Palazzo delle Contesse
<p> Situato nel centro storico di Mel a Borgo Valbelluna, il Palazzo delle Contesse è stato eretto nel XVII secolo da Adriano del Zotto, un ricco mercante veneziano. Il nome "delle Contesse" deriva dalla vita sentimentale di Adriano che in prime nozze sposò la contessa Elisabetta Papadopoli e in seconde nozze la contessa Elisabetta Tiepolo entambe appartenenti alla nobiltà veneziana.</p><p>Nel XVIII secolo, il palazzo fu acquistato dalla famiglia Contarini, una delle famiglie più importanti di Venezia. I Contarini ristrutturarono il palazzo e lo decorarono con affreschi e mobili antichi. Nel XIX secolo, il palazzo fu acquistato dalla famiglia De Marchi, che lo utilizzò come residenza privata. In seguito passò al Comune di Mel.</p><p>Il palazzo è un esempio di architettura residenziale urbana veneta, a tre piani, con una facciata in pietra e un cortile interno. Al suo interno ospita una serie di affreschi e decorazioni, tra cui un affresco del pittore Antonio Bettio che raffigura la "Vittoria dell'Aurora sulla Notte" e che si trova nel salone principale del palazzo e raffigura la dea Aurora che sconfigge la dea Notte.</p><p> Il Palazzo delle Contesse è oggi un centro culturale che ospita mostre, concerti e altri eventi. È anche sede del Museo Civico Archeologico di Borgo Valbelluna. </p>
<p>Palazzo “delle Contesse”<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003523</p>
Villa Gualdo, Valmarana, Vendramin Calergi ora Palazzo Comunale
<p> <br></p><p>Nel cuore della campagna veneta sorge un capolavoro architettonico progettato da Giuseppe Gualdo: <b>Villa Gualdo, Valmarana, Vendramin Calergi ora Palazzo Comunale,</b> una dimora imponente, con corpo centrale su quattro piani affiancato da due ali simmetriche. L'eleganza e la maestosità dell’edificio sono esaltate dalle tre scale scenografiche e dagli accessi laterali. Tra le eccellenze custodite spicca lo splendido lavabo cinquecentesco dell’atrio, attribuito alla bottega dei maestri palladiani Giovanni Di Giacomo da Porlezza e Girolamo Pittoni da Lumignano. Nel salone nobile, oggi sala consiliare, cinque porte con cimasa orizzontale incorniciano busti in stucco di imperatori romani, probabilmente di epoca neoclassica. La villa accoglie anche opere di U. Coromaldi e Luigi Tarra, doni del Marchese Giuseppe Roi, e ospita una mostra permanente dedicata ad Antonio Fogazzaro. Il contesto architettonico è arricchito dalla Chiesetta degli Eroi (1832), con un dipinto di G. Busato, e dall’ex convento di San Marco, oggi della diocesi di Padova, dove Fogazzaro scrisse il racconto <i>Pereat Rocus</i>.</p><p><br></p>
Villa Caprera
Villa Moresco, Serena (Villa Caprera) - Villa Caprera<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500004021
Villa Ferramosca, Sesso, Beggiato, Monti, Berti
<p><b>Villa Ferramosca, Sesso, Beggiato, Monti, Berti</b> sorge sulle antiche fondamenta di un castello medievale del territorio di Barbano, nella campagna vicentina. Le ricerche storiche e architettoniche confermano che, nel 1565, il celebre giurista Girolamo Ferramosca commissionò la costruzione della villa agli architetti <b>Giandomenico e Vincenzo Scamozzi</b>, padre e figlio, protagonisti dell’architettura rinascimentale veneta. Il progetto si inserisce nel solco delle più nobili tradizioni palladiane, con un'impronta monumentale e un'eleganza compositiva che ancora oggi affascinano. La villa conobbe il suo massimo splendore tra il XVI e il XVII secolo, periodo in cui la famiglia Ferramosca — appartenente all'antica nobiltà vicentina — era proprietaria del feudo di Barbano e di numerose altre tenute nella provincia di Vicenza. Nota per il gusto raffinato e l'alto profilo culturale, la casata ottenne nel Seicento anche l’ambito titolo di nobiltà veneziana. Attraverso una sapiente politica matrimoniale, i Ferramosca si unirono ad altri importanti lignaggi locali, consolidando ulteriormente ricchezza e influenza. Alla fine del Settecento, con l’estinzione della famiglia, la villa passò prima ai Sesso e successivamente agli Antoni Zaccaria, per poi essere acquisita dagli ultimi nobili residenti: i Beggiato. Oggi, dopo decenni di incuria, la villa sta vivendo una nuova stagione di rinascita grazie a un'imponente opera di restauro strutturale e architettonico, volta a riportarla allo splendore originario. L’intervento di recupero, curato con passione e rigore filologico dagli attuali proprietari, mira a valorizzare non solo l’edificio principale, ma anche tutte le pertinenze della villa, interpretandole come elementi integrati in un progetto culturale e sociale più ampio. L’obiettivo è quello di restituire al territorio un luogo identitario, capace di raccontare la storia, l’arte e l’ingegno che hanno segnato secoli di vita rurale ed aristocratica.</p><p> </p><p> </p><p><b>Contatti e Visite</b></p><p> </p><p>Villa Ferramosca è visitabile su appuntamento, compatibilmente con i lavori di restauro in corso e nel rispetto delle normative di sicurezza previste.<br><b>Per appuntamenti: (+39) 349 3531847</b></p><p><b></b><br></p>
<p>Villa Ferramosca, Sesso, Beggiato, Monti, Berti è <b>visitabile su appuntamento</b>, compatibilmente con i lavori di restauro in corso e nelle modalità previste dal piano di sicurezza. </p><p><i></i>Referente: Alberto Marzaro </p><p>Telefono: <b>349 353 1847</b></p><p>E-mail: <b>alberto@marzaro.net</b></p><p><br></p><p><br></p>
Villa Ferramosca, Sesso, Beggiato, Monti, Berti - Villa Ferramosca, Sesso, Beggiato. <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001452
Villa Cappello Giantin
<p>Si suppone che la villa sia dei primi del Cinquecento anche se nel corso dei secoli venne arricchita con diversi interventi. Nel 1740 oltre al palazzo padronale, si menzionano un giardino, un orto e un "casino". Rimase di proprietà della famiglia Cappello fino all'epoca napoleonica. Nel 1807 il complesso fu acquisito dal demanio pubblico e accorpato a Villa Pisani. </p><p>Nel frattempo diventa residenza di Eugenio Beauharnais. Successivamente la villa divenne residenza di ufficiali e governatori austriaci e il fabbricato adiacente fu impiegato come caserma. Il blocco residenziale presenta una pianta rettangolare e un impianto tradizionale con salone passante. Si sviluppa su tre livelli: un seminterrato, due piani principali e un mezzanino ai lati del secondo livello. Sul retro della villa è presente un giardino in bosso e piante d'alto fusto. Sul fondo della proprietà sorge un fabbricato di servizio con campate ad arco e grandi paraste doriche che ne scandiscono i prospetti.</p>
Palazzo Cappello<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001607
Villa Cà Conti, Rusconi, Camerini
<p>Ca’ Conti è un monumentale complesso di origine cinquecentesca. Originariamente stazione benedettina, divenne nel 1580 proprietà della famiglia Conti. Nel 1832 Cristoforo Camerini la acquistò ed entrò a far parte delle sue proprietà. Agli inizi del 1900 venne lasciata, insieme al cognome da Giovanni Camerini a Giovanni Rusconi, divenendo la residenza della famiglia Rusconi Camerini. Circondata da un meraviglioso e romantico parco all’italiana, arricchito da statue e piante secolari, è un luogo di grande fascino, in cui poter ammirare splendidi affreschi seicenteschi perfettamente conservati e stupende decorazioni di Giovanni Biasin. </p> <p>Eccellenze della villa: Ca' Conti accoglie i suoi ospiti in una splendida corte perfettamente conservata. L'imponente selice (aia) in trachite è circondata dalla barchessa, dalle stalle e dagli altri annessi agricoli, che narrano la storia di vita quotidiana dedicata al lavoro in campagna. Fra le sue mura splendidi affreschi a tema agreste dipinti in occasione del matrimonio di Manfredo Conti nel 1632 e gli arredi originali sorprendono il visitatore che rimane colpito dalla magnificenza della sala che accompagna verso il parco secolare. Il romantico giardino all'italiana con le sue statue, le ghiacciaie, le piante imponenti e il suo laghetto, cattura ed affascina coloro che lo visitano. </p> <p>Eccellenze del contesto: Partendo da Ca' Conti è possibile visitare la bella Villa Pisani Bolognesi Scalabrin a Vescovana, Villa Miari de Cumani a Sant'Elena, lo splendido castello di Monselice.</p>
Orari: sabato e domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 17,00 su prenotazione a info@villacaconti.it oppure telefonando al + 39 389 2370310. Per visite dal lunedì al venerdì prenotare al + 39 389 2370310.
<p>Villa Cà Conti, Rusconi, Camerini - Villa Ca' Conti dei Marchesi Rusconi Camerini <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002812</p>
Villa Fracanzan Piovene
<p>Nel 1316 la famiglia Fracanzan acquistò in Orgiano terreni e fabbricati, nucleo originale dell’attuale complesso. Nei secoli successivi i Fracanzan parteciparono alla vita politica della zona e contribuirono alle bonifiche dei terreni circostanti secondo i grandi progetti della Repubblica Veneta. All’inizio del 1700 la famiglia Fracanzan, diventata tra le più importanti di Vicenza, per consolidare la propria immagine, commissionò all’architetto luganese Francesco Muttoni il progetto della villa e del giardino. La villa fu sede di un importante salotto letterario e a lungo vi soggiornò Elisabetta Turra Caminer (Venezia 1751 - Orgiano 1796), prima donna giornalista del tempo, nota per le sue idee illuministiche. La villa fu occupata dalle truppe napoleoniche dopo la battaglia di Arcole, dai soldati austriaci nel 1866, dai comandi italiani durante la prima guerra mondiale e dalla Wehrmacht nel 1945. Nel 1870 i beni dei Fracanzan furono rilevati dagli Orgian e passarono quindi per successione alla famiglia Piovene.</p> <p>Francesco Muttoni, (1668 – 1747) di origine luganese, fu chiamato a Vicenza alla fine del 1600. Architetto barocco influenzato dal Borromini per i suoi frequenti viaggi a Roma, studiò Palladio e pubblicò un’importante opera “Architettura di Andrea Palladio vicentino” con tavole e osservazioni. Molte ville e palazzi vicentini dell’inizio del settecento portano la sua firma. Quando Muttoni, all'inizio del 1700 fu chiamato dai Fracanzan a Orgiano per progettare la villa, si trovò a dover fondere parte dei vecchi edifici medioevali con le nuove costruzioni in un contesto ambientale particolare e vincolante. La monumentale struttura barocca ideata da Muttoni, rara nel Veneto, è oggetto di studio per i numerosi elementi decorativi della tradizione palladiana. I progetti originali della villa si trovano a Washington alla Library of Congress e in archivi privati italiani. Tutti gli interni della villa sono perfettamente arredati e testimoniano gli stili di vita dei secoli passati. Al piano terra la villa è impostata attorno alla sala delle colonne su cui si affacciano la sala del biliardo, la sala del plebiscito con cimeli storici e la sala da pranzo con piatti e servizi d’epoca. La famosissima cucina, con raccolte di utensili e rami, è nota per il cinquecentesco acquaio in marmo rosso progettato dal veronese Farinati e che secondo la tradizione Napoleone voleva portare al Louvre. Al primo piano il grande salone da ballo, la sala delle ceramiche, le camere da letto con i baldacchini, la camera napoleonica, i bagni e la grande vecchia stireria.</p>
<h3>ORARI</h3> <p>Visite per gruppi superiori a 20 persone: tutto l’anno previo appuntamento<br>Visite individuali: domeniche e festivi dal 1 aprile al 31 ottobre dalle ore 15 alle ore 19.</p> <p>Chiusura estiva: 20 luglio – 20 agosto</p> <h3>BIGLIETTI D'INGRESSO</h3> <p>Individuali: € 8,00<br>Gruppi: superiori alle 20 persone € 7,00<br>Ragazzi fino a 14 anni: € 4,00<br>Bambini fino a 6 anni e portatori di handicap: Ingresso gratuito</p>
Corte di villa Fracanzan, Piovene Porto Godi - Villa Fracanzan Piovene <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001507
Villa Murari Bra detta "La Mattarana"
<p>ll primo documento risale al 03 gennaio 1255 quando Bartolomeo Visconti lascia in dote alla zia, suor Maura, l'insediamento originario della villa. La volgarizzazione del nome della badessa "Mater Maura" darà origine al nome di questa dimora. Lo sviluppo architettonico definitivo le viene conferito nel XV secolo, mentre gli affreschi al suo interno vengono eseguiti nel corso del 1500 su commissione dei conti Murari dalla Corte Brà e sono attribuiti a Bernardino India e alla scuola di Paolo Caliari detto il "Veronese".</p><p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>La villa risulta di particolare interesse per la struttura architettonica risalente al XV secolo caratterizzata da tre torri e per gli affreschi interni del XVI secolo che decorano le sale e la cappella gentilizia.</p>
<p><b>In auto: </b>Dal casello autostradale Verona est: tangenziale est Valpantena; terza uscita via Mattarana. Da Verona centro: viale Venezia; via Unità d'Italia; tangenziale est Valpantena; prima uscita via Mattarana.</p><p><b><i></i>In aereo: </b>Tangenziale per Verona; via Faccio; lungadige Galtarossa; via Torbido; viale Venezia; via Unità d'Italia; tangenziale est Valpantena; prima uscita via Mattarana.</p><p><b><i></i>In treno: </b>Via Faccio; lungadige Galtarossa; via Torbido; viale Venezia; via Unità d'Italia; ring road est Valpantena; prima uscita via Mattarana.</p><p><b><i></i>In autobus: </b>Linea ATV direzione Ferrazze.</p>
Euro 8,00 a persona.
Villa Godi Malinverni
<p><b>ORARIO VISITE VILLA<br></b>Villa Godi effettua aperture straordinarie, in qualsiasi periodo dell'anno su richiesta e previa prenotazione, sia per visite di gruppo che individuali.<br><br><b>Da Maggio a Settembre</b><br>Martedì: 15 - 19<br>Sabato: 9 - 14<br>Domenica e Festivi: 10 - 19<br><br><b>Marzo, Aprile,<br>Ottobre e Novembre</b><br>Martedì: 14 - 18<br>Sabato: 9 - 14<br>Domenica e Festivi: 14 - 18<br><br><b>INFO E PRENOTAZIONI</b><br>Telefono: +39.0445860561<br>Telefono: +39.3393429942<br>E-mail: info@villagodi.com</p> <p> </p>
Villa Godi, Porto, Piovene, Valmarana, Malinverni - LE COLLINE DEL PALLADIO SRL <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001010
Villa Gioia Grande
<p>La villa risale ai primi del sec. XVIII (con un nucleo originario del XVI secolo) e rappresenta un esempio tipico dello stile chiamato“ ‘700 rustico”, che si distingue per sobrietà e purezza di linee da quello fastoso ed ornato di altre dimore più importanti della campagna veneta. Anch’essa, secondo la tradizione, fu costruita da una famiglia aristocratica nell’entroterra della Repubblica di Venezia come residenza di villeggiatura. La villa è passata attraverso varie Casate della nobiltà locale: Conti Bonaguro, Conti Vanzo, Conti Caffo, Barone Sturm von Hirschfeld e altri, finché, seguendo la sorte comune di tali proprietà, le terre ad essa legate sono state a poco a poco vendute e disperse. Nel 1978 la dimora e il parco sono stati acquistati dagli attuali proprietari che li hanno restaurati con grande cura e li hanno chiamati “Gioiagrande” per la loro serena bellezza.</p><p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>La villa è circondata da un’ampia tenuta agricola, dal paesaggio ameno e dalla vegetazione rigogliosa per la fertilità del suolo e per l’abbondanza delle acque, derivate dal fiume Brenta con un antico e tuttora efficace sistema di canalizzazione. L’ampio parco, di 25.000 mq, forse disegnato dal botanico Parolini, è tenuto a perfetta regola d’arte: piante secolari, fiori, arbusti, corsi d’acqua, percorsi e passeggiate, ponti e ponticelli avvolgono e circondano la villa e creano un’atmosfera gradevole e rilassante.</p><p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>Villa "Gioiagrande" si trova in una posizione particolarmente felice perché sita a breve distanza da centri e città ben conosciute, quali: Bassano del Grappa, antica città e città natale dei pittori Da Ponte; Marostica, città murata e famosa per la partita a scacchi; Castelfranco Veneto, patria del Giorgione; Cittadella, antico borgo medioevale; Asolo, bellissimo borgo sito nelle colline della marca trevigiana.</p>
Lunedì dalle 9.30 alle 10.30
Villa Morosini, Lampertico, Bonguro, Vanzo Mercante, Caffo, Sturm, Marinotti, Cerantola-Sandri detta "Gioia Grande" - Villa Gioiagrande <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002934