Villa Baglioni
Lo diceva il commediografo Carlo Goldoni, che il casato dei Baglioni possedeva in campagna una delizia detta Massanzago: <br>“Fursi un logo no gh’è più ameno e vago”. <br>La villa prende il nome dall’omonima famiglia d’origine bergamasca che elesse questo luogo a dimora estiva. La casa potrebbe essere quella costruita da Antonio Lombardo, nel 1663. Alla morte di Antonio il complesso passò al fratello Alvise che lo completò così come lo si può vedere in un dipinto del Carlevarijs. <br>Con l’avvento dei Baglioni la casa prese le fattezze di un palazzo solenne e prepotente, confermando la vocazione agreste. L’interno, al piano nobile, vede protagonisti un giovanissimo Giambattista Tiepolo in una delle prime imprese del maggiore pittore del Settecento. Egli inscenò il mito di Fetonte, esplosione del nuovo linguaggio pittorico veneziano che sarà dominante sino al Neoclassicismo. A seguire, nella metà del Settecento, Antonio Zucchi decorò i soffitti del piano terra: sette tondi affrescati e una serie di stucchi.<br>
<p>Orari di apertura:</p><p>Lunedì e Sabato: dalle 9:00 alle 12:00 </p><p>Martedì, Mercoledì: dalle 14:00 alle 18:00</p><p>Chiuso domenica e festivi. </p><p>Ingresso 5 euro, per gruppi 3 euro.</p>
Villa Pegolotto, Baglioni - Villa Baglioni <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000547
Casa del Petrarca
<p>Alla Casa del Petrarca vi si accede passando sotto un arco che immette nel primo orto, il <b>citerior</b>, cioè l'antico viridarium dove il Petrarca amava piantare l'alloro, la vite, il pomo, e a lui tanto care, le piante aromatiche. </p><p>Anche oggi il visitatore si trova tanto verde: nell'antico viridarium bassi arbustri di bosso disegnano un piccolo labirinto. </p><p>La casa non la costruì il Petrarca ma preesisteva e, secondo la tradizione, gli sarebbe stata donata dal signore di Padova, <b>Francesco il Vecchio da Carrara</b>. </p><p>Il Petrarca però vi apportò alcune modifiche, sulla facciata aprì alcune finestre, ne fece un unico alloggio, con due unità abitative, tenendo per sè e i suoi familiari la parte inferiore e riservando la superiore alla servitù. </p><p>Dopo la sua morte ci furono altri cambiamenti. Alla metà del XVI secolo il nobile padovano Pietro Paolo Valdezocco abbellì la rustica dimora, fece costruire la graziosa loggetta dalle linee rinascimentali e la scaletta esterna. Nelle stanze al piano superiore fece dipingere lungo le pareti scene ispirate al <b>Canzoniere</b>, ai Trionfi e all'Africa e adornò le cappe dei camini. </p>
<p>Per maggiori informazioni sugli orari di apertura controllare il sito.</p>
Casa del Petrarca <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500003634
Villa Foscarini Rossi
<p>A Stra, non lontano da Venezia e Padova, lungo il fiume Brenta, vicino a Villa Pisani, sorge il complesso architettonico del 17° secolo chiamato Villa Foscarini Rossi. Secondo le usanze aristocratiche, la famiglia Foscarini mandò a chiamare architetti famosi come Vincenzo Scamozzi, Francesco Contini, Giuseppe Jappelli, pittori e decoratori, come Pietro Liberi e Domenico de Bruni, e affidò loro il compito di creare e decorare una casa che enfatizzasse l'importanza della famiglia.</p><p>Dopo un accurato restauro, che ha valorizzato le purissime linee architettoniche e gli importanti affreschi, l'intero complesso della Villa e Foresteria è stato aperto al pubblico, con l'intento di renderlo vivo così come era stato pensato e voluto dai nobili Foscarini. <br></p><p>I saloni della Villa sono diventati sede museale, mentre quelli della Foresteria ospitano convegni, meeting, ricevimenti, concerti, esposizioni.<br></p><p>La Villa ospita infatti il “Museo della calzatura”, che raccoglie i modelli più rappresentativi della produzione di Rossimoda, che da anni realizza le calzature dei più famosi stilisti italiani, francesi e americani.</p>
<p>Da Aprile a Ottobre 2025: </p><ul><li>dal Lunedì al Venerdì: 9.00 - 13.00</li> <li>Sabato e Domenica: 14.30 - 18.00</li> </ul>
<p><b>Per le visite guidate la prenotazione è consigliata</b> e i contatti di riferimento sono (con la segnalazione di contattarli in orario di apertura del Museo): </p> <p>Tel: 049 9801091 (interno 2 Museo)</p> <p>mail: <u>infomuseo@villafoscarini.it</u></p>
<ul> <li>Biglietto intero € 8,00</li> <li>Biglietto ridotto € 6,00 Over 65, Studenti fino ai 26 anni, Giovani tra i 12 e i 18 anni, Gruppi di minimo 15 persone</li> <li>Biglietto gratuito Under 12, Disabili, Accompagnatori, Giornalisti, Guide turistiche, Membri ICOM</li> <li>Biglietto comprensivo di visita guidata (riservato alle visite della domenica alle ore 17.00) € 15,00</li> </ul> <p><b>Pagamenti in loco</b></p> <p><i>Nei giorni in cui saranno prenotati eventi nell’edificio Foresteria, questa sarà chiusa al pubblico così come il giardino; in queste occasioni verrà applicato il biglietto ridotto a tutti i visitatori e le visita guidata sarà erogata al prezzo di 10 euro.</i></p>
Villa Foscarini, Negrelli, Rossi - Villa Foscarini Rossi <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001606
Villa Cornaro Farsetti Benvenuti
<p>Le prime notizie sul complesso che oggi viene chiamato Villa Benvenuti risalgono all'inizio del XVI secolo, quando il mecenate veneziano Alvise Cornaro riceve in eredità dallo zio Alvise Angeglieri il podere sul colle che sovrasta Este. Cornaro decide non solo di realizzare un edificio ma anche di metter mano al giardino per realizzarvi un teatro all'aperto di stile greco. </p><p>Ne affida il compito all'architetto veronese Gian Maria Falconetto del cui intervento rimane l'arco trionfale. </p><p>All'inizio del 1700 la proprietà passa alla famiglia dei Farsetti. Si deve probabilmente al Farsetti l'ampliamento di quello che era il piccolo edificio del Cornaro nella Villa in una forma simile a quella attuale. </p><p>La sistemazione del Parco nelle sue attuali forme venne avviata a metà dell'800 da Adolfo Benvenuti: è probabile che ne abbia affidato il compito a Giuseppe Jappelli. Oltre al parco l’intervento riguardò anche la pineta sovrastante, che costituisce un peculiare profilo della città di Este.</p><p> </p><p><i></i>Eccellenze della villa<b>: </b>Arco trionfale attribuito al Falconetto; Parco la cui architettura è attribuita a Giuseppe Jappelli, Villa, serra e scuderie.</p><p> </p><p><br></p><p><br></p>
<p>Orari di apertura<b>: </b>Su appuntamento</p> <p><i></i>Visite:<b> </b>Parco e scuderie della Villa</p> <p><br></p>
Villa Cornaro, Farsetti, Benvenuti - Villa Benvenuti Cornaro <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002802
Castello Estense
Tra il 1140 e il 1146, Guglielmo III Adelardi dei Marchesella fece costruire in Polesine delle strutture difensive, piccoli ma ben strutturati castelli per proteggere le sue proprietà dalle mire e dalle insidie degli Estensi. Di queste antiche fortificazioni rimane in Polesine soltanto il castello di Arquà Polesine, una delle realtà medievali più interessanti e meglio conservate del territorio. Soltanto con il definitivo passaggio ai Veneziani nel 1482, il complesso perde la funzione difensiva per essere trasformato in una vera e propria residenza nobiliare, di cui ancora oggi sono osservabili gli affreschi con scene mitologiche realizzati tra la seconda metà del XVI secolo e l'inizio del XVII. Attualmente il castello è proprietà e sede del Comune di Arquà Polesine.
Castello Estense, Diedo, Da Mula, Traves dei Bonfili - Castello Estense, sede municipale <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000720
Villa Pojana
<p><b>Villa Pojana Miniscalchi-Erizzo-Bettero-Chiarelli</b> fu commissionata all'Architetto Andrea Palladio dal Vicentino Bonifacio Pojana, appartenente a una famiglia strettamente legata alla Repubblica di San Marco. Il progetto, ideato da Palladio alla fine degli anni Quaranta del Cinquecento, giunse a compimento nel 1563, sebbene solo una barchessa del progetto originale fosse effettivamente realizzata. La villa fu completata nel secolo successivo, quando i discendenti di Bonifacio Pojana fecero erigere un ulteriore corpo edilizio sulla destra, ispirato nelle modanature delle finestre alla facciata palladiana.</p><p>Il piano principale è caratterizzato da una grande sala rettangolare, coperta da una volta a botte, che domina l’intero ambiente. Intorno ad essa si distribuiscono le sale secondarie, ciascuna coperta da volte di diversa tipologia, richiamando la simbologia delle antiche strutture termali e creando un'atmosfera di continuità con l'antichità classica.</p><p>Dal 1996, <b>Villa Pojana</b> è inclusa nella lista dei <b>Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO</b>, insieme alle altre ville palladiane del Veneto, riconosciute per il loro valore storico e architettonico eccezionale.</p> .<br>
<p>La Villa è aperta al pubblico ogni<b> Mercoledì, Sabato, Domenica e nei giorni festivi, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.</b><br><b>Ogni prima domenica del mese sarà possibile visitarla gratuitamente con orario continuato, dalle 10:00 alle 18:00. </b>Si precisa che l'ingresso gratuito è solo la prima domenica del mese. <p>Per maggiori dettagli:<br>• Email: info@villapoiana.it<br>• Tel: +39 351 322 6843 (durante gli orari di apertura)</p></p><p><br></p>
<p><b>Tariffe di ingresso</b></p> <ul> <li> <p><b>Adulti (maggiorenni)</b>: € 5,00</p> </li> <li> <p><b>Gruppi famiglia</b> (genitori e figli):</p> <ul> <li> <p>3 persone: € 10,00</p> </li> <li> <p>4 persone: € 12,00</p> </li> <li> <p>5 persone: € 15,00</p> </li> <li> <p>Oltre 5 persone: € 20,00</p> </li> </ul> </li> <li> <p><b>Studenti universitari</b> (italiani o stranieri): € 2,00</p> </li> <li> <p><b>Iscritti a enti e associazioni di tutela e valorizzazione beni culturali, ambientali, paesaggistici convenzionati con IRVV</b>: € 2,00</p> </li> <li> <p><b>Comitive</b> (max. 25 persone per gruppo; oltre tale numero la visita sarà suddivisa e scaglionata per esigenze di tutela e sicurezza): € 75,00</p> </li> <li> <p><b>Visite scolastiche</b> (per classe, max. 25 persone; oltre tale numero la visita sarà suddivisa e scaglionata per esigenze di tutela e sicurezza): € 25,00</p> </li> <li> <p><b>Biglietto cumulativo "TOUR Ville Venete IRVV"</b> (se attivo e con validità entro il 31.12 dell'anno di acquisto, per Villa Venier-Contarini a Mira (VE) e Villa Pojana a Pojana Maggiore (VI)): € 7,00</p> </li> </ul> <p><b>Ingresso gratuito per:</b></p> <ul> <li> <p><b>Bambini e ragazzi sotto i 18 anni</b></p> </li> <li> <p><b>Adulti oltre i 65 anni</b></p> </li> <li> <p><b>Persone disabili e/o fragili</b> (compreso un accompagnatore)</p> </li> <li> <p><b>Donne in gravidanza</b></p> </li> <li> <p><b>Festeggiato il giorno del compleanno</b></p> </li> <li> <p><b>Sposi nell’anniversario di matrimonio</b></p></li> </ul>
Villa Pojana, Miniscalchi-Erizzo, Bettero, Chiarello - Villa Pojana <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001513
Villa Querini Stampalia, Montanari, Taccoli, detta “Persa”
<p><b><i></i>Eccellenze della villa: </b>Chiesa benedettina del 1000 Affreschi del Falconetto (1400) Portale d’ingresso (1501) Pozzo e barchesse del 1500 Le facciate merlate della Villa (1500) I saloni delle feste La soffitta monumentale con panoramica a 360° Brolo, giardino e aia</p><p><b><i></i>Eccellenze del contesto: </b>Antica Chiesa parrocchiale di Pressana, Villa Grimani a Pressana, Villa Cainacqua a Caselle di Pressana, Museo Archeologico di Cologna Veneta, Città murata di Montagnana, Monastero di San Salvaro, Castello di Bevilacqua.</p>
Dalle 9 alle 20 tutti i giorni con prenotazione consigliata. Prenotazione obbligatoria per i gruppi.
Ingresso e visita guidata: 3 euro.
Villa Querini Stampalia, Montanari, Taccoli, detta “Persa” - Villa Querini Stampalia <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001158
Villa Barchessa e Parco Melchiorre Cesarotti
Un posto particolare nella storia di Selvazzano lo occupa Melchiorre Cesarotti (1730-1808): fu scrittore, traduttore, poeta e linguista. Egli concepì la villa di Selvazzano non solo come una residenza di campagna, ma come un luogo simbolico che riassumesse gli aspetti essenziali della sua cultura, tra arcadia, illuminismo e aperture preromantiche. <br>Cesarotti definiva il giardino della villa come un "poema vegetabile", che doveva costituire la realizzazione più compiuta della poetica già illustrata nel "Ragionamento sopra l’origine e i progressi dell’arte poetica" (1762), poi sviluppata nel "Saggio sulla filosofia del gusto" (1785), e praticata nella celebre traduzione dell’Ossian. Una poetica che privilegiava la natura rispetto alla civiltà, la sensibilità rispetto al razionalismo, l’immaginazione rispetto all’artificio. <br>Intorno al 1792 l'illustre letterato avviò un’opera di trasformazione della sua residenza di campagna che chiamava "Selvaggiano" e vi impiegò quasi dieci anni, alla fine dei quali ne uscì un'opera carica di significati letterari e filosofici. A visitare la villa e il giardino furono anche Madame de Stael e Ippolito Pindemonte. All'esterno sono stati recentemente restaurati e valorizzati il parco romantico e la barchessa.
Villa Cesarotti, Fabris<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500001293
Villa Roberti
<p><b>Cenni storici<br></b>La casa sulla quale i Roberti costruirono (tra il 1549 e il 1553) il loro Palazzo fu edificata sulle rovine del castello Macaruffo di cui resta la Torre Medievale, poi adibita a colombara.<br>Il progetto per la realizzazione del complesso – dimora e barchessa- fu affidato da Girolamo Roberti all’architetto Andrea della Valle.<br>Nel “Palazzo”, gli esterni, la loggia, il salone, la sala d’entrata vennero affrescati dallo Zelotti, dal Fasolo e da Paolo Veronese, con raffigurazione di scene mitologiche tratte da la Metamorfosi di Ovidio e con figure rappresentati le Virtù e i Giganti.<br>Negli affreschi recentemente scoperti al piano superiore della Villa, c’è un curioso gioco di rinvii tra il paesaggio esterno e quello affrescato.</p> <p>Nella seconda metà del XVIII secolo vengono apportati dei cambiamenti e delle aggiunte al “Palazzo” per volere di Girolamo Frigimelica, divenuto nel frattempo proprietario del complesso Roberti per matrimonio, al fine di trasformarlo da azienda produttiva a luogo di villeggiatura. I cancelli in ferro battuto vengono realizzati nel 1741, ad opera del Valentini, mentre la Cappella è opera di Francesco Frigimelica.</p> <p>Nel 1786, il complesso Roberti-Frigimelica passa, per via testamentaria, ad Alvise Selvatico, successivamente ai De Lazara – Brusantini. Quindi, nel 1859, a Stefano Breda ed infine nel 1861, alla famiglia Salom, che ne mantiene la proprietà sino ai primi del XX secolo.<br>Subentrarono poi i Treves de’ Bonfili, e nel 1964 la villa e le adiacenze vengono acquistate dall’Ente Ville Venete, che aliena il bene nel 1974 al Prof. Giampiero Bozzolato, oggi gestita e curata dall’Ass. ViviLa Villa Roberti.<br></p> <p><b>Il Parco e il Bosco<br></b>Il Bosco, recentemente restaurato, grazie all’aiuto del Comune di Brugine, è oggi visitabile. Al suo interno percorsi botanici e dedicati ai bambini.<br>Si ha una prima notizia della sistemazione di terreno a giardino, attraverso la lettura di una polizza del 1615 riferita a Girolamo Roberti, figlio di Francesco. Nel 1668 e nel 1771, sempre dalla lettura di antichi documenti, sappiamo che il giardino occupa la dimensione di un campo padovano.<br>La Guida di Padova e Provincia del 1842, sottolinea che il giardino del Marchese Domenico de Lazara a Brugine “fu tra i primi della nostra provincia a dare l’esempio dei giardini che si ad domandano inglesi”.<br>In realtà il parco all’inglese vero e proprio si deve datare al 1830, cioè quando erano già stati progettati e in via di realizzazione alcuni dei più importanti giardini jappelliani, quali Treves de’ Bonfili a Padova, Cittadella,Vigodarzere a Saonara e Meneghini a Battaglia Terme. E’ scomparso gran parte dell’originale assetto compositivo, resta inalterata l’estensione della superficie del parco e del brolo, nel quale sono ancora presenti le serre e la peschiera, coperta dal boschetto di noccioli.<br>Esistono ancora sparsi qua e là tra il verde, reperti di antichi manufatti in mattoni, due statue di putti, e nella zona a mezzodì, la lapide voluta da Giuseppe Salom.<br>Meritano attenzione la particolare selezione di rose, che si trovano lungo il Parco e i giardini della Villa<br></p> <p><b>La Villa e la famiglia Roberti<br></b>Villa Roberti è testimonianza delle origini e dello splendore del Rinascimento pittorico e architettonico veneto.<br>La famiglia Roberti era una delle più influenti di Padova per il prestigio degli incarichi diplomatici e per l’enorme ricchezza accumulata grazie all’attività di banchieri.<br>Attorno al 1544, il canonico Girolamo commissionò all’architetto Andrea da Valle l’edificazione del complesso monumentale destinato a diventare la dimora dei Roberti, sopra le fondamenta del medievale Castello dei Maccaruffo, di cui tutt’ora rimane la Torre e il pozzo gotico antistante la Barchessa.<br>Andrea da Valle, coevo di Palladio e Falconetto, celebre per i suoi interventi a Santa Giustina in Prato della Valle e al Duomo di Padova, terminò i lavori nel 1553. Contemporaneamente un gruppo di pittori provenienti da Verona – Zelotti, Fasolo ed altri – attorno al 1550, fu chiamato ad affrescare i muri esterni e i saloni interni della Villa.<br></p> <p><b>La Torre del castello dei Maccaruffo<br></b>La Torre trecentesca assieme al pozzo davanti alla barchessa sono tutto ciò che resta del Castello dei Maccaruffo, sulle cui rovine fu costruita la villa. Sulla torre sono ancora visibili tracce di affreschi con lo stemma dei Carraresi, a cui i Maccaruffo restano fedeli fino alla sconfitta. Nei secoli successivi la torre fu adibita a colombara, ma grazie a recenti restauri è stata riportata alla sua bellezza originaria,ed attualmente è adibita ad appartamento.<br></p> <p><b>La barchessa</b><br>La barchessa risale alla fine del ‘400 ed è un tipico esempio di architettura funzionale all’attività agricola della villa. Al suo interno si trovano due grandi camini rinascimentali, il portico cadenzato da otto archi poggia su colonne ingentilite da capitelli con lo stemma dei Roberti.<br></p> <p><b>Gli affreschi del Rinascimento</b><br>I Dipinti a fresco delle sale e delle mura esterne della Villa sono certamente tra i primi lavori eseguiti dal gruppo di artisti veronesi. Realizzati dal 1550, furono eseguiti da GiovanBattista Zelotti, Paolo Veronese e Antonio Fasolo.<br>La famiglia Roberti, raffigurata nelle due scene di vita nella loggia, accoglie il visitatore che, attraverso il vestibolo delle Grottesche e dei Paesaggi (la Laguna e i Colli Euganei) accede al sontuoso Salone del Piano Nobile, caratterizzato dal soffitto decorato alla sansoviniana. Zelotti, affresca otto scene mitologiche tratte dalle Metamorfosi di Ovidio, che narrano degli amori tra divinità e mortali. Risultano interessanti le figure dei Giganti e delle Virtù delle sovrapporte e l’episodio di Venere e Adone.<br>Al piano superiore troviamo lo Studiolo, decorato dagli affreschi Amor sacro e amor profano eseguito da Zelotti ed artisti veronesi.<br>La finta tappezzeria a maglie, ad imitazione di un damasco broccato, oro e argento, che decora le altre stanze rappresenta il primo esempio di una serie di repliche del modulo disegnativo che Paolo Veronese utilizzerà in tessuti dipinti nelle proprie tele a partire dal 1552 (figura della Giustizia di Soranza) a conferma di una continuità di moduli decorativi utilizzati.<br>Le storie narrate negli affreschi servivano da monito e da esempio alla coppia di giovani sposi, Francesco e Lucia Roberti, ai quali era stata destinata la villa.<br>Al pian terreno è visitabile la cucina antica con il camino, e il pavimento ancora con l’originale inclinazione, che serviva a far defluire le acque, e la stanza del pozzo con le fondamenta del castello medioevale e la cisterna.<br></p> <p><b>Gli stucchi del Settecento</b><br>Nella prima metà del Settecento vennero apportati alcuni cambiamenti per volere di Girolamo Frigimelica per trasformare la villa da azienda produttiva a luogo di villeggiatura.<br>Risalgono a quel periodo gli eleganti stucchi settecenteschi che impreziosiscono le altre sale del piano nobile – la Sala da Pranzo, la Sala della Musica, la Quadreria – e la deliziosa cappella interna, opera del Frigimelica (1707). Nel 1786 il complesso passa per via testamentaria al Alvise Selvatico, successivamente ai de Lazara. Quindi nel 1859 ai Breda ed infine nel 1861 alla famiglia Salom, ai primi del Novecento subentrano i Treves de’Bonfili..</p>
APERTA ogni prima domenica del mese dalle 8:00 alle 18:00 in occasione del Mercatino <br>VISITE GUIDATE: giorno del mercatino: alle 11:00 – 15:00 o su prenotazione tutti i giorni, minimo 4 persone
Villa Roberti, Frigimelica, Bozzolato - Villa Roberti <br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500000476
Villa Miari De Cumani
<p>Il complesso Villa e Parco Miari de Cumani, una Villa-Castello con annesso Parco Romantico Ottocentesco, si trova a sud della Provincia di Padova e dei Colli Euganei immersa in un vasto panorama agricolo. </p><p>La Villa-Castello in stile neo-gotico e veneziano ha origini medievali: la prima testimonianza scritta Trecentesca narra di una Casa-torre, primo nucleo di insediamento della famiglia Cumani, che tuttora abitano la villa, giunti nella tenuta nella seconda metà del Duecento. Nel corso dei secoli la villa si è trasformata da grande residenza agricola a villa signorile e borghese: negli anni Settanta del Novecento, Antonia Miari de Cumani decide di rendere visitabili dieci sale della villa che ospitano numerosi cimeli e memorie delle famiglie e dei personaggi che hanno vissuto nella tenuta. Di sala in sala si scopre la storia locale più autentica fra avi scrittori, eroi di guerra, influenti politici e arguti imprenditori, come ad esempio Giacomo Miari de Cumani, primo imprenditore dell'automobile in Italia.<br><br>Il Parco, che si estende su una superficie di otto ettari, risale al 1856, quando Osvaldo Torquato Paoletti, architetto paesaggista della scuola dello Jappelli ottiene la commissione del Conte Felice Miari, di progettare un parco in stile romantico e giardino all'inglese sostituendo il preesistente Brolo. Ispirandosi ad una leggenda medievale che narra il rapimento di Elena Fontana da parte della Strega Gilda del Deserto ambientata nel 1180, Paoletti crea il Parco Miari de Cumani. Il Parco grazie a molteplici e suggestive scenografie naturali amplificate o alleviate dalle luci, ombre o condizioni meteorologiche della giornata è capace di suscitare nel visitatore emozioni davvero straordinarie. Al suo interno, immersi nella natura, si trovano anche particolari strutture architettoniche tra cui un Ninfeo, un tempio in stile neoclassico dedicato a Camillo Benso Conte di Cavour e una Casetta Svizzera. Non mancano rari esemplari di Taxodium disticum, Fagus sylvatica e Pino nero d'Austria e alberi plurisecolari.</p>
<p>Da martedì a domenica : 14:30 - 19:30</p> <p>Su prenotazione: 328.2859215</p>
<p>Parco + Villa - 10,00 euro a persona: visita guidata interni + visita libera parco con mappa.<br>Solo Parco - 7,00 euro a persona: visita libera del parco con mappa.</p><p>Si suggerisce di verificare sempre l'attualità dei prezzi contattando il n° +39 328 285 9215</p>
<p>Villa Miari De Cumani<br>Nr. Catalogo IRVV (Istituto Regionale Ville Venete): A0500002853</p>