Villa Pantz
<p>La villa appartenne alla nobile Famiglia Pantz, conti di probabili origini Boeme documentate dallo splendido stemma con aquila. L’attuale assetto della villa risale al XVI secolo, ma non si esclude una sistemazione di una precedente più antica costruzione. </p> <p>La facciata principale è connotata da un ampio portico che si estende in tutto il piano terreno e dalla loggia sovrapposta in modo asimmetrico. Il portico è voltato e definito da colonne con capitello ionico in pietra. La loggia al primo piano si sviluppa con sei arcate a tutto sesto con ghiere e chiave d’arco in pietra impostate su colonnine monolitiche con basi poggianti su una cornice-davanzale anch’essi in pietra. La finezza della lavorazione fa pensare a maestranze locali colte. Le travature di sporto del tetto, in legno, poggiano su mensole sagomate in pietra locale. La struttura della porzione di fabbricato verso est è stata ristrutturata con recupero di parte degli intonaci originali a calce schiacciata e delle bugnature angolari.Nel salone principale caratterizzato dalla loggia, chiaro riferimento all’androne veneziano, e nel salone al piano terra due grandi camini tamponati sono stati recuperati. </p> <p>L'intervento di restauro filologico ha consentito di riportare la dimora nobile cinquecentesca alle sue sembianze originali che erano state occultate da interventi impropri e ridipinture a calce. Anche il brolo (terreno di pertinenza, con rustici e porticato) interamente cintato da muro in pietrame caratterizzato da un ormai raro ingresso marcato da un portale con piedritti e archivolto lapideo, è in corso di risanamento conservativo nel suo disegno originale e di riallestimento con pavimentazioni e vegetazione appropriati.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>Il complesso di Villa Pantz, il suo brolo recintato dai muri, il raro portale e i suoi rustici, costituiscono un “isolato” del piccolo centro di Lentiai. Ancora integro, nei pressi della piazza, non ha subito gli effetti dell’urbanizzazione commerciale-terziaria imperante che assedia il centro. Il brolo è interamente cintato da muri realizzati in pietrame misto di varia pezzatura e tipologia litologica, assemblato con malta di calce. La tessitura che ne risulta è valorizzata dalla colorazione dei diversi tipi litologici. La sommità è protetta da copertine in lastre lapidee con commessure che in parte si accostano su coppi di scolo. Un portale d’ingresso ad arco, con piedritti e cornici lapidee, valorizza l'intero complesso.</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>La villa e il suo brolo cintato definiscono urbanisticamente un isolato contiguo alla piazza principale di Lentiai, centro residenziale sviluppatosi in contrapposizione all’antico ruolo militare della Contea di Cesana, contigua al ponte sul Piave in posizione strategica per la difesa e il controllo territoriale. Nei pressi si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, costruzione di chiaro impianto rinascimentale innalzata alla fine del '400 e ampliata nel 1568. L'interno, elegante e maestoso, è a tre navate divise da arcate aeree. Negli scomparti del sontuoso soffitto ligneo e nelle pale d’altare sono raffigurate storie di Maria dipinte da Cesare Vecellio e Palma il giovane chiamati, tra il 1577 e il 1579, da una ricca e colta committenza, quale poteva essere il Vescovo di Ceneda, quale probabile ex-voto per la scampata peste del 1576.</p> <p>La villa è visitabile su appuntamento, trattandosi di abitazione privata.</p>
Villa Pantz<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001701
Villa Chiminelli
<p>Villa Soranzo Chiminelli a Sant’Andrea di Castelfranco Veneto è un delizioso edificio della seconda metà del Cinquecento, interamente affrescato all’esterno e al piano nobile da Benedetto Caliari, fratello di Paolo Veronese, e dalla sua scuola. </p><p> La Villa fu eretta su una precedente “domus”, e il suo primo proprietario fu Francesco Soranzo, nobile Veneziano, parroco a S. Andrea oltre il Muson. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Villa fu occupata dalle forze armate tedesche, che la adibirono ad ospedale militare, e dopo la liberazione dal comando alleato americano. Fu in quest’ultimo anno di guerra che l’intera proprietà fu acquistata da Francesco Chiminelli che diede inizio agli interventi di recupero, restaurando le pareti affrescate ancora parzialmente coperte di calce. È a lui che si deve inoltre la raccolta degli oggetti che oggi costituiscono i Musei dell’Arte Contadina e Conciario.</p><p> La Villa è costituita dal piano seminterrato ad uso cantine a volta, da un piano nobile rialzato interamente affrescato e dal primo piano, un tempo destinato a granaio. Per le dimensioni raccolte e gli elementi decorativi, rientra nella categoria degli edifici per la villeggiatura, per la caccia e gli svaghi letterari tipica dell’architettura di terraferma, della “civiltà di villa” dei Veneziani benestanti. </p><p>La Villa ospita al suo interno il Museo Conciario, il Museo Agricolo ed il Museo Contadino.</p>
<p>Pomeriggio della terza domenica del mese, con visita guidata delle 15.30</p>
Villa Chiminelli (Corner, Tiepolo) - Villa Chiminelli <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004073
Villa Farsetti, Selvatico
<p>L’abate Farsetti chiamò da Roma l’architetto Paolo Posi che progettò il maestoso palazzo in stile rococò, ornandolo con trentotto colonne provenienti dal Tempio della Concordia di Roma. </p><p>L’abate fece, inoltre, costruire un meraviglioso giardino, un orto botanico di considerevole estensione ed interesse, cedraie, serre, boschetti ed un labirinto. Su una collinetta, formata dal materiale di scavo di un laghetto ovale, innalzò un tempietto che raffigurava le terme romane. Fece costruire, poi, un ampio terrapieno (anch’esso ovale) che circondò con un filare di tassi sagomati ad arco a richiamare un anfiteatro romano. Nelle vicinanze riprodusse i resti dei templi di Diana e di Giove Tonante. </p><p>Di tutta questa opera, rimangono oggi il palazzo centrale, la foresteria, due serre di agrumi e la scuderia.<br></p>
Tutti i giorni dalle 08:00 alle 19:00.
Villa Farsetti, Selvatico<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000664
Villa Almerico Capra detta "La Rotonda"
<p>All’inizio della Riviera Berica, sopra un colle, Villa Capra Valmarana “La Rotonda” seduce da secoli i viaggiatori grazie alle sue linee, ai suoi volumi. Palladio, nel suo trattato, inserisce la fabbrica tra quelle di città per la vicinanza a Vicenza. </p> <p>L’architetto così descrive l’ambiente circostante: “il sito è de gli ameni, e dilettevoli che si possono ritrovare: perché è sopra un monticello di ascesa facilissima, & è da una parte bagnato dal Bacchiglione fiume navigabile, e dall’altra è circondato da amenissimi colli, che rendono l’aspetto di un molto grande Theatro”. </p> <p>Oggi l’ascesa alla villa dal fiume è tagliata dalla strada, un muro interrompe il pendio naturale del colle. L’edificio, iniziato tra il 1566 ed il 1568, sembra fosse terminato al grezzo nel 1571. Alla morte del committente, il canonico Paolo Almerico, venne rilevato da Mario e Odorico Capra nel 1591. La famiglia Capra portò a termine i lavori nel 1620 ca. Quattro facciate con il pronao-ionico esastilo si ripetono identiche in ogni lato. </p> <p>Il progetto palladiano prevedeva la copertura della sala centrale con una cupola semisferica, ma la presenza di Vincenzo Scamozzi, come ultimatore dell’opera, ha portato ad una trasformazione dell’idea originaria ed ad una diversa struttura. Internamente il soffitto semisferico è decorato da affreschi di Alessandro Maganza, mentre sulle pareti laterali sono raffigurate divinità greche realizzate dal francese Louis Dorigny, nel XVIII secolo.<br></p>
<p>Aperta alle visite autonome nei seguenti periodi:</p> <p>Da aprile a ottobre</p> <ul> <li>aperta venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00</li></ul> <p>Da marzo a novembre e fino all'8 dicembre</p> <ul> <li>aperta sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00</li></ul> <p>Dal lunedì a giovedì solo su prenotazione per scolaresche e visite private.</p> <p>Sia i giardini che gli interni sono aperti al pubblico nelle seguenti festività nazionali: Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno e 15 agosto. Chiusa a Pasqua, il 25 dicembre e il 1 gennaio.</p> <p>Dopo l'8 dicembre e fino al primo weekend di marzo: 10.00-13.00 solo su prenotazione. Altri giorni giorni della settimana solo su prenotazione per scolaresche e visite private.</p> <p>Per le visite guidate invernali, consultare il seguente link: <a href="https://www.villalarotonda.it/news/informazioni-per-la-visita">https://…; </p> <p>Per le visite private in altri orari, visitare <a href="https://www.villalarotonda.it/visita">https://www.villalarotonda.it/vis…;
Informazioni sui biglietti consultabili al sito <a href="https://www.villalarotonda.it/visita/">https://www.villalarotonda.it/vi…;
Villa Almerico, Capra, Conti Barbaran, Albertini, Zannini, Valmarana, detta "La Rotonda"<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002654
Villa Patella detta del Doge
<p>Il Palazzo dei Patella è un imponente edificio costruito in età rinascimentale, con uno stile architettonico misto veneziano-ferrarese. Edificio maestoso e ben proporzionato presenta due facciate ben diverse tra loro. Quella prospicente il canale Adigetto ha lineamenti piuttosto severi sottolineati dalle bugne alle finestre e dalle porte arcuate. La facciata posteriore, più solenne, presenta cinque arcate a tutto sesto e una trifora al centro al primo piano, di sicura derivazione veneziana. </p> <p>Eccellenze della villa: L'edificio dal 1923 ospita la sede del municipio di Villadose. Al piano terra è presente il museo della "Centuriazione Romana" che custodisce, circa 400 reperti raccolti nella grande centuriazione romana individuata nelle campagne tra Adria e Rovigo. </p> <p>Il Gruppo Archeologico di Villadose ha allestito, per conto del Comune, "la Mostra Archeologica Didattica sulla Centuriazione Romana" che espone solo i reperti raccolti nella centuriazione suddetta, ed è ospitata nell'antica residenza della famiglia Patella, sede del Municipio dal 1923. I Patella si sono stabiliti a Rovigo e poi a Villadose dopo che Borso d'Este nel 1470 li ha investiti del feudo di Villadose. L'edificio è databile tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 e risente di influssi ferraresi. Il territorio comunale di Villadose è interamente occupato dall'antico disegno agrario e nelle maglie di cardini e decumani sono stati individuati ben 108 siti archeologici di età romana. Sono da visitare anche le sale del piano nobile. </p> <p>Eccellenze del contesto: Villadose è situato nella strada di collegamento centrale proprio a metà tra Rovigo e Adria, facilmente raggiungibili. E' inoltre attraversata dal fiume Adigetto e si ricordano le Ville ad architettura rurale che intorno ad esso si snodano dalla frazione di Canale di Villadose a quella di Cambio di Villadose. Poco distante dal centro ricordiamo Villa Frassino, villa ora sede di convention e matrimoni, ospitante la pianta di Frassino excelsior più antico della Provincia di Rovigo.</p>
<p>Orario:dalle ore 8:00 alle ore 13:00</p> <p><b><i></i>Visite: </b>In orario di ufficio</p>
Villa Patella, detta “del Doge” (Municipio) - Cà Patella <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000759
Villa Ferrian
<p>Da “Ville Venete: La Provincia di Padova”, Marsilio 2001, a cura dell’Istituto Regionale per le Ville Venete: </p><p>Sull’area, che prospetta sulla vallata, sorge anche una torre colombara, trasformazione di un edificio certamente a funzione difensiva di avvistamento e, poco discosta, è Ca’ Morosini, costruita sul sedime di un edificio monastico. (...) la villa, la colombara, la stalla e l’abitazione del contadino, tutte poste all’interno della proprietà, non si presentano geometricamente organizzate nella tradizionale “forma” della villa veneta fanno ipotizzare che in origine Villa Ferrian fosse una antica casa-torre collegata al sistema difensivo dei castelli di Boccon (...) e di Castelnuovo: la datazione del primo impianto è dunque ascrivibile al secolo XI. In “Colli Euganei – I luoghi della vita rurale”, Editoriale Programma 2009, con il patrocinio del Parco Regionale dei Colli Euganei, l’architetto Piera Treu mette in evidenza la posizione, la solidità, la possanza della struttura.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>L’interesse suscitato da Villa Ferrian viene certamente accresciuto dall’insieme dei fabbricati che ne racchiudono la corte: tre edifici destinati a residenza, uno un tempo utilizzato per il ricovero degli animali e la torre colombara. Particolare attrazione esprime il pozzo storico, un tempo utilizzato non solo dalle abitazioni che si affacciavano sul cortile ma anche da latri residenti della contrada. Singolari sono le bocche di attingimento dell’acqua: una, con la consueta forma di vera sovrastata dalla trave cui veniva sospesa la carrucola, l’altra utilizzabile dal piano della corte, l’altra, utilizzabile dal prato situato ai piedi del grosso muro di contenimento del terrapieno, costituita da un grazioso portale in pietra e mattoni che fora la canna del pozzo. Ampia è la vista che si ha verso i paesi dei Colli Berici.</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>Villa Ferrian è situata all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei che la Comunità Europea ha classificato Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale per la fauna e la flora. L’eccellenza naturalistica della zona è valorizzata dall’anello ciclabile dei Colli Euganei che si snoda ai piedi di Zovon. La zona fu apprezzata da molte famiglie patrizie veneziane, come testimoniato dalle svariate sontuose dimore per vacanza da costoro realizzate a partire dal XV sec. sino al declino della Serenissima. Nel Comune di VO’ si trovano molte altre ville antiche. Numerosissime le cantine ove si possono degustare vini e altri generi tipici prodotti in proprio.</p>
Villa Ferrian<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001330
Villa Badoer
<p>Arrivando a Fratta Polesine, città a 20 km circa da Rovigo, si ha l’impressione di essere stati trasportati in un’altra epoca. Il centro è infatti costellato da antiche dimore aristocratiche che risaltano in contrapposizione con il piatto paesaggio agrario circostante.</p><p>Villa Badoer, unico sito Unesco della provincia di Rovigo, realizzata da Andrea Palladio nel 1556, è il fulcro architettonico su cui è stato costruito il centro di Fratta Polesine.<br>La Villa spicca per la dominanza visiva sul paesaggio circostante, in quanto sopraelevata rispetto al piano campagna, essendo stata costruita su di un basamento di pietra al fine di salvaguardarla da eventuali esondazioni dei fiumi ed amplificarne l’impatto scenico.</p><p>La Badoera, come viene spesso chiamata, quasi fosse una personificazione, nata come azienda agricola per il controllo e la conduzione della terra è al contempo l’emblema dell’unione di Francesco Badoer e di Lucietta Loredan, esponenti di due importanti casate nobili veneziane, nonché dell’amicizia tra Francesco Badoer e il cognato Giorgio Loredan, legame questo celebrato dagli affreschi realizzati all’interno del piano nobile dal Giallo Fiorentino.</p><p>La Villa è un tripudio di sobrietà ed eleganza che ogni anno richiama turisti da ogni parte del mondo, interessati a vedere dal vivo l’opera del grande maestro, Andrea di Pietro dalla Gondola, a noi tutti noto come Palladio.</p>
<p><b>Orari di apertura:</b></p><p><b>Venerdì:</b> 9.30-13.00/14.30-18.00</p><p><b>Sabato e domenica:</b> 9.30-13.00/14.30-18.30</p><p>Chiuso il 25 dicembre, 1 e 31 gennaio.</p><p>Aperture straordinarie su prenotazione per adulti e scolaresche.</p><p><b>Biglietto d’ingresso:</b><br>Intero: € 5,00<br>Ridotto: € 3,0 euro (under 18, soci FAI, soci Touring e gruppi superiori ai 25 pax)<br>Gratuito: bambini sotto i 6 anni, giornalisti con tesserino, diversamente abili e loro accompagnatore, guide e accompagnatori turistici autorizzati in accompagnamento ad un gruppo, residenti a Fratta Polesine, personale docente delle istituzioni scolastiche o universitarie, accademie, istituti di ricerca e di cultura italiani ed esteri se in accompgnamento ad un gruppo<br></p><p><b>FRATTACARD: € 9,00</b><br>Biglietto cumulativo: Villa Badoer, Museo Archeologico Nazionale, Casa Museo Giacomo Matteotti</p><p><b>VISITE GUDATE PER SINGOLI VISITATORI:</b> <b>€ 3,00</b></p><p>Sabato, domenica e festivi ore 11.00 e 16.00</p><p><b>Info e prenotazioni: </b></p><p>T. +39 366 3240619<br>M. <a href="mailto:info@villabadoer.it">info@villabadoer.it</a></p><p>Web <a href="http://www.villabadoer.it">www.villabadoer.it</a></p><p> </p>
Villa Badoer detta “La Badoera” - Villa Badoer detta “La Badoera” <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000750
Castello del Catajo
Palazzo-castello sul cui nome circolano molte leggende, visto da lontano può presentarsi a fantasie orientali, con il suo ritmo di terrazze e di sculture inconsuete. ostruito nel 1570 dal marchese Pio Enea degli Obizzi su di un preesistente casino di caccia. Capitani di ventura gli Obizzi, originari della Borgogna, giunsero in Italia al seguito dell'imperatore Arrigo II nel 1007: furono al servizio di Lucca, quindi di Venezia per la quale combattè appunto Pio Ena, al quale dobbiamo l'invenzionde dell'obice (=Obizzi). Nei saloni del piano nobile, Giovan Battista Zelotti, allievo del veronese affrescò nella seconda metà del XVI secolo le storie della famiglia segendone lo sviluppo storico al servizio delle varie città e dei vari signori (sala di venezia, di Lucca, del papa, ecc.), mentre Pio Enea II nel XVII secolo rese il Catajo un importante centro artistico, con la costruzione di un teatro a sedici palchi nel quale venivano rappresentate sue opere. Fu sede di importatni collezioni artistiche (armeria, galleria archeologica, biblioteca, gabinetto numismatico, ecc.) arricchite in particolare da Tommaso, ultimo marchese della casata che costruì il museo, un'ala del castello lunga 73 mt nella quale furono ordinate le collezioni archeologiche. Morendo agli inizi dell'Ottocento lasciò tutto in eredità all'ultimo erede deli Estensi e quindi agli Asburgo, che qui avevano uno dei loro castelli di villeggiatura: a loro spetta la costruzione dell'edificio cubico verso il monte, per ospitare la corte.
<p>Da Martedì a Venerdì 14:30 – 18:30 – Visite in autonomia<br>Domenica 10:00 – 12:45 – SOLO visite guidate su prenotazione PRENOTA QUI<br>Domenica 13:00 – 18:30 – visite guidate su prenotazione + in autonomia<br><br>Giovedì 5 ottobre chiuso per evento privato<br>Apertura straordinaria: sabato 28 ottobre 14:30 – 18:30<br><br>NB: Ultimi accessi: 60 minuti prima della chiusura.<br>Per maggiori informazioni sulle modalità di visita e tariffe, scorri verso il basso.<br><br>Apertura straordinaria della Cappellina Imperiale: domenica 22 ottobre. PRENOTA QUI<br><br>NOVEMBRE 2023<br>Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato 14:30 – 18:30 – Visite in autonomia<br>Domenica 10:00 – 12:45 – SOLO visite guidate su prenotazione PRENOTA QUI<br>Domenica 13:00 – 18:30 – visite guidate su prenotazione + in autonomia<br><br>NB: Ultimi accessi: 60 minuti prima della chiusura.<br>Per maggiori informazioni sulle modalità di visita e tariffe, scorri verso il basso.<br><br>Apertura straordinaria della Cappellina Imperiale: domenica 19 novembre. PRENOTA QUI<br><br>Per GRUPPI su prenotazione è possibile organizzare visite anche in orari diversi, secondo disponibilità. Consulta la nostra sezione “VISITE PER GRUPPI”</p>
Castello del Catajo - Castello del Catajo, la reggia dei Colli Euganei <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003649
Villa da Sacco detta "La Valverde"
<p>La Valverde è una corte rurale costituita da un insieme di edifici organizzati in un sistema a corte e strettamente legati alla produzione agricola. Il nucleo più antico risale ai primi anni del ‘500 quando era appena iniziato il trasferimento degli interessi delle grandi famiglie mercantili veneziane verso la terraferma, con lo sviluppo di una nuova e importante economia agraria. La villa padronale, che costituisce il nucleo più antico delle corte ed è ancora abitata dai proprietari, conserva intatta la sua bellezza originale con i grandi camini in pietra, i soffitti a cassettoni dipinti e i fregi della scuola di J. Ligozzi.</p><p>Tutto il complesso, comprese le abitazioni dei <i>lavorenti</i> e gli spazi per le attività produttive, come la <i>tinazzara</i>, la cantina storica, e la cappella, sono stati oggetto di un importante restauro che venne iniziato nei primi anni ’60 e che prosegue tutt’ora.</p><p>Il cortile, un tempo occupato dall’assolata aia in mattoni, è oggi un giardino ricco di piante e profumi.</p><p>La villa è visitabile solo su prenotazione tel <b>+39 045 526499</b>.</p>
<p>La Valverde si trova poco lontano dalle mura di Verona e può essere raggiunta:</p><ul><li><b>Dall’autostrada Milano–Venezia</b>, uscire a Verona Est. Imboccare la Tangenziale Est ed uscire a Montorio-Caserma Duca. Voltare a destra e la villa è poco più avanti alla vostra sinistra (10 minuti dal casello)</li> <li><b>Dall’aeroporto di Verona</b>. Prendere la Tangenziale Sud ed uscire a San Martino Buon Albergo. Da lì imboccare la Tangenziale Est e seguire le indicazioni come sopra (20 minuti)</li> <li><b>Con i mezzi pubblici</b>. La linea urbana n.13 ferma ogni 15 minuti a pochi metri dal cancello d’ingresso (20 minuti dal centro città)</li> <li><b>In bicicletta</b>. Dalla città seguire la pista ciclabile per Montorio che passa proprio davanti alla villa.</li> </ul> <p>Il cancello d’ingresso al numero 23 è quello più vicino al semaforo verso Verona.</p>
Villa Da Sacco detta La Valverde - Villa La Valverde <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500005053
Villa Lattes
<p>Il complesso di Villa Lattes è di proprietà del Comune di Istrana, che l’ha acquistato dal Comune di Treviso nel 2004 insieme ai terreni circostanti. Oltre al corpo principale, vi sono le due barchesse, un oratorio, altri edifici coevi ed un parco ornato da due statue del Marinali, da busti dei dodici Cesari. </p><p> La costruzione di Villa Lattes risale al 1715, ad opera dell’architetto Giorgio Massari, che ne divenne poi proprietario quando il committente Paolo Tamagnino. Dopo alcuni successivi passaggi di proprietà, Villa Lattes passò alla famiglia Lattes, a cui deve il nome e molti interventi che la riportarono agli antichi fasti. Bruno Lattes vi collocò inoltre la sua collezioni di opere e reperti di famiglia, tra cui quella di carillons ed automi. </p><p> La costruzione è a due piani, con la sala al centro che attraversa tutto il corpo di fabbrica, cui si aggiunge un terzo piano, limitato solo al corpo centrale, con foratura a trifora nel salone e timpano con due ali spioventi a motivi tardo barocchi. Ai lati del fabbricato vi sono le due barchesse, i cui portici sono impreziositi con opere, come la fontana dei Putti e la collezione di reperti, quali terrecotte e frammenti lapidei provenienti dai lavori di scavo del Canal Novo di Venezia, inseriti con i lavori del 1938. </p><p> Sul lato ovest si erge una bella chiesetta ancora adorna degli arredi e dotazioni d’epoca ed impreziosita da dipinti dell’Amigoni (“L’Immacolata” sull’altare e “Il Padre eterno in Gloria” sul soffitto) e da bassorilievi, tra cui quello attribuito a Giovanni Bonazza che raffigura Paolo Tamagnino. L'oratorio ha pianta ottagonale con fianchi allungati. </p><p>La villa ospita il <b>Museo dei Carillon</b> ed un <b>Info Point</b> turistico convenzionato. </p>
<p>Da 01/04 a 31/10: Giovedì 9:00-13:00 Venerdì 15:00-19:00, Sabato-Domenica 9.00-13:00 15:00-19.00. </p><p>Da 01/11 a 31/03: Giovedì 9:00-14:00, Venerdì 15:00-18:00, Sabato-Domenica 9:00-13:00 14:00-18:00. </p><p> Chiusure speciali 1° gennaio, 25 dicembre. </p><p>Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.</p>
<p>5 € intero, 3 € ridotto (6-14 anni, over 65, studenti di ogni ordine e grado, insegnanti, residenti nel Comune di Istrana, soci FAI, soci Touring Club, soci ICOM). </p><p> Gratuità: 0-5 anni, diversamente abili ed accompagnatore, Guide turistiche. </p><p>Visite guidate gruppi: Massimo 25 persone € 60.00 (biglietto ingresso escluso €4.00 a persona ) | durata 75 minuti<b><br></b>60 minuti solo villa (in caso di maltempo) | 75 minuti villa+ parco (solo se bel tempo). </p><p>Dal lunedì al giovedì aperture straordinarie solo su prenotazione<i>: 041 8627167 - villalattes@coopculture.it d</i>a lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00.</p>
<p>Villa Tamagnaino, Negri, Lattes</p> <p>Nr. catalogo IRVV A0500004116</p>