Villa Venier Contarini
<p>La Villa nel 1700 passò di proprietà ai Contarini di San Trovaso e poi dei Barbarigo di Padova. In quel periodo Orsetta Barbarigo vi organizzava delle sontuose feste e recite. In seguito, venne abitata dai Manin, poi dai Cipollato. Successivamente la cantante Adelaide Borghi-Mauro se la fece donare da un ammiratore. Tra la fine dell’ottocento e ed il 1955 l’abitarono altre famiglie: Guadalupi, Menin, Rampazzo (1921) e Capuzzo (dal 1933 al 1955). Passò poi alla Congregazione delle Suore Domenicane della Beata Imelda, attualmente di proprietà della Regione Veneto. <br></p><p>Il complesso della Villa, inserito in un discreto parco, è costituito da un corpo centrale inizialmente a pianta quadrata, da due foresterie o Barchesse staccate e da un Oratorio con annesse adiacenze sul lato est. Nell’incisione lasciata dal Coronelli nel 1709 il corpo centrale appare costituito da piano terra, primo piano, secondo piano sottotetto con finestre quadrate, tetto a quattro falde. Il Costa nella sua incisione del 1750 ci mostra invece il secondo piano di proporzioni maggiori e in terzo piano sottotetto a crociera. Attualmente il corpo centrale è a pianta rettangolare perché nei primi dell’ottocento fu ampliato con l’aggiunta ai due lati di piccole stanze per tutta l’altezza. Forse questo ampliamento è opera dell’architetto Carboni il quale, e questo è certo, aggiunse dei porticati per congiungere le due Barchesse al corpo centrale. La Barchessa o foresteria di sinistra (ovest) è costituita da un piano seminterrato con soffitto a volta, da tre saloni decorati ad affresco aventi sul davanti un porticato a cinque campate ad arco ora chiuso da serramenti in legno. La Barchessa di destra (est) è costituita da un salone pure decorato ad affresco, da scuderie, da magazzini, e sul piano sottotetto da stanze per la servitù. Essa pure è dotata di un porticato a sette campate ora chiuso in parte da serramenti e in parte (ultimi due archi) da muratura. L’Oratorio che attualmente esiste all’angolo sud-est della proprietà venne ricostruito nel 1752.</p>
<b>Apertura speciale prime domeniche del mese:</b> da aprile 2025 a gennaio 2026 dalle 11:00<br>alle 18:00, orario continuato con <b>ingresso gratuito</b><br>• <b>Apertura ordinaria tutti i sabati e le domeniche nei mesi di aprile, maggio, giugno,</b><br><b>luglio, settembre e ottobre: </b>dalle ore 15:00 alle 18:00, con <b>ingresso a pagamento</b><br>secondo il tariffario delle aperture<br>• <b>Speciale aperture in occasione di festività: </b>21 aprile (Lunedì dell’Angelo), 25 aprile (Festa<br>della Liberazione), 1 maggio (Festa dei Lavoratori), 2 giugno (Festa della Repubblica), 1<br>novembre (Festa di tutti i Santi), 8 dicembre (Festa dell'Immacolata Concezione). Orario<br>continuato dalle 11:00 alle 18:00, con <b>ingresso a pagamento </b>secondo il tariffario delle<br>aperture
A. <b>ADULTI (maggiorenni): </b>€. 5,00<br>B. <b>GRUPPI FAMIGLIA (Genitori e Figli):</b><br>• 3 persone €. 10,00<br>• 4 persone €. 12,00<br>• 5 persone €. 15,00<br>• Oltre le 5 persone €. 20,00<br>C. <b>STUDENTE UNIVERSITARIO (italiano o estero): </b>€.2,00<br>D. <b>ISCRITTO ad Enti e Associazioni di Tutela e Valorizzazione Beni Culturali,</b><br><b>Ambientali, Paesaggici convenzionati con I.R.V.V.: </b>€. 2,00<br>E. <b>COMITIVE (max. n. 25 persone per Gruppo) (oltre tale numero i gruppi verranno</b><br><b>suddivisi e la visita scaglionata per esigenze di tutela e sicurezza): </b>€. 75,00<br>F. <b>VISITE SCOLASTICHE per classe (max n. 25 persone) (oltre tale numero i gruppi</b><br><b>verranno suddivisi e la visita scaglionata per esigenze di tutela e sicurezza): </b>€<br>25,00<br><b>G. Biglietto cumulativo </b>“<b>TOUR Ville Venete IRVV” se attivo e con validità entro il</b><br><b>31.12 dell</b>’<b>anno di acquisto, nei limiti dei termini di apertura stagionale di ogni</b><br><b>singolo complesso:</b><br>• Villa VENIER-CONTARINI a Mira (VE) Villa POJANA a Pojana Maggiore (VI) Villa NANILOREDAN<br>a Sant’Urbano (PD): €. 10,00<br>• Villa VENIER-CONTARINI a Mira (VE) Villa POJANA a Pojana Maggiore (VI)€. 7,00<br><b>Gratuito: BAMBINI E RAGAZZI SOTTO I 18 ANNI</b><br><b>ADULTI OLTRE I 65 ANNI</b><br><b>DISABILE e/o FRAGILE (persone affette da gravi patologie con necessità di</b><br><b>terapie salvavita - compreso un accompagnatore)</b><br><b>Stato in GRAVIDANZA</b><br><b>Giorno del COMPLEANNO</b><br><b>ANNIVERSARIO di matrimonio</b>
Villa Michiel, Venier Contarini - Villa Venier Contarini <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004553
Villa Arvedi
<p>In origine costruita come palazzo-fortezza dei Dal Verme,nel 1437 la proprietà passò alla <b>famiglia Allegri </b>che quasi due secoli dopo (1656) diede incarico all’architetto Giovanni Battista Bianchi di progettare l’ampliamento e la ristrutturazione dell’antica magione. Per l’ornamento delle nuove stanze e degli imponenti saloni intervennero Ludovico Dorigny, Santo Prunati e Fra’ Giuseppe Falezza. </p><p>L’ultima discendente degli Allegri nel 1824 vendette la Villa alla <b>famiglia Arvedi</b>, produttori di seta. Gli Arvedi rinunciarono al progetto di trasformare la nobile magione in filanda e ne mantennero la vocazione agricola, con la produzione di uva e olio che tuttora continua. Oggi Villa Arvedi rimane proprietà della famiglia, che l’ha resa disponibile alla fruizione collettiva offrendo <i>visite guidate</i> (su prenotazione), location per <i>feste private</i>, <i>matrimoni</i>, <i>eventi aziendali</i> e di altra natura. Villa Arvedi è stata set cinematografico del film ” Letters to Juliet ” e del reality talent “American next top model”. </p><p> La villa è privata, eventuali accessi vanno concordati con info@villarvedi.it - http://www.villarvedi.it/la-villa/</p>
Villa Allegri, Arvedi - Villa Arvedi <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000606
Giardino di Villa Godi, Da Porto Bissari, Piovene Porto Godi
<p>La villa è situata nei pressi della città di Vicenza. Villa Godi, Piovene è stata costruita nel 1597 dall'architetto Vincenzo Scamozzi. La pianta del corpo centrale risponde esattamente allo schema consueto alle ville venete del '500: un grande salone centrale, fiancheggiato da tre sale minori in ciascun lato. La cappella posta ad un lato del parco, egregia testimonianza del '600 vicentino, attribuita ad Antonio Pizzoccaro.</p> <p>Eccellenze della villa: La villa e' stata recentemente restaurata per ospitare eventi. Dispone di aree di servizio e di riscaldamento. Un vasto parco secolare di ca. 60.000 mq. con un viale di platani secolari nel retro della villa, consente momenti di piacevole relax. Circondato da una vasta peschiera, un grande parcheggio per auto e bus all'interno del parco.</p>
<p>Biglietto d'ingresso: Euro 5,00</p>
Giardino di Villa Godi, Da Porto Bassani, Piovene Porto Godi<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001457
Villa Grimani, De Grandi
<p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>Gli interni sono ricchi di affreschi; la loggia è decorata con paesaggi archeologici della romanità con anfiteatro, obelisco ecc. Il salone centrale propone, invece, quattro episodi che celebrano le glorie della famiglia dei Grimani, scene di guerra con incendio di un castello (forse quello di Cologna con la sua fortezza), l’incoronazione di un personaggio che ha deposto l’armatura (un doge Grimani) e la costruzione di una grande opera edilizia (forse la fortezza di Palmanova).</p><p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>La presenza di altre due ville venete storiche, la Villa Cainacqua, ora Bergamasco Martello (Caselle di Pressana) Villa Querini – Stampalia ora Baldisserotto (Pressana).</p>
Dalle 16.00 alle 18.30.
<p>Ingresso gratuito. </p>
Villa Grimani, De Grandi - Villa Grimani, De Grandi <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001179
Villa Orsato, Cittadella-Vigodarzere, Gallarati Scotti
<p>La Villa, già Ca’ Orsato e Villa Cittadella Vigodarzere, risale almeno ai primi anni del XVI secolo. </p><p>Elegante nelle sue geometrie neoclassiche, si ritiene sia appartenuta in origine alla famiglia dei Da Fontaniva, e solo poi agli Orsato, per via nuziale. </p><p>Proprietà Cittadella Vigodarzere dal 1848, venne lasciata in eredità da Fabrizio Orsato ad Andrea C.V., dopo averla circondata con un magnifico giardino all’inglese, attribuito a G. Jappelli. </p><p>Nei secoli successivi divenne Osservatorio meteorologico nazionale, ospedale da campo, quartier generale nazista, e sempre meta privilegiata di personaggi illustri della vita politica nazionale e delle arti. Il nome attuale deriva dall’unione di Aurelia C.V. con Tommaso Gallarati Scotti avvenuta nel 1918. </p><p>Monumento nazionale dal 1925. </p><p> Si trova un ampio giardino all’inglese perfettamente conservato in cui si possono ritrovare gli stilemi tipici del parco romantico; dolci declivi, sentieri sinuosi, piccoli ruscelli e una cornice arborea di grande effetto che inquadra un suggestivo specchio d’acqua centrale. Completamento scenografico irrinunciabile all’architettura d’insieme del luogo. Risalente al secondo decennio del 1800, e attribuito a G. Jappelli, copre una superficie di circa tre ettari, e presenta una notevole varietà di specie vegetali, alcune secolari. </p><p>Si conserva una cappella gentilizia funeraria in stile neogotico fiorito, ricostruita in onore del conte Fabrizio Orsato tra il 1848 e il 1850 su progetto di Pietro Selvatico Estense, allievo dello Jappelli. </p><p>Villa Gallarati Scotti si trova in una posizione strategica per raggiungere altre interessanti mete turistiche. A 1 km di distanza si può visitare la bellissima città murata di Cittadella, borgo medievale fortificato, mirabilmente restaurato. Poco più distanti, per gli amanti dell’arte, Villa Contarini del Palladio a Piazzola sul Brenta, mentre per chi ama la natura la Palude di Onara. Con circa venti minuti d’auto, infine, si possono raggiungere Vicenza, Bassano del Grappa e Castelfranco Veneto.</p>
<p> Orari di apertura: Dalle ore 10.00 alle ore 18.00 su prenotazione </p><p> Visite: Attualmente sono visitabili il parco all'inglese di circa tre ettari e la cappella gentilizia </p><p> Biglietto d'ingresso: 4 euro a persona senza servizio guida 5 euro a persona con servizio guida </p><p>Gratis i bambini sotto i 6 anni accompagnati da adulti.</p>
Villa Molin
<p> La villa, progettata nel 1597 da Vincenzo Scamozzi per l’ambasciatore della Serenissima Nicolò Molin, è uno degli immobili più importanti di Padova.</p><p>All’interno è un prezioso scrigno di opere d’arte realizzate in quattro secoli. Da oggi è finalmente possibile visitarla con tour guidati da un architetto esperto in storia dell’arte che racconterà le caratteristiche architettoniche e artistiche e le affascinanti vicende delle famiglie che vi hanno vissuto.<br> La villa è aperta anche per eventi e cerimonie.</p><p> <i> “L’illustrissimo signor Niccolò Molino Cavaliere, fabbricò secondo questi nostri disegni ad un luogo detto la Mandria...onde è congiunto insieme il comodo & il piacere della villa.… L’aspetto della fabbrica guarda a Sirocco: dinanzi le passa la strada maestra e corre il Bacchiglione, fiume molto navigabile” <br> </i>Così Vincenzo Scamozzi racconta villa Molin nel suo trattato e così ci e’ stata tramandata dal 1597. Fedele al suo progetto originale, si erge maestosa e si specchia elegantemente nelle acque del canale Battaglia. </p><p> <b>Il committente: Nicolò Molin</b> <br>La villa fu edificata nel 1597 da Nicolò Molin, Savio di Terraferma, ambasciatore della Serenissima presso il Granducato di Toscana e presso la corte d’Inghilterra, marito della figlia del doge Alvise Grimani. La famiglia Molin diede alla Repubblica di Venezia molti uomini illustri, saggi e valorosi nella politica e nelle armi e virtuosi prelati. I patrizi veneziani gareggiavano tra loro con la costruzione delle sontuose residenze, quindi, quando Nicolò decise di costruire una villa di campagna per rendere omaggio alla propria famiglia, chiamò il più importante architetto del suo tempo a Venezia: <b>Vincenzo Scamozzi</b>, allora proto della Repubblica e autore delle Procuratie Nuove in piazza San Marco e continuatore di alcuni progetti di Palladio. </p><p> <b>Il progettista: Vincenzo Scamozzi </b><br>Scamozzi, il progettista di Villa Molin, è l’ultimo dei grandi architetti del Rinascimento, stretto fra la tradizione trionfale della generazione di Palladio e il mondo nuovo di Galileo Galilei. Cerca una propria dimensione in una visione dell’architettura come pratica razionale, attenta agli aspetti funzionali, all’economia dei mezzi, ma anche a un nuovo rapporto con il paesaggio, producendo capolavori come la Rocca Pisana di Lonigo, il teatro di Sabbioneta, le Procuratie Nuove in piazza San Marco a Venezia. <br> Wittkower lo definisce “il padre intellettuale del Neoclassicismo”. Figlio di un agiato costruttore edile di Vicenza, Scamozzi ebbe una formazione scolastica molto ampia studiando architettura sui testi di Sebastiano Serlio, approfondendo lo studio degli edifici antichi con frequenti viaggi a Roma e accumulando un sapere che travalica di gran lunga i limiti delle discipline inerenti l’architettura nei campi più diversi, dai classici latini e greci ai più diffusi titoli della moderna divulgazione. </p><p>La sua fama è legata anche al testo "L'idea dell'architettura universale" (1615), che raccoglie i progetti di Scamozzi e il suo dotto e ampio concetto di architettura. L'influenza del suo pensiero lo portò a essere annoverato come ultimo elemento dell’insigne gruppo dei teorici classicisti e normativi dell’architettura, su fondamento dei quali si stabilì il canone della teoria dell’architettura, riguardante gli ordini delle colonne, valido sino alle soglie della modernità. La grande diffusione avuta all'estero, soprattutto in Olanda e Inghilterra, lo rese testo di studio e di ispirazione per gli architetti, facendo diventare Scamozzi un vero maestro da studiare e da imitare. <br>Inigo Jones e John Soane visitarono personalmente Villa Molin e citarono Scamozzi come un maestro. </p><p><b>La villa</b><br>Tutte le più importanti famiglie nobili di Padova, nei secoli, tramite matrimoni e passaggi di proprietà risiedettero nella villa. Dopo i <b>Molin</b> la villa passò ai <b>Capodilista</b> e quando il ramo della famiglia si estinse passò ai<b> Conti </b>nel 1672. A loro si devono gli affreschi del salone centrale, come testimoniano gli scudi presenti nella volta del salone. <br>Nel 1748 fu ospitato il Vescovo di Padova, Carlo Rezzonico, che divenne Papa Clemente XIII. <br>Nel 1772 la famiglia Capodilista riacquistò la villa e realizzò gli splendidi stucchi delle sale al piano primo. Il cervo rosso, simbolo dei Capodilista, si ritrova sulle porte del piano terra e in altri elementi decorativi come gli scudi raffigurati agli angoli della volta del salone, che raccontano dei matrimoni tra i Capodilista e altre famiglie nobili. <br>Tramite passaggi di proprietà e matrimoni passò ai <b>Dondi Orologio.</b> <br>Nel 1918 fu sede di alcuni incontri che portarono all’armistizio firmato il 3 novembre presso la vicina Villa Giusti. Nel 1955 fu acquistata dall’industriale <b>Igino Kofler</b>, che realizzò importanti interventi di ripristino che riportarono la villa al suo antico splendore. Il restauro di Kofler riportò alla luce gli affreschi originali, eliminando alcuni decori ottocenteschi non coerenti con la struttura e l’originale visione della villa.<br> La mano sapiente ed esperta del suo progettista, Vincenzo Scamozzi ha disegnato volumi nitidi ed eleganti e una planimetria dalla straordinaria coerenza geometrica, basata sul quadrato che determina sia la forma della villa che della sala centrale. Il piano terra si articola in sale angolari raccolte attorno alla stanza centrale dotata di una virtuosistica volta ribassata. </p><p>Entrate in villa Molin, salite le scale e alzate gli occhi...benvenuti nel meraviglioso 1600! </p><p> Lasciatevi stupire dal fascino con cui luci soffuse e colori vivi riempiono lo spazio e incantano gli occhi. <br> Lo <b>scalone monumentale </b>porta al piano superiore dove esplode la magnificenza del volume del <b>salone a tripla altezza</b>, interamente affrescato con vestiboli che inquadrano viste diverse sui quattro punti cardinali e sale decorate a stucco negli angoli. Nel salone centrale virtuali architetture, dipinte in prospettiva, ricoprono per intero le pareti e la volta, creando un insieme di grandiosità che ricorda le aule termali romane studiate in gioventù da Scamozzi. <br>La policromia accentua la varietà e l’illusione di profondità degli spazi. Nicchie e cammei ovali in monocromo violetto abbracciano e sovrastano le quattro porte centrali. Vi si narrano episodi della vita di Enea, il più valoroso dei Troiani dopo Ettore. Al di sopra delle otto porte angolari, finti cassettonati e vasi di fiori, contribuiscono ad accentuare la dimensione prospettica di tutto l’impianto quadraturistico. <br> La volta si innalza da un lineare cornicione dipinto; negli angoli, colonne corinzie di marmo rosso delimitano otto profonde loggette da cui si affacciano musici, dame e cavalieri. Gli stemmi delle famiglie Capodilista e Conti sono sui quattro angoli. <br>Nelle quattro vele sono raffigurati quattro putti contro un cielo azzurro, che rappresentano le stagioni, segno del passare del tempo e tema frequente delle raffigurazioni nelle ville. Il riquadro al centro racconta il mito secondo il quale Aurora si innamorò dell’eroe troiano Titone, ma si dimenticò di chiedere per lui l’eterna giovinezza. Alla fine, ridotto a sola voce lo trasformò in cicala. <br> Fanno da originale contrasto i leggeri e delicati stucchi realizzati nel tardo settecento dalla famiglia Capodilista che decorano con volute, tralci e camei le camere e i salottini. Lampadari in vetro e arredi antichi completano la dimora dando un carattere vivo e accogliente a tutte le stanze. L’elegante pronao ionico si erge maestoso sulla via e si riflette su canale Battaglia. Sul frontone è posto lo stemma in pietra della famiglia Molin, raffigurante la ruota di mulino. <br>Gli originali capitelli diagonali di cui sono adorne le colonne sono noti come “capitelli scamozziani” e sono ispirati al tempio di Saturno a Roma, che Scamozzi aveva visitato durante i suoi viaggi di studio in cui aveva studiato e ridisegnato le opere classiche. La loggia appare come una sala aperta, e se si considerano le balaustre interposte alle colonne e l’impiego di capitelli ionici con volute diagonali, non sembra errato considerare il pronao una facciata che richiede una visione di scorcio, offrendosi allo sguardo dei passanti sulla via e sul canale come su una strada cittadina. <br> Tre statue acroteriali di stile neoclassico decorano la sommità del pronao. Da qui Nicolò Molin e i suoi successori dominavano le loro terre, godevano di una bellissima vista sul giardino e accoglievano gli ospiti </p><p> <b>Il parco</b><br>Alberi secolari incastonano il maestoso giardino all’italiana, tra laghetti, ruscelli e ponti. Gli scenari sono diversi e suggestivi. Il giardino all’italiana rigorosamente geometrico con statue settecentesche è posto al lato sud, sul retro della villa si apre invece il giardino romantico. </p><p><b>L'attività della villa oggi</b><br>Villa Molin riapre le sue porte per accogliervi in una dimora ricca di fascino. Una residenza che ancora trasuda i fasti del passato e che più che mai, ancora oggi, è ideale per celebrare ogni ricorrenza o momento speciale da cristallizzare nella memoria e nel cuore. <br> E’ possibile effettuare visite guidate su prenotazione. Le visite possono essere sia in italiano che in inglese, accompagnati da un architetto esperto in restauro e storia dell’arte. <br> La villa inoltre offre un servizio su misura per organizzare qualsiasi tipo di evento.<br> Gli spazi interni e le diverse sale rendono la villa estremamente versatile e adatta a gestire momenti diversi. Il giardino all’italiana e il giardino romantico completano la villa e ne diventano il perfetto sfondo. <br>E’ possibile ospitare le auto all’interno della proprietà.</p>
<p><b>Per il calendario delleaperture consultare il sito di </b><a href="https://villamolinpadova.com/"><b>villa molin</b></a><b>.</b></p>
Villa Molin, Capodilista, Conti, Dondi dell'Orologio, Kofler - Villa Molin <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000350
Museo Nazionale Villa Pisani
<p>I Pisani di Santo Stefano, cui si deve la costruzione della villa, costituivano un importante ramo del casato Pisani, <b>antica famiglia patrizia veneziana</b>. Arricchitisi enormemente nel corso del Trecento grazie ai traffici commerciali e alle rendite immobiliari, nel Quattrocento divennero proprietari di un ampio feudo nella bassa padovana e nello stesso giro d'anni intrapresero anche la costruzione del grande palazzo veneziano di Campo Santo Stefano (l'attuale conservatorio "Benedetto Marcello"), che giunse a termine solo nel Settecento. E fu proprio quest'ultimo il secolo d'oro della famiglia, che arrivò a ricoprire le più alte cariche della Repubblica di Venezia. <b>Alvise Pisani</b> (1664 - 1741) fu ambasciatore alla corte del Re Sole, il quale fu padrino di uno dei suoi figli, e venne poi <b>eletto doge nel 1735</b>. Ma la decadenza era già alle porte: il crollo della Repubblica (1797) prima, il vizio del gioco poi spinsero i Pisani a indebitarsi rovinosamente. Fu per questo che si trovarono costretti a vendere la villa a <b>Napoleone Bonaparte </b>che era diventato <b>re d'Italia</b> nel 1805, l'11 gennaio 1807, per 1.901.000 di lire venete.</p><p>La villa venne quindi donata dall'imperatore Bonaparte al figliastro <b>Eugenio di Beauharnais</b>, vicerè d'Italia, il quale commissionò una serie di lavori di ammodernamento che cambiarono l'aspetto di molte sale della residenza e del parco. </p><p>Nel 1814 le sorti dell'Europa, decise a Waterloo, portarono a Villa Pisani la famiglia imperiale asburgica, ora divenuta signora del regno Lombardo-Veneto. La dimora divenne così luogo di villeggiatura prediletto <b>dall'imperatrice d'Austria Marianna Carolina </b>e ospitò l'intero gotha dell'aristocrazia europea, dal <b>re di Spagna Carlo IV</b>, allo <b>zar di Russia Alessandro I</b>, dal <b>re di Napoli Ferdinando II</b>, al <b>re di Grecia Ottone </b>e molti altri. La brillante atmosfera di vita di corte ebbe termine nel 1866, quando il Veneto venne annesso al regno d'Italia. La Villa non entrò a far parte dei beni della corona di casa Savoia ma divenne invece <b>proprietà di stato</b>, perdendo così la sua funzione di rappresentanza. Non più abitata, <b>divenne museo nel 1884 </b>e fu meta di visita di personaggi quali <b>Wagner, D'Annunzio </b>(che vi ambientò una scena fondamentale del suo romanzo Il Fuoco), <b>Mussolini e Hitler </b>(il cui primo incontro ufficiale avvenne qui, nel 1934), <b>Pasolini </b>(che girò nelle sale della villa e nel parco un episodio del suo film Porcile). </p><p>Il <b>piano nobile</b>, formato da trenta sale, conserva affreschi, dipinti e arredi originali. Un grande sfarzo è raggiunto nella sala da ballo, posta al centro dell'edificio. <b>Giambattista Tiepolo</b>, massimo esponente della pittura settecentesca in Italia, vi affrescò, sul soffitto, la <b>Gloria della famiglia Pisani</b>, capolavoro salvo per miracolo, dal momento che ai primi dell'Ottocento stava per essere eliminato, nell'ambito del grandioso progetto di ammodernamento dell'edificio voluto da Eugenio di Beauharnais. Di particolare interesse è <b>l'appartamento napoleonico</b>, ricco di tesori: il grandioso letto a baldacchino sormontato dall'iniziale dell'imperatore, gli splendidi cassettoni opera dell'intarsiatore lombardo Giuseppe Maggiolini, prediletto dalle corti europee, i monocromi di Giovanni Carlo Bevilacqua che narrano il mito di Eros e Psiche ed i preziosi mobili in stile Impero realizzati appositamente per villa Pisani. All'interno della Sala da Pranzo la tavola è apparecchiata con un servizio di piatti usato dalla corte napoleonica. </p><p>Il <b>parco</b>, vincitore del premio “Parco più bello d'Italia 2008”, occupa un'intera ansa del naviglio del Brenta, per un'estensione di ben <b>11 ettari </b>e un perimetro esterno di circa 1.500 metri. Venne realizzato su progetto dell'architetto padovano <b>Girolamo Frigimelica </b>de' Roberti. Nel Settecento la spettacolare vista era arricchita da broderies con grandi statue colossali ai lati. L'organizzazione del parco per lunghe prospettive richiama i modelli francesi applicati da Andrè Le Nôtre a Versailles e si incrocia con la tradizione veneta del giardino cintato, aperto mediante portali e finestre che prolungano le viste sul Brenta. L'Ottocento austriaco si caratterizzerà, invece, per la grande attenzione dedicata alla botanica in vaso e in terra, con le serre tropicali e l'inserimento di grandi esemplari arborei, prima che il revival del '900 introducesse lunghe siepi di bosso e la grande vasca d'acqua del parterre.<br></p>
<p><b>Da domenica 27 ottobre 2024 a sabato 29 marzo 2025</b> l'orario sarà il seguente:<br><br>- <b>DAL MARTEDI' AL GIOVEDI'</b>, dalle 9.00 alle 14.00;<br>- <b>DAL VENERDI' ALLA DOMENICA e nei FESTIVI</b>, dalle 9.00 alle 18.00 (l'ultimo ingresso alla villa e al parco è alle ore 17:00 con uscita obbligatoria entro le ore 18.00)<br>- <b>CHIUSURA SETTIMANALE</b>: lunedì (aperto i lunedì festivi con chiusura posticipata al martedì).</p><p><b>Da domenica 30 marzo a 25 ottobre 2025</b> l'orario di apertura al pubblico del museo sarà il seguente:<br><br>- <b>DA MARTEDI' A DOMENICA</b> dalle 9,00 alle 20,00 (la biglietteria chiude alle ore 19:00) USCITA OBBLIGATORIA DAL PIANO NOBILE DELLA VILLA ENTRO LE 19:30<br>- <b>CHIUSURA SETTIMANALE</b>: lunedì (aperto i lunedì festivi con chiusura posticipata al martedì).</p><p><b>Ultimo accesso consentito alla biglietteria un'ora prima della chiusura</b>.</p>
<p>Aperta i lunedì festivi, con chiusura il martedì.</p><p><b>Biglietto intero: </b>14.00€</p><p><b>Biglietto solo Parco:</b> 8.00€</p><p><b>Biglietto ridotto Villa + Parco:</b> 8.00€ (possessori di AREA ARTE CARD e residenti Unione dei comuni della Riviera del Brenta e Terra del Tiepolo: residenti nei comuni di Campagnalupia, Campolongo, Camponogara, Dolo, Fiesso, Fossò, Martellago, Mira, Mirano, Noale, Noventa Padovana, Pianiga, Salzano, Santa Maria di Sala, Scorzè, Spinea, Stra, Vigonovo).</p><p><b>Biglietto ridotto Villa + Parco: </b>€ 4,00 (giovani 18-25 anni).</p><p><br><b>Biglietto gratuito</b>: per i minori di 18 anni e per quanto previsto dalla legge; Possessori di Venetian Heritage Membership Card (valida per due persone) e visitatori ogni prima domenica del mese</p><p><br></p><p><br></p>
Villa Pisani, detta "Nazionale" - Museo Nazionale Villa Pisani <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001614
Villa Giustiniani
<p>I <b>giardini di Villa Giustiniani </b>si estendono su una superficie di <b>5 ettari</b>. Nel parco storico sono presenti <b>alberi rari e secolari </b>tra cui una magnolia grandiflora ed un cedro del Libano di dimensioni straordinarie. La primavera è la stagione ideale per ammirare le <b>centinaia di varietà di rose antiche </b>che compongono il roseto, e le altre fioriture primaverili tra cui le<b> peonie, le graminacee e gli iris</b>. In autunno il giardino si ricopre di <b>bacche</b> (cinorroidi) di varie dimensioni e colorazioni e fioriscono gli<b> anemoni i colchicum e gli aster </b>in vari colori. Di grande valore sono le <b>collezioni di agrumi in antichi vasi di terracotta toscana </b>ed in particolare di limoni, stupendi per dimensione e longevità.</p><p><br>La visita, guidata dai proprietari, esperti ed appassionati giardinieri, dura circa 1h30m e si adatta all'interesse del visitatore. </p><p>Su richiesta è possibile visitare anche i <b>saloni affrescati </b>all'interno della villa, nell'ala seicentesca attribuita a Baldassare Longhena.</p><p>Il Giardino è visitabile dal 1 aprile al 31 ottobre.<br>L'entrata è da via Ronchi 4, loc. Vanzo di San Pietro Viminario, a 5 km dall'uscita del casello autostradale di Monselice.</p>
Aperto dal 1 aprile al 31 ottobre. Visita su prenotazione: Lorenzo Giustiniani tel. 0429 719202, cell. 335 6049183 <a href="mailto:info@villavanzo.com">info@villavanzo.com</a>
Villa Viaro-Giustiniani - Villa Giustiniani <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000481
Villa Morosini Cappello
<p>La Villa, che sorge sulla riva sinistra del Brenta, rappresenta un esempio unico e geniale nell'ambito della grande architettura veneta nel secondo Cinquecento. La singolare costruzione databile presumibilmente verso la fine del secolo XVI (1560-1580) è attribuita all'architetto di scuola palladiana Francesco Zamberlan e ultimata dall'architetto Antonio Sardi. </p> <p>E' caratterizzata da un porticato e da un loggiato in stile ionico che la percorre in tutto il suo perimetro rettangolare, cosicchè nessun tratto di parete interrompe mai lo straordinario effetto pittorico e chiaroscurale. La Villa presenta, sia nell'esterno che nell'interno, soluzioni che pur presupponendo l'esperienza palladiana, sono del tutto nuove e originali, per cui la costruzione è destinata a rimanere un episodio architettonico isolato e irripetibile. Appartenuta ai Morosini, ai Cappello, ai Battaggia, ai Lampertico e ai Vanzo-Mercante, la Villa è oggi proprietà del Comune e sede municipale.</p> <p>Al piano primo della Barchessa Sud è situata la Biblioteca Comunale la cui parete di fondo, affrescata dal Maestro Bruno Breggion, racconta la storia del paese per immagini. Presso la ex Casa del Custode si trova il centro diurno anziani e si tengono conferenze, mostre, incontri pubblici.</p>
<p>Orari di apertura:</p><p>Lun/Mart/Merc/Ven <i>:</i>10.00-13.00<br>Giov<i>: </i>8.30-12.30/16.30-18.30<br>Festività chiuso<br>Gruppi su appuntamento</p>
Ingresso gratuito
Villa Morosini, Cappello, Battaggia, Lampertico, Vanzo - Mercante, detta "il Palazzo" - Villa Morosini Cappello <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002893
Villa Paruta, Malgara
Villa Paruta Malgara<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001343