Villa Sagramoso Perez Pompei
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">Villa Sagramoso Perez Pompei sorse alla fine del ‘600 per volere di Giunio III, Conte di Illasi, e fu commissionata all’ architetto Pellesina, autore di parti della reggia di Versailles, di Villa Sigurtà e della chiesa di S. Nicolò a Verona.</p> <p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">Estintasi la famiglia Pompei passò in eredità ai cugini Perez e ai loro discendenti Sagramoso, che ancora oggi vi risiedono. <br>Si trova a circa 200 m dal centro del paese. </p> <p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">Ha l’aspetto di un palazzo di città. E’ formata da un corpo centrale e da due ali, da lunghe barchesse e scuderie. <br>Il suo corpo centrale, a tre piani, ha un portico con cinque archi, accanto al quale è disposta una doppia coppia di aperture rettangolari con eleganti cornici in pietra. Lungo il piano nobile si dispone una serie di finestre contornate da una semplice cornice lineare in pietra. Le due ali sono arretrate rispetto al fronte principale. L’ala di sinistra è la parte più antica del complesso e risale al 1615. In corrispondenza del primo piano presenta un alto loggiato dorico. Al suo interno si trovano ampi saloni, gallerie e stanze decorate da un ciclo di affreschi settecenteschi. Decorazioni neoclassiche abbelliscono la sala da pranzo e il salotto al piano terra.<br> <br>Nel grande parco secolare, con giardino all’italiana di 60 ettari, si trova un ampio sentiero della lunghezza di 5 km che parte dalla villa e conduce fino al castello scaligero. La vegetazione appare in parte spontanea, in parte potata con regolarità. Lungo il cammino si può intravedere un fossato che un tempo era un laghetto, con la stessa forma del lago di Garda.</p> <p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">Il padiglione in stile orientale che un tempo ospitava le serre, adiacente al giardino all’italiana, è stato recentemente trasformato in ristorante. </p>
<p>E' possibile effettuare una visita guidata nella villa previa prenotazione, con gruppi di almeno 10 persone. Il costo è €10 a persona.</p> <p>E' possibile visitare SOLO il parco previa prenotazione e con gruppi di almeno 10 persone. Il costo è €5 a persona.</p> <p>Per ulteriori informazioni contattare il numero sopraindicato.</p>
Villa Perez Pompei Sagramoso<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004958
Il Castello di San Pelagio
<p>CASTELLO DI SAN PELAGIO<br>L'imponente torre merlata sorge nel Trecento su volere dei Da Carrara, signori di Padova. Nel 1752 i Conti Zaborra acquistano la proprietà, ampliano il complesso realizzando le barchesse ad uso agricolo e rimodernano l'ala padronale per adattarla a residenza signorile. Da qui, il 9 agosto 1918, partì il poeta Gabriele d´Annunzio per il folle Volo su Vienna dove compì la sua celebre imprese. Nelle stanze dannunziane tutto è tornato come allora. Altri ambienti ospitano un Museo unico in Europa che ripercorre l’affasciente storia del volo con isole multimediali immersive che rendono la visita un’esperienza emozionale... ecco il fascino di questo Luogo inimitabile!</p> <p><br>MUSEO DEL VOLO<br>Inaugurato il 20 settembre 1980, si sviluppa nelle due ali del Castello di San Pelagio, padronale e rustica. Attraverso sezioni tematiche ripercorre le principali tappe dell’evoluzione dei mezzi che hanno portato l’uomo alla scoperta del cielo e dello spazio. Negli antichi granai, nelle cantine e nelle stanze residenziali della Famiglia Zaborra sono raccontate storie di voli mitici, di scienziati visionari, di mongolfiere, dirigibili, aeroplani, idrovolanti e mezzi spaziali.</p> <p>STANZE DANNUNZIANE<br>Nell’estate del 1917 la famiglia Zaborra sottoscrive un contratto d’affitto con l’esercito italiano per la realizzazione di un campo di volo e l’occupazione di una parte della villa. Gli appartamenti al primo piano diventano dimora del maggiore Gabriele d’Annunzio. Le Stanze, riallestite secondo fonti d’archivio, sono oggi aperte ai visitatori. Vi sono conservati ricordi di vita e di volo del poeta-soldato, oltre a gli arredi della famiglia Zaborra.</p> <p><br>PARCO DELLE ROSE E DEI LABIRINTI<br>Un parco di tre ettari, inserito nel circuito dei Grandi Giardini Italiani. Ad aprile la fioritura dei glicini, a maggio il profumo di mille rose: il Giardino di Rappresentanza fra le due ali della villa, il Giardino Segreto e i suoi tesori, il Brolo, la Ghiacciaia, i Labirinti, il viale di carpini secolari e il romantico laghetto,</p>
<p>Per maggiori informazioni sugli orari di apertura controllare il sito del museo.</p>
<p>Villa Zaborra, detta "Castello di San Pelagio" <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000521</p>
Villa Medici - Bresciani
<p>È un palazzo bello e maestoso datato 22 agosto 1492 e che fu abitato prima dai conti <b>Medici</b> di Verona, in seguito dalla famiglia <b>Grigolli</b>, finché non fu posseduta dalla famiglia <b>Bresciani</b> che lo donò al comune perché divenisse sede di una scuola materna intitolata ad "Antonietta Grigolli Bresciani".</p><p><br>L' edificio, di notevole interesse architettonico, è sostenuto da costruzioni a volto; il piano terra è a volti di vario tipo, il primo piano invece ha pavimenti in cotto e soffitti originali, in parte dipinti a spigolo vivo. Costruita da Luigi Bergamini nel 1867, ha un ampio parco ed è situata di fronte al palazzo municipale. <br></p>
Visite su prenotazione tel. 044280055
Villa Medici, Bresciani - Villa Medici Bresciani <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004923
Villa Ca' Dotta
<p>Il nome di Villa Ca' Dotta significa: "La Casa dei Dotto". <br>I Dotto erano dei nobili appartenenti ad una ricca famiglia padovana, i quali ebbero in eredità da un'altra importante famiglia vicentina, i Proti, una proprietà terriera. Furono in seguito i Dotto ad erigere in questo luogo ameno la casa domenicale a cui venne attribuito il nome di Ca' Dotta.</p><p><br>Dopo diverse successioni patrimoniali Villa Ca' Dotta cominciò a cadere in disuso, sino a quando l'ultimo proprietario decise di lasciarla in dono al Comune di Sarcedo, auspicando una ristrutturazione che portasse l'edificio a diventare di utilizzo pubblico a scopo socio sanitario.</p><p><br>Il Comune di Sarcedo decise di ristrutturare la villa grazie anche ad un finanziamento pubblico, per poi destinarla all'uso auspicato dal donatore. Vista la difficoltà di destinare l'edificio, per motivi strutturali, ad altri usi, Comune, ULSS 7 e Regione del Veneto avviarono un altro progetto: Ca' Dotta diventò un luogo per la popolazione prevalentemente in età scolastica, per promuovere stili di vita sani in modo "originale".<br> </p>
<p>Le prenotazioni dei percorsi specifici per promuovere stili di vita sani,avvengono di norma tramite i servizi di prevenzione delle singole Aziende ULSS Venete o tramite la mail <a href="mailto:cadotta@aulss7.veneto.it">cadotta@aulss7.veneto.it</a>.</p> <p>E' inoltre possibile celebrare dei matrimoni presso villa Cà Dotta nella cosiddetta <i>“sala del caminetto”</i> o nel "parco di Villa Cà Dotta" limitatamente alle giornate di venerdì, sabato e festivi.</p> <p>venerdì dalle ore 8:00 alle ore 13:00; sabato dalle ore 10:00 alle ore 18:30; domenica e festivi: dalle ore 10:00 alle ore 13:30. </p>
Balardi, Zironda, Gechelin, detta Villa "Cà Dotta" - Villa “Ca’ Dotta” <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001975
Villa Cittadella Vigodarzere Valmarana
<p>Il parco Cittadella Vigodarzere, ora proprietà Valmarana, è stato progettato da Giuseppe Jappelli, all’inizio del 19° secolo, che istituì nel Veneto una sorta di modello all’inglese. Il parco si estende su una superficie di circa 14 ettari, inizialmente delimitato e protetto da un fossato lungo la strada della campagna circostante. Per la creazione del parco e per movimentare il sito, in origine piatto, lo Jappelli utilizzò il terreno di sbancamento del lago e del fossato perimetrale. Il lago ha una superficie di circa un ettaro e mezzo. Gran parte delle rive e l’isolotto sono salvati dall’erosione dell’acqua dalle radici di numerosi taxodium piantati negli ultimi 80 anni proprio per questa importante funzione. Altra caratteristica del lago è che, nonostante la sua modesta dimensione, è stato disegnato in modo tale che da ogni parte ci si ponga non lo si riesce mai a vedere tutto. Il tempio, nei pressi del lago, parzialmente distrutto dalle due guerre mondiali, è stato dedicato dall'architetto alla rievocazione della tragica fine dei cavalieri templari. Oggi sono comunque salve e visitabili le tre sale dedicate ai riti massonici. La Villa, le 5.000 piante del bosco, 4 chilometri di sentieri, cinque ponti in legno di quercia e robinia, due serre, due barchesse, la ghiacciaia e la famosa “casetta delle anitre” completano il sito. </p> <p>Eccellenze della villa: La Villa è un imponente volume a pianta rettangolare e a sviluppo longitudinale rivolta verso il parco. L'edificio si sviluppa su tre piani, poggianti su uno zoccolo ove le buie cantine sono spesso sotto il livello della falda. Gli interni a piano terra sono costituiti da una serie di ambienti in successione mentre il secondo e terzo piano sono destinati a camere residenziali, librerie e salotti. Di interesse la sala da pranzo, arredata con i mobili originali e decorata dagli affreschi di Michele Fanoli sul soffitto e da alcune tele di Chiara Dario Varotari raffiguranti alcuni membri delle famiglie Cittadella e Vigodarzere. A seguire il salottino del caffè con i quattro tavolini identici agli angoli, la sala biliardo con stampe inglesi e due salotti, uno affrescato sul soffitto da Michele Fanoli dove risalta il foro praticato dai militari inglesi al centro dell’affresco per appendere una lampada…. Degli edifici annessi va citato l'oratorio neoclassico, progettato da Angelo Sacchetti. </p> <p>Eccellenze del contesto: Originariamente nel parco sono state messe a dimora circa 30.000 piante di diverse essenze particolari, studiate appositamente per accompagnare il visitatore nel “percorso iniziatico”. Oggi è andata perduta l’originaria sistemazione delle varie essenze, alcune per epidemie (platani, ipocastani e querce), altre per un naturale minor adattamento al clima. Attualmente si possono contare oltre 5.000 piante ad alto fusto delle quali almeno sei originarie della prima piantumazione; cinque platani e una quercia di oltre 220 anni che sono oggetto di costante attenzione e manutenzione. Quattro dei cinque platani hanno una circonferenza alla base di oltre 7,5 metri.</p>
<p>Su prenotazione non vi sono limiti od orari, tuttavia, per richieste particolari, si segnalano, prima della prenotazione, tutte le problematiche che consiglierebbero di spostare la data o l’ora della visita. </p> <p>Visite: In attesa della preparazione di una idonea struttura ricettiva, le visite sono organizzate dalla “Pro Loco” di Saonara. Altre eventuali possibilità sono momentaneamente solo su prenotazione. Le visite sono tutte accompagnate da una guida e da un custode in quanto il parco, sebbene “romantico”, è comunque pieno di piccole insidie soprattutto per i bambini più intraprendenti. </p>
Villa Cittadella Vigodarzere, Valmarana - Villa Valmarana <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000387
Villa Pisani Bonetti
<p>Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo, progettata da Andrea Palladio fin dal 1541, data del ritorno dal suo primo viaggio a Roma, e costruita tra i 1544 e il 1545, è forse l’opera più rappresentativa del periodo giovanile della sua attività. Con essa inizia la gloriosa collaborazione del Palladio con la Serenissima. </p><p>Ispirata alla monumentalità imperiale di Roma, Villa Pisani ben si adattava a rappresentare l’insediamento dei nuovi ‘feudatari’ e l’affermazione del potere di Venezia sulla terraferma. <br>La posizione della Villa sul fiume la collegava facilmente a Venezia per i trasporti sia delle persone che dei materiali e dei raccolti, facendone un luogo particolarmente comodo alla famiglia Pisani per l’utilizzo estivo e lavorativo che ne veniva fatto. </p><p>La Villa è oggi in perfetto stato di conservazione grazie all’opera dei proprietari precedenti ed attuali. La Barchessa, dopo un attento restauro e completo ripristino, ospita un bellissimo relais, spazio eventi e ristorante.</p><p>La Villa, visitabile tutto l’anno su prenotazione, dal 1996 è <b>patrimonio UNESCO</b>. </p>
<p>La Villa è aperta tutto l'anno su prenotazione<br>tel. 0444 831104 <br>villa@villapisanibonetti.it </p>
<p>Villa Pisani, Bonetti<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001476<br></p>
Villa Capra Bassani
<p>La Villa venne edificata nel 1764 dall'architetto conte Orazio Claudio Capra con interventi di Francesco Muttoni e Ottavio Bertotti Scamozzi.</p><p>Villa Capra Bassani è un esempio di villa neoclassica chiaramente ispirata alle architetture palladiane. <br>La Villa è dotata di un'ampia scalinata fiancheggiata da statue che conduce al pronao ionico. Il giardino è limitato da una peschiera sul ponte dalla quale si apre il cancello d'ingresso. Particolarmente belle le statue del frontone e dei poggi della scalinata.</p> <p>Il Salone si arricchisce al sommo delle pareti con monocromi raffiguranti scene mitologiche che rappresentano le Metamorfosi di Ovidio e un vivacissimo affresco con Fetonte che precipita dal carro colpito dal fulmine di Zeus. <br>Di particolare interesse sono l'altare e la paletta della cappellina domestica situati al secondo piano. Nella seconda metà dell'Ottocento, Villa Capra fu acquistata dalla famiglia Bassani, alla quale si deve l'ampliamento degli annessi rustici e della barchessa. </p> <p>La Villa é ancora oggi residenza privata degli attuali proprietari i Signori Fortunato, discendenti dei Bassani.</p>
<p>Villa Capra Bassani é aperta al pubblico su prenotazione per eventi e visite guidate. </p> <p>E' possibile anche affittare le sale in occasione di ricevimenti nuziali, cene particolari, manifestazioni esclusive, incontri di lavoro e servizi fotografici.</p> <p>Grazie all'ottima acustica del salone principale, può ospitare concerti strumentali e vocali.</p>
Villa Capra, Colleoni Porto, Bassani, Fortunato-Toscan - Villa Capra Bassani <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001971
Villa Thiene Valmarana
<p>Nel 1497, a Quinto, Giacomo Thiene, figlio di Marco, fa testamento nella casa padronale ed ordina di essere sepolto nel cimitero di S. Giorgio. C'è dunque già una villa ed il signore vi risiede per lunghi periodi dell'anno. La presenza di un signore in queste terre è destinata a rafforzarsi sempre più nei secoli successivi. I Thiene, da questo momento in poi, legheranno sempre più il loro nome alla storia dell'architettura veneta e del Palladio.</p><p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>"I disegni, che seguono sono della fabrica del Conte Ottavio Thiene à Quinto Sua Villa. Fu cominciata dal la felice memoria del Conte Marc’Antonio suo padre, e dal Conte Adriano suo zio: il sito è molto bello per haver da una parte la Tesina, e dall’altra un ramo di detto fiume assai grande”. Così Andrea Palladio introduce il progetto di villa Thiene nel suo trattato “I Quattro Libri d’Architettura”. Bisogna però sottolineare un aspetto fondamentale: il disegno inserito nel Trattato è il frutto di una radicale rielaborazione teorica successiva. Infatti, il primo progetto per questa villa è meno complesso ma più attento al contesto ambientale di quello del 1570. La villa venne costruita attorno al 1545/46 per Marcantonio Thiene. Al pianterreno, la sala consiliare conserva la decorazione cinquecentesca ad affresco dello scledense Giovanni De Mio. La villa, passata dai Thiene ai Valmarana, è sede municipale dal 1871. E’ patrimonio UNESCO dal 1996.</p><p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>-La Chiesa di San Giorgio, cui all'interno si trovano le tele della scuola del Maganza e pregevole fonte battesimale del '700 con stemma della famiglia Thiene. -In contrada Valproto, nel 1200, esisteva l'antica chiesa di San Michele Arcangelo e sull'antico campanile ancora visibile lo stemma in pietra della famiglia Thiene. -La Chiesa di Lanzè risale al 1927 ed è in stile neoclassico, opera di architetti locali. -In località Quintarello troviamo Villa Tacchi-Fagan, degno di nota il vasto parco ideato dall’architetto Giorgio Massari (XVIII secolo). -Più antica è la villa De Tacchi Franco detta anche "Cà Prigioni", la cui struttura incorpora un nucleo che forse risale ai tempi dei signori di Lanzè. -Altra testimonianza delle residenze estive della borghesia, costruite tra il Seicento e il Settecento è il villino Uderzo, ora Cavinato e villa Galvanin Rigon, a Lanzè.</p>
<p>Per visite alla Villa prenotare all'indirizzo e-mail: <b>cultura.istruzione@comune.quintovicentino.vi.it<br></b></p>
Villa Thiene, Valmarana - Villa Thiene sede municipale <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001519
Villa Ruzzini
<p>Villa Badoer Michieli Ruzini (detta Villa Ruzzini), fu costruita tra la fine del XVI secolo e l’inizio del secolo seguente per rinnovare la casa di campagna della nobile famiglia veneziana che, tra i molti personaggi di spicco, vanta un doge nel 1732, Carlo Ruzini. La villa fu decorata probabilmente tra il primo e il secondo decennio del Seicento. </p><p>Costituisce un unicum nel territorio la decorazione del piano nobile della villa: il salone è decorato daciclo pittori ad affresco rappresentante la rievocazione storica, attraverso sei episodi, di una vicenda di guerra in cui fu coinvolto il Capitano da Mar Marco Ruzzini nel 1350. <br>Il ciclo narra una storia di riscatto e dignità che vuole a distanza di secoli riabilitare il buon nome dell’antenato che, stando alle cronache, non aveva saputo ben gestire una serie di eventi accaduti tra Calcide e Corfù. Gli affreschi, in un vortice di navi, scene di guerra, scorci veneziani, paesaggi di mare ci riportano in un balzo ai tempi di Marco Ruzzini, una rivisitazione anacronistica coinvolgente.<br></p>
<p>Orari di apertura: </p><p>Martedì ore 9:00 - 13:00 </p><p>Giovedì 15:00 - 18:30</p>
<p>Per informazioni: cultura@comune.villanova.pd.it</p>
Villa Badoer – Micheli, Ruzzini - detta Villa Ruzzini (Municipio) <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000552
Villa Forni Cerato
<p>Villa Forni Cerato fu costruita attorno al 1565 rielaborando un edificio preesistente, su commissione di Girolamo Forni, un ricco commerciante di legnami ma senza titolo nobile, caso più unico che raro per le ville palladiane. Forni era in rapporti d'affari con Andrea Palladio come fornitore di legname, e questo è uno dei motivi che spingono la maggior parte dei critici ad attribuire il progetto di questa villa allo stesso Palladio; il disegno della villa è peraltro incluso ne "<i>Le fabbriche e i disegni di Andrea Palladio</i>" di Ottavio Bertotti Scamozzi. <br>È probabile che l'asciutto minimalismo dell'edificio rispecchiasse lo status sociale borghese del proprietario.<br>L'edificio è inserito dal 1996 nella lista dei patrimoni dell'umanità di UNESCO.<br>Il linguaggio della Villa ha generato dubbi sull'effettiva paternità palladiana, così come la planimetria semplice dell'edificio. In realtà, la Villa è l'esito della ristrutturazione della casa preesistente e il punto di vista va rovesciato, cogliendo l'intelligenza palladiana nel trasformare vincoli condizionati in opportunità espressive. <br>Al tempo la Villa possedeva una ricca decorazione scultorea, in parte opera documentata di Alessandro Vittoria. I vicini rustici e la colombara sono diroccati. Villa Forni Cerato è sempre stata oggetto di studio e analisi storiografiche.</p>
Visitabile solo l'esterno
Villa Forni, Cerato, Conedera, Caimeri, Lando - Villa Forni Cerato <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001776