Villa Villabruna
<p>La Villa è insediata su un terrazzamento artificiale, sostenuto da alti muri in pietrame. La strada d’accesso a Cart di Sopra costeggia i muri del terrapieno. La morfologia del colle, i terrazzamenti ed i muri di cinta, la viabilità antica, hanno strutturato urbanisticamente il piccolo nucleo di Cart di Sopra. Il sistema insediativo di crinale, di origine medievale, è ancora integro e costituisce un’unità paesaggistica di forte valenza ambientale. La perdita della funzione agricola, ha favorito il recupero degli edifici ad una nuova residenzialità cui corrisponde una diversa struttura produttiva e fondiaria. L’accesso principale avviene ad ovest, attraverso un portale definito da due pilastri bugnati. A nord la villa si affaccia direttamente sulla via; una breve scalinata in pietra segna il portale d’ingresso. Alle due estremità della villa sono evidenti due portali ad arco tamponati. Sul fianco est si apriva su un brolo cintato con orto e frutteto. Verso ovest, la villa è affiancata da un edificio porticato, sotto cui passa la via pubblica. Dietro la villa era eretta la Chiesetta di Santa Maria. Il luogo, nei rogiti notarili cinquecenteschi, è citato come “loco vocato a S. Maria”. La chiesetta venne visitata nel 1588 dal Vescovo Rovellio. Sulla facciata nord della villa, su una cornice della riquadratura a grafito, è incisa la data 1632. Tuttavia la data sembra ricordare la ristrutturazione di una preesistente costruzione; la villa infatti è inserita in un insieme edilizio, che si sviluppa allineato sul crinale del colle, in cui sono presenti edifici tardogotici. Origini almeno cinquecentesche sono provate da un recente scavo archeologico che ha ritrovato la Chiesetta di Santa Maria. Muri in profondità collegano la Chiesa con la villa e con casa Facino-Pasole. Nel settecento la villa appartenne alla nobile famiglia Villabruna. La proprietà è documentata in atti notarili del 1723, 1731 e 1815. Fino al 1887 fu di proprietà dei nobili Marsiai eredi Villabruna.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>La villa è un’evidente ristrutturazione seicentesca di un edificio più antico. Nell’ambiente centrale sono state modificate le dimensioni della trifora meridionale e la bifora con pilastrino centrale, a nord, è stata sostituita da un’unica finestra. L’apparato decorativo rappresenta una finta architettura porticata dove poggiano colonne verdi con capitelli corinzi dorati che reggono una trabeazione. Il ritmo delle colonne inquadra delle campiture accentuate da una fascia perimetrale in finto marmo rosso. All’interno dei riquadri sono affrescate scene cavalleresche e di probabile ispirazione biblica. Il corpo principale originale ha uno schema distributivo classico con sala centrale e due ambienti affiancati contrapposti. Le porte, murate, sono collocate nella parte mediana della sala e comprese nella decorazione ad affresco. I paesaggi ricordano la mano di Marco da Mel che ha affrescato la vicina casa Pasole. Arredamenti in parte originali (XVI e XVII secolo).</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>La collina di Cart costituisce ancora un contesto ambientale estraneo ai processi di urbanizzazione che hanno coinvolto la piana della vallata Feltrina. L’orografia, la struttura della proprietà fondiaria e gli strumenti di tutela hanno favorito la conservazione di un paesaggio agrario integro. La cartografia storica evidenzia un nucleo abitato lineare il cui impianto si è mantenuto immutato nel tempo. Il nucleo abitato è stato rilevato nell’Atlante dei Centri Storici elaborato dalla Regione. Gli studiosi sono d’accordo nel valutare il viale di Cart un rilevante sistema urbanistico-ambientale in cui la “villa” e le sue pertinenze organizzano il territorio. Il sistema insediativo di crinale, tipico in particolare del colle di Cart di Sopra, è di origine medievale. L’antica via incassata nel terreno e bordata di fitte siepi di carpino, attraversa un paesaggio agrario, ancora coltivato, straordinario.</p> <p>La villa è visitabile su appuntamento.</p>
Villa Villabruna, Marsiai, Cossalter, Cagnan<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003508
Villa Vescovile del Belvedere
<p>Costruita da A. Paolo Tremignòn, negli anni dal 1711 al 1713. Fu splendidamente rifinita ed adornata dalle pitture degli artisti bellunesi Marco e Sebastiano Ricci.</p> <p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>Eccezionale pregio della villa era il ciclo dei dipinti di Sebastiano e Marco Ricci. Di questi restano solo lo schema e il ricordo nell'acquerello di Osvaldo Monti, visibili nel museo civico di Belluno.</p> <p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>Nelle immediate vicinanze sorge la città di Belluno, anch'essa ricca di strutture artistiche e culturali, meritevoli di essere visitate.</p> <p>Il Parco è visitabile gratuitamente previo appuntamento telefonico.</p>
Villa “Vescovile”, Gerenzani, Marson - Villa Vescovile del Belvedere<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000196
Villa Molon
<p>Villa Giustinian – Molon Traverso venne edificata attorno al 1680 per volere del nobile veneziano Girolamo Giustinian appartenente al ramo “delle Acque”, dal nome della calle veneziana, non lontano da Rialto, dove sorgeva la loro dimora.</p><p>Dal 1711 al 1735 il vescovo di Torcello, Venezia, Marco Giustinian trascorse le vacanze estive in Villa a Campo di Pietra. Alla sua morte, per testamento, lasciò una somma di denaro per la parrocchia di San Mauro a Campo di Pietra.</p><p>Consultando i libri contabili della famiglia Giustinian, è interessante apprendere della produzione di vino “in caneva de Campo de Piera” e di come poi fosse spedito via fluviale a Venezia o per uso personale in Calle delle Acque o per immetterlo nel mercato.</p><p>Nel Marzo del 1792, per complesse questioni testamentarie, le proprietà passarono ai Querini Stampalia e alla famiglia Morosini Gatterburg. Quest’ultima successivamente cedette gran parte di quanto ereditato. “IL DOMINICALE DI CAMPO DI PIETRA”, così veniva chiamata la proprietà dai Querini Stampalia, visse un periodo di ampliamenti agronomici e di prosperità, grazie anche alle bonifiche di alcuni terreni circostanti la Villa e all’allevamento dei bachi da seta.</p><p>Nel 1851, il Conte Giovanni Querini partecipò alla prima esposizione universale (Londra) con la seta prodotta nella filanda di Campo di Pietra aggiudicandosi un importante riconoscimento.</p><p>Il dominicale rimase alla Famiglia Querini sino al 1869 quando l’ultimo membro della famiglia, il Conte Giovanni Querini Stampalia, morì. Nel suo testamento lasciò tutte le sue proprietà per la costituzione della Fondazione Pia Querini Stampalia di Campo Santa Maria Formosa, Venezia. La Fondazione è tutt’oggi esistente e apre al pubblico il proprio museo e la biblioteca. Tuttavia nel corso degli anni, per mantenere la fondazione, gran parte delle proprietà nell’ entroterra veneto furono vendute così come la Villa di Campo di Pietra.</p><p>Nel 1909 la Villa passava a Giuseppe Tommaseo Ponzetta che in breve tempo la rivendeva alla famiglia Tagliapietra.</p><p>Nel 1917 passava nelle disponibilità di Guido Carretta di Santa Maria di Campagna, il quale creò di fatto, in unione all’allevamento dei bachi da seta, un’azienda agricola di un migliaio di ettari con campi vitati, frumento e grano.</p><p>Nel 1918, la Villa trovandosi a circa 3 km dal fiume Piave, durante la fase finale del primo conflitto mondiale, fu occupata dalle truppe austriache e colpita da alcuni colpi dell’artiglieria italiana subendo pesanti danni. Tra il 1919 e il 1923 il complesso venne riportato alla situazione originale e ingrandito con la costruzione di nuove cantine.</p><p>Nel 1969 la Villa venne iscritta all’istituto Regionale Ville Venete, apponendole, così, il vincolo di protezione strutturale tutt’ora in essere.</p><p>Nel 1995 la Famiglia Molon Traverso acquistò la Villa e con coraggio, impegno e passione iniziò una lunga ristrutturazione, riportandola ai tempi gloriosi della Serenissima Repubblica di Venezia. L’inaugurazione avvenne nell’agosto 1996.</p><p>Nel 2015, Villa Giustinian – Molon Traverso è stata insignita dall’Istituto Regionale Ville Venete a Palazzo Ducale in Venezia con il premio “Miglior Villa Veneta 2015” per l’attività svolta e l’impegno profuso a favore della conservazione e valorizzazione di Villa Molon.</p><p>Oggi le strutture ospitano come in passato le cantine d’invecchiamento, la piccola Osteria, il wine shop con eccellenze gastronomiche, il museo di civiltà contadina, gli uffici amministrativi e degli spazi destinati ad eventi di vario genere.</p>
<p>Gli orari fanno riferimento al Parco e alla cantina che sono visitabili, la Villa non è visitabile. </p>
Previa prenotazione è possibile organizzare in ambito vitivinicolo visite guidate con degustazione dei propri prodotti.
Visita al parco in autonomia e accesso alla cantina gratuite.
Villa Giustinian, Querini - Stampalia, Carretta ora Molon Traverso - Molon Traverso <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000279
Terme e benessere
Nel cuore delle colline venete, le terme sono un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Strutture moderne immerse nella natura, personale altamente qualificato e un’ampia proposta di trattamenti curativi ed estetici ti aspettano per un soggiorno rigenerante.
Per maggiori informazioni sul sistema termale veneto e sull’offerta ricettiva collegata, puoi consultare i siti ufficiali di Federterme e Federalberghi Terme.
La più grande area termale d’Europa, immersa nel Parco dei Colli Euganei, Riserva MAB UNESCO. Un’oasi di benessere dove rigenerarsi tra acque curative, natura, cultura e sapori del territorio.
Giardino monumentale di Valsanzibio
A Galzignano Terme, in provincia di Padova, si trova uno dei giardini d’epoca più belli di tutta Europa: Il Giardino Storico di Valsanzibio. Immerso tra le dolci linee dei Colli Euganei, questo splendido parco fu costruito nel Seicento per volere della famiglia veneziana dei Barbarigo e oggi fa da cornice verdeggiante a Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani.
Giardino di Villa Giustiniani
Si estendono nella campagna padovana gli oltre cinque ettari di giardini di Villa Giustiniani. La seicentesca villa veneta si trova a Vanzo, frazione di San Pietro Viminario, immersa tra piante ultracentenarie e alberi rari, tra cui una magnolia grandiflora e un cedro del Libano dalle dimensioni straordinarie.
Giardini di Palazzo Giusti
Vicinissimo al centro e all'anfiteatro dell'Arena, il giardino s'inerpica sulle pendici del Colle di San Pietro. La sua storia inizia nel corso del XV secolo per volontà della famiglia Giusti, commercianti di lana di origine toscana che si erano trasferiti a Verona. Sarà poi il conte Agostino nella seconda metà del Cinquecento a dargli la forma che oggi vediamo, seppur con qualche variazione.
Giardino Botanico Alpino G. Lorenzoni
Situato in una posizione centrale nell’Altopiano del Cansiglio, il Giardino Botanico Alpino è una struttura che permette di osservare e conoscere un elevato numero di specie vegetali e di habitat diversi. Venne istituito nel 1972 su ideazione del prof. Giovanni Giorgio Lorenzoni.
Birdwatching
Per muovere i primi passi sono sufficienti un binocolo e una guida al riconoscimento delle specie e voilà: tutti possono fare birdwatching. Questa parola inglese, ormai entrata nel vocabolario italiano, significa osservare gli uccelli in libertà, inseriti nel loro ambiente naturale. Un hobby che si può fare tranquillamente in tutte le stagioni dell’anno e ovunque, anche nelle nostre città, perché tutti gli ambienti sono popolati da numerose specie.
In Veneto gli appassionati di birdwatching trovano moltissime zone dove poter esercitare la propria passione, in una varietà di climi e ambienti che consentono l'osservazione di oltre 400 varietà di volatili.
Per il birdwatcher il Delta del Po è una delle mete più ambite perché quest'area protetta possiede un patrimonio ornitologico straordinario con quasi 400 specie di uccelli acquatici, stanziali, migratori e di passo che possono essere osservati in ogni angolo del territorio.
Seguendo il corso lento del Sile, tra canneti e acque di risorgiva, puoi osservare da vicino aironi, martin pescatori e molte altre specie che trovano in questo fiume uno degli ambienti naturali più ricchi e accessibili della pianura veneta.
Una riserva naturale situata tra Caorle e Bibione, alla foce dei fiumi Livenza e Tagliamento. È un'area ricchissima, habitat ideale per molte specie, prime tra tutte quelle dei volatili, con una popolazione di oltre 250 specie. Un angolo di paradiso tanto che l'Unione Europea lo ha riconosciuto Zona di Protezione Speciale e Sito di Importanza Comunitaria.
Quest'area protetta dal 1990 è caratterizzata da una grande varietà di flora e fauna. Questo rende il territorio particolarmente interessante per chi vuole avvicinarsi alla natura praticando slow tourism e soprattutto birdwatching. Oltre 115 specie di uccelli trovano rifugio sicuro nel Parco.
Natura
Dalle montagne che sfiorano il cielo alle lagune che accarezzano il litorale, pedalando per le valli, le oasi e giardini, camminando i boschi degli altipiani e le viti delle colline, seguendo le risorgive, i laghi e i corsi d'acqua che disegnano eleganti geometrie sulla pianura: il Veneto è una regione di racconti naturali forti e sorprendenti.
Non è solo una stagione, è uno spettacolo. In Veneto l'autunno accende boschi, valli e colline con sfumature che cambiano ogni giorno. Il momento giusto? Quando le foglie scricchiolano sotto i piedi e il paesaggio si colora di oro, rame e ruggine.
Ali spiegate sulla laguna, tra le dune, nei canneti o lungo i fiumi. Il Veneto è una tappa chiave per i migratori e un paradiso per chi ama osservarli. Bastano un binocolo e un po' di pazienza per entrare in un mondo inaspettato
Grandi respiri in grandi spazi naturali. Tra vette dolomitiche, cascate nascoste, biosfere uniche e specchi d’acqua silenziosi, vivi il Veneto dove la natura si fa maestosa.
Il volto autentico del Veneto si trova anche nelle sue campagne, nell'accoglienza genuina e nella vita lenta. Tra borghi, agriturismi, fattorie ed escursioni a cavallo, il contatto con la natura è arricchito dalla scoperta dei suoi prodotti tipici.