noto come uno dei più grandi scrittori del Novecento. La spettacolare vista, che si gode dalla collina sulla quale sorge il complesso architettonico agricolo-padronale, ha dato il nome alla località: Belvedere. Nello storico edificato e pertinenze è ancora leggibile la tipologia insediativa originaria con il chiaro rapporto Villa-campagna. </p> <p>Eccellenze della villa: L'imponente fabbricato rustico, con la falda a padiglione verso la Villa padronale, testimonia il centro della vita rurale che ruotava attorno all'adiacente Villa veneta: l'abitazione contadina con la tipica stanza del “larin”, il manufatto in laterizio per il bucato (“liscia”), i portoni archivoltati del magazzino ( “tièda”) con il sovrastante granaio; la parte rustica ad uso agricolo della stalla con pavimentazione in acciottolato (cogolà) e le quattro colonne in pietra sopra le quali, al piano primo, si apre l'ampio volume del fienile. Caratteristico il suo porticato verso sud e il passaggio da est a ovest che permetteva di attraversare completamente il fabbricato anche ai mezzi agricoli. L'annesso rustico di Villa Buzzati è ora sede dell'omonima azienda agricola biologica “Al Belvedere di Toigo Carla”. </p> <p>Eccellenze del contesto: Il contesto paesaggistico attorno all'annesso rustico di Villa Buzzati-Ferrante risulta di pregio ambientale : il verde circostante, con l'alternanza di prato a zone boscate, mantiene il carattere rurale d'altri tempi restituendo alla vista una spazialità magnificente ed ariosa. Il laghetto nei pressi valorizza l'intero contesto rendendolo unico nella sua tipologia.</p>
Orari di apertura: Dalle ore 9:00 alle 17:00 con preavviso telefonico
<p>Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001654</p>
Villa Almerico Capra detta "La Rotonda"
<p>All’inizio della Riviera Berica, sopra un colle, Villa Capra Valmarana “La Rotonda” seduce da secoli i viaggiatori grazie alle sue linee, ai suoi volumi. Palladio, nel suo trattato, inserisce la fabbrica tra quelle di città per la vicinanza a Vicenza. </p> <p>L’architetto così descrive l’ambiente circostante: “il sito è de gli ameni, e dilettevoli che si possono ritrovare: perché è sopra un monticello di ascesa facilissima, & è da una parte bagnato dal Bacchiglione fiume navigabile, e dall’altra è circondato da amenissimi colli, che rendono l’aspetto di un molto grande Theatro”. </p> <p>Oggi l’ascesa alla villa dal fiume è tagliata dalla strada, un muro interrompe il pendio naturale del colle. L’edificio, iniziato tra il 1566 ed il 1568, sembra fosse terminato al grezzo nel 1571. Alla morte del committente, il canonico Paolo Almerico, venne rilevato da Mario e Odorico Capra nel 1591. La famiglia Capra portò a termine i lavori nel 1620 ca. Quattro facciate con il pronao-ionico esastilo si ripetono identiche in ogni lato. </p> <p>Il progetto palladiano prevedeva la copertura della sala centrale con una cupola semisferica, ma la presenza di Vincenzo Scamozzi, come ultimatore dell’opera, ha portato ad una trasformazione dell’idea originaria ed ad una diversa struttura. Internamente il soffitto semisferico è decorato da affreschi di Alessandro Maganza, mentre sulle pareti laterali sono raffigurate divinità greche realizzate dal francese Louis Dorigny, nel XVIII secolo.<br></p>
<p>Aperta alle visite autonome nei seguenti periodi:</p> <p>Da aprile a ottobre</p> <ul> <li>aperta venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00</li></ul> <p>Da marzo a novembre e fino all'8 dicembre</p> <ul> <li>aperta sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00</li></ul> <p>Dal lunedì a giovedì solo su prenotazione per scolaresche e visite private.</p> <p>Sia i giardini che gli interni sono aperti al pubblico nelle seguenti festività nazionali: Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno e 15 agosto. Chiusa a Pasqua, il 25 dicembre e il 1 gennaio.</p> <p>Dopo l'8 dicembre e fino al primo weekend di marzo: 10.00-13.00 solo su prenotazione. Altri giorni giorni della settimana solo su prenotazione per scolaresche e visite private.</p> <p>Per le visite guidate invernali, consultare il seguente link: <a href="https://www.villalarotonda.it/news/informazioni-per-la-visita">https://…; </p> <p>Per le visite private in altri orari, visitare <a href="https://www.villalarotonda.it/visita">https://www.villalarotonda.it/vis…;
Informazioni sui biglietti consultabili al sito <a href="https://www.villalarotonda.it/visita/">https://www.villalarotonda.it/vi…;
Villa Almerico, Capra, Conti Barbaran, Albertini, Zannini, Valmarana, detta "La Rotonda"<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002654
Villa Patella detta del Doge
<p>Il Palazzo dei Patella è un imponente edificio costruito in età rinascimentale, con uno stile architettonico misto veneziano-ferrarese. Edificio maestoso e ben proporzionato presenta due facciate ben diverse tra loro. Quella prospicente il canale Adigetto ha lineamenti piuttosto severi sottolineati dalle bugne alle finestre e dalle porte arcuate. La facciata posteriore, più solenne, presenta cinque arcate a tutto sesto e una trifora al centro al primo piano, di sicura derivazione veneziana. </p> <p>Eccellenze della villa: L'edificio dal 1923 ospita la sede del municipio di Villadose. Al piano terra è presente il museo della "Centuriazione Romana" che custodisce, circa 400 reperti raccolti nella grande centuriazione romana individuata nelle campagne tra Adria e Rovigo. </p> <p>Il Gruppo Archeologico di Villadose ha allestito, per conto del Comune, "la Mostra Archeologica Didattica sulla Centuriazione Romana" che espone solo i reperti raccolti nella centuriazione suddetta, ed è ospitata nell'antica residenza della famiglia Patella, sede del Municipio dal 1923. I Patella si sono stabiliti a Rovigo e poi a Villadose dopo che Borso d'Este nel 1470 li ha investiti del feudo di Villadose. L'edificio è databile tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 e risente di influssi ferraresi. Il territorio comunale di Villadose è interamente occupato dall'antico disegno agrario e nelle maglie di cardini e decumani sono stati individuati ben 108 siti archeologici di età romana. Sono da visitare anche le sale del piano nobile. </p> <p>Eccellenze del contesto: Villadose è situato nella strada di collegamento centrale proprio a metà tra Rovigo e Adria, facilmente raggiungibili. E' inoltre attraversata dal fiume Adigetto e si ricordano le Ville ad architettura rurale che intorno ad esso si snodano dalla frazione di Canale di Villadose a quella di Cambio di Villadose. Poco distante dal centro ricordiamo Villa Frassino, villa ora sede di convention e matrimoni, ospitante la pianta di Frassino excelsior più antico della Provincia di Rovigo.</p>
<p>Orario:dalle ore 8:00 alle ore 13:00</p> <p><b><i></i>Visite: </b>In orario di ufficio</p>
Villa Patella, detta “del Doge” (Municipio) - Cà Patella <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000759
Villa Ferrian
<p>Villa Ferrian, situata sui Colli Euganei in posizione panoramica sulla vallata, è un complesso storico di grande interesse architettonico e paesaggistico. La presenza di una torre colombara, derivata da un’antica struttura difensiva di avvistamento, e la disposizione irregolare degli edifici della proprietà – villa, stalla, abitazione contadina e colombara – suggeriscono origini molto antiche. Secondo gli studi dell’architetto Piera Treu, il nucleo originario potrebbe essere stato una casa-torre collegata al sistema difensivo dei castelli di Boccon e Castelnuovo, risalente all’XI secolo.</p><p>Uno degli elementi più caratteristici del complesso è la corte interna, circondata da edifici storicamente destinati a residenza e attività agricole. Di particolare pregio è l’antico pozzo comunitario, utilizzato in passato dagli abitanti della contrada. La struttura presenta insolite bocche di attingimento su livelli diversi, tra cui un elegante accesso in pietra e mattoni aperto nel muro di contenimento del terrapieno.</p><p>La villa gode inoltre di una posizione privilegiata, con ampie vedute verso i Colli Berici e un contesto ambientale di grande valore. Inserita nel Parco Regionale dei Colli Euganei è circondata da percorsi naturalistici, dall’anello ciclabile dei Colli Euganei, da storiche ville venete e da numerose cantine che valorizzano la tradizione enogastronomica del territorio.</p>
Villa Ferrian<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001330
Villa Badoer
<p>Arrivando a Fratta Polesine, città a 20 km circa da Rovigo, si ha l’impressione di essere stati trasportati in un’altra epoca. Il centro è infatti costellato da antiche dimore aristocratiche che risaltano in contrapposizione con il piatto paesaggio agrario circostante.</p><p>Villa Badoer, unico sito Unesco della provincia di Rovigo, realizzata da Andrea Palladio nel 1556, è il fulcro architettonico su cui è stato costruito il centro di Fratta Polesine.<br>La Villa spicca per la dominanza visiva sul paesaggio circostante, in quanto sopraelevata rispetto al piano campagna, essendo stata costruita su di un basamento di pietra al fine di salvaguardarla da eventuali esondazioni dei fiumi ed amplificarne l’impatto scenico.</p><p>La Badoera, come viene spesso chiamata, quasi fosse una personificazione, nata come azienda agricola per il controllo e la conduzione della terra è al contempo l’emblema dell’unione di Francesco Badoer e di Lucietta Loredan, esponenti di due importanti casate nobili veneziane, nonché dell’amicizia tra Francesco Badoer e il cognato Giorgio Loredan, legame questo celebrato dagli affreschi realizzati all’interno del piano nobile dal Giallo Fiorentino.</p><p>La Villa è un tripudio di sobrietà ed eleganza che ogni anno richiama turisti da ogni parte del mondo, interessati a vedere dal vivo l’opera del grande maestro, Andrea di Pietro dalla Gondola, a noi tutti noto come Palladio.</p>
<p><b>Orari di apertura:</b></p><p><b>Venerdì:</b> 9.30-13.00/14.30-18.00</p><p><b>Sabato e domenica:</b> 9.30-13.00/14.30-18.30</p><p>Chiuso il 25 dicembre, 1 e 31 gennaio.</p><p>Aperture straordinarie su prenotazione per adulti e scolaresche.</p><p><b>Biglietto d’ingresso:</b><br>Intero: € 5,00<br>Ridotto: € 3,0 euro (under 18, soci FAI, soci Touring e gruppi superiori ai 25 pax)<br>Gratuito: bambini sotto i 6 anni, giornalisti con tesserino, diversamente abili e loro accompagnatore, guide e accompagnatori turistici autorizzati in accompagnamento ad un gruppo, residenti a Fratta Polesine, personale docente delle istituzioni scolastiche o universitarie, accademie, istituti di ricerca e di cultura italiani ed esteri se in accompgnamento ad un gruppo<br></p><p><b>FRATTACARD: € 9,00</b><br>Biglietto cumulativo: Villa Badoer, Museo Archeologico Nazionale, Casa Museo Giacomo Matteotti</p><p><b>VISITE GUDATE PER SINGOLI VISITATORI:</b> <b>€ 3,00</b></p><p>Sabato, domenica e festivi ore 11.00 e 16.00</p><p><b>Info e prenotazioni: </b></p><p>T. +39 366 3240619<br>M. <a href="mailto:info@villabadoer.it">info@villabadoer.it</a></p><p>Web <a href="http://www.villabadoer.it">www.villabadoer.it</a></p><p> </p>
Villa Badoer detta “La Badoera” - Villa Badoer detta “La Badoera” <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000750