Villa Orsato, Cittadella-Vigodarzere, Gallarati Scotti

Sottotitolo
Una storia antica che dura da 500 anni
Recapito mail
vigallascotti@gmail.com
Coordinate geografiche
45.6389562, 11.7593595
Indirizzo
Via Guglielmo Marconi, 61
Descrizione formattata

<p>La Villa, già Ca’ Orsato e Villa Cittadella Vigodarzere, risale almeno ai primi anni del XVI secolo. </p><p>Elegante nelle sue geometrie neoclassiche, si ritiene sia appartenuta in origine alla famiglia dei Da Fontaniva, e solo poi agli Orsato, per via nuziale. </p><p>Proprietà Cittadella Vigodarzere dal 1848, venne lasciata in eredità da Fabrizio Orsato ad Andrea C.V., dopo averla circondata con un magnifico giardino all’inglese, attribuito a G. Jappelli. </p><p>Nei secoli successivi divenne Osservatorio meteorologico nazionale, ospedale da campo, quartier generale nazista, e sempre meta privilegiata di personaggi illustri della vita politica nazionale e delle arti. Il nome attuale deriva dall’unione di Aurelia C.V. con Tommaso Gallarati Scotti avvenuta nel 1918. </p><p>Monumento nazionale dal 1925. </p><p> Si trova un ampio giardino all’inglese perfettamente conservato in cui si possono ritrovare gli stilemi tipici del parco romantico; dolci declivi, sentieri sinuosi, piccoli ruscelli e una cornice arborea di grande effetto che inquadra un suggestivo specchio d’acqua centrale. Completamento scenografico irrinunciabile all’architettura d’insieme del luogo. Risalente al secondo decennio del 1800, e attribuito a G. Jappelli, copre una superficie di circa tre ettari, e presenta una notevole varietà di specie vegetali, alcune secolari. </p><p>Si conserva una cappella gentilizia funeraria in stile neogotico fiorito, ricostruita in onore del conte Fabrizio Orsato tra il 1848 e il 1850 su progetto di Pietro Selvatico Estense, allievo dello Jappelli. </p><p>Villa Gallarati Scotti si trova in una posizione strategica per raggiungere altre interessanti mete turistiche. A 1 km di distanza si può visitare la bellissima città murata di Cittadella, borgo medievale fortificato, mirabilmente restaurato. Poco più distanti, per gli amanti dell’arte, Villa Contarini del Palladio a Piazzola sul Brenta, mentre per chi ama la natura la Palude di Onara. Con circa venti minuti d’auto, infine, si possono raggiungere Vicenza, Bassano del Grappa e Castelfranco Veneto.</p>

External ID
34a9338e-7f4a-46b3-91f1-23efdc7318c0
Localita
Area turistica
CAP
35014
Immagine di copertina esterna
Orari di apertura

<p> Orari di apertura: Dalle ore 10.00 alle ore 18.00 su prenotazione </p><p> Visite: Attualmente sono visitabili il parco all'inglese di circa tre ettari e la cappella gentilizia </p><p> Biglietto d'ingresso: 4 euro a persona senza servizio guida 5 euro a persona con servizio guida </p><p>Gratis i bambini sotto i 6 anni accompagnati da adulti.</p>

Comune
Fontaniva (PD)

Villa Molin

Sottotitolo
Una splendida villa cinquecentesca progettata dallo Scamozzi.
Coordinate geografiche
45.3625488, 11.8400585
Indirizzo
Via Ponte della Cagna, 106
Descrizione formattata

<p> La villa, progettata nel 1597 da Vincenzo Scamozzi per l’ambasciatore della Serenissima Nicolò Molin, è uno degli immobili più importanti di Padova.</p><p>All’interno è un prezioso scrigno di opere d’arte realizzate in&nbsp;quattro secoli. Da oggi è finalmente possibile visitarla con tour guidati da un architetto esperto in storia dell’arte che racconterà le caratteristiche architettoniche e artistiche e le affascinanti vicende delle famiglie che vi hanno vissuto.<br> La villa è aperta anche per eventi e cerimonie.</p><p> <i> “L’illustrissimo signor Niccolò Molino Cavaliere, fabbricò secondo questi nostri disegni ad un luogo detto la Mandria...onde è congiunto insieme il comodo &amp; il piacere della villa.… L’aspetto della fabbrica guarda a Sirocco: dinanzi le passa la strada maestra e corre il Bacchiglione, fiume molto navigabile” <br> </i>Così Vincenzo Scamozzi racconta villa Molin nel suo trattato e così ci e’ stata tramandata dal 1597. Fedele al suo progetto originale, si erge maestosa e si specchia elegantemente nelle acque del canale Battaglia. </p><p> <b>Il committente: Nicolò Molin</b> <br>La villa fu edificata nel 1597 da Nicolò Molin, Savio di Terraferma, ambasciatore della Serenissima presso il Granducato di Toscana e presso la corte d’Inghilterra, marito della figlia del doge Alvise Grimani. La famiglia Molin diede alla Repubblica di Venezia molti uomini illustri, saggi e valorosi nella politica e nelle armi e virtuosi prelati. I patrizi veneziani gareggiavano tra loro con la costruzione delle sontuose residenze, quindi, quando Nicolò decise di costruire una villa di campagna per rendere omaggio alla propria famiglia, chiamò il più importante architetto del suo tempo a Venezia: <b>Vincenzo Scamozzi</b>, allora proto della Repubblica e autore delle Procuratie Nuove in piazza San Marco e continuatore di alcuni progetti di Palladio. </p><p> <b>Il progettista: Vincenzo Scamozzi </b><br>Scamozzi, il progettista di Villa Molin, è l’ultimo dei grandi architetti del Rinascimento, stretto fra la tradizione trionfale della generazione di Palladio e il mondo nuovo di Galileo Galilei. Cerca una propria dimensione in una visione dell’architettura come pratica razionale, attenta agli aspetti funzionali, all’economia dei mezzi, ma anche a un nuovo rapporto con il paesaggio, producendo capolavori come la Rocca Pisana di Lonigo, il teatro di Sabbioneta, le Procuratie Nuove in piazza San Marco a Venezia. <br> Wittkower lo definisce “il padre intellettuale del Neoclassicismo”. Figlio di un agiato costruttore edile di Vicenza, Scamozzi ebbe una formazione scolastica molto ampia studiando architettura sui testi di Sebastiano Serlio, approfondendo lo studio degli edifici antichi con frequenti viaggi a Roma e accumulando un sapere che travalica di gran lunga i limiti delle discipline inerenti l’architettura nei campi più diversi, dai classici latini e greci ai più diffusi titoli della moderna divulgazione. </p><p>La sua fama è legata anche al testo "L'idea dell'architettura universale" (1615), che raccoglie i progetti di Scamozzi e il suo dotto e ampio concetto di architettura. L'influenza del suo pensiero lo portò a essere annoverato come ultimo elemento dell’insigne gruppo dei teorici classicisti e normativi dell’architettura, su fondamento dei quali si stabilì il canone della teoria dell’architettura, riguardante gli ordini delle colonne, valido sino alle soglie della modernità. La grande diffusione avuta all'estero, soprattutto in Olanda e Inghilterra, lo rese testo di studio e di ispirazione per gli architetti, facendo diventare Scamozzi un vero maestro da studiare e da imitare. <br>Inigo Jones e John Soane visitarono personalmente Villa Molin e citarono Scamozzi come un maestro. </p><p><b>La villa</b><br>Tutte le più importanti famiglie nobili di Padova, nei secoli, tramite matrimoni e passaggi di proprietà risiedettero nella villa. Dopo i <b>Molin</b> la villa passò ai <b>Capodilista</b> e quando il ramo della famiglia si estinse passò ai<b> Conti </b>nel 1672. A loro si devono gli affreschi del salone centrale, come testimoniano gli scudi presenti nella volta del salone. <br>Nel 1748 fu ospitato il Vescovo di Padova, Carlo Rezzonico, che divenne Papa Clemente XIII. <br>Nel 1772 la famiglia Capodilista riacquistò la villa e realizzò gli splendidi stucchi delle sale al piano primo. Il cervo rosso, simbolo dei Capodilista, si ritrova sulle porte del piano terra e in altri elementi decorativi come gli scudi raffigurati agli angoli della volta del salone, che raccontano dei matrimoni tra i Capodilista e altre famiglie nobili. <br>Tramite passaggi di proprietà e matrimoni passò ai <b>Dondi Orologio.</b> <br>Nel 1918 fu sede di alcuni incontri che portarono all’armistizio firmato il 3 novembre presso la vicina Villa Giusti. Nel 1955 fu acquistata dall’industriale <b>Igino Kofler</b>, che realizzò importanti interventi di ripristino che riportarono la villa al suo antico splendore. Il restauro di Kofler riportò alla luce gli affreschi originali, eliminando alcuni decori ottocenteschi non coerenti con la struttura e l’originale visione della villa.<br> La mano sapiente ed esperta del suo progettista, Vincenzo Scamozzi ha disegnato volumi nitidi ed eleganti e una planimetria dalla straordinaria coerenza geometrica, basata sul quadrato che determina sia la forma della villa che della sala centrale. Il piano terra si articola in sale angolari raccolte attorno alla stanza centrale dotata di una virtuosistica volta ribassata. </p><p>Entrate in villa Molin, salite le scale e alzate gli occhi...benvenuti nel meraviglioso 1600! </p><p> Lasciatevi stupire dal fascino con cui luci soffuse e colori vivi riempiono lo spazio e incantano gli occhi. <br> Lo <b>scalone monumentale </b>porta al piano superiore dove esplode la magnificenza del volume del <b>salone a tripla altezza</b>, interamente affrescato con vestiboli che inquadrano viste diverse sui quattro punti cardinali e sale decorate a stucco negli angoli. Nel salone centrale virtuali architetture, dipinte in prospettiva, ricoprono per intero le pareti e la volta, creando un insieme di grandiosità che ricorda le aule termali romane studiate in gioventù da Scamozzi. <br>La policromia accentua la varietà e l’illusione di profondità degli spazi. Nicchie e cammei ovali in monocromo violetto abbracciano e sovrastano le quattro porte centrali. Vi si narrano episodi della vita di Enea, il più valoroso dei Troiani dopo Ettore. Al di sopra delle otto porte angolari, finti cassettonati e vasi di fiori, contribuiscono ad accentuare la dimensione prospettica di tutto l’impianto quadraturistico. <br> La volta si innalza da un lineare cornicione dipinto; negli angoli, colonne corinzie di marmo rosso delimitano otto profonde loggette da cui si affacciano musici, dame e cavalieri. Gli stemmi delle famiglie Capodilista e Conti sono sui quattro angoli. <br>Nelle quattro vele sono raffigurati quattro putti contro un cielo azzurro, che rappresentano le stagioni, segno del passare del tempo e tema frequente delle raffigurazioni nelle ville. Il riquadro al centro racconta il mito secondo il quale Aurora si innamorò dell’eroe troiano Titone, ma si dimenticò di chiedere per lui l’eterna giovinezza. Alla fine, ridotto a sola voce lo trasformò in cicala. <br> Fanno da originale contrasto i leggeri e delicati stucchi realizzati nel tardo settecento dalla famiglia Capodilista che decorano con volute, tralci e camei le camere e i salottini. Lampadari in vetro e arredi antichi completano la dimora dando un carattere vivo e accogliente a tutte le stanze. L’elegante pronao ionico si erge maestoso sulla via e si riflette su canale Battaglia. Sul frontone è posto lo stemma in pietra della famiglia Molin, raffigurante la ruota di mulino. <br>Gli originali capitelli diagonali di cui sono adorne le colonne sono noti come “capitelli scamozziani” e sono ispirati al tempio di Saturno a Roma, che Scamozzi aveva visitato durante i suoi viaggi di studio in cui aveva studiato e ridisegnato le opere classiche. La loggia appare come una sala aperta, e se si considerano le balaustre interposte alle colonne e l’impiego di capitelli ionici con volute diagonali, non sembra errato considerare il pronao una facciata che richiede una visione di scorcio, offrendosi allo sguardo dei passanti sulla via e sul canale come su una strada cittadina. <br> Tre statue acroteriali di stile neoclassico decorano la sommità del pronao. Da qui Nicolò Molin e i suoi successori dominavano le loro terre, godevano di una bellissima vista sul giardino e accoglievano gli ospiti </p><p> <b>Il parco</b><br>Alberi secolari incastonano il maestoso giardino all’italiana, tra laghetti, ruscelli e ponti. Gli scenari sono diversi e suggestivi. Il giardino all’italiana rigorosamente geometrico con statue settecentesche è posto al lato sud, sul retro della villa si apre invece il giardino romantico. </p><p><b>L'attività della villa oggi</b><br>Villa Molin riapre le sue porte per accogliervi in una dimora ricca di fascino. Una residenza che ancora trasuda i fasti del passato e che più che mai, ancora oggi, è ideale per celebrare ogni ricorrenza o momento speciale da cristallizzare nella memoria e nel cuore. <br> E’ possibile effettuare visite guidate su prenotazione. Le visite possono essere sia in italiano che in inglese, accompagnati da un architetto esperto in restauro e storia dell’arte. <br> La villa inoltre offre un servizio su misura per organizzare qualsiasi tipo di evento.<br> Gli spazi interni e le diverse sale rendono la villa estremamente versatile e adatta a gestire momenti diversi. Il giardino all’italiana e il giardino romantico completano la villa e ne diventano il perfetto sfondo. <br>E’ possibile ospitare le auto all’interno della proprietà.</p>

External ID
29da1ce7-214b-43cd-9317-21340242b3b0
Localita
Area turistica
CAP
35142
Immagine di copertina esterna
Orari di apertura

<p><b>Per il calendario delleaperture consultare il sito di </b><a href="https://villamolinpadova.com/"><b>villa molin</b></a><b>.</b></p>

Comune
Padova
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Molin, Capodilista, Conti, Dondi dell'Orologio, Kofler - Villa Molin <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000350

Villa Mosconi, Bertani

Recapito mail
booking@mosconibertani.it
Coordinate geografiche
45.5015781, 10.9426269
Indirizzo
Via Novare
Descrizione formattata

<p>Nel cuore della Valpolicella Classica, culla di vini importanti quali l’Amarone, si erge Villa Novare, un complesso monumentale di tutto rilievo, che si colloca al centro di una verde conca delimitate da pendici boscose e da splendidi vigneti. L’impianto architettonico fu eretto nella prima metà del Settecento e si compone sia della villa padronale con una cappella consacrata e un parco secolare, che di una cantina ancora oggi perfettamente funzionante. </p> <p>Eccellenze della villa: L’interno ha subito molti rimaneggiamenti nel tempo, che hanno lasciato solo tracce delle decorazioni del Seicento o quelle più recenti dell’Otto-Novecento. Il salone delle Grazie, dove si notano i due stemmi dei Mosconi, comprende in altezza due piani della villa, divisi dalla balaustra in legno dipinto che li suddivide in due fasce orizzontali sovrapposte: - nella parte inferiore domina l’uso del finto bugnato; - nella parte superiore si trovano architetture fantastiche a trompe l’oeil, che danno una connotazione prospettica all’insieme. Le quattro stagioni e quindi lo scorrere del tempo (con un chiaro riferimento al contesto agricolo nel quale ci si trovava e ancora ci si trova) rappresentano il tema principale dell’affresco sul soffitto. Alla fine del Settecento anche a Verona cominciarono a diffondersi complessi naturalistici in armonia con la moda del tempo (inizio del Romanticismo), che vedeva prevalere il giardino all’inglese (paesaggistico, romantico, con piante esotiche, viali, luoghi isolati, finti angoli archeologici) su quello italiano, prevalentemente verde e regolare. Sulla quella scia i fratelli Giacomo e Guglielmo Mosconi sistemarono i terreni retrostanti alla villa, dando loro una duplice destinazione, di giardino e di bosco e costruirono il laghetto con l’isoletta al centro. </p> <p>Eccellenze del contesto: Verona, la Valpolicella e le sue dimore storiche.</p>

External ID
1ee3157f-a087-4668-8161-1fb2780941ec
Area turistica
CAP
37020
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Villa Mosconi, Bertani
Orari di apertura

<p>Orari di apertura: Lunedì-Giovedì 8,30-17,00 Venerdì 8,30-13,30 Sabato solo il mattino, orario da concordare. <br>Visite: Il piano terra della dimora, il parco e la cantina.</p>

Comune
Negrar (VR)
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Mosconi, Bertani - Tenuta Novare di Valpolicella srl <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000915

Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante

Sottotitolo
Il complesso architettonico ottocentesco di Villa Buzzati, oggi Ferrante, e della Villa rustica annessa sorge sulla sommità di un ameno colle che affaccia sulla valle dei torrenti Cordevole e Mis, alle pendici delle montagne sospirolesi tutelate dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: i Monti del Sole.
Recapito mail
albelvedere114@gmail.com
Coordinate geografiche
46.14055, 12.09669
Indirizzo
Via Belvedere, 114
Descrizione formattata

<p>Il complesso architettonico ottocentesco di Villa Buzzati, oggi Ferrante, e della Villa rustica annessa sorge sulla sommità di un ameno colle che affaccia sulla valle dei torrenti Cordevole e Mis, alle pendici delle montagne sospirolesi tutelate dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: i Monti del Sole. </p> <p>“Il canale del Mis è uno dei posti più romantici e selvaggi che abbia mai conosciuto. I segni esteriori del progresso minimi, le montagne ripidissime, dirupate, con un eccezionale gradiente di mistero” tanto da provare una “solitudine paragonabile a quella dei deserti”: così scriveva Dino Buzzati, universalmente noto come uno dei più grandi scrittori del Novecento. La spettacolare vista, che si gode dalla collina sulla quale sorge il complesso architettonico agricolo-padronale, ha dato il nome alla località: Belvedere. Nello storico edificato e pertinenze è ancora leggibile la tipologia insediativa originaria con il chiaro rapporto Villa-campagna. </p> <p>Eccellenze della villa: L'imponente fabbricato rustico, con la falda a padiglione verso la Villa padronale, testimonia il centro della vita rurale che ruotava attorno all'adiacente Villa veneta: l'abitazione contadina con la tipica stanza del “larin”, il manufatto in laterizio per il bucato (“liscia”), i portoni archivoltati del magazzino ( “tièda”) con il sovrastante granaio; la parte rustica ad uso agricolo della stalla con pavimentazione in acciottolato (cogolà) e le quattro colonne in pietra sopra le quali, al piano primo, si apre l'ampio volume del fienile. Caratteristico il suo porticato verso sud e il passaggio da est a ovest che permetteva di attraversare completamente il fabbricato anche ai mezzi agricoli. L'annesso rustico di Villa Buzzati è ora sede dell'omonima azienda agricola biologica “Al Belvedere di Toigo Carla”. </p> <p>Eccellenze del contesto: Il contesto paesaggistico attorno all'annesso rustico di Villa Buzzati-Ferrante risulta di pregio ambientale : il verde circostante, con l'alternanza di prato a zone boscate, mantiene il carattere rurale d'altri tempi restituendo alla vista una spazialità magnificente ed ariosa. Il laghetto nei pressi valorizza l'intero contesto rendendolo unico nella sua tipologia.</p>

External ID
8bf18418-84a0-4736-8de8-13c961db505d
Localita
Area turistica
CAP
32037
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante_04
Orari di apertura

Orari di apertura: Dalle ore 9:00 alle 17:00 con preavviso telefonico

Comune
Sospirolo (BL)
Informazioni importanti (nr. catalogo)

<p>Annesso rustico di Villa Buzzati ora Ferrante<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001654</p>

Villa Giustiniani

Sottotitolo
I giardini di Villa Giustiniani si estendono su una superficie di 5 ettari. Nel parco storico sono presenti alberi rari e secolari tra cui una magnolia grandiflora ed un cedro del Libano di dimensioni straordinarie. La primavera è la stagione ideale per ammirare le centinaia di varietà di rose antiche che compongono il roseto, e le altre fioriture primaverili tra cui le peonie, le graminacee e gli iris. In autunno il giardino si ricopre di bacche (cinorroidi) di varie dimensioni e colorazioni e fioriscono gli anemoni i colchicum e gli aster in vari colori. Di grande valore sono le collezioni di agrumi in antichi vasi di terracotta toscana ed in particolare di limoni, stupendi per dimensione e longevità.La visita, guidata dai proprietari, dura circa 1h30m e si adatta all'interesse del visitatore. Su richiesta è possibile visitare anche i saloni affrescati all'interno della villa, nell'ala seicentesca attribuita a Baldassare Longhena.
Recapito telefonico
Recapito mail
info@villavanzo.com
Coordinate geografiche
45.232552780177, 11.818506857178
Indirizzo
via Ronchi,4
Descrizione formattata

<p>I <b>giardini di Villa Giustiniani </b>si estendono su una superficie di <b>5 ettari</b>. Nel parco storico sono presenti <b>alberi rari e secolari </b>tra cui una magnolia grandiflora ed un cedro del Libano di dimensioni straordinarie. La primavera è la stagione ideale per ammirare le <b>centinaia di varietà di rose antiche </b>che compongono il roseto, e le altre fioriture primaverili tra cui le<b> peonie, le graminacee e gli iris</b>. In autunno il giardino si ricopre di <b>bacche</b> (cinorroidi) di varie dimensioni e colorazioni e fioriscono gli<b> anemoni i colchicum e gli aster </b>in vari colori. Di grande valore sono le <b>collezioni di agrumi in antichi vasi di terracotta toscana </b>ed in particolare di limoni, stupendi per dimensione e longevità.</p><p><br>La visita, guidata dai proprietari, esperti ed appassionati giardinieri,&nbsp;dura circa 1h30m e si adatta all'interesse del visitatore. </p><p>Su richiesta è possibile visitare anche i <b>saloni affrescati </b>all'interno della villa, nell'ala seicentesca attribuita a Baldassare Longhena.</p><p>Il Giardino è visitabile dal 1 aprile al 31 ottobre.<br>L'entrata è da via Ronchi 4, loc. Vanzo di San Pietro Viminario, a 5 km dall'uscita del casello autostradale di Monselice.</p>

External ID
68587ce0-c375-455f-a8a9-1df4ecf1d00b
Area turistica
CAP
35020
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Giardino di villa Giustiniani
Orari di apertura

Aperto dal 1 aprile al 31 ottobre. Visita su prenotazione: Lorenzo Giustiniani &nbsp;tel. 0429 719202, cell. 335 6049183 <a href="mailto:info@villavanzo.com">info@villavanzo.com</a&gt;

Comune
San Pietro Viminario PD
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Viaro-Giustiniani - Villa Giustiniani <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000481

Villa Morosini Cappello

Sottotitolo
La Villa, che sorge sulla riva sinistra del Brenta, rappresenta un esempio unico e geniale nell'ambito della grande architettura veneta nel secondo Cinquecento.
Recapito mail
protocollo@comune.cartigliano.vi.it
Coordinate geografiche
45.713966093574, 11.693873475394
Indirizzo
Piazza della Concordia, 1
Descrizione formattata

<p>La Villa, che sorge sulla riva sinistra del Brenta, rappresenta un esempio unico e geniale nell'ambito della grande architettura veneta nel secondo Cinquecento. La singolare costruzione databile presumibilmente verso la fine del secolo XVI (1560-1580) è attribuita all'architetto di scuola palladiana Francesco Zamberlan e ultimata dall'architetto Antonio Sardi. </p> <p>E' caratterizzata da un porticato e da un loggiato in stile ionico che la percorre in tutto il suo perimetro rettangolare, cosicchè nessun tratto di parete interrompe mai lo straordinario effetto pittorico e chiaroscurale. La Villa presenta, sia nell'esterno che nell'interno, soluzioni che pur presupponendo l'esperienza palladiana, sono del tutto nuove e originali, per cui la costruzione è destinata a rimanere un episodio architettonico isolato e irripetibile. Appartenuta ai Morosini, ai Cappello, ai Battaggia, ai Lampertico e ai Vanzo-Mercante, la Villa è oggi proprietà del Comune e sede municipale.</p> <p>Al piano primo della Barchessa Sud è situata la Biblioteca Comunale la cui parete di fondo, affrescata dal Maestro Bruno Breggion, racconta la storia del paese per immagini. Presso la ex Casa del Custode si trova il centro diurno anziani e si tengono conferenze, mostre, incontri pubblici.</p>

External ID
4c0306c4-8e70-4014-8e2b-1d7dcaef1888
Localita
Area turistica
CAP
36050
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Villa Morosini Cappello
Orari di apertura

<p>Orari di apertura:</p><p>Lun/Mart/Merc/Ven <i>:</i>10.00-13.00<br>Giov<i>: </i>8.30-12.30/16.30-18.30<br>Festività chiuso<br>Gruppi su appuntamento</p>

Comune
Cartigliano
Costo

Ingresso gratuito

Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Morosini, Cappello, Battaggia, Lampertico, Vanzo - Mercante, detta "il Palazzo" - Villa Morosini Cappello <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002893

Villa Paruta, Malgara

Sottotitolo
La villa è una compatta costruzione a forma di parallelepipedo alleggerita su un lato dal portico del XVII secolo a colonne doriche, in bizzarra asimmetria con la loggia pensile in stile ionico; è tradizionalmente attribuita al Palladio o ad un suo vicino collaboratore. All’interno conserva interessanti affreschi di scuola veneta, risalenti al XVI secolo.
Coordinate geografiche
0, 0
Indirizzo
Via Bagnara Alta, 11
External ID
ff4d0de1-5efd-4f6e-ba5f-1bdba73f71e5
Localita
Area turistica
CAP
Vo'
Immagine di copertina esterna
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Paruta Malgara<br> Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001343

Villa Sandi, Marcato, Ancilotto

Sottotitolo
Le origini di Villa Ancilotto sono strettamente correlate alla storia del territorio di Crocetta del Montello ed allo sviluppo che lo stesso ha avuto negli ultimi quattrocento anni.
Recapito mail
biblioteca@comune.crocetta.tv.it
Coordinate geografiche
45.8218624, 12.036222
Indirizzo
Via erizzo, 133
Descrizione formattata

<p>Le origini di Villa Ancilotto sono strettamente correlate alla storia del territorio di Crocetta del Montello ed allo sviluppo che lo stesso ha avuto negli ultimi quattrocento anni. Nel XVII secolo, nello stesso luogo in cui oggi sorge la Villa, esisteva una locanda-albergo denominata “Hosteria alla Crosetta”, molto nota e frequentata grazie alla posizione in prossimità dell’incrocio di quattro strade, vicino ad un ramo dell’importante canale Brentella. </p> <p>Nei primi anni dell’Ottocento Giovanni Marcato acquistò l’Hosteria dal nobile Sandi: successivamente il figlio Giovan Battista, sfruttando l’abbondanza di acqua del vicino canale, fece costruire il primo nucleo di una filanda che divenne un’importante impresa industriale. Allorchè Giovanna Marcato andò in sposa al conte Riccardo Ancilotto, la Crosetta e l’annesso edificio vennero trasformati nella residenza dei proprietari. </p> <p>La Villa venne strutturata su tre piani con una teoria di aperture ad arco di diversa grandezza che ne alleggeriscono la facciata e conferiscono dinamicità all’intera opera. Il primo piano è percorso longitudinalmente da un loggiato (con affreschi di fine ‘800) che trasmette ariosità e luminosità anche alle sale che l’affiancano. A sud, si estende un grande parco che impreziosisce la Villa e la avvolge in un’area invitante e rilassante. Divenuta proprietà del Comune di Crocetta del Montello, ospita la biblioteca, sale per mostre espositive delicatamente decorate e dal 1978 il museo di paleontologia “La Terra e l’Uomo” con collezioni di Pasqualetto e Krull. Fin dall’inizio il museo si è avvalso della stretta collaborazione con il Centro Studi Ricerche Ligabue di Venezia e nel tempo ha acquisito la connotazione di Museo Globale per la Sostenibilità. Ha frequenze annuali di oltre 12.000 visitatori. Villa Ancilotto è polo delle manifestazioni artistico-culturali, punto di ritrovo per rivisitare storia e tradizioni, palestra di formazione e studio aperta alle richieste del territorio. </p> <p>Eccellenze della villa: Il corpo della Villa si presenta su tre piani, con spazi ridotti al piano terra e al primo piano e un unico grande salone caratterizzato da capriate in legno a vista all’ultimo piano. Nel loggiato al primo piano sono presenti affreschi di fine ‘800, mentre le restanti stanze sono finemente decorate con riquadri delineati da fregi in stucco. La facciata a schema tripartito presenta delle aperture ad arco di diverse grandezze che conferiscono dinamicità e vivacità all’intera struttura. La Villa si affaccia su un bel parco caratterizzato da un viale di tigli secolari. </p> <p>Eccellenze del contesto: La Villa è situata nel Comune di Crocetta del Montello, in posizione strategica e centrale rispetto ad importanti siti storici, culturali, ambientali e paesaggistici del trevigiano e non solo. Inserita nel crocevia tra le colline di Valdobbiadene (Patrimonio dell’Umanità Unesco), il Montello e il Piave (scenari storici della Grande Guerra e ancor prima della Serenissima Repubblica di Venezia), le colline dell’asolano e il Massiccio del Monte Grappa. A due passi, inoltre, dal fascino delle Dolomiti e dalla magia della Laguna.</p>

External ID
6b7d700c-9e5e-42eb-88cb-1b674dde6ea7
CAP
31035
Immagine di copertina esterna
Testo alternativo
Villa Sandi Marcato Ancilotto
Orari di apertura

Orari di apertura: Martedì, Giovedì e Sabato ore 10 – 12:30 e 15 – 18:30 Mercoledì, Venerdì e Domenica ore 9 – 12:30 e 15 – 18 <br>Visite: Visite gratuite, individuali o guidate (su prenotazione). <br>Biglietto d'ingresso: Ingresso gratuito.

Comune
Crocetta del Montello (TV)

Museo Nazionale Villa Pisani

Sottotitolo
I Pisani di Santo Stefano, cui si deve la costruzione della Villa, costituivano un importante ramo del casato Pisani, antica famiglia patrizia veneziana, che, caduti in rovina, furono costretti a vendere la Villa a Napoleone Bonaparte l’11 gennaio 1807.
Recapito mail
info@museovillapisani.it
Coordinate geografiche
45.4083636, 12.0123531
Indirizzo
Via Doge Pisani, 7
Descrizione formattata

<p>I Pisani di Santo Stefano, cui si deve la costruzione della villa, costituivano un importante ramo del casato Pisani,&nbsp;<b>antica famiglia patrizia veneziana</b>. Arricchitisi enormemente nel corso del Trecento grazie ai traffici commerciali e alle rendite immobiliari, nel Quattrocento divennero proprietari di un ampio feudo nella bassa padovana e nello stesso giro d'anni intrapresero anche la costruzione del grande palazzo veneziano di Campo Santo Stefano (l'attuale conservatorio "Benedetto Marcello"), che giunse a termine solo nel Settecento. E fu proprio quest'ultimo il secolo d'oro della famiglia, che arrivò a ricoprire le più alte cariche della Repubblica di Venezia.&nbsp;<b>Alvise Pisani</b>&nbsp;(1664 - 1741) fu ambasciatore alla corte del Re Sole, il quale fu padrino di uno dei suoi figli, e venne poi&nbsp;<b>eletto doge nel 1735</b>. Ma la decadenza era già alle porte: il crollo della Repubblica (1797) prima, il vizio del gioco poi spinsero i Pisani a indebitarsi rovinosamente. Fu per questo che si trovarono costretti a vendere la villa a&nbsp;<b>Napoleone Bonaparte&nbsp;</b>che era diventato&nbsp;<b>re d'Italia</b>&nbsp;nel 1805, l'11 gennaio 1807, per 1.901.000 di lire venete.</p><p>La villa venne quindi donata dall'imperatore Bonaparte al figliastro <b>Eugenio di Beauharnais</b>, vicerè d'Italia, il quale commissionò una serie di lavori di ammodernamento che cambiarono l'aspetto di molte sale della residenza e del parco. </p><p>Nel 1814 le sorti dell'Europa, decise a Waterloo, portarono a Villa Pisani la famiglia imperiale asburgica, ora divenuta signora del regno Lombardo-Veneto. La dimora divenne così luogo di villeggiatura prediletto <b>dall'imperatrice d'Austria Marianna Carolina </b>e ospitò l'intero gotha dell'aristocrazia europea, dal <b>re di Spagna Carlo IV</b>, allo <b>zar di Russia Alessandro I</b>, dal <b>re di Napoli Ferdinando II</b>, al <b>re di Grecia Ottone </b>e molti altri. La brillante atmosfera di vita di corte ebbe termine nel 1866, quando il Veneto venne annesso al regno d'Italia. La Villa non entrò a far parte dei beni della corona di casa Savoia ma divenne invece <b>proprietà di stato</b>, perdendo così la sua funzione di rappresentanza. Non più abitata, <b>divenne museo nel 1884 </b>e fu meta di visita di personaggi quali <b>Wagner, D'Annunzio </b>(che vi ambientò una scena fondamentale del suo romanzo Il Fuoco), <b>Mussolini e Hitler </b>(il cui primo incontro ufficiale avvenne qui, nel 1934), <b>Pasolini </b>(che girò nelle sale della villa e nel parco un episodio del suo film Porcile). </p><p>Il <b>piano nobile</b>, formato da trenta sale, conserva affreschi, dipinti e arredi originali. Un grande sfarzo è raggiunto nella sala da ballo, posta al centro dell'edificio. <b>Giambattista Tiepolo</b>, massimo esponente della pittura settecentesca in Italia, vi affrescò, sul soffitto, la <b>Gloria della famiglia Pisani</b>, capolavoro salvo per miracolo, dal momento che ai primi dell'Ottocento stava per essere eliminato, nell'ambito del grandioso progetto di ammodernamento dell'edificio voluto da Eugenio di Beauharnais. Di particolare interesse è <b>l'appartamento napoleonico</b>, ricco di tesori: il grandioso letto a baldacchino sormontato dall'iniziale dell'imperatore, gli splendidi cassettoni opera dell'intarsiatore lombardo Giuseppe Maggiolini, prediletto dalle corti europee, i monocromi di Giovanni Carlo Bevilacqua che narrano il mito di Eros e Psiche ed i preziosi mobili in stile Impero realizzati appositamente per villa Pisani. All'interno della Sala da Pranzo la tavola è apparecchiata con un servizio di piatti usato dalla corte napoleonica. </p><p>Il <b>parco</b>, vincitore del premio “Parco più bello d'Italia 2008”, occupa un'intera ansa del naviglio del Brenta, per un'estensione di ben <b>11 ettari </b>e un perimetro esterno di circa 1.500 metri. Venne realizzato su progetto dell'architetto padovano <b>Girolamo Frigimelica </b>de' Roberti. Nel Settecento la spettacolare vista era arricchita da broderies con grandi statue colossali ai lati. L'organizzazione del parco per lunghe prospettive richiama i modelli francesi applicati da Andrè Le Nôtre a Versailles e si incrocia con la tradizione veneta del giardino cintato, aperto mediante portali e finestre che prolungano le viste sul Brenta. L'Ottocento austriaco si caratterizzerà, invece, per la grande attenzione dedicata alla botanica in vaso e in terra, con le serre tropicali e l'inserimento di grandi esemplari arborei, prima che il revival del '900 introducesse lunghe siepi di bosso e la grande vasca d'acqua del parterre.<br></p>

External ID
ce28f94a-dd4f-42da-b77b-1b613daa75ba
Localita
Area turistica
CAP
30039
Immagine di copertina esterna
Orari di apertura

<p><b>Da domenica 27 ottobre 2024 a sabato 29 marzo 2025</b>&nbsp;l'orario sarà il seguente:<br><br>-&nbsp;<b>DAL MARTEDI' AL GIOVEDI'</b>, dalle 9.00 alle 14.00;<br>-&nbsp;<b>DAL VENERDI' ALLA DOMENICA e nei FESTIVI</b>, dalle 9.00 alle 18.00 (l'ultimo ingresso alla villa e al parco è alle ore 17:00 con uscita obbligatoria entro le ore 18.00)<br>-&nbsp;<b>CHIUSURA SETTIMANALE</b>: lunedì (aperto i lunedì festivi con chiusura posticipata al martedì).</p><p><b>Da domenica 30 marzo a 25 ottobre 2025</b>&nbsp;l'orario di apertura al pubblico del museo sarà il seguente:<br><br>-&nbsp;<b>DA MARTEDI' A DOMENICA</b>&nbsp;dalle 9,00 alle 20,00 (la biglietteria chiude alle ore 19:00) USCITA OBBLIGATORIA DAL PIANO NOBILE DELLA VILLA ENTRO LE 19:30<br>-&nbsp;<b>CHIUSURA SETTIMANALE</b>: lunedì (aperto i lunedì festivi con chiusura posticipata al martedì).</p><p><b>Ultimo accesso consentito alla biglietteria un'ora prima della chiusura</b>.</p>

Comune
Stra (VE)
Costo

<p>Aperta i lunedì festivi, con chiusura il martedì.</p><p><b>Biglietto intero: </b>14.00€</p><p><b>Biglietto solo Parco:</b> 8.00€</p><p><b>Biglietto ridotto Villa + Parco:</b> 8.00€&nbsp;(possessori di AREA ARTE CARD e residenti Unione dei comuni della Riviera del Brenta e Terra del Tiepolo: residenti nei comuni di Campagnalupia, Campolongo, Camponogara, Dolo, Fiesso, Fossò, Martellago, Mira, Mirano, Noale, Noventa Padovana, Pianiga, Salzano, Santa Maria di Sala, Scorzè, Spinea, Stra, Vigonovo).</p><p><b>Biglietto ridotto Villa + Parco:&nbsp;</b>€ 4,00 (giovani 18-25 anni).</p><p><br><b>Biglietto gratuito</b>: per i minori di 18 anni e per quanto previsto dalla legge; Possessori di Venetian Heritage Membership Card (valida per due persone) e&nbsp;visitatori ogni prima domenica del mese</p><p><br></p><p><br></p>

Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Pisani, detta "Nazionale" - Museo Nazionale Villa Pisani <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001614

Villa Tornieri

Recapito mail
fondazione@caritas.vicenza.it
Coordinate geografiche
45.538873137775, 11.515990852618
Indirizzo
Via Bellini, 10
External ID
22e228bd-e231-4845-ac12-19bcfe7bc214
Localita
Area turistica
CAP
36100
Immagine di copertina esterna
Orari di apertura

<p>Per visite alla Villa prenotare all'indirizzo e-mail: <b>cultura.istruzione@comune.quintovicentino.vi.it<br></b></p>

Comune
Vicenza (VI)
Informazioni importanti (nr. catalogo)

Villa Cogollo, Arsiero, Tornieri, Da Schio, Villardi, Mosconi, Zarontello&nbsp;<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A05000001548