Villa Thiene Valmarana
<p>Nel 1497, a Quinto, Giacomo Thiene, figlio di Marco, fa testamento nella casa padronale ed ordina di essere sepolto nel cimitero di S. Giorgio. C'è dunque già una villa ed il signore vi risiede per lunghi periodi dell'anno. La presenza di un signore in queste terre è destinata a rafforzarsi sempre più nei secoli successivi. I Thiene, da questo momento in poi, legheranno sempre più il loro nome alla storia dell'architettura veneta e del Palladio.</p><p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>"I disegni, che seguono sono della fabrica del Conte Ottavio Thiene à Quinto Sua Villa. Fu cominciata dal la felice memoria del Conte Marc’Antonio suo padre, e dal Conte Adriano suo zio: il sito è molto bello per haver da una parte la Tesina, e dall’altra un ramo di detto fiume assai grande”. Così Andrea Palladio introduce il progetto di villa Thiene nel suo trattato “I Quattro Libri d’Architettura”. Bisogna però sottolineare un aspetto fondamentale: il disegno inserito nel Trattato è il frutto di una radicale rielaborazione teorica successiva. Infatti, il primo progetto per questa villa è meno complesso ma più attento al contesto ambientale di quello del 1570. La villa venne costruita attorno al 1545/46 per Marcantonio Thiene. Al pianterreno, la sala consiliare conserva la decorazione cinquecentesca ad affresco dello scledense Giovanni De Mio. La villa, passata dai Thiene ai Valmarana, è sede municipale dal 1871. E’ patrimonio UNESCO dal 1996.</p><p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>-La Chiesa di San Giorgio, cui all'interno si trovano le tele della scuola del Maganza e pregevole fonte battesimale del '700 con stemma della famiglia Thiene. -In contrada Valproto, nel 1200, esisteva l'antica chiesa di San Michele Arcangelo e sull'antico campanile ancora visibile lo stemma in pietra della famiglia Thiene. -La Chiesa di Lanzè risale al 1927 ed è in stile neoclassico, opera di architetti locali. -In località Quintarello troviamo Villa Tacchi-Fagan, degno di nota il vasto parco ideato dall’architetto Giorgio Massari (XVIII secolo). -Più antica è la villa De Tacchi Franco detta anche "Cà Prigioni", la cui struttura incorpora un nucleo che forse risale ai tempi dei signori di Lanzè. -Altra testimonianza delle residenze estive della borghesia, costruite tra il Seicento e il Settecento è il villino Uderzo, ora Cavinato e villa Galvanin Rigon, a Lanzè.</p>
<p>Per visite alla Villa prenotare all'indirizzo e-mail: <b>cultura.istruzione@comune.quintovicentino.vi.it<br></b></p>
Villa Thiene, Valmarana - Villa Thiene sede municipale <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001519
Villa Forni Cerato
<p>Villa Forni Cerato fu costruita attorno al 1565 rielaborando un edificio preesistente, su commissione di Girolamo Forni, un ricco commerciante di legnami ma senza titolo nobile, caso più unico che raro per le ville palladiane. Forni era in rapporti d'affari con Andrea Palladio come fornitore di legname, e questo è uno dei motivi che spingono la maggior parte dei critici ad attribuire il progetto di questa villa allo stesso Palladio; il disegno della villa è peraltro incluso ne "<i>Le fabbriche e i disegni di Andrea Palladio</i>" di Ottavio Bertotti Scamozzi. <br>È probabile che l'asciutto minimalismo dell'edificio rispecchiasse lo status sociale borghese del proprietario.<br>L'edificio è inserito dal 1996 nella lista dei patrimoni dell'umanità di UNESCO.<br>Il linguaggio della Villa ha generato dubbi sull'effettiva paternità palladiana, così come la planimetria semplice dell'edificio. In realtà, la Villa è l'esito della ristrutturazione della casa preesistente e il punto di vista va rovesciato, cogliendo l'intelligenza palladiana nel trasformare vincoli condizionati in opportunità espressive. <br>Al tempo la Villa possedeva una ricca decorazione scultorea, in parte opera documentata di Alessandro Vittoria. I vicini rustici e la colombara sono diroccati. Villa Forni Cerato è sempre stata oggetto di studio e analisi storiografiche.</p>
Visitabile solo l'esterno
Villa Forni, Cerato, Conedera, Caimeri, Lando - Villa Forni Cerato <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001776
Villa Sandi, Sernagiotto, Cassis
<p>Villa Sandi, splendido edificio di scuola palladiana risalente al 1622, sorge nel cuore dell’area Prosecco. Al di sotto della villa, si estendono secolari e suggestive cantine sotterranee, ambiente ideale per la maturazione e l’invecchiamento dei vini. Qui infatti vengono poste ad affinare le bottiglie dello spumante Metodo Classico Opere Trevigiane, mentre le due barricaie ospitano le botti per la maturazione delle grandi riserve. </p> <p>La villa e le cantine sono aperte al pubblico per visite guidate gratuite. A Valdobbiadene, Villa Sandi accoglie i visitatori nella sua tenuta nel cuore dell’ area storica di produzione del Valdobbiadene Prosecco DOCG. Personale qualificato guida i visitatori alla conoscenza dei vini nelle degustazioni nelle “Botteghe del Vino” e la scoperta del territorio e dei suoi prodotti continua nella “Locanda Sandi” a Valdobbiadene , con i piatti della tradizione della campagna veneta e sei suggestive camere.</p>
Orari di apertura: Le visite presso Villa Sandi si effettuano su prenotazione<br>Orario visite: Dal lunedì al sabato: 9.00 / 11.00 - 14.00 / 17.00 <br>
Villa Sandi, Sernagiotto, Cassis - Villa Sandi <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000122
Castello di Stigliano
Le origini del castello vanno collocate in epoca romana, quando la costruzione veniva utilizzata come una fortificazione.<br>Durante il corso dei secoli il complesso passò tra le mani di vari proprietari. Nel 1152 al vescovo di Treviso, dal 1158 ne furono vassalli i Tempesta e nel gennaio 1220, il conte Guido ne cedeva i diritti ad Aldevrandino da Superno. Sorto in posizione strategica, al confine tra i territori di Treviso e Padova, fu teatro di numerose battaglie. Conquistato definitivamente dai Veneziani, nel Seicento, il complesso passò ai Venier che attuarono rimaneggiamenti.<br>Dopo un lungo periodo di abbandono, di recente, grazie al lavoro di ristrutturazione di Paolo Bertan, il palazzo ha subito ulteriori adattamenti per essere adattato a struttura ricettiva. Oggi il castello offre ai suoi ospiti ampie sale che, caratterizzate da arredamenti d’epoca, donano agli ospiti tutta l’atmosfera degli antichi fasti accogliendoli per ricevimenti, banchetti nuziali, incontri di lavoro. La cucina del castello regala straordinari momenti culinari, preparando piatti tradizionali veneti e classici della cucina nazionale e studiando, su richiesta, menù personalizzati.<br>Il ristorante dispone di numerosi coperti suddivisi in varie stanze climatizzate sia d’estate che d’inverno, compreso il parco all’aperto perfetto per la bella stagione. Insomma il luogo ideale per cene, rinfreschi, buffet, feste di laurea e matrimoni.
Villa Bernini Buri
<p>Villa veneta del '700 in località Bosco Buri nei pressi del borgo di San Michele Extra a Verona. </p><p>E' un complesso monumentale formato dalla casa patronale, dalla cappella, dai rustici, dalle scuderie, dalle stalle, dalla casa del fattore, e dalla barchessa, circondata da 300 ettari di campagna e da un parco all’inglese in gran parte alberato anche con alberi esotici che, dalle sponde del fiume Adige, si estende per circa 25 ettari. </p><p>Punto di incontro di Enti ed Associazioni presenti sul territorio di Verona (tra le quali la Diocesi di Verona, ACLI Verona, AGESCI, Banca Popolare Etica, Federazione Veronese del Volontariato ed altre ancora). </p>
Villa Buri, Spolverini, Bernini Buri - Villa Buri <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000992
Villa Cittadella Vigodarzere Valmarana
<p>Il parco Cittadella Vigodarzere, ora proprietà Valmarana, è stato progettato da Giuseppe Jappelli, all’inizio del 19° secolo, che istituì nel Veneto una sorta di modello all’inglese. Il parco si estende su una superficie di circa 14 ettari, inizialmente delimitato e protetto da un fossato lungo la strada della campagna circostante. Per la creazione del parco e per movimentare il sito, in origine piatto, lo Jappelli utilizzò il terreno di sbancamento del lago e del fossato perimetrale. Il lago ha una superficie di circa un ettaro e mezzo. Gran parte delle rive e l’isolotto sono salvati dall’erosione dell’acqua dalle radici di numerosi taxodium piantati negli ultimi 80 anni proprio per questa importante funzione. Altra caratteristica del lago è che, nonostante la sua modesta dimensione, è stato disegnato in modo tale che da ogni parte ci si ponga non lo si riesce mai a vedere tutto. Il tempio, nei pressi del lago, parzialmente distrutto dalle due guerre mondiali, è stato dedicato dall'architetto alla rievocazione della tragica fine dei cavalieri templari. Oggi sono comunque salve e visitabili le tre sale dedicate ai riti massonici. La Villa, le 5.000 piante del bosco, 4 chilometri di sentieri, cinque ponti in legno di quercia e robinia, due serre, due barchesse, la ghiacciaia e la famosa “casetta delle anitre” completano il sito. </p> <p>Eccellenze della villa: La Villa è un imponente volume a pianta rettangolare e a sviluppo longitudinale rivolta verso il parco. L'edificio si sviluppa su tre piani, poggianti su uno zoccolo ove le buie cantine sono spesso sotto il livello della falda. Gli interni a piano terra sono costituiti da una serie di ambienti in successione mentre il secondo e terzo piano sono destinati a camere residenziali, librerie e salotti. Di interesse la sala da pranzo, arredata con i mobili originali e decorata dagli affreschi di Michele Fanoli sul soffitto e da alcune tele di Chiara Dario Varotari raffiguranti alcuni membri delle famiglie Cittadella e Vigodarzere. A seguire il salottino del caffè con i quattro tavolini identici agli angoli, la sala biliardo con stampe inglesi e due salotti, uno affrescato sul soffitto da Michele Fanoli dove risalta il foro praticato dai militari inglesi al centro dell’affresco per appendere una lampada…. Degli edifici annessi va citato l'oratorio neoclassico, progettato da Angelo Sacchetti. </p> <p>Eccellenze del contesto: Originariamente nel parco sono state messe a dimora circa 30.000 piante di diverse essenze particolari, studiate appositamente per accompagnare il visitatore nel “percorso iniziatico”. Oggi è andata perduta l’originaria sistemazione delle varie essenze, alcune per epidemie (platani, ipocastani e querce), altre per un naturale minor adattamento al clima. Attualmente si possono contare oltre 5.000 piante ad alto fusto delle quali almeno sei originarie della prima piantumazione; cinque platani e una quercia di oltre 220 anni che sono oggetto di costante attenzione e manutenzione. Quattro dei cinque platani hanno una circonferenza alla base di oltre 7,5 metri.</p>
<p>Su prenotazione non vi sono limiti od orari, tuttavia, per richieste particolari, si segnalano, prima della prenotazione, tutte le problematiche che consiglierebbero di spostare la data o l’ora della visita. </p> <p>Visite: In attesa della preparazione di una idonea struttura ricettiva, le visite sono organizzate dalla “Pro Loco” di Saonara. Altre eventuali possibilità sono momentaneamente solo su prenotazione. Le visite sono tutte accompagnate da una guida e da un custode in quanto il parco, sebbene “romantico”, è comunque pieno di piccole insidie soprattutto per i bambini più intraprendenti. </p>
Villa Cittadella Vigodarzere, Valmarana - Villa Valmarana <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000387
Villa Mosconi, Bertani
<p>Nel cuore della Valpolicella Classica, culla di vini importanti quali l’Amarone, si erge Villa Novare, un complesso monumentale di tutto rilievo, che si colloca al centro di una verde conca delimitate da pendici boscose e da splendidi vigneti. L’impianto architettonico fu eretto nella prima metà del Settecento e si compone sia della villa padronale con una cappella consacrata e un parco secolare, che di una cantina ancora oggi perfettamente funzionante. </p> <p>Eccellenze della villa: L’interno ha subito molti rimaneggiamenti nel tempo, che hanno lasciato solo tracce delle decorazioni del Seicento o quelle più recenti dell’Otto-Novecento. Il salone delle Grazie, dove si notano i due stemmi dei Mosconi, comprende in altezza due piani della villa, divisi dalla balaustra in legno dipinto che li suddivide in due fasce orizzontali sovrapposte: - nella parte inferiore domina l’uso del finto bugnato; - nella parte superiore si trovano architetture fantastiche a trompe l’oeil, che danno una connotazione prospettica all’insieme. Le quattro stagioni e quindi lo scorrere del tempo (con un chiaro riferimento al contesto agricolo nel quale ci si trovava e ancora ci si trova) rappresentano il tema principale dell’affresco sul soffitto. Alla fine del Settecento anche a Verona cominciarono a diffondersi complessi naturalistici in armonia con la moda del tempo (inizio del Romanticismo), che vedeva prevalere il giardino all’inglese (paesaggistico, romantico, con piante esotiche, viali, luoghi isolati, finti angoli archeologici) su quello italiano, prevalentemente verde e regolare. Sulla quella scia i fratelli Giacomo e Guglielmo Mosconi sistemarono i terreni retrostanti alla villa, dando loro una duplice destinazione, di giardino e di bosco e costruirono il laghetto con l’isoletta al centro. </p> <p>Eccellenze del contesto: Verona, la Valpolicella e le sue dimore storiche.</p>
<p>Orari di apertura: Lunedì-Giovedì 8,30-17,00 Venerdì 8,30-13,30 Sabato solo il mattino, orario da concordare. <br>Visite: Il piano terra della dimora, il parco e la cantina.</p>
Villa Mosconi, Bertani - Tenuta Novare di Valpolicella srl <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000915
Villa Pellegrini, Cipolla
<p>Villa Pellegrini Cipolla è un gioiello del tardo Illuminismo veronese che ha ospitato, nel corso della sua storia, personaggi illustri: nel XVIII secolo, durante la battaglia di Rivoli, vi dimorò Napoleone Bonaparte ed anche il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi vi trovava spesso riposo nelle stanze e nel giardino durante le sue visite a Verona. La nobile famiglia veronese dei Pellegrini, che nei secoli ha legato il proprio nome a Verona lasciando la città erede di due tra i massimi monumenti cittadini – lo straordinario affresco raffigurante San Giorgio e la Principessa, commissionato a Pisanello a decoro della cappella gentilizia in Sant’Anastasia, e l’altra non meno importante di San Bernardino, eretta su disegno di Michele Sammicheli – è insediata a Costermano con ampie proprietà fondiarie sin dal XVI secolo. </p> <p>L’attuale palazzo è stato costruito a partire dal 1760 dall’ingegnere Ignazio Pellegrini, fratello del committente Leonardo. Assai attivo in Toscana, ideò per la proprietà di famiglia di Castion una villa classicheggiante, ma con reminescenze rococò, lontana dal gusto veneto, quasi una sorta di macchina teatrale con statue e pinnacoli che funge da quinta scenica al giardino suddiviso in ampie terrazze che dal cancello conducono alla villa. Il cancello in ferro battuto, elegantemente lavorato e sorretto da due pilastri ornati di statue, inquadra al fondo di un lungo viale il rosso acceso della facciata della villa, ritmato dalle paraste in tonalità contrastante, che si staglia nitida sulla quinta verde della collina e del grande parco retrostante in effetto scenografico di sobria eleganza. </p> <p>Eccellenze della villa: Particolare anche la distribuzione spaziale interna, con atrio a colonne e monumentale scalone marmoreo che sale al salone d’onore decorato da affreschi con ampi paesaggi, scene mitologiche e pastorali (notevole un affresco di Francesco Morone) perfettamente sintonizzati all’atmosfera arcadica dell’insieme. Cineserie, cornici di stucco e tappezzerie seriche ornano le sale della villa. Anche un cospicuo numero di altre sale di varia destinazione e salotti, in una razionale distribuzione che li disimpegna gli uni dagli altri, conserva leziose tappezzerie e decorazioni di gusto rococò. Tra gli interni meritano citazione particolare: il salone centrale. È il corpo principale della villa, decorato con imponenti affreschi sulle due pareti maggiori, arricchito dalle statue di Ercole, Minerva, Marte e Diana, completato dalla Primavera in sembianze umane che aleggia sul grande soffitto. La sala delle cineserie. È la stanza più originale dell’intero complesso. Le pareti e il soffitto sono dipinte su gesso con eleganza e a colori vivaci; le scene di vita di villeggiatura in costumi orientali danno il nome alla sala e caratterizzano l’ambiente. </p> <p>Gli elementi in cotto a due colori, dell’originale pavimento, aggiungono fascino e raffinatezza all’area. La camera Bianca: Deve il suo nome alle candide superfici di gesso che la rendono eccezionalmente luminosa. Unisce magistrali stucchi di paesaggi con composizioni colorate in rilievo.Villa e parco sono due corpi con una sola anima. L'impostazione del giardino, che collega la piazza a scala d'uomo del paese di Castion al complesso della Villa, si riallaccia alle esperienze europee del XVIII secolo e, in particolare, a Versailles: le siepi curate e un'alberatura secolare, la disposizione geometrica delle diverse aree verdi ordinate in settori simmetrici, ornati di vasi e statue, il tutto a creare un movimento scenografico di grande effetto che si scosta dai canoni tipici del gusto veneto dell’epoca. </p> <p>Eccellenze del contesto: A 2,5 km: Golf Cà degli Ulivi: Incantevole campo da golf A 5 km: San Zeno di Montagna, dal quale si può ammirare lo splendido panorama del Lago di Garda. A 5 km: Garda, spledida cittadina direttamente sulle rive del Lago di Garda</p>
<p>Orari di apertura: Le sale della villa vengono affittate per la realizzazione di varie tipologie di eventi: ricevimenti, banchetti, matrimoni, meeting, sfilate di moda, presentazione di prodotti. </p> <p>Visite: La Villa non è aperta al pubblico. Le sale della villa vengono affittate per la realizzazione di varie tipologie di eventi: ricevimenti, banchetti, matrimoni, meeting, sfilate di moda, presentazione di prodotti.</p>
Villa Pellegrini, Cipolla - Villa Pellegrini Cipolla <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001092
Villa Folco Zambelli Pesavento Benedettin
<p>La villa, situata nell'immediata periferia del comune di Padova (in località Brentelle di sotto/ Brusegana) vide nei secoli vari interventi edilizi e ampliamenti, la cui sequenza non è ricostruibile. Documenti di archivio testimoniano che i terreni nei quali si si svilupparono, a partire già probabilmente dal XVII secolo, l'edificio principale e gli annessi rurali rientravano nelle proprietà del ramo degli Zambelli detto di S. Giacomo dell’Orio, una delle sessantasette famiglie iscritte nel Libro d’Oro del patriziato veneto. Come proprietà Zambelli la villa con il caratteristico giardino circolare e gli annessi rustici appare nella Gran Carta del Padovano di Rizzi-Zanoni del 1780. Nel 1816 la proprietà passò alla famiglia vicentina dei Folco; come Palazzo Folco è ricordata da Andrea Gloria (Il territorio padovano illustrato, Padova 1862, I, p. 50). </p> <p>L’ultima erede dei Folco Zambelli, Matilde, che risulta nata a Brusegana, sposò un Dalla Baratta; da lei nel 1935 villa e campagna passarono agli attuali proprietari, che tuttora vi risiedono e con i quali si arrivò all'assetto definitivo. Il complesso è costituito da una villa padronale con parco e da adiacenze rustiche gravitanti su una corte; il tutto si affaccia a sud direttamente sul canale Brentella non lontano dalla sua confluenza nel Bacchiglione, fiumi lungo i quali avveniva fino agli inizi del 1900 il trasporto di uomini e masserizie. Il blocco centrale è a tre piani, con portone di ingresso contornato da pietra da Vicenza, sovrastato da un poggiolo con balaustra a colonne. Il piano terra, visitabile, si affaccia sul parco con un portico chiuso da vetrato e comprende uno studio-biblioteca e la vecchia lavanderia con camino. Due rampe di scale conducono al primo piano, strutturato con ampia sala centrale, sulla quale si affacciano quattro stanze simmetriche; i pavimenti sono in terrazzo veneziano; le pareti e i soffitti sono decorati a stucchi, con disegni in gran parte floreali. </p> <p>Eccellenze della villa: Villa, parco e adiacenze rustiche costituiscono un'"isola" all'interno di un contesto intensamente urbanizzato negli anni '50 del secolo scorso e divenuto parte integrante della città di Padova, dalla quale dista pochi chilometri. Anche se privo delle campagne circostanti e spoglio di emergenze monumentali, l'assetto originario della villa veneta è ancora perfettamente leggibile nei suoi elementi essenziali, rappresentati dall'edificio padronale, dal parco e dal settore produttivo (corte, stalle, granaio, ricoveri per gli animali). Altrettanto evidente rimane il rapporto privilegiato con la via d'acqua del canale Brentella, il cui argine è raggiungibile direttamente dal parco. Questo presenta una caratteristica forma circolare, con l'asse segnato da due grandi magnolie secolari, da statue e da sedili in pietra d’Istria; al centro un pozzo in ferro battuto; l’elemento più significativo è la doppia carpinata a cerchio, spazio privilegiato per una passeggiata all'ombra. </p> <p>Eccellenze del contesto: La villa è vicina al centro di Padova, dal quale è raggiungibile anche con mezzi pubblici o in bicicletta. Non lontani sono la zona termale di Abano e Montegrotto, l'Abbazia di Praglia e i Colli Euganei. I contenuti visualizzati sono stati forniti dai proprietari delle strutture. La posizione della villa sulla mappa è fornita tramite un servizio esterno e potrebbe essere approssimativa.</p>
<p>Orari di apertura: Da concordare <br>Visite: Sono visitabili il parco, il piano terra della villa e la Fattoria. </p> <p> </p>
Villa Pesavento già Folco, Zambelli - <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000440
Villa Groppato, Ferrari, Tassoni, Veronese detta "Vescova"
<p> Immersa nella storia millenaria di Brendola (VI), <b>Villa Vescova</b> – già Villa Veronese – sorge sul limite dell’antico Castrum romano, in una delle zone più antiche del paese. Un tempo dimora del Vescovo Conte, che dalla vicina rocca vigilava il territorio, la villa deve il suo nome alla presenza vescovile fino al Cinquecento. Divenuta proprietà privata tra XVI e XVII secolo, fu restaurata negli anni ’40 del Novecento da Ugo Veronese, che affidò i lavori all’architetto Dal Conte. La struttura venne valorizzata con elementi neoclassici e mantenne la suggestiva doppia scalinata e il passaggio ad arco verso il parco, tuttora circondato da ulivi. Alla morte della moglie Veronese, senza eredi, la villa fu donata alla Diocesi di Vicenza, che oggi ne affida la gestione all’Associazione Diakonia Onlus per il progetto “Coltivare la speranza”, dando nuova vita a questo luogo di memoria e rinascita.</p><p><br></p>
<p>La Villa è visitabile su prenotazione. Le visite possono avvenire in orario d'ufficio dalle 9:00 alle 13:00, dal lunedì al venerdì, previo appuntamento. E' possibile visitare la Villa anche nei fine settimana o nei pomeriggi, sempre previo appuntamento, con un minimo di 10 partecipanti per visita.</p><p>Per info e prenotazioni :</p><ul><li><i></i>0444 12 70 209</li> <li><i></i>info@villavescova.it</li> </ul> <p>Cose da sapere : </p><p>E' richiesto un contributo per sostenere il progetto di inclusione sociale attivo presso la struttura.</p><p>Si organizzano attività didattiche rivolte a scuole di ogni ordine e grado ed eventi. </p><p>Parcheggi :</p><ul><li><i></i>Piazza del Popolo (davanti alla chiesa di San Michele)</li> <li><i></i>Parcheggio pubblico posto tra via Roma e via Zanella</li> </ul> <p>A persone con disabilità o con difficoltà motorie sarà consentito il parcheggio all’interno del cortile della villa.<br></p>
Villa Groppato, Ferrari, Tassoni, Veronese detta "Vescova" - Villa Vescova <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001422