Villa Barchessa e Parco Melchiorre Cesarotti
Un posto particolare nella storia di Selvazzano lo occupa Melchiorre Cesarotti (1730-1808): fu scrittore, traduttore, poeta e linguista. Egli concepì la villa di Selvazzano non solo come una residenza di campagna, ma come un luogo simbolico che riassumesse gli aspetti essenziali della sua cultura, tra arcadia, illuminismo e aperture preromantiche. <br>Cesarotti definiva il giardino della villa come un "poema vegetabile", che doveva costituire la realizzazione più compiuta della poetica già illustrata nel "Ragionamento sopra l’origine e i progressi dell’arte poetica" (1762), poi sviluppata nel "Saggio sulla filosofia del gusto" (1785), e praticata nella celebre traduzione dell’Ossian. Una poetica che privilegiava la natura rispetto alla civiltà, la sensibilità rispetto al razionalismo, l’immaginazione rispetto all’artificio. <br>Intorno al 1792 l'illustre letterato avviò un’opera di trasformazione della sua residenza di campagna che chiamava "Selvaggiano" e vi impiegò quasi dieci anni, alla fine dei quali ne uscì un'opera carica di significati letterari e filosofici. A visitare la villa e il giardino furono anche Madame de Stael e Ippolito Pindemonte. All'esterno sono stati recentemente restaurati e valorizzati il parco romantico e la barchessa.
Villa Cesarotti, Fabris<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001293
Villa Roberti
<p><b>Cenni storici<br></b>La casa sulla quale i Roberti costruirono (tra il 1549 e il 1553) il loro Palazzo fu edificata sulle rovine del castello Macaruffo di cui resta la Torre Medievale, poi adibita a colombara.<br>Il progetto per la realizzazione del complesso – dimora e barchessa- fu affidato da Girolamo Roberti all’architetto Andrea della Valle.<br>Nel “Palazzo”, gli esterni, la loggia, il salone, la sala d’entrata vennero affrescati dallo Zelotti, dal Fasolo e da Paolo Veronese, con raffigurazione di scene mitologiche tratte da la Metamorfosi di Ovidio e con figure rappresentati le Virtù e i Giganti.<br>Negli affreschi recentemente scoperti al piano superiore della Villa, c’è un curioso gioco di rinvii tra il paesaggio esterno e quello affrescato.</p> <p>Nella seconda metà del XVIII secolo vengono apportati dei cambiamenti e delle aggiunte al “Palazzo” per volere di Girolamo Frigimelica, divenuto nel frattempo proprietario del complesso Roberti per matrimonio, al fine di trasformarlo da azienda produttiva a luogo di villeggiatura. I cancelli in ferro battuto vengono realizzati nel 1741, ad opera del Valentini, mentre la Cappella è opera di Francesco Frigimelica.</p> <p>Nel 1786, il complesso Roberti-Frigimelica passa, per via testamentaria, ad Alvise Selvatico, successivamente ai De Lazara – Brusantini. Quindi, nel 1859, a Stefano Breda ed infine nel 1861, alla famiglia Salom, che ne mantiene la proprietà sino ai primi del XX secolo.<br>Subentrarono poi i Treves de’ Bonfili, e nel 1964 la villa e le adiacenze vengono acquistate dall’Ente Ville Venete, che aliena il bene nel 1974 al Prof. Giampiero Bozzolato, oggi gestita e curata dall’Ass. ViviLa Villa Roberti.<br></p> <p><b>Il Parco e il Bosco<br></b>Il Bosco, recentemente restaurato, grazie all’aiuto del Comune di Brugine, è oggi visitabile. Al suo interno percorsi botanici e dedicati ai bambini.<br>Si ha una prima notizia della sistemazione di terreno a giardino, attraverso la lettura di una polizza del 1615 riferita a Girolamo Roberti, figlio di Francesco. Nel 1668 e nel 1771, sempre dalla lettura di antichi documenti, sappiamo che il giardino occupa la dimensione di un campo padovano.<br>La Guida di Padova e Provincia del 1842, sottolinea che il giardino del Marchese Domenico de Lazara a Brugine “fu tra i primi della nostra provincia a dare l’esempio dei giardini che si ad domandano inglesi”.<br>In realtà il parco all’inglese vero e proprio si deve datare al 1830, cioè quando erano già stati progettati e in via di realizzazione alcuni dei più importanti giardini jappelliani, quali Treves de’ Bonfili a Padova, Cittadella,Vigodarzere a Saonara e Meneghini a Battaglia Terme. E’ scomparso gran parte dell’originale assetto compositivo, resta inalterata l’estensione della superficie del parco e del brolo, nel quale sono ancora presenti le serre e la peschiera, coperta dal boschetto di noccioli.<br>Esistono ancora sparsi qua e là tra il verde, reperti di antichi manufatti in mattoni, due statue di putti, e nella zona a mezzodì, la lapide voluta da Giuseppe Salom.<br>Meritano attenzione la particolare selezione di rose, che si trovano lungo il Parco e i giardini della Villa<br></p> <p><b>La Villa e la famiglia Roberti<br></b>Villa Roberti è testimonianza delle origini e dello splendore del Rinascimento pittorico e architettonico veneto.<br>La famiglia Roberti era una delle più influenti di Padova per il prestigio degli incarichi diplomatici e per l’enorme ricchezza accumulata grazie all’attività di banchieri.<br>Attorno al 1544, il canonico Girolamo commissionò all’architetto Andrea da Valle l’edificazione del complesso monumentale destinato a diventare la dimora dei Roberti, sopra le fondamenta del medievale Castello dei Maccaruffo, di cui tutt’ora rimane la Torre e il pozzo gotico antistante la Barchessa.<br>Andrea da Valle, coevo di Palladio e Falconetto, celebre per i suoi interventi a Santa Giustina in Prato della Valle e al Duomo di Padova, terminò i lavori nel 1553. Contemporaneamente un gruppo di pittori provenienti da Verona – Zelotti, Fasolo ed altri – attorno al 1550, fu chiamato ad affrescare i muri esterni e i saloni interni della Villa.<br></p> <p><b>La Torre del castello dei Maccaruffo<br></b>La Torre trecentesca assieme al pozzo davanti alla barchessa sono tutto ciò che resta del Castello dei Maccaruffo, sulle cui rovine fu costruita la villa. Sulla torre sono ancora visibili tracce di affreschi con lo stemma dei Carraresi, a cui i Maccaruffo restano fedeli fino alla sconfitta. Nei secoli successivi la torre fu adibita a colombara, ma grazie a recenti restauri è stata riportata alla sua bellezza originaria,ed attualmente è adibita ad appartamento.<br></p> <p><b>La barchessa</b><br>La barchessa risale alla fine del ‘400 ed è un tipico esempio di architettura funzionale all’attività agricola della villa. Al suo interno si trovano due grandi camini rinascimentali, il portico cadenzato da otto archi poggia su colonne ingentilite da capitelli con lo stemma dei Roberti.<br></p> <p><b>Gli affreschi del Rinascimento</b><br>I Dipinti a fresco delle sale e delle mura esterne della Villa sono certamente tra i primi lavori eseguiti dal gruppo di artisti veronesi. Realizzati dal 1550, furono eseguiti da GiovanBattista Zelotti, Paolo Veronese e Antonio Fasolo.<br>La famiglia Roberti, raffigurata nelle due scene di vita nella loggia, accoglie il visitatore che, attraverso il vestibolo delle Grottesche e dei Paesaggi (la Laguna e i Colli Euganei) accede al sontuoso Salone del Piano Nobile, caratterizzato dal soffitto decorato alla sansoviniana. Zelotti, affresca otto scene mitologiche tratte dalle Metamorfosi di Ovidio, che narrano degli amori tra divinità e mortali. Risultano interessanti le figure dei Giganti e delle Virtù delle sovrapporte e l’episodio di Venere e Adone.<br>Al piano superiore troviamo lo Studiolo, decorato dagli affreschi Amor sacro e amor profano eseguito da Zelotti ed artisti veronesi.<br>La finta tappezzeria a maglie, ad imitazione di un damasco broccato, oro e argento, che decora le altre stanze rappresenta il primo esempio di una serie di repliche del modulo disegnativo che Paolo Veronese utilizzerà in tessuti dipinti nelle proprie tele a partire dal 1552 (figura della Giustizia di Soranza) a conferma di una continuità di moduli decorativi utilizzati.<br>Le storie narrate negli affreschi servivano da monito e da esempio alla coppia di giovani sposi, Francesco e Lucia Roberti, ai quali era stata destinata la villa.<br>Al pian terreno è visitabile la cucina antica con il camino, e il pavimento ancora con l’originale inclinazione, che serviva a far defluire le acque, e la stanza del pozzo con le fondamenta del castello medioevale e la cisterna.<br></p> <p><b>Gli stucchi del Settecento</b><br>Nella prima metà del Settecento vennero apportati alcuni cambiamenti per volere di Girolamo Frigimelica per trasformare la villa da azienda produttiva a luogo di villeggiatura.<br>Risalgono a quel periodo gli eleganti stucchi settecenteschi che impreziosiscono le altre sale del piano nobile – la Sala da Pranzo, la Sala della Musica, la Quadreria – e la deliziosa cappella interna, opera del Frigimelica (1707). Nel 1786 il complesso passa per via testamentaria al Alvise Selvatico, successivamente ai de Lazara. Quindi nel 1859 ai Breda ed infine nel 1861 alla famiglia Salom, ai primi del Novecento subentrano i Treves de’Bonfili..</p>
APERTA ogni prima domenica del mese dalle 8:00 alle 18:00 in occasione del Mercatino <br>VISITE GUIDATE: giorno del mercatino: alle 11:00 – 15:00 o su prenotazione tutti i giorni, minimo 4 persone
Villa Roberti, Frigimelica, Bozzolato - Villa Roberti <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000476
Villa Miari De Cumani
<p>Il complesso sorge su una preesistenza trecentesca, probabilmente una casa-torre fortificata, di cui restano tracce nelle murature, nella recinzione merlata e nella base della torre colombara nell’angolo sud-est. L’impianto attuale si sviluppa nel Cinquecento, quando vengono realizzate le casette a schiera a ovest della corte, che fanno ipotizzare una possibile presenza monastica legata agli Olivetani attivi a Sant’Elena dal Quattrocento.</p><p>Oltre alla villa, la corte, la colombara e il brolo, il complesso includeva anche una peschiera e una barchessa in cotto di fine XVI secolo, caratterizzata da una lunga sequenza di arcate a pieno sesto su pilastri e lesene. La chiesa, collocata tra l’ingresso signorile e quello di servizio, risale tra Seicento e Settecento.</p><p>Nel 1857 l’intero insieme fu riorganizzato da Achille Casanova, che trasformò il brolo in un parco romantico di circa 8 ettari su progetto di Osvaldo Paoletti: vi si trovano ninfei, grotte, un’edicola dedicata a Cavour, un mulino e un villino svizzero per il giardiniere. In questo periodo vennero aggiunte serre e limonaia collegate alla colombara.</p><p>La facciata del corpo padronale fu rielaborata in gusto rinascimentale, mantenendo il portale gotico, mentre gli interni vennero decorati con finti stemmi, drappi e motivi zodiacali nel salone principale e nella “Sala dei Ventagli”.</p>
<p>Da martedì a domenica : 14:30 - 19:30</p> <p>Su prenotazione: 328.2859215</p>
<p>Parco + Villa - 10,00 euro a persona: visita guidata interni + visita libera parco con mappa.<br>Solo Parco - 7,00 euro a persona: visita libera del parco con mappa.</p><p>Si suggerisce di verificare sempre l'attualità dei prezzi contattando il n° +39 328 285 9215</p>
<p>Villa Miari De Cumani<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002853</p>
Palazzo delle Contesse
<p> Situato nel centro storico di Mel a Borgo Valbelluna, il Palazzo delle Contesse è stato eretto nel XVII secolo da Adriano del Zotto, un ricco mercante veneziano. Il nome "delle Contesse" deriva dalla vita sentimentale di Adriano che in prime nozze sposò la contessa Elisabetta Papadopoli e in seconde nozze la contessa Elisabetta Tiepolo entambe appartenenti alla nobiltà veneziana.</p><p>Nel XVIII secolo, il palazzo fu acquistato dalla famiglia Contarini, una delle famiglie più importanti di Venezia. I Contarini ristrutturarono il palazzo e lo decorarono con affreschi e mobili antichi. Nel XIX secolo, il palazzo fu acquistato dalla famiglia De Marchi, che lo utilizzò come residenza privata. In seguito passò al Comune di Mel.</p><p>Il palazzo è un esempio di architettura residenziale urbana veneta, a tre piani, con una facciata in pietra e un cortile interno. Al suo interno ospita una serie di affreschi e decorazioni, tra cui un affresco del pittore Antonio Bettio che raffigura la "Vittoria dell'Aurora sulla Notte" e che si trova nel salone principale del palazzo e raffigura la dea Aurora che sconfigge la dea Notte.</p><p> Il Palazzo delle Contesse è oggi un centro culturale che ospita mostre, concerti e altri eventi. È anche sede del Museo Civico Archeologico di Borgo Valbelluna. </p>
<p>Palazzo “delle Contesse”<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003523</p>
Villa Gualdo, Valmarana, Vendramin Calergi ora Palazzo Comunale
<p> <br></p><p>Nel cuore della campagna veneta sorge un capolavoro architettonico progettato da Giuseppe Gualdo: <b>Villa Gualdo, Valmarana, Vendramin Calergi ora Palazzo Comunale,</b> una dimora imponente, con corpo centrale su quattro piani affiancato da due ali simmetriche. L'eleganza e la maestosità dell’edificio sono esaltate dalle tre scale scenografiche e dagli accessi laterali. Tra le eccellenze custodite spicca lo splendido lavabo cinquecentesco dell’atrio, attribuito alla bottega dei maestri palladiani Giovanni Di Giacomo da Porlezza e Girolamo Pittoni da Lumignano. Nel salone nobile, oggi sala consiliare, cinque porte con cimasa orizzontale incorniciano busti in stucco di imperatori romani, probabilmente di epoca neoclassica. La villa accoglie anche opere di U. Coromaldi e Luigi Tarra, doni del Marchese Giuseppe Roi, e ospita una mostra permanente dedicata ad Antonio Fogazzaro. Il contesto architettonico è arricchito dalla Chiesetta degli Eroi (1832), con un dipinto di G. Busato, e dall’ex convento di San Marco, oggi della diocesi di Padova, dove Fogazzaro scrisse il racconto <i>Pereat Rocus</i>.</p><p><br></p>
Villa Caprera
Villa Moresco, Serena (Villa Caprera) - Villa Caprera<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004021
Villa Ferramosca, Sesso, Beggiato, Monti, Berti
<p><b>Villa Ferramosca, Sesso, Beggiato, Monti, Berti</b> sorge sulle antiche fondamenta di un castello medievale del territorio di Barbano, nella campagna vicentina. Le ricerche storiche e architettoniche confermano che, nel 1565, il celebre giurista Girolamo Ferramosca commissionò la costruzione della villa agli architetti <b>Giandomenico e Vincenzo Scamozzi</b>, padre e figlio, protagonisti dell’architettura rinascimentale veneta. Il progetto si inserisce nel solco delle più nobili tradizioni palladiane, con un'impronta monumentale e un'eleganza compositiva che ancora oggi affascinano. La villa conobbe il suo massimo splendore tra il XVI e il XVII secolo, periodo in cui la famiglia Ferramosca — appartenente all'antica nobiltà vicentina — era proprietaria del feudo di Barbano e di numerose altre tenute nella provincia di Vicenza. Nota per il gusto raffinato e l'alto profilo culturale, la casata ottenne nel Seicento anche l’ambito titolo di nobiltà veneziana. Attraverso una sapiente politica matrimoniale, i Ferramosca si unirono ad altri importanti lignaggi locali, consolidando ulteriormente ricchezza e influenza. Alla fine del Settecento, con l’estinzione della famiglia, la villa passò prima ai Sesso e successivamente agli Antoni Zaccaria, per poi essere acquisita dagli ultimi nobili residenti: i Beggiato. Oggi, dopo decenni di incuria, la villa sta vivendo una nuova stagione di rinascita grazie a un'imponente opera di restauro strutturale e architettonico, volta a riportarla allo splendore originario. L’intervento di recupero, curato con passione e rigore filologico dagli attuali proprietari, mira a valorizzare non solo l’edificio principale, ma anche tutte le pertinenze della villa, interpretandole come elementi integrati in un progetto culturale e sociale più ampio. L’obiettivo è quello di restituire al territorio un luogo identitario, capace di raccontare la storia, l’arte e l’ingegno che hanno segnato secoli di vita rurale ed aristocratica.</p><p> </p><p> </p><p><b>Contatti e Visite</b></p><p> </p><p>Villa Ferramosca è visitabile su appuntamento, compatibilmente con i lavori di restauro in corso e nel rispetto delle normative di sicurezza previste.<br><b>Per appuntamenti: (+39) 349 3531847</b></p><p><b></b><br></p>
<p>Villa Ferramosca, Sesso, Beggiato, Monti, Berti è <b>visitabile su appuntamento</b>, compatibilmente con i lavori di restauro in corso e nelle modalità previste dal piano di sicurezza. </p><p><i></i>Referente: Alberto Marzaro </p><p>Telefono: <b>349 353 1847</b></p><p>E-mail: <b>alberto@marzaro.net</b></p><p><br></p><p><br></p>
Villa Ferramosca, Sesso, Beggiato, Monti, Berti - Villa Ferramosca, Sesso, Beggiato. <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001452
Villa Medici - Bresciani
<p>È un palazzo bello e maestoso datato 22 agosto 1492 e che fu abitato prima dai conti <b>Medici</b> di Verona, in seguito dalla famiglia <b>Grigolli</b>, finché non fu posseduta dalla famiglia <b>Bresciani</b> che lo donò al comune perché divenisse sede di una scuola materna intitolata ad "Antonietta Grigolli Bresciani".</p><p><br>L' edificio, di notevole interesse architettonico, è sostenuto da costruzioni a volto; il piano terra è a volti di vario tipo, il primo piano invece ha pavimenti in cotto e soffitti originali, in parte dipinti a spigolo vivo. Costruita da Luigi Bergamini nel 1867, ha un ampio parco ed è situata di fronte al palazzo municipale. <br></p>
Visite su prenotazione tel. 044280055
Villa Medici, Bresciani - Villa Medici Bresciani <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004923
Villa Cà Conti, Rusconi, Camerini
<p>Ca’ Conti è un monumentale complesso di origine cinquecentesca. Originariamente stazione benedettina, divenne nel 1580 proprietà della famiglia Conti. Nel 1832 Cristoforo Camerini la acquistò ed entrò a far parte delle sue proprietà. Agli inizi del 1900 venne lasciata, insieme al cognome da Giovanni Camerini a Giovanni Rusconi, divenendo la residenza della famiglia Rusconi Camerini. Circondata da un meraviglioso e romantico parco all’italiana, arricchito da statue e piante secolari, è un luogo di grande fascino, in cui poter ammirare splendidi affreschi seicenteschi perfettamente conservati e stupende decorazioni di Giovanni Biasin. </p> <p>Eccellenze della villa: Ca' Conti accoglie i suoi ospiti in una splendida corte perfettamente conservata. L'imponente selice (aia) in trachite è circondata dalla barchessa, dalle stalle e dagli altri annessi agricoli, che narrano la storia di vita quotidiana dedicata al lavoro in campagna. Fra le sue mura splendidi affreschi a tema agreste dipinti in occasione del matrimonio di Manfredo Conti nel 1632 e gli arredi originali sorprendono il visitatore che rimane colpito dalla magnificenza della sala che accompagna verso il parco secolare. Il romantico giardino all'italiana con le sue statue, le ghiacciaie, le piante imponenti e il suo laghetto, cattura ed affascina coloro che lo visitano. </p> <p>Eccellenze del contesto: Partendo da Ca' Conti è possibile visitare la bella Villa Pisani Bolognesi Scalabrin a Vescovana, Villa Miari de Cumani a Sant'Elena, lo splendido castello di Monselice.</p>
Orari: sabato e domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 17,00 su prenotazione a info@villacaconti.it oppure telefonando al + 39 389 2370310. Per visite dal lunedì al venerdì prenotare al + 39 389 2370310.
<p>Villa Cà Conti, Rusconi, Camerini - Villa Ca' Conti dei Marchesi Rusconi Camerini <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002812</p>
Villa Fracanzan Piovene
<p>Nel 1316 la famiglia Fracanzan acquistò in Orgiano terreni e fabbricati, nucleo originale dell’attuale complesso. Nei secoli successivi i Fracanzan parteciparono alla vita politica della zona e contribuirono alle bonifiche dei terreni circostanti secondo i grandi progetti della Repubblica Veneta. All’inizio del 1700 la famiglia Fracanzan, diventata tra le più importanti di Vicenza, per consolidare la propria immagine, commissionò all’architetto luganese Francesco Muttoni il progetto della villa e del giardino. La villa fu sede di un importante salotto letterario e a lungo vi soggiornò Elisabetta Turra Caminer (Venezia 1751 - Orgiano 1796), prima donna giornalista del tempo, nota per le sue idee illuministiche. La villa fu occupata dalle truppe napoleoniche dopo la battaglia di Arcole, dai soldati austriaci nel 1866, dai comandi italiani durante la prima guerra mondiale e dalla Wehrmacht nel 1945. Nel 1870 i beni dei Fracanzan furono rilevati dagli Orgian e passarono quindi per successione alla famiglia Piovene.</p> <p>Francesco Muttoni, (1668 – 1747) di origine luganese, fu chiamato a Vicenza alla fine del 1600. Architetto barocco influenzato dal Borromini per i suoi frequenti viaggi a Roma, studiò Palladio e pubblicò un’importante opera “Architettura di Andrea Palladio vicentino” con tavole e osservazioni. Molte ville e palazzi vicentini dell’inizio del settecento portano la sua firma. Quando Muttoni, all'inizio del 1700 fu chiamato dai Fracanzan a Orgiano per progettare la villa, si trovò a dover fondere parte dei vecchi edifici medioevali con le nuove costruzioni in un contesto ambientale particolare e vincolante. La monumentale struttura barocca ideata da Muttoni, rara nel Veneto, è oggetto di studio per i numerosi elementi decorativi della tradizione palladiana. I progetti originali della villa si trovano a Washington alla Library of Congress e in archivi privati italiani. Tutti gli interni della villa sono perfettamente arredati e testimoniano gli stili di vita dei secoli passati. Al piano terra la villa è impostata attorno alla sala delle colonne su cui si affacciano la sala del biliardo, la sala del plebiscito con cimeli storici e la sala da pranzo con piatti e servizi d’epoca. La famosissima cucina, con raccolte di utensili e rami, è nota per il cinquecentesco acquaio in marmo rosso progettato dal veronese Farinati e che secondo la tradizione Napoleone voleva portare al Louvre. Al primo piano il grande salone da ballo, la sala delle ceramiche, le camere da letto con i baldacchini, la camera napoleonica, i bagni e la grande vecchia stireria.</p>
<h3>ORARI</h3> <p>Visite per gruppi superiori a 20 persone: tutto l’anno previo appuntamento<br>Visite individuali: domeniche e festivi dal 1 aprile al 31 ottobre dalle ore 15 alle ore 19.</p> <p>Chiusura estiva: 20 luglio – 20 agosto</p> <h3>BIGLIETTI D'INGRESSO</h3> <p>Individuali: € 8,00<br>Gruppi: superiori alle 20 persone € 7,00<br>Ragazzi fino a 14 anni: € 4,00<br>Bambini fino a 6 anni e portatori di handicap: Ingresso gratuito</p>
Corte di villa Fracanzan, Piovene Porto Godi - Villa Fracanzan Piovene <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001507